Sant’Anastasia, l’ex sindaco Esposito: «Sarò candidato alle comunali del 2019»

Carmine Esposito
Da qualche giorno, su un manifesto che annunciava una manifestazione pubblica nel circolo di via Verdi dove Esposito è solito tenere le sue riunioni, si leggeva: «Verso le elezioni amministrative». I simboli a corredo sono quelli già noti: «Alleanza per Sant’Anastasia», «Arcobaleno» e «I Cittadini prima di Tutto». Che l’ex sindaco, pur con una condanna a un anno e due mesi (per tentata concussione per induzione, pena condizionalmente sospesa) sia candidabile ed eleggibile era già noto e del resto, siccome la sentenza risale a ottobre 2017, nella primavera del prossimo anno questo non conterebbe ai meri fini della candidatura. Tra l’altro gli avvocati di Esposito hanno proposto appello alla sentenza già a gennaio 2018. Certo è quantomeno singolare che si annunci la propria candidatura alla carica di sindaco quasi un anno prima delle elezioni ma, tant’è, era nell’aria da molto tempo. In pratica fin dal giorno stesso della sentenza, quando pur essendosi sempre professato innocente, Esposito brindò anche apprendendo della (mite) condanna, sapendosi candidabile.   Il suo intervento di ieri sera (martedì 10 luglio) nel circolo di via Verdi ha avuto come fulcro – racconta chi era presente (ma dovrebbe essere presto disponibile una ripresa video) – soprattutto l’annuncio, questo per lui pare inappellabile: sarà candidato sindaco. Evidentemente contro più competitor, ma soprattutto contro Lello Abete, attuale primo cittadino e a capo di un governo nato da una costola della stessa amministrazione Esposito. Quindi abbiamo chiesto, e non è la prima volta, all’ex primo cittadino nonché aspirante tale, come sarà una competizione elettorale «in famiglia». «La questione è politica, non familiare – ha risposto Esposito raggiunto al telefono poco dopo il convegno pubblico di ieri sera – si è consumato un tradimento ai danni di un programma politico e io contesto questo ad Abete». Nel suo intervento di ieri – nel quale pare non abbia risparmiato (ma non è una sorpresa) strali ai danni di personaggi politici locali e funzionari comunali – Esposito ha messo in chiaro quali saranno i temi della sua campagna elettorale: una «rivoluzione» della macchina amministrativa, le questioni urbanistiche al primo posto, il Parco Nazionale del Vesuvio, il suo cavallo di battaglia per le misure mai arrivate a fronte dei vincoli della Zona Rossa istituita dalla legge regionale 21, il palazzo Nicola Amore che ancora si spera di riprendere dopo il contratto di comodato ventennale rescisso dall’amministrazione Abete, la questione dei finanziamenti sovracomunali. «Ho anche detto – aggiunge Esposito – che nessun dipendente comunale dovrà votare per me. So che non lo farebbero a prescindere, però è meglio metterlo bene in chiaro. Nessuno di loro, dopo, potrà dirsi mio elettore».
Ciro Pavone
Accanto ad Esposito, solo *Ciro Pavone – ex capostaff prima dell’ex sindaco e per un periodo più breve di Lello Abete – che ha a sua volta annunciato la candidatura in una delle liste che sosterranno Esposito e che sarà, come già in passato, coordinatore della campagna elettorale. «Mi sono soffermato, nel mio intervento – spiega Pavone – soprattutto sulla necessità di eleggere una classe dirigente che abbia peculiarità ben precise e capacità, non possono esserci consiglieri comunali che non dicono una parola in cinque anni di mandato, che non fanno una proposta, che non sono in grado di proferire un fiato in aula.  Io sono candidato fin d’ora e ho detto, rivolgendomi principalmente agli amici e alle persone che mi sostengono come pure ai familiari, che laddove si aspettassero io sia eletto consigliere soltanto per agire come tanti negli ultimi dieci anni, possono tranquillamente votare per tutti ma non per me. Non farò, da consigliere, piaceri personali a nessuno ma sarò impegnato anima e corpo per il territorio, per il paese, tentando di risolvere i problemi della collettività, a prescindere dalle appartenenze e dalle ideologie. Chi vuole aspiranti consiglieri che guardano gli interessi di pochi, che portano le buste della spesa a casa delle persone, che pagano bollette, che mettono mano alla tasca per contributi in cambio di voti, stia lontano. I cittadini devono avere la forza e il coraggio di dire no agli amici, di dire no ai parenti e votare le persone che ritengano potenzialmente in grado di risolvere i problemi del paese». Pavone si è poi soffermato sulle «commissioni e sugli osservatori» di recente istituzione in città. «Mi spiace che siano coinvolte anche persone alle quali mi legano rapporti familiari e amicali, ma la politica è una cosa seria e queste nomine a distanza di meno di un anno dalle elezioni hanno il chiaro intento di coinvolgerle anzitempo nel proprio progetto politico». *Ciro Pavone è stato, fino a qualche settimana or sono, opinionista della rubrica L’Agguato di ilmediano.it, naturalmente il suo annunciato impegno diretto in una campagna elettorale, sia pure ancora da cominciare, è incompatibile con questo ruolo nell’appendice di una testata giornalistica che la campagna elettorale dovrà seguirla dando a tutti i competitor i medesimi spazi, anche con le dirette social nelle quali ci ha finora brillantemente accompagnato. Ringraziamo dunque Ciro per aver, prima ancora di dichiarare le sue intenzioni “elettorali”, manifestato con correttezza estrema il suo proposito di lasciare l’impegno finora preso con ilmediano.it. Naturalmente potrà tornarvi, se vorrà, da ospite. (ds)  

“Scétate, bella mia”: e Ferdinando Russo “mandò “ la serenata a Annie Vivanti, nuova “fiamma” di Carducci…

La Napoli della “Belle Époque”: luglio 1891. Le cene a Posillipo e al Vomero, in onore di Carducci e della Vivanti, e la storia della serenata che fu “mandata” sotto i balconi dell’Hotel Washington , dove alloggiavano il poeta maremmano e la sua giovane “fiamma”. L’elogio di Carducci alla città di Napoli: “Poesia, filosofia, martirio: gloria italica di Napoli nella storia del mondo: Repubblica Partenopea, Cimarosa”.   Ai primi di luglio del 1891 Giosué Carducci arrivò a Napoli: il ministro lo aveva pregato di venire a dare un’occhiata di controllo agli esami di licenza che si tenevano presso gli istituti superiori. Vi arrivò con la pompa del poeta “ laureato “, la cui voce era già la voce della Nazione: prima di partire aveva informato del suo imminente arrivo tutti i napoletani che contavano nel mondo della cultura: e non erano pochi, in quegli anni fortunati. Vi arrivò accompagnato da Annie Vivanti, che aveva allora 25 anni, e che l’anno prima aveva pubblicato il suo primo libro di poesie: presentato, con parole commosse, proprio da Carducci. “ Chi non ha letto, oramai, e ammirato le sue liriche audaci e schiette ? “: fu questo il delicato benvenuto che Matilde Serao diede, dal “ Corriere di Napoli “, alla giovane poetessa che illuminava con la sua bellezza  la già canuta maturità del poeta maremmano. La società letteraria accolse Carducci secondo le regole del gusto napoletano. L’ossequio fu rispettoso, ma nessuno si sbracciò: non ci fu un  eccesso di salamelecchi. La sera del 4 luglio  la coppia venne invitata  a una  cena  offerta  dalle redazioni dei più importanti giornali napoletani. La cena si “ celebrò “ a Posillipo, allo “ Scoglio di Frisio “, il ristorante dei fratelli Musella, che era il tempio primo della cucina napoletana di mare. Accanto a Carducci e ad Annie Vivanti c’erano, quella sera,  Matilde Serao, Raffaele Montuoro, redattore capo del “ Pungolo “, Eugenio Sacerdoti, direttore del “ Don Marzio “, Luigi Conforti,  Giuseppe Pessina,  dandy,  romanziere, autore di romanze da salotto: un personaggio straordinario, che tentava di essere grande come suo padre Enrico, il celebre avvocato, ma seguendo strade assai diverse. E c’erano altri eroi di quella Napoli umbertina, – la Napoli dell’ Epoca Bella –, che meriterebbe d’essere ancora raccontata:  Roberto Bracco e Mario Giobbe, giornalisti del “ Corriere di Napoli “;  Francesco Cimmino, l’allievo di Michele Kerbaker, poeta, conferenziere, orientalista,  che poi insegnò italiano e latino al “ Vittorio Emanuele “;  Giulio Scalinger, direttore del “ Fortunio “. E  c’era Ferdinando Russo, esultante per il successo che Napoli tributava, in quei giorni, alla sua raccolta di versi “ ‘N paraviso “. Racconta Giovanni Artieri che, riscaldato dall’ammirazione dei presenti e dal Capri che accompagnava le ostriche e la “ ‘mpepata di cozze “,  Carducci scrisse sull’” album “ del ristorante questo vortice di parole : “ Lieto sempre di ammirare Napoli, così fieramente eroica, nel sacrificio e nella morte, come il suo cielo è bello per l’amore e per la voluttà. Poesia, filosofia, martirio: gloria italica di Napoli nella storia del mondo: Repubblica Partenopea, Cimarosa.” Pochi giorni dopo in un altro ristorante di Posillipo ci fu una cena in onore della Serao e della Vivanti, e Carducci brindò con lacryma del Vesuvio “ alla salute della più forte prosatrice d’Italia e della forte poetessa, splendido rigoglio di una nuova lirica.”. Quello che successe poi è una storia colorata di leggenda. Secondo Artieri, fu “ mandata “ una serenata  alla Vivanti. Sotto i balconi dell’ Hotel  Washington, a via Medina, dove Carducci e la poetessa alloggiavano, il “ concertino “,  inviato, secondo alcuni, solo da Ferdinando Russo, e, secondo altri,  da Ferdinando Russo e dai suoi amici, tutti ammaliati dalla bellezza della giovane donna, il “ concertino “, dicevamo,  cantò “ Scetate “.  Ha scritto qualcuno che Ferdinando Russo compose la poesia proprio per la Vivanti. In realtà l’aveva scritta quattro anni prima, e subito Mario Costa l’aveva musicata: era nata, così, per la miracolosa convergenza di due “ illuiminazioni “, una straordinaria canzone, in cui, osserva Paliotti, “ la figurazione della battuta anticipa di un cinquantennio la beguine.”. Era fatale che la canzone diventasse il cavallo di battaglia dei posteggiatori che “ portavano “ le serenate e che su di loro cadessero, dai balconi, nuvole di fiori e tempeste di secchi d’acqua. Molti anni fa,  durante la cena che concludeva un’edizione del “ Premio di poesia “ dedicato da Ottaviano a Salvatore Di Giacomo,  sentii Paliotti recitare i primi versi del capolavoro di Ferdinando Russo : “ Si duorme o cchiù  nun duorme, bella mia, / siente pe’ ‘nu mumento  chesta voce./ Chi te vo’  bene assale  sta mmiez’ a  via / pe’  te cantà ‘na canzuncella doce.”. E l’arte finissima con cui Paliotti sottolineò le pause e prolungò le vocali accentate del primo e del quarto verso contribuì a convincermi definitivamente di quanto fossero assurde certe classifiche di poeti e quanto miopi certi programmi della scuola italiana. Due giorni dopo, la comitiva letteraria “carducciana” si riunì da “ Pallino “, celebre trattoria del  Vomero, in cui si servivano le più famose parmigiane di  Napoli e, in rapporto alla qualità, i conti meno salati.  Ferdinando  Russo recitò i versi della sua poesia dedicandoli a  Carducci e alla giovane poetessa: e come finì di recitare,  i posteggiatori e tutti i commensali  cantarono “ Scetate “ : “ E’ ‘nu ricamo, ‘sta mandolinata !/ Scetate, bella mia, nun cchiù durmì.”. Carducci notò l’incantamento di Annie – sembrava che la donna avesse colto immediatamente il senso di ogni parola e di ogni nota-, vide l’espressione di don Ferdinando, capì il significato di ammiccamenti e sorrisi che si intrecciavano per tutti i tavoli: decise di andar via da  Napoli al più presto. E così fu.  Alla fine di quell’estate torrida di vampe poetiche e musicali sarebbe arrivato a Napoli un giovane abruzzese che si chiamava Gabriele D’ Annunzio.

Blit antidroga nel Napoletano: 40 arresti

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare per associazione finalizzata al traffico e alla detenzione di stupefacenti emesse dal Gip di Napoli a carico di 20 indagati. Contestualmente sono stati sottoposti a sequestro numerosi beni a fini di confisca. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno consentito di scoprire le attività illecite di due distinti gruppi collegati per la commercializzazione di droga, prevalentemente cocaina. Una piazza di spaccio è stata individuata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio: l’epicentro dei traffici era nel complesso di edilizia popolare chiamato ‘Bronx’. In un’altra operazione, tra la zona di Napoli Esrt, Castel Volturno e Bolzano, i carabinieri del comando provinciale di Napoli, hanno arrestato altre 20 venti persone.

Brusciano: Il successo della “Festa per i Bruscianesi” in Piazza XI Settembre

A Brusciano, la serata del 7 luglio in Piazza XI Settembre, restituita alle famiglie, ai giovani e agli anziani, ha registrato una grande partecipazione popolare alla “Festa per i Bruscianesi” voluta dal neoleletto Sindaco, Avvocato Peppe Montanile. L’evento, organizzato da Luigi Nappo con la collaborazione dei ragazzi del “Gruppo Politica Perbene”, ha avuto la brillante conduzione della cantante Marianna Nappo e del rapper Domenico Modola, in arte Mimmo Taki, Qui di seguito alcuni dei contributi canori e musicali che hanno rivitalizzato Piazza XI Settembre, ripresi e postati su YuTube dal sociologo Antnio Castaldo per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali: “Terra Mia” con Sax, Tonino Giannino; Chitarra, Enzo Di Monda, https://www.youtube.com/watch?v=bBLq00F2KNs&feature=youtu.be; “Passione” con Marianna Nappo, https://www.youtube.com/watch?v=pHhM9vd_UFo; “Vesuvio”, lo storico pezzo del Gruppo Operaio E’ Zezi di Pomigliano D’Arco, con Voce, Marcello Colasurdo, Chitarra, Enzo Di Monda, Sax, Stefano Salvadore; Tammorra, Sabatino Esposito; Fisarnonica, Mario Menna, https://www.youtube.com/watch?v=CzcJ41PTTBQ&feature=youtu.be; “Tu si na cosa grande” con Mario Andrisani. https://www.youtube.com/watch?v=j6vftFFNvoE; “Un attimo ancora” con Tresi Bool e Mimmo Taki, https://www.youtube.com/watch?v=HCTMsVnmLsY&feature=youtu.be. Nella stessa giornata della “Festa per i Bruscianesi”, il Sindaco Montanile ha ricevuto gli auguri da oltre Oceano, provenienti dalla “Giglio Society of East Harlem” che ha antiche radici bruscianesi trapiantate con i flussi migratori in America, più di cento anni fa, in Upper Manhattan, a New York City. Tramite Phil Bruno da New York ed il loro portavoce a Brusciano, il sociologo Antonio Castaldo, il Sindaco di Brusciano ha ricevuto queste congratulazioni, da parte del Consiglio di Amministrazione GSEH , con l’attuale Capo Paranza, Gerard Madio, tutto il resto dei Capi Paranza e tutti i membri di quella società che hanno voluto “to congratulation the newly elected Major of Brusciano Giuseppe “Peppe” Montanile on your election. We hope your term in office is very successful. We are sure you will do what’s best for Brusciano and all the wonderful people who live in the town”, per il “neoeletto Sindaco di Brusciano, Giuseppe “Peppe” Montanile, per la sua elezione. Speriamo che il tuo mandato abbia molto successo. Siamo sicuri che farai il meglio per Brusciano e per tutte le persone meravigliose che vivono in città”. Il Sindaco Montanile nel rinnovare il suo ringraziamento ha salutato tutti con una promessa: “Questa città deve recuperare la sua vivibilità e questa piazza che sabato scorso era impegnata per un incontro pugilistico, oggi lo è per una festa, dovrà diventare centro di cultura e di spettacolo per sottrarla ai fenomeni che danneggiano i nostri ragazzi. Oggi ci siamo vestiti anche con le magliette rosse in segno di solidarietà per ricordare i bimbi migranti morti nel Mediterraneo come chiesto da Don Luigi Ciotti e da Libera. E dunque Brusciano sarà città di Libera e di libertà!”. L’allestimento del service, palco, luci e audio è stato curato da Play Animation e Vigiap per l’evento con diretta streaming e servizio fotografico è stato accuratamente seguito dal vincente team di Francesca Marra e Nicoletta Romano. L’attenta vigilanza è stata assicurata dalla Polizia Municipale con l’apporto dei volontari, Guardie Ambientali dell’A.C.S. Campania Sicura presieduta da Giuseppe Terracciano.

Lalineascritta inaugura la nuova sede e un ricchissimo programma che parte subito

Una delle più antiche scuole di scrittura d’Italia si trova a Napoli ed è stata fondata (e continuamente ri-fondata) da una formidabile scrittrice e animatrice culturale, che i lettori di questa rubrica già conoscono: Antonella Cilento. Ora, per il suo ventiseiesimo anno di attività, la scuola cambia sede, si trasferisce in una bella sala al Vomero, più centrale e più facilmente raggiungibile. Il nuovo programma presenta una succulenta novità intitolata “Sogni&Scritture- nelle sere di mezz’estate”, cioè quando, si sa, ne succedono delle belle e sogno e realtà si confondono e si fondono. Ma di cosa si tratta? E’ un minicorso di dodici lezioni (ma si può partecipare anche a lezioni singole) su narrativa, editoria, drammaturgia, teatro, ludoscrittura e arti visive, condotte dalla stessa Antonella Cilento per la narrativa e dal suo staff per gli altri laboratori. Attraverso questi incontri sarà possibile avere un assaggio dei corsi che partiranno a ottobre e dureranno fino a giugno, fare la conoscenza degli insegnanti e sperimentare in piccolo il metodo di insegnamento originale sviluppato dalla scuola. E non si tratta di lezioni normali, perché a ciascuna sarà affiancata la visione di un film e l’aperitivo, così da affrontare l’afa estiva con tutti gli strumenti consoni all’otium. Insomma sorseggiando un drink sarà possibile scoprire attraverso i film e i suggerimenti dei conduttori dei laboratori alcuni degli elementi fondamentali e indispensabili per iniziare a scrivere e inventare storie. Con Paolo Oliveri del Castillo lo faremo attraverso il gioco dell’improvvisazione teatrale, con Stefania Bruno ci avvicineremo alla scrittura teatrale, alla necessità dell’azione e del conflitto, con Valentina Giannuzzi e Stefania Cantelmo si parlerà di editoria e del rapporto tra editor e scrittore, con Iole Cilento del narrare per immagini, con Marco Alfano del giocare con le parole provocando stupore e meraviglia, della comicità intellettuale. Nelle due lezioni di Antonella Cilento si parlerà di come si costruisce una storia, dei famosi tre atti e della semina, delle svolte dei colpi di scena. Ma il programma del prossimo anno prevede anche altre novità. Ad esempio oltre ai tre livelli di corso per la narrativa ce ne sarà un quarto, Viaggio al termine del romanzo, per chi ha già un progetto di romanzo o di raccolta di racconti a buon punto e vuole appunto portarlo a termine, per sottoporlo poi ad agenti e editori. Inoltre ci saranno corsi di scrittura e arti visive per bambini e ragazzi, oltre all’ormai consueto ciclo di sette lezioni magistrali (“I magnifici sette”) tenute da Giuseppe Montesano, uno dei maggiori scrittori italiani. La prima lezione “Il dio delle storie” di Antonella Cilento (Sogni&Scritture) si terrà il 12 luglio alle 19:30, nella nuova sede di via Kerbaker 23, prenotazione fino a 24 ore prima. Per info  https://www.lalineascritta.it/

Pomigliano città amica dei cani: ecco le nuove aree «pipican» destinate agli amici a quattro zampe.

Oasi dedicate alla ricreazione e alla socializzazione dei cani: piazzetta Rodari nel quartiere Sulmona (in foto allegata). Per ora sono previste quattro aree dog friendly, da Parco delle Acque al parco urbano Giovanni Paolo II, piazzetta Montessori e, appunto, piazzetta Rodari. Gli spazi pensati per i cani rientrano in un progetto più ampio di riqualificazione di spazi verdi che mira ad una totale fruibilità per i cittadini, con realizzazione di percorsi pedonali e piazze idoneamente arredate e con verde attrezzato. Prima missione della giunta Russo è come sempre il decoro urbano, con interventi di elevata qualità formale. Un esempio ne è piazzetta Rodari, con la realizzazione di aree ludico ricreative collegate tra loro, dotate di arredo gioco, panchine e cestini, messa a dimora di specie arboree e un impianto di illuminazione a Led, oltre ad un impianto di irrigazione. Garantito il superamento delle barriere architettoniche, si è pensato anche ad un’area attrezzata per lo sgambettamento dei cani dotata di «pipican».  

Somma Vesuviana, su interrogazione firmata da Rianna la maggioranza chiede dibattito in consiglio

 L’unica interrogazione all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri – lunedì 9 luglio – portava la firma del consigliere di opposizione Salvatore Rianna che chiedeva chiarimenti in merito alla esclusione di Somma Vesuviana da un bando regionale. Ebbene, come chiesto da consiglieri di maggioranza, la interrogazione che usualmente avrebbe previsto la sola risposta di sindaco e assessore, con replica successiva del firmatario, si è trasformata in dibattito consiliare. Una piega del regolamento consiliare che auspicabilmente, visto il costruttivo confronto in aula sfrondato da motivazioni e fatti personali, dovrebbe essere utilizzata più di frequente.   All’ordine del giorno, subito dopo l’approvazione dei verbali dei consigli precedenti, c’era un’interrogazione a firma del consigliere di opposizione Salvatore Rianna, ma il presidente Giuseppe Sommese, prima di passare alla discussione, ha messo ai voti una richiesta arrivata da consiglieri di maggioranza (Nocerino, D’Avino): vale a dire trasformare quella stessa interrogazione in un dibattito in consiglio. Senza questo escamotage, ovviamente previsto dal regolamento, ci si sarebbe dovuti limitare ai soli interventi del consigliere Rianna e dell’assessore che gli ha dato risposta, in questo caso Giovanni Salierno. L’aula ha approvato all’unanimità, Rianna compreso, la proposta e così sono stati ammessi gli interventi di altri consiglieri. L’interrogazione era stata rivolta al sindaco Di Sarno (anche lui si è poi espresso in merito) e riguardava un bando regionale per cui il Comune di Somma Vesuviana aveva richiesto 18.500 euro da destinare ad «interventi di tutela del patrimonio bibliografico e di pregio». Rianna faceva notare come il Comune di Somma Vesuviana fosse stato depennato dall’elenco degli ammessi poiché l’istanza era pervenuta oltre la data di presentazione. «Il Comune di Somma Vesuviana risulta escluso dal bando – si evince dal documento illustrato in una precedente seduta – per non aver presentato la domanda nei tempi, ecco perché ho chiesto un’accurata “indagine” in merito alle carenze nel caso di specie, vista anche la sbandierata capacità dell’amministrazione autodefinitasi “della svolta” e dettasi capace di intercettare finanziamenti dagli organi sovracomunali. Per questa occasione persa, certo, ma soprattutto perché se è il modus operandi ad essere sbagliato, finanziamenti ben più rilevanti, e parlo dal punto di vista meramente economico, potrebbero andare persi». A Rianna ha replicato l’assessore Salierno, spiegando come la pratica istruita risultasse, al momento della presentazione, incompleta della planimetria, una carenza che è stato possibile sanare soltanto un dopo giorno la scadenza dei termini. «Pur consapevoli del ritardo – ha detto Salierno – si è ritenuto opportuno completare il fascicolo da avere agli atti, avendo contezza che entro breve ci sarà un bando per un importo di oltre otto milioni di euro e si è deciso di inviare l’istanza di partecipazione nonostante i termini già scaduti, nella speranza che ci fosse disponibilità di fondi anche per i fuori termine». Salierno ha poi ricordato come le istanze accolte dalla Regione siano state appena sette e che altrettante, pur accoglibili, non siano comunque state finanziate. Elencando inoltre alcuni finanziamenti colti (progetti sul randagismo, campo estivo per bambini, progetto voucher di servizio per la prima infanzia, un altro di contrasto al fenomeno di violenza sulle donne). «Il rischio paventato non è il modus operandi di questo ente – ha proseguito Salierno – ma colgo l’occasione per ringraziare il consigliere Rianna che ha dato la possibilità di confronto per evidenziare meglio il lavoro che questa amministrazione sta portando avanti». Tant’è, Salierno, circostanza poi ribadita dal sindaco Di Sarno, ha sottolineato l’affidamento (avvenuto proprio ieri) del servizio di «attività di scouting per l’individuazione, la partecipazione e la rendicontazione di finanziamenti di natura extracomunale». Ad aggiudicarsi il servizio, come da atto pubblicato ieri pomeriggio sull’albo pretorio e come poi ribadito in aula da Salierno, è stata la società «Ernst & Young». «Si tratta di un colosso mondiale dei servizi professionali – ha concluso l’assessore Salierno – peraltro se un’occasione di contributo è stata rinviata, altre si sono avviate con successo, e mi riferisco all’avviso pubblico del Ministero per le Infrastrutture per la messa in sicurezza delle strade comunali e a quello regionale per la formazione di una graduatoria relativa alla concessione di contributi straordinari per la messa a norma antincendio nelle scuole, entrambi di natura molto più ingente». La formula del dibattito consiliare ha consentito poi gli interventi di altri consiglieri: Nocerino (tra i richiedenti del dibattito), Luigi Molaro, Salvatore Esposito, Vincenzo Piscitelli. E se il consigliere Nocerino ha più volte ribadito accuse di strumentalizzazione rivolte a Rianna, cogliendo quella che ha definito «occasione ghiotta» per ribadire quanto già annunciato da Salierno, ossia l’affidamento delle attività di scouting che dovrà intercettare finanziamenti sovracomunali («Obiettivo strategico centrato» – ha detto), gli interventi successivi di Molaro, Esposito, e dello stesso sindaco Di Sarno hanno portato serenità al dibattito, riconoscendo la funzione della minoranza nel far da sprone. «Qualsiasi consigliere – ha poi replicato Rianna – non può che augurarsi che l’affidarsi ad una grande società di revisione porti all’ente molti finanziamenti, obiettivo che vi siete dati in campagna elettorale, aspettiamo i risultati».  Da rilevare, prima ancora che il dibattito si chiudesse con l’intervento del primo cittadino, le parole del consigliere Vincenzo Piscitelli che ha messo in evidenza il ruolo precipuo dell’opposizione, sollecitando il confronto su grandi temi, il piano urbanistico comunale in primis. Facendo sponda con Rianna e dando bordate ad una parte della minoranza, senza mezzi termini: «L’opposizione dovrebbe avere una voce univoca, non aspettare al varco “feritoie” in cui insinuarsi». Il sindaco Salvatore Di Sarno, che partecipando al dibattito ha buttato lì anche novità importanti come la riconsegna del Castello d’Alagno alla città entro sessanta giorni, ha chiuso la questione senza soffermarsi su provocazioni o accuse: «Interrogazioni come quella del consigliere Rianna ci fanno da sprone, ad un anno dall’insediamento dell’amministrazione. C’era una problematica che ha portato ritardi nella richiesta di finanziamento, come ha ben spiegato l’assessore Salierno, ma noi ci abbiamo provato lo stesso». Di Sarno ha infine invitato la minoranza a pungolare con proposte di alto profilo, ed ha avuto cura di precisare: «La maggioranza non scricchiola».    

Somma Vesuviana, la consigliera Maria Rosaria Raia capogruppo di «Insieme»

La consigliera Maria Rosaria Raia, capogruppo di Insieme per Somma
Passa da quattro a tre componenti il gruppo consiliare Insieme, dopo la decisione del consigliere Salvatore Esposito di tornare a rappresentare in assise, da unico esponente, il suo partito, quello dei Verdi. Nella seduta di consiglio comunale di ieri, lunedì 9 luglio, Domenico Beneduce ha annunciato in aula che il capogruppo sarà la consigliera Maria Rosaria Raia. E alla nuova capogruppo – eletta con Svolta Popolare – è toccato poi l’intervento politico in assise, anche a nome di Beneduce (Psi) e Andrea Scala (Liberamente), con un documento firmato da tutti e tre gli esponenti di Insieme. Ha ringraziato per la fiducia insita nell’indicazione di capogruppo, la Raia, per poi rivolgere un ringraziamento agli assessori dimissionari, Ciro De Simone e Daniela Garofalo. «Hanno messo a disposizione di questa amministrazione indiscusso impegno e tutta la loro professionalità». Ha avuto parole anche per le new entry, la consigliera Raia, rivolgendo un «in bocca al lupo» ai neo assessori Giuseppe Di Palma e Flora Pirozzi. «Da loro ci aspettiamo immenso impegno e tanto lavoro per la città di Somma Vesuviana». Saluti e ringraziamenti di rito a parte, la nuova capogruppo di Insieme si è poi rivolta all’aula, al sindaco, ai consiglieri. «Un anno è passato dalla nascita dell’amministrazione Di Sarno, la nostra amministrazione che è nata anche grazie allo sforzo e all’impegno diretto di tanti giovani che, “nuovi” alla politica, hanno ricevuto mandato dai cittadini per dare una sterzata a questa città». Condivisione, partecipazione, giusto equilibrio e competenza: sono questi gli “ingredienti” che la Raia ha elencato affinché sia possibile raggiungere tutti gli obiettivi prefissati dall’amministrazione. «Il nostro gruppo Insieme per Somma, composto dal consigliere Andrea Scala, primo eletto della lista Liberamente, dal consigliere Domenico Beneduce, primo eletto della lista Partito Socialista Italiano e dalla sottoscritta, prima eletta nella lista Svolta Popolare che è stata, peraltro, la lista più votata di tutta la coalizione, si pone come fulcro di questa amministrazione». «L’apporto e la cooperazione di tutti noi consiglieri comunali – ha proseguito la Raia – sono basi inequivocabili e approviamo decisamente il principio che la democrazia sia fondata anzitutto su condivisione e confronto di idee tra tutti». Non è difficile leggere tra le righe del documento politico che porta la firma del gruppo politico Insieme, per comprendere come i tre consiglieri che ne fanno parte abbiano voluto sottolineare, esprimendo più volte il concetto, che la base dalla quale ripartire sta proprio nella condivisione. «Il nostro impegno – ha concluso la Raia – nel sostenere il programma politico che i cittadini hanno scelto, trova il suo fondamento, non solo per salda convinzione in ordine al suo valore, o ancora per ragioni di costanza e coerenza, ma come nostro indiscutibile onere nei confronti di chi ci ha delegato al governo di questa città. Perché, in virtù di quel programma, abbiamo raccolto i nostri consensi».      

Somma Vesuviana, ecco la commissione che riformerà lo Statuto comunale

Nella seduta di consiglio comunale di ieri, lunedì 9 luglio, è stata votata la commissione speciale per la riforma dello Statuto comunale: due i componenti della minoranza, tre appartenenti alla maggioranza. Ora toccherà al presidente Giuseppe Sommese convocare la prima seduta della commissione speciale, da quel momento decorreranno i novanta giorni nei quali rimarrà in carica. I consiglieri che ne fanno parte non percepiranno alcun gettone di presenza. La maggioranza ha indicato i consiglieri Peppe Nocerino, Rubina Allocca e Andrea Scala, la minoranza i consiglieri Lucia Di Pilato e Antonio Granato. Saranno loro a provvedere alle modifiche statutarie che arriveranno poi in assise. Un compito importante giacché lo Statuto – come da testo unico degli enti locali – stabilisce tra l’altro le norme dell’organizzazione dell’ente, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranza, le forme di collaborazione tra comuni e province, quelle di partecipazione popolare e dell’accesso dei cittadini agli atti, come molto altro. Una volta arrivato in aula, lo Statuto modificato avrà bisogno – per l’approvazione – del voto favorevole dei due terzi dei consiglieri ed entrerà in vigore – ferma la pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione e all’Albo Pretorio del Comune – dopo trenta giorni.      

Somma Vesuviana, il saggio di Masulli sulla Confraternita di Santa Maria della Neve

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Con padre Giuseppe D’Agostino (padre spirituale della Confraternita), l’archeologo Antonio De Simone e il professore Gennaro Mirolla, nel convegno moderato da Fiore Di Palma (segretario della Confraternita), ci sarà giovedì alla Collegiata, per presentare il saggio di Alessandro Masulli, responsabile dell’archivio storico cittadino, anche Monsignore Francesco Marino, Vescovo di Nola. Il volume ha la prefazione a firma proprio di Sua Eccellenza Marino, i saluti del priore Giuseppe Cerciello e una introduzione in cui lo stesso Masulli attesta che le Confraternite sono ben al di là da aver fatto il loro tempo, anzi. «Sono, ancora oggi – spiega l’autore – l’espressione di una realtà e di una forza nella schiera del laicato cattolico attivo».
Alessandro Masulli
Si preoccupavano di fornire la dote a giovani donne povere affinché trovassero marito, assicuravano cure agli ammalati, pregavano per accompagnare oltre la morte i fratelli: le Confraternite sono le più antiche espressioni di associazionismo laicale e il territorio vesuviano è pieno di testimonianze della loro forte presenza, in particolar modo a Somma Vesuviana. Ed ecco che dopo un certosino lavoro, giovedì prossimo alle 19 – nella Collegiata del borgo Casamale – si presenterà al pubblico il saggio di Alessandro Masulli, responsabile dell’archivio storico cittadino, il quale si è soffermato in particolar modo sulla Confraternita di Santa Maria della Neve. Masulli si è immerso tra documenti d’epoca ingialliti che testimoniano di sante visite pastorali, rogiti notarili, ha spulciato archivi pubblici e parrocchiali, confrontando ogni frammento di storia locale con la storiografia nazionale e internazionale. Quest’anno si celebra il 256esimo anniversario dalla fondazione del sodalizio intitolato a Santa Maria della Neve che nacque nel 1762, nella Collegiata, per opere di pietà e di culto. Interrotta per pochi decenni, fu ricostituita nel 1975 e ancora oggi svolge attività caritatevoli con promozioni di borse di studio a vantaggio dei più poveri, collaborando alle iniziative della comunità missionaria di Villaregia con adozioni a distanza, partecipando alla processione della Madonna della Neve e alla suggestiva processione del Cristo Morto che il venerdì santo vede gli incappucciati sfilare in corteo per le vie della città. Il saggio di Masulli, edito da «l’arca e l’arco» di Antonio e Vincenzo Notaro, ha la prefazione di Monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola che sarà a Somma Vesuviana giovedì nel convegno di presentazione moderato da Fiore Di Palma, attuale segretario della Confraternita. Interverranno, inoltre, l’archeologo Antonio De Simone e il professore Gennaro Mirolla dell’Università di Salerno.  Dalle ricerche di Masulli vien fuori un quadro chiaro dell’incidenza che le Confraternite hanno avuto sulla società e quella dedicata alla Vergine della Neve, particolarmente attiva agli inizi del ‘900, è sempre stata composta da cittadini di diverso ceto sociale, preparando «moralmente e spiritualmente» i suoi iscritti, assistendo poveri ed infermi come tutta la popolazione in tempi di particolare difficoltà. Si occupava anche del suffragio dei confratelli defunti e della loro sepoltura: nel vicolo delle Campane, sotto il poderoso abside della Collegiata, vi era la «terra santa» adibita a cimitero, accanto una piccola cappella divenuta poi sede ufficiale della congregazione. Negli anni ‘70 la Confraternita fu ricostituita e ancora oggi svolge la sua attività di culto: celebrando ogni trimestre una Santa Messa in suffragio di tutti i fratelli defunti, partecipando alla processione del Cristo Morto su invito dell’Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e della Pietà e, il 5 agosto di ogni anno, organizzando una Santa Messa con panegirico in memoria della Vergine della Neve in concomitanza, ogni quattro anni, con La Festa delle Lucerne. Già, la Festa delle Lucerne, che è prevista anche quest’estate e che nelle sue edizioni più moderne è pregna di fantasia popolare, con figure geometriche illuminate, le zucche che ricordano la Halloween d’oltreoceano in una magica atmosfera che la rende unica in Campania e oltre.  Ma nonostante le ricerche certosine di Masulli, nemmeno lui come tanti altri storici prima, è riuscito a risalire con certezza alle sue origini se non con ipotesi. «Nella busta 6594 dei fascicoli delle corporazioni religiose dell’Archivio di Stato di Napoli – spiega Masulli – si fa riferimento alla spesa di cinquanta grana in per carta e olio da lumi per la “festa delle lucernelle”». Era il 1757. Il libro di Masulli è stato stampato in soli cinquecento esemplari. I primi 99 contengono una stampa d’arte di Santa Maria della Neve. Il volume, interessante anche agli occhi di un profano per la semplicità e l’accuratezza dei testi, parte dalle origini delle Confraternite, dedicando poi ampio spazio a Somma Vesuviana e riportando stralci di documenti storici fino alla moderna storia delle congregazioni nella città dal borgo murato. Con una chiosa gustosa sulla origine, come detto, della Festa delle Lucerne, per poi concludere con un corposo elenco di tutte le confraternite della Diocesi di Nola. .