San Sebastiano al Vesuvio. Al via la festa del pane

A San Sebastiano al Vesuvio la prima Festa del pane vesuviano per ottenere il riconoscimento Unesco e presentare la Cittadella del pane in un bene confiscato alla camorra. Domani, mercoledì, la presentazione del programma. “Il pane è un alimento irrinunciabile ma anche una fonte di reddito oltre che un prodotto che rispecchia la cultura e la tradizione dell’area vesuviana e, per la prima volta, sarà celebrato con tre giorni di iniziative nel corso dei quali saranno raccolte le firme per il riconoscimento della lavorazione del pane vesuviano nel patrimonio immateriale dell’Unesco e si farà il punto della situazione sulla Cittadella del pane che sta nascendo in un bene confiscato alla camorra. Sabato per sostenere la “merendina” salutare sarà distribuito pane e pomodoro gratis a tutti i partecipanti”. Lo hanno detto i promotori di HapPANEs, la prima festa del pane, che sarà presentata domani, mercoledì 16 maggio alle 10.30, nel Gambrinus di Napoli. A illustrare le motivazioni e il programma delle iniziative ci saranno la direttrice artistica della manifestazione, Giuseppina D’Alessio, Mimmo Filosa, presidente regionale dell’Unipan, sindacato dei panificatori, il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Salvatore Sannino, e il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli

Pollena Trocchia. Insieme per costruire: inaugurato il comitato elettorale

Inaugurato nella serata di ieri il comitato elettorale di “Insieme per Costruire”, la lista civica a sostegno di Carlo Esposito, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Pollena Trocchia. Grande affluenza e grande entusiasmo nella sede di Corso Umberto I, 51, il locale che ha già ospitato i comitati per le elezioni del 2008 e del 2013, entrambe vinte da Insieme per Costruire, il gruppo che ancora una volta si propone con responsabilità e competenza alla guida del paese, questa volta sostenendo la candidatura dell’architetto cinquantacinquenne. Carlo Esposito, nel presentare tutta la squadra che sarà al suo fianco, ha voluto anzitutto sottolineare il rammarico per la mancata presentazione di una lista alternativa a quella da lui guidata. «Dispiace che i nostri avversari politici non siano riusciti a mettere insieme una squadra alternativa. Il confronto su diversi programmi, visioni ed idee di sviluppo del paese rappresenta un arricchimento per la vita democratica da cui la nostra comunità cittadina avrebbe sicuramente potuto trarre giovamento» ha detto Esposito ai tanti cittadini di Pollena Trocchia presenti ieri all’inaugurazione del comitato. «Siamo tuttavia convinti – ha aggiunto il candidato sindaco – che all’interno del nostro gruppo ci siano competenze e sensibilità capaci di rappresentare le istanze dell’intero paese. Sotto il logo “Insieme per Costruire” si riuniscono infatti amministratori uscenti che hanno già avuto modo di dimostrare il loro impegno e la loro competenza e volti nuovi della politica, volenterosi di fornire il loro apporto per la crescita del paese, uomini e donne, giovani e meno giovani che ricoprono diversi ruoli del mondo professionale».

Saviano, Rifiuti: a giovedì 24 maggio il Tetra Pak sarà conferito nella frazione multimateriale

Parte la campagna informativa.   A partire da giovedì 24 maggio 2018, il conferimento delle confezioni Tetra Pak avverrà non più nella carta bensì nella frazione multimateriale (imballaggi in plastica, alluminio e confezioni Tetra Pak) per incrementare la qualità dei materiali da avviare a recupero. Ogni utenza, sia domestica che commerciale, riceverà un pieghevole informativo in cui saranno illustrate tutte le indicazioni per effettuare correttamente la raccolta differenziata nell’ambito della campagna informativa denominata “Ci sono anch’io”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Saviano in collaborazione con Tetra Pak Italia e Comieco, è volta ad informare i cittadini residenti sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti differenziati e su una importante novità: il conferimento appunto delle confezioni Tetra Pak non più nella carta bensì nella frazione multimateriale (imballaggi in plastica, alluminio e confezioni Tetra Pak). “Una variazione che ci consentirà di incrementare la percentuale di raccolta differenzia, oltre ad aumentare la qualità dei materiali da avviare a recupero – dice il Sindaco Carmine Sommese – invitiamo dunque i cittadini ad una corretta separazione dei diversi materiali riciclabili e di osservare orari e giorni di conferimento indicati nei materiali informativi, prestando attenzione alle nuova modalità di conferimento delle confezioni Tetra Pak”. “Dai dati emerge come ci siano margini di miglioramento quantitativo e qualitativo differenziata dei cartoni per bevande tipo tetra pak nella raccolta multimateriale. Per questo materiale Comieco garantisce il riciclo e il riconoscimento dei corrispettivi dell’Accordo Anci-Conai, dice il Responsabile Ufficio Sud di Comieco Giacinta Liguori. “Tetra Pak da sempre è impegnata nello sviluppo sostenibile e nella valorizzazione delle risorse e, grazie al Protocollo d’intesa siglato con Comieco nel luglio 2003, nella promozione della raccolta differenziata e del riciclo delle proprie confezioni su tutto il territorio nazionale. Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: infatti nel 2017 sono state riciclate in Italia 26.000 tonnellate di cartoni per bevande, pari ad oltre un miliardo e cinquecento milioni di confezioni postconsumo. Con questa iniziativa confidiamo di incrementare ulteriormente i quantitativi avviati al riciclo, destinando così importanti risorse in altre produzioni industriali a beneficio di tutta la collettività.”, aggiunge Lorenzo Nannariello Responsabile ambiente di Tetra Pak Italiana SpA”.

Crisi Auchan Napoli e Catania: il ministero si dichiara impotente. Prossimo incontro il 30 maggio

“Non abbiamo gli strumenti legislativi idonei a impedire la chiusura dei due ipermercati”. I dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico chiudono così il primo confronto tenuto oggi pomeriggio al Mise sulla delicata vertenza relativa alla chiusura e al contestuale abbandono degli ipermercati Auchan di Napoli via Argine e di Catania La Rena. Il dirigenti del Mise nel dichiarare di non poter fare nulla di fronte a questa situazione hanno invitato le parti a rivedersi negli impianti destinati alla chiusura per concordare misure idonee  a contrastare la crisi occupazionale e produttiva. Dunque, l’esito di questo primo incontro al Mise è stato sostanzialmente negativo, nemmeno interlocutorio. Pesa su tutta quanta questa vertenza l’assenza di un governo ma la sensazione che la crisi finanziaria sia feroce è stata confermata dalla negatività di questo primo incontro ministeriale. A ogni modo oggi è stato concordato che le parti si rivedranno il 30 maggio a Roma. Ma la situazione resta in bilico. Per Catania La Rena non è stato trovato ancora l’acquirente mentre il potenziale compratore di Napoli via Argine ieri ha dichiarato ai sindacati che senza il loro consenso non acquisirà la metà dell’attuale ipermercato partenopeo. Si perché non  si sa che fine dovrà fare il piano di sopra della struttura insieme a circa 70 dei 138 addetti. E’ una fase dunque ancora “di studio”. L’ipermercato di Napoli rimane intanto chiuso per via dell’assemblea permanente dichiarata dai lavoratori ben 42 giorni fa.

“Cercando bambina”, il nuovo romanzo di Anna Santoro, presentato a Napoli a “Il tempo del vino e delle rose”

La scrittura poetica di Anna Santoro scandaglia il rapporto madre-figlio svelandone complessità, chiaroscuri, imprescindibilità.   Una donna che non ricorda nulla del suo passato vive da sola in una piccola casa e osserva da una “finestra sul cortile” le vite degli altri. Ogni tanto un uomo senza nome, apparentemente sconosciuto, le porta cibo, vestiti, la accudisce. La memoria di Francesca, questo è il suo nome, affiorerà lentamente e porterà alla luce un dramma tremendo, in una cornice di storie di donne segnate dalla sopraffazione e dalla violenza. Storie tutte simili, storie specchio, come quelle delle persone e dei bambini che Francesca vede dalla sua finestra e che si aprono come altre finestre, in un effetto domino, a svelare alla protagonista la verità sul suo passato. La realtà che Anna Santoro fotografa è la quotidianità degli “esclusi” di oggi: quello che ha perso il lavoro per la crisi e non riesce a risollevarsi, le donne immigrate, la donna anziana e sola, quelle coinvolte nei guadagni cosiddetti “facili”, che facili non sono perché il prezzo che si deve pagare è la rinuncia alla dignità di persona. Le donne di questo romanzo sono delle combattenti, donne che resistono al di là delle loro stesse forze alla prepotenza e alle violazioni e scoprono la grazia della solidarietà femminile, umile, sommessa, potente. Perché anche se le provenienze sono diverse e le storie personali anche, le accomuna l’esperienza dello sradicamento e della resistenza. E gli uomini? Ci sono. Sono gli autori delle violenze e delle sopraffazioni, oppure l’uomo che ama Francesca, ma non riesce a farlo fino in fondo, fino a scegliere di condividere con lei la vita, o quello che diventerà padre attento e affettuoso solo dopo che la sua compagna si spezzerà sotto il peso delle responsabilità in un dramma doloroso e catartico. Ma il “core” del romanzo è preannunciato dal titolo: la ricerca della madre/figlia perduta. La madre che abbiamo avuto e quella che avremmo voluto avere, la madre che siamo o potremmo essere, il bambino/figlio perduto che vorremmo ritrovare e che siamo noi stessi. In questo romanzo non c’è il finto amore materno da pubblicità dei biscotti, c’è l’amore materno vero, quello difficile, quello che mescola passione, legame, rifiuto, indifferenza, antipatia, comprensione, affinità, diversità. Silenzi difficili da decifrare e parole che non si dovrebbero pensare. Francesca recupera la memoria attraverso la distanza (la finestra sul cortile), con l’aiuto delle altre storie e delle altre persone (notizie dallo spazio) e giunge “di fronte al dolore”. Lì non c’è salvezza, non c’è superamento. Le ferite non si chiudono. C’è un’altra cosa: “la meraviglia della poesia (e della follia)”, il capitolo che chiude questa intensa storia d’amore per l’amore. E la poesia (e la follia) che abbraccia e alla fine salva la protagonista è, nelle parole di Anna Santoro, fatta di “persone, persone, persone, persone, una marea di gente che.” Una rete di presenze capaci al di là di tutto di affetto e solidarietà. A questo punto dell’autrice bisogna, però, ancora dire qualcosa. Anna Santoro è poetessa e scrittrice, ma anche studiosa. E’ stata presidente dell’associazione Araba Fenice, è tra le fondatrici della Società delle Letterate, è impegnata da sempre in battaglie civili e politiche, è femminista e ricercatrice di storia delle donne. E’  suo, ad esempio, il “Catalogo della produzione femminile italiana a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli (dalle origini della stampa al 1860)” del 1984. E il suo percorso di studiosa e di attivista, come anche quello di poetessa, si sente tutto nelle pagine di questo romanzo, che lega il vissuto di ognuna a quello delle altre, che coniuga disincanto e lirismo, interiorità e politica. Il libro è stato presentato a Napoli, al Caffè del vino e delle rose, l’11 u.s., alla presenza dell’autrice, che ha letto personalmente dei brani scelti, da Donatella Trotta, giornalista autrice e curatrice di libri, Simona Marino, docente di Filosofia morale e delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, e Francesco Di Domenico, giornalista e scrittore. Anna Santoro, Cercando Bambina, Ali&No editrice, aprile 2018

Belvedere Santa Maria a Castello, Allocca: “No a decisioni che escludano le Paranze”

“Da appassionato di musica, estimatore di Mia Martini e sostenitore convinto del festival a lei dedicato a Somma Vesuviana, dico che la decisione di intitolare alla celebre cantante il belvedere di Santa Maria a Castello va necessariamente rivista. Per dare un nome all’area di Santa Maria a Castello, infatti, vanno sentite le Paranze, che vivono quella zona da sempre: un loro parere è indispensabile prima di procedere a qualsiasi intitolazione”. Celestino Allocca, consigliere comunale di minoranza e già candidato sindaco di Forza Italia, interviene sulla questione dell’intitolazione dell’area del belvedere di Santa Maria a Castello a Mia Martini.

Spiega ancora Allocca: “La priorità, ora, è restituire quell’area ai cittadini, renderla autenticamente fruibile, valorizzarla. Successivamente, dovranno essere coinvolte le Paranze sommesi. Se da loro dovessero arrivare indicazioni diverse, il legame tra Mia Martini e questo territorio potrà comunque essere suggellato attraverso l’intitolazione di altre strade, altri punti della città. Intanto, il Comune può fare molto di più per sostenere il festival, un evento importante che dà lustro a Somma Vesuviana”.

Assunzioni pilotate al comune di Acerra: scattano gli interrogatori. Nell’indagine 14 incarichi a parenti di politici locali. Indaga anche l’Anac

Assunzioni di parenti e amici dei politici: scattano gli interrogatori. I carabinieri della caserma di Castello di Cisterna hanno ascoltato alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, e alcuni partecipanti al concorso per l’assunzione a tempo determinato nella polizia municipale. L’inchiesta è del pubblico ministero della Procura di Nola Arturo De Stefano. Contemporaneamente l’Anac di Raffaele Cantone, l’Autorità anti corruzione, ha scritto di aver individuato anomalie in questa vicenda invitando il Comune a fornire chiarimenti. Al centro della storia ci sono 14 assunzioni a tempo determinato di figli e nipoti di consiglieri comunali di maggioranza, di esponenti di partiti e di ex dirigenti comunali. E’ una vicenda fatta emergere da una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, alla Corte dei Conti, all’Anac e al prefetto di Napoli, del Movimento Cinque Stelle. C’era stato inoltre un documento sottoscritto da 6 ex consiglieri comunali delle opposizioni di centrodestra e centrosinistra inviato all’ex prefetto di Napoli Pantalone sul presunto comportamento omissivo della maggioranza. La polemica era iniziata nel 2016, quando il j’accuse delle opposizioni era stato puntato sul genero dell’ex presidente del consiglio comunale, Domenico De Luca, assunto a tempo determinato, nel 2015, in municipio come tecnico ambientale, nonostante il concorso fosse stato vinto da un’altra persona, un ingegnere chimico. Nei giorni successivi sono poi state operate dal comune altre assunzioni, sempre a tempo determinato e sempre tramite concorso pubblico: 14 persone. 13 sono state prese come poliziotti municipali: 7 al comune di Acerra e 6 a quello di Frattamaggiore. Gli assunti sono quasi tutti (tranne uno ) di Acerra e quasi tutti imparentati con altrettanti politici locali. Un’altra persona era stata assunta, anche in questo caso per concorso, nel settore dei servizi sociali: la cugina di un consigliere comunale di maggioranza. Tra i poliziotti municipali reclutati ad Acerra figuravano due figli di responsabili locali di partito, un figlio e un nipote di due consiglieri comunali, la moglie di un ex consigliere comunale e il figlio di un ex dirigente municipale. Tra i 6 vigili che invece sono stati assunti nel comune di Frattamaggiore ci sono il nipote di un attuale assessore comunale di Acerra e i parenti di altri politici acerrani. Le opposizioni avevano segnalato che “tutte le assunzioni sono avvenute col metodo dello scorrimento dei bandi, metodo vietato dalla legge per i contratti a tempo determinato”. Gli interrogatori effettuati negli ultimi giorni scaturiscono da un’opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia penale inoltrata dallo stesso pubblico ministero De Stefano al giudice delle indagini preliminari. L’opposizione all’archiviazione porta la firma dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Il gip ha quindi accolto la richiesta dell’ecologista disponendo la riapertura dell’indagine. Il pubblico ministero De Stefano ha quindi fatto scattare l’ascolto dei politici locali e di chi ha partecipato ai concorsi. Ma c’è cautela. “Non posso rilasciare dichiarazioni: ci affidiamo alla magistratura”, commenta Cannavacciuolo.

Somma Vesuviana, il «belvedere» di Castello intitolato a Mimì? Si aspetta dal 2015

Era giugno 2015 quando Ciro Castaldo, presidente dell’associazione culturale L’Universo di Mimì, poco dopo il successo di pubblico del debutto di quel che poi diverrà il consolidato Festival Mia Martini, scrisse alla Commissione Toponomastica di Somma Vesuviana per chiedere di intitolare all’artista il Belvedere di Santa Maria a Castello, con la dicitura «In queste terre, supportata da un pubblico affettuoso, preparò il suo rientro sulle scene. A questi luoghi saldò il suo canto di amore e di libertà…» con data di nascita e morte di Mimì, 20 settembre 1947/12 maggio 1995.  Era invece aprile 2016, poco meno di un anno dopo, quando la commissione toponomastica (allora composta da Salvatore De Stefano, Rosa Anna Monzione, Arcangelo Rianna, Alessandro Masulli e Anna Bruno) dette parere unanime positivo alla proposta.  A maggio dello stesso anno, sindaco Pasquale Piccolo, la giunta comunale deliberò in merito (delibera di giunta n.70 del 26 maggio 2016) stabilendo di intitolare l’area adiacente il campo di bocce, il Belvedere appunto, a Mia Martini, acquisendo pure il parere di regolarità tecnica.   Siamo a maggio 2018, il  Mia Martini Festival accoglie artisti di fama nazionale ed oltre, miete successi di pubblico ed è “corteggiatissimo” da altre realtà limitrofe, ma il belvedere ancora non porta il suo nome. Non sappiamo, certo, pur essendoci già a Palazzo Torino – dall’era Piccolo – tutti gli atti pronti e finiti, se siano mai giunte le autorizzazioni che occorrono in casi di cambio toponimi e se dunque l’amministrazione Di Sarno possa procedere. Fatto sta che lo stesso sindaco in carica, rilasciando una dichiarazione per le note stampa del  Mia Martini Festival2018, ha testualmente detto: «A Mia Martini siamo molto legati e, una volta riqualificato l’arredo urbano di Santa Maria a Castello, le intitoleremo un belvedere che porterà dunque il suo nome». Intenzione ribadita sul palco del Summarte. Del resto, come ci trovavamo a raccontare nel luglio dello scorso anno, una delibera del commissario prefettizio stanziava 51 mila euro (delibera n. 110 del 25 maggio 2017) approvando un intervento di manutenzione straordinaria e di riqualificazione, somma che fu reperita dalle economie disponibili di un mutuo acceso per un altro progetto di recupero ambientale e paesaggistico mai realizzato. Per procedere, su un programma che portava la firma di Mena Iovine allora responsabile del settore, mancavano soltanto  i pareri(che poi arrivarono) di Sovrintendenza ed Ente Parco. Era stata avviata anche la gara,  mai bandita perchè la Iovine fu spostata dagli uffici dei Lavori Pubblici. Ma un altro anno è passato per quell’area che già una volta fu riqualificata (era il 2012) con i fondi Por Campania. Il Parco Vesuvio si occupò invece, con i fondi del Pit Vesevo, di riqualificare la parte a valle dove fu realizzato un campo di bocce per gli anziani, il parco giochi e una fontana con pedana in legno. Al Comune spettò allora la riqualificazione della struttura adiacente alla Chiesa, quella che oggi ospita il museo etnostorico, e la piazzetta vicina.  L’area del Belevedere non fu mai inaugurata ed è stata negli anni oggetto di numerosi raid vandalici.    

L’Agguato, l’ospite di questa settimana: Umberto Saetta, candidato sindaco M5S ad Ottaviano

Umberto Saetta
Un diploma da geometra, già tecnico e consulente dell’Ente Parco Vesuvio, oggi Umberto Saetta lavora come guida escursionistica freelance, principalmente nel Parco Nazionale del Vesuvio, collaborando con alcune aziende vinicole locali per le quali si occupa di visite guidate in azienda, di vendita e di rappresentanza. Saetta sarà ospite della rubrica «L’Agguato» alle 19 di domani, mercoledì 16 maggio. L’intervista andrà in diretta streaming sulla pagina Facebook di Il Mediano. Vi presentiamo, in anteprima sul nostro magazine, l’ospite di turno. Umberto Massimiliano Saetta è uno dei quattro competitor per la carica di sindaco ad Ottaviano. Per l’appuntamento alle urne del 10 giugno prossimo dovrà vedersela con il sindaco uscente Luca Capasso, Andrea Nocerino e Francesca Ambrosio. Da consuetudine pentastellata, ha con sé un’unica lista, quella del Movimento appunto. Quarantotto anni, sposato e padre di due figli, Saetta è nato e vive ad Ottaviano. Lavora come Guida del Parco Vesuvio e guida ambientale AIGAE (associazione italiana guide ambientali escursionistiche), freelance.  Ha un legame particolare con la montagna e tiene a ribadirlo. «Amo la sua maestosità imperante, la continua possibilità di mettere alla prova come una sfida con sé stessi» – dice. Un diploma di geometra e un’esperienza da studente lavoratore alla facoltà di Architettura. «Ho lavorato come tecnico in diverse attività sempre legate alla tutela dell’ambiente – spiega – spesso svolgendo anche due lavori insieme. Ho tentato di conseguire la laurea e lavorare al contempo, collaborando con validi professionisti, fino al servizio militare».  Non è diventato architetto, Saetta, ma ha accumulato esperienze lavorative nel settore che gli era – e gli è ancora – più congeniale: è stato consulente e tecnico dell’Ente Parco Vesuvio, lavorando alla realizzazione della rete sentieristica nonché alla pulizia e alla bonifica delle microdiscariche nell’area protetta. Ha lavorato per il Bacino Napoli 5, nel settore della raccolta differenziata, ricoprendo molteplici incarichi (gestione operai, organizzazione servizio raccolta, controllo e qualità, responsabile unico autoparco, responsabile di sede distaccata). Per alcuni anni è approdato ad Italialavoro, occupandosi di un progetto di riqualificazione ambientale e coordinando i Lavoratori Socialmente Utili (Lsu) della Regione Campania. Nel 2008, concluso il corso come Guida Parco Vesuvio, decise di dedicarsi a questa attività per la quale aveva conseguito anche il brevetto di Guida AIGAE in virtù del quale può operare come guida escursionistica su tutto il territorio nazionale. Da maggio a luglio dello scorso anno, 2017, ha operato con una borsa lavoro al Comune di Ottaviano, collaborando alla risoluzione dell’emergenza incendi come volontario. Del resto, il volontariato ricorre spesso nelle esperienze di Saetta che è stato vicino all’associazione Legambiente intitolata a Mimmo Beneventano. «Ho collaborato con Legambiente quasi per un quarto di secolo – rammenta Saetta – preoccupandomi di difendere la nostra terra, divulgare le sue bellezze, educare alla legalità le migliaia di ragazzi passati dai beni confiscati gestiti dall’associazione». Con Legambiente, Saetta è stato volontario di Protezione Civile a Sarno, in Molise, nelle Marche, responsabile di campo in Spagna durante la tragedia dell’affondamento della petroliera Prestige dinanzi alle coste della Galizia. Con Libera e Legambiente, ha collaborato alla realizzazione di campi di volontariato, sia italiani, sia stranieri. Per anni si è occupato di incendi boschivi nel Parco, seguendo i progetti di avvistamento. «Mai però mi sarei aspettato – dice – di vivere quanto accaduto a luglio 2017, quando ho collaborato a stretto contatto con il sindaco di Ottaviano fino alla fine dell’emergenza, difendendo insieme a tanti – ottavianesi e non – la nostra terra». Saetta non è mai stato candidato. Quanto all’esperienza politica, è stato tesserato con la FGCI da studente, con il Partito Comunista Italiano negli anni ‘89/90, con Rifondazione Comunista fino al 2010. Due anni dopo, iniziò quella che chiama «la sua avventura» con il Movimento 5 Stelle. «Sono stato comunista e conservo gelosamente il mio background formativo – sottolinea – e non mi definisco una persona di sinistra bensì un “rivoluzionario” che crede fermamente nel cambiamento dell’attuale status quo per migliorare la società». Oggi, è candidato sindaco nella sua città, l’unico tra i quattro competitor che non abbia esperienze amministrative e che non abbia mai ricoperto una carica pubblica. Se gli si domanda perché, lui risponde: «Lo ha voluto quel fantastico gruppo che ostinatamente stiamo costruendo tutti insieme e che cresce e matura ogni giorno di più. Un gruppo coeso, unico, diverso, la vera essenza della biodiversità sociale che salda trasparenza ad onestà. Onestà anche intellettuale». Il programma del Movimento 5 Stelle, che ha di recente inaugurato il suo comitato elettorale in viale Elena, si basa su cinque punti: cittadino, ambiente, turismo, cultura, lavoro/sviluppo. L’appuntamento con Umberto Saetta è alle 19 di domani, mercoledì 16 maggio, in diretta streaming sulla pagina Facebook di Il Mediano.it.      

Ottaviano/Amministrative 2018, la candidata sindaco Ambrosio: «Soltanto io rappresento il Centro Sinistra»

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa che arriva dal comitato di Francesca Ambrosio, candidata sindaco ad Ottaviano e che porta la sua firma accanto alla sigle di Pd, Sinistra Unita e Mdv. Leggo , con stupore di alcuni organi di informazione locali che riportano erroneamente la notizia che il candidato Andrea Nocerino con la sue liste rappresentino il Centro Sinistra. Ribadisco, con forza e nettezza, che sono l’unica e riconosciuta, anche a livello nazionale, dai singoli partiti e movimenti candidata del Centro Sinistra al comune di Ottaviano. Le liste che sostengono, infatti, la mia candidatura, sono Partito Democratico , Sinistra Unita ( Liberi e Uguali e Partito Socialista Italiano) e la lista civica Movimento Democratico Vesuviano di inequivocabile ispirazione riformista. Pertanto, il Centro Sinistra ad Ottaviano è rappresentato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE da Francesca Ambrosio, candidata a Sindaco, e dalle liste che mi onoro di rappresentare. Stigmatizzo con forza ogni tentativo di strumentalizzare e confondere l’elettorato di Ottaviano e Vi invito a fornire in tal senso, una corretta e puntuale informazione. La candidata Sindaco Francesca Ambrosio