“Mi manda vostro genero, sono il gioielliere” e porta via tutto l’oro di un’anziana

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  SOMMA VESUVIANA – E’ allarme truffe agli anziani anche a Somma. Nella giornata di ieri una donna è stata derubata da un bandito senza scrupoli di monili d’oro e altri preziosi che aveva in casa. L’episodio è accaduto in via Pigno: stando a quanto raccontato da una persona vicina alla donna sui social, il malintenzionato – piuttosto corpulento e coi capelli brizzolati – si è presentato alla poveretta, che viveva da sola, come un amico di famiglia, precisamente del genere. Col volto parzialmente coperto da mascherina si è spacciato per una persona che la stessa anziana ha addirittura riconosciuto. In realtà si trattava di un truffatore senza scrupoli: l’uomo l’ha convinta che era alla ricerca di oggetti d’oro per l’imminente apertura di una gioielleria e che era stato mandato lì dal genero. Dopo qualche iniziale resistenza il malintenzionato è riuscito a farsi consegnare anelli e catenine per poi sparire a bordo di una Fiat 500L beige.  

Tar conferma esclusione Lega e altre 3 liste, furia Maresca

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  NAPOLI – Fuori la lista della Lega, fuori due liste civiche di Catello Maresca, riammessa la lista di Alessandra Clemente, escluso nella coalizione di centrodestra anche il Partito Animalista, Queste le decisioni del Tar della Campania sui ricorsi in merito alle esclusioni di alcune liste dalle amministrative di Napoli del 3 e 4 ottobre. La decisione dura arriva su “Prima Napoli”, la lista con cui la Lega si sarebbe presentata in città e che è stata bocciata non solo per il minuto di ritardo ma anche per errori documentali che evidentemente per il Tar non sono sanabili.   Un colpo durissimo per il partito di Salvini che puntava forte su queste amministrative per aumentare il radicamento in città. Dal partito nazionale c’è il gelo nei confronti dei responsabili di Napoli, mentre i legali stanno valutando gli elementi per un ricorso al Consiglio di Stato. Fa sicuramente ricorso, invece, Maresca che si è visto bocciare le due civiche “Catello Maresca” e “Catello Maresca sindaco”. “Una scandalosa decisione politica – commenta il magistrato in aspettativa candidato sindaco del centrodestra – che sancisce la morte della democrazia: la forma non può vincere sulla sostanza. Si sta consumando un vero e proprio esproprio della sovranità popolare. Così si mette seriamente a rischio il diritto-dovere di migliaia di cittadini di esprimere il proprio voto. Andremo fino al Consiglio di Stato per far valere le nostre legittime aspirazioni a vivere in un paese democratico, lo facciamo per i napoletani e per tutelare la nostra squadra di uomini e donne di valore pronti a rimboccarsi le maniche per il futuro di Napoli. Sia chiaro che non rinunceremo ai nostri simboli e a fare campagna elettorale. Su questa storia di esclusione delle nostre liste è necessario fare chiarezza”.   Esclusa dal Tar nella coalizione di centrodestra anche il Partito Animalista, i cui dirigenti stanno però preparando “con fiducia” il ricorso al Consiglio di Stato. Il Tribunale Amministrativo ha invece annullato il procedimento che ricusava la lista “Alessandra Clemente Sindaco”. “Un enorme soddisfazione – commenta Clemente – la lista era stata sospesa per un errore formale. Nessun dubbio c’era mai stato su vizi sostanziali. Conosco a uno a uno le candidate e i candidati che sono venuti in comitato a sottoscrivere la candidatura. Conosco le loro storie, il loro volto pulito, il nostro impegno insieme. Sono la mia forza, la nostra forza. E saranno, non appena ci insedieremo a Palazzo San Giacomo, la forza della città”.   Sulle decisioni del Tar sulle liste di Catello Maresca è intervenuto anche il candidato del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle Gaetano Manfredi che, rispondendo ai giornalisti, ha detto: “Dispiace quando delle liste non vengono accettate ma la democrazia è basata sulle leggi e soprattutto nelle elezioni dobbiamo rispettare leggi e giudizi. Se il tribunale ha ritenuto che mancassero i principi di legittimità bisogna accettare il responso. Mi meraviglia che un magistrato come Maresca dica che la decisione dei suoi colleghi sia scandalosa, io penso che il responso tribunale vada sempre accettato”. Ma Maresca afferma ancora: “”Comprendo che per Manfredi una decisione del genere sia propiziatoria alla vittoria burocratica e non basata sul consenso politico, ma mi aspetto che almeno un ex rettore sappia leggere. Ho parlato di scandalosa decisione non di sentenza. Io difendo il diritto dei napoletani, sancito dalla Costituzione, di votare democraticamente. Il candidato della sinistra è abituato ai diktat di partito dove le decisioni vengono catapultate da Roma, noi ci battiamo per quanti vogliono il cambiamento di Napoli. Il professore che ha portato la storica Università Federico II all’ultimo posto degli atenei italiani che cambiamento potrà portare? Le solite promesse elettorali scritte a tavolino con i politicanti”.

Nasce ArpacOdorBot, la chat per segnalare cattivi odori alle autorità

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NAPOLI – L’Agenzia regionale sbarca su Telegram per la guerra a roghi e miasmi. Un profilo Telegram per segnalare, attraverso un semplice smartphone, la presenza di cattivi odori persistenti sul territorio della Campania. Un “bot” risponde agli utenti e li guida, attraverso una chat virtuale, nella descrizione e nella localizzazione del fenomeno. @ArpacOdorBot è uno degli strumenti messi in campo dall’Agenzia per la Protezione Ambientale della Campania per una problematica che sta acquisendo una rilevanza crescente, soprattutto in territori caratterizzati da concentrazioni significative di attività agricole e zootecniche, impianti industriali e di gestione dei rifiuti, e in generale di possibili sorgenti di emissioni odorigene.
«Le cosiddette molestie olfattive», spiega il direttore del dipartimento Arpac di Napoli, Dario Mirella, «non necessariamente indicano la presenza di inquinanti atmosferici nocivi per la salute. Non esiste infatti alcuna relazione diretta tra livello di fastidio per l’olfatto e tossicità per la salute umana: determinate emissioni odorigene risultano totalmente innocue, mentre sostanze volatili tossiche possono risultare completamente inodori. Non va sottovalutato, tuttavia, l’impatto psicologico delle maleodoranze, in grado di incidere negativamente sulla qualità della vita di intere popolazioni».
    «In questa ottica», spiega il dott. Mirella, «va inquadrato l’avvio del profilo Telegram, che tutti i cittadini campani possono utilizzare sul proprio smartphone o dal proprio pc. È uno strumento che permette alla comunità di collaborare all’individuazione delle cause delle molestie olfattive. Non si tratta di una procedura per richiedere un intervento specifico dell’Agenzia. Tuttavia, sistematizzando i dati nel tempo e nello spazio, l’Ente riceve un’indicazione preziosa su dove puntare lo sguardo e orientare i controlli, aiutando enti locali e Forze dell’ordine a individuare le cause dei fenomeni ed eventualmente elaborando prescrizioni alle aziende, sui correttivi da apportare per superare le criticità».
@ArpacOdorBot è il nome del profilo Telegram, già attualmente operativo, che può essere facilmente ricercato sulla popolare piattaforma di messaggistica. Gli utenti hanno la possibilità di localizzare geograficamente la percezione di maleodoranze e di indicarne durata e intensità, oltre a poter inserire commenti per descrivere nei dettagli il fenomeno. I dati raccolti vanno ad alimentare una mappa satellitare utile, unitamente a dati meteorologici di intensità e direzione del vento, per valutare le diffusione delle emissioni odorigene sul territorio e approntare opportune strategie di intervento.
«Attualmente», ricorda il direttore generale Stefano Sorvino, «l’Agenzia è impegnata in una serie di interventi di vario tipo nel comprensorio di Giugliano in Campania, a seguito di segnalazioni insistenti di miasmi diffusi, soprattutto serali e notturni. Le operazioni in corso spaziano dai controlli in sinergia con le Forze dell’ordine alle aziende da cui potrebbero originare i fenomeni, con lo scopo di verificare la conformità alle prescrizioni, fino al rafforzamento del monitoraggio della qualità dell’aria con l’attivazione di un laboratorio mobile nel territorio di Qualiano, inoltre di campionatori passivi nel vicino comune di Parete, mentre nell’area industriale di Giugliano è stabilmente operativa una stazione di monitoraggio degli inquinanti atmosferici».
I risultati di tali attività sono in corso di elaborazione e verranno diffusi non appena disponibili. In questo ambito Arpac ha inoltre avviato una serie di iniziative strutturali, tra tutte l’allestimento del primo Laboratorio di olfattometria dinamica a servizio di un ente di controllo in Campania, il cui avvio è previsto per il 2022 in seno al dipartimento di Caserta, con competenza a livello regionale.

Clamoroso arresto in pizzeria, fermato proprietario: non pagava da 5 anni

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    Qualiano – Non pagava la corrente da 5 anni grazie a un trucco, arrestato proprietario di una pizzeria. I carabinieri della stazione di Qualiano hanno arrestato per furto di energia elettrica un 46enne del posto già noto alle forze dell’ordine.   I militari dell’arma insieme al personale Enel hanno ispezionato la pizzeria di via Cristoforo Colombo della quale il 46enne è il proprietario. Trovato un allaccio abusivo al contatore elettrico. Il 46enne – dal 2016 – è riuscito a ridurre i consumi di energia causando un danno economico da 65mila euro. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Scoperta nel Nolano la filiera della moda falsa: perquisizioni in ditte e società di articoli sportivi

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  CIMITILE/OTTAVIANO – Ditte perquisite e merce requisita: da un semplice controllo le fiamme gialle hanno ricostruito parte della filiera nolana della moda falsa. L’operazione è scattata tra Cimitile, Saviano e Ottaviano ma ha riguardato anche il capoluogo. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, infatti, ha scoperto, nel corso di due distinti interventi, due vere e proprie “fabbriche del falso” e 6000 capi di abbigliamento contraffatti o privi di marchio. Nel corso di un primo intervento, le Fiamme Gialle del Gruppo di Nola hanno sottoposto a sequestro 1 opificio clandestino e 2.000 capi di abbigliamento contraffatti. In particolare, durante un controllo su strada a Cimitile, i finanzieri hanno fermato un 48enne che trasportava all’interno della sua autovettura diverse centinaia di articoli privi di documentazione amministrativo-fiscale di supporto. Le successive perquisizioni condotte sia presso una società di articoli sportivi di Saviano che nei confronti di una ditta individuale di Ottaviano, hanno permesso di ricostruire la filiera di commercializzazione della merce, nonché di sequestrare un macchinario composto da 6 linee di produzione e 1 pen-drive utilizzati per la creazione dei capi abbigliamento contraffatto. Denunciati all’Autorità Giudiziaria 3 responsabili, l’auto trasportatore, la rappresentante legale della società e il titolare della ditta individuale. Nel corso di un secondo intervento, i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego hanno notato nel quartiere Fuorigrotta del capoluogo trasferimenti sospetti di merci e fermato un soggetto che usciva da un edificio trasportando grandi buste di cellophane contenenti t – shirt prive di marchio. La successiva ispezione dell’abitazione e di due locali nella sua disponibilità ha portato alla scoperta anche in questo caso di un opificio clandestino, attrezzato con termopresse per l’apposizione dei marchi e utilizzato come deposito di circa 4.000 capi, già confezionati e pronti per essere messi in vendita. Denunciato il responsabile, un 35enne napoletano, per contraffazione e ricettazione. Le operazioni rientrano nell’ambito della costante azione di contrasto della contraffazione da parte delle Fiamme Gialle partenopee a difesa non solo del Made in Italy e della sicurezza dei prodotti, ma anche degli imprenditori onesti e dei consumatori.  

Sant’Anastasia, a due anni dalla scomparsa, Ortocrazia e Fondazione «Giorgio Almirante» ricordano Antonio Rastrelli, il «politico galantuomo»

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Antonio Rastrelli
Alle 19 di giovedì 16 settembre, ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco (Sant’Anastasia), il presidente dell’associazione Ortocrazia, Alfonso Gifuni, e la presidente della fondazione intitolata a Giorgio Almirante, Giuliana de’Medici, ricorderanno e omaggeranno la figura di Antonio Rastrelli, scomparso il 15 agosto del 2019 all’età di 91 anni. Scomparve a 91 anni – il 15 agosto 2019 – Antonio Rastrelli, ex presidente della Regione Campania e già sottosegretario al Tesoro nel governo Berlusconi, storico esponente del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale poi, più volte consigliere comunale a Napoli, deputato, senatore, componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Nel giorno della sua morte fu ricordato non solo da esponenti della destra, parte politica nella quale ha sempre militato, ma da tutto il mondo della politica e delle istituzioni. L’anno scorso, nell’anniversario della scomparsa, il presidente dell’associazione Ortocrazia, Alfonso Gifuni, ha voluto dare principio a quella che diventerà tradizione, con una giornata di omaggio ad un «signore» della politica e delle istituzioni, con un evento che non espone simboli di partito proprio perché l’eredità morale di Rastrelli è patrimonio politico di ciascuna persona che abbia a cuore i principi fondanti dell’etica nelle istituzioni. Dunque il secondo appuntamento è alle 19 di giovedì 16 settembre nella location dei Giardini di Villa Giulia a Madonna dell’Arco (Sant’Anastasia).
Alfonso Gifuni e Sergio Rastrelli
A moderare l’evento, la giornalista Daniela Spadaro. Dopo i saluti del sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, gli interventi di  Alfonso Gifuni (Ortocrazia), Giuliana de’Medici (Fondazione Giorgio Almirante) e del senatore Luigi Bobbio. Dopo il dibattito, sarà l’avvocato Sergio Rastrelli, figlio del presidente e solo ieri nominato responsabile di Fratelli d’Italia per la città di Napoli, a concludere l’evento.  

Ucciso davanti alla chiesa, la regia dei clan e la lotta per lo spaccio

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  TORRE ANNUNZIATA – Ci sarebbe la lotta per la gestione degli affari illeciti a Torre Annunziata dietro l’omicidio di Francesco Immobile, il pregiudicato di 35 anni raggiunto da una decina di colpi di arma da fuoco ieri mattina a ridosso del piazzale della parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori.   Non sembrano avere dubbi gli inquirenti, che lavorano in maniera incessante sull’omicidio dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine in particolare per reati legati alla droga. Ed è proprio dietro la gestione dello spaccio cittadino ma anche delle estorsioni che si anniderebbero le ragioni che hanno portato all’esecuzione di Immobile, avvenuta in pieno giorno, di domenica, all’esterno di una chiesa, non distante da casa sua e con l’esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco.   Tutti elementi questi che fanno capire agli inquirenti – sul caso indagano gli agenti del commissariato di polizia di Torre Annunziata – che chi ha agito intendeva mettere a segno il proprio obiettivo ad ogni costo. Anche la presunta appartenenza di Immobile al clan Gallo-Cavaliere, non lascia escludere che la sua morte sia anche la tragica ”risposta” all’altro episodio di criminalità che ha insanguinato le strade della città vesuviana lo scorso fine settimana, quello che ha visto il ferimento sabato pomeriggio di Michele Guarro, altro elemento noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino al clan Gionta.   Anche in quel caso, è il sospetto degli investigatori, il proposito dei killer sarebbe stato quello di uccidere la vittima predestinata, anche se la prontezza di riflessi di Guarro – che è riuscito a sottrarsi ai suoi possibili assassini scappando quando si è reso conto del pericolo – potrebbe avere fatto saltare i piani iniziali.

La lettera del vescovo di Nola agli studenti: “Custodite la passione e proteggete i compagni”

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NOLA – La lettera del vescovo di Nola mons. Francesco Marino in occasione dell’apertura dell’anno scolastico.   “Cari studenti e carissime studentesse, buon anno scolastico! Questo settembre segna davvero un nuovo inizio, davvero un ‘ritorno’ in classe, per voi, per le vostre famiglie, per i vostri insegnanti, per quanti si prodigano per rendere la scuola un luogo dove ogni giorno si torna con piacere e non dal quale si deve fuggire.   Imprimete nel vostro cuore l’entusiasmo e la passione che provate in questo primo giorno di scuola e custoditelo negli anni a venire, conservatelo con gelosia quando diventerete adulti per poter utilizzare al meglio tutte le conoscenze che nel tempo acquisirete: conoscere aiuta a capire e capire aiuta a scegliere. Vivete ogni giorno ponendovi domande e non stancatevi di farvi cercatori di verità e di cercare e favorire il dialogo con compagni e docenti perché la ricerca porti buoni frutti; vivete ogni giorno con la consapevolezza di essere importanti per questa terra e per il suo futuro: ognuno di voi ha dei talenti fondamentali per la crescita in pace, in giustizia e in libertà delle nostre città; vivete ogni giorno alimentando il bisogno di amicizia: quanto è bella questa parola! Anche il Signore la amava tanto, come amava tanto i suoi amici! Abbiate cura del cuore dei vostri compagni, sarà palestra preziosa per prendersi cura del cuore, cioè della vita, di quanti incontrerete un domani: senza la cura dell’altro, della sua felicità, nessuna conoscenza può dirsi ‘umana’, e nessun uomo e nessuna donna può dirsi ‘realizzato’. Buon ritorno in classe carissimi, continuate a rispettare le norme anticontagio, fatelo per voi, per le vostre famiglie e per i compagni particolarmente fragili o che hanno a casa situazioni di particolare fragilità: anche rispettando le indicazioni governative per il contrasto a questa terribile pandemia contribuiamo a far sì che la scuola sia un diritto per tutti. Buon anno scolastico a tutti voi, vi giunga la mia gioia e siate certi che il vescovo vi accompagna con la preghiera affidando i vostri sogni di bene al Signore perché possa sostenere le vostre coscienze nel realizzarli: in questi sogni, se saprete seguirli, incontrerete anche il suo volto, e sarà una gioia senza fine.”   + Francesco Marino, vescovo di Nola

Allarme infermieri: oltre 1800 contagiati nell’ultimo mese nonostante vaccino

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  NAPOLI – «I dati dell’Istituto Superiore della Sanità sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco-anti covid. Cosa succede? Certo non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo. La rabbia di un sindacato delle professioni sanitarie come il nostro, che da sempre lotta al fianco degli infermieri, non sta tanto nell’apprendere dei nuovi contagi, perché siamo abituati alla lotta, alla sofferenza. Abbiamo pagato in termini di infezioni e vite umane come nessuno, e certo continueremo a farlo. Ma ci indigna non sapere cosa sta accadendo realmente. L’INAIL parla chiaro: l’82% degli operatori sanitari che si ammalano, nel comparto sanità, sono ancora infermieri. La categoria, che oggi, in assoluto, è al primo posto come numero di decessi, tra tutti i lavoratori italiani, è la nostra. Qui non si tratta di sterili polemiche, siamo quelli abituati a combattere e a farlo nel silenzio delle stanze e delle corsie degli ospedali. Ma se ad oggi, 50 infermieri al giorno, quasi tutti vaccinati, si ammalano ancora di Covid, abbiamo diritto a una spiegazione. Vogliamo che sia fatta luce su quanto sta accadendo» Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «Le Direzioni Sanitarie italiane, chiariscano immediatamente quanto sta accadendo nelle ultime settimane nei loro ospedali. In particolare, nella Regione Lazio, le cronache giornalistiche, supportate dalle indagini interne dei nostri referenti, ci raccontano di situazioni non del tutto chiare. Prima quella del Sant’Eugenio, dove, in via dell’Umanesimo, ben tre reparti, Nefrologia, Geriatria e una parte di Medicina, avrebbero vissuto nei giorni scorsi un vero e proprio focolaio. Il condizionale resta d’obbligo, perchè nessuno ha voluto rispondere ai nostri quesiti, e noi ci chiediamo perchè. Con tanto di richieste ufficiali, abbiamo preteso di conoscere, è nei nostri diritti, il numero degli operatori contagiati al Sant’Eugenio. I giornalisti con i quali condividiamo questa tipologia di indagine incrociata, hanno ipotizzato che si sia arrivati a 6 contagi di operatori sanitari. Ma è davvero la verità? L’unica replica ufficiale che è arrivata ci ha lasciato di sasso: è tutto risolto! Quando per due giorni i nostri referenti ci hanno messo al corrente di decine di operatori sanitari in fila al drive in per effettuare i tamponi. Adesso, al caso Sant’Eugenio, si aggiunge quello dell’Ospedale dei Castelli, con il reparto chirurgia chiuso a nuovi ricoveri. Vogliamo conoscere la reale situazione dei professionisti della sanità, in merito ai nuovi contagi, in particolare di chi è stato già vaccinato a inizio anno. Vogliamo comprendere fino a che punto gli infermieri già vaccinati si stanno ammalando di nuovo, vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino. Insomma, se in un contesto tanto ristretto, cioè quello degli ospedali italiani, dove il rischio di imbattersi nel virus è superiore, in un solo mese il numero dei nuovi operatori sanitari infettatati è schizzato a quota 2000 nonostante tutte le norme di prevenzione oggi applicate, dalle mascherina alle tute ed ogni quant’altro, cosa accadrebbe ai normali cittadini vaccinati, se ci fosse una recrudescenza di pervasività del Sars-Cov 2, e quindi se il virus tornasse a circolare, anche per poco tempo, nelle scuole, negli uffici o nei locali pubblici italiani dove non c’è lo stesso livello di utilizzo degli strumenti di prevenzione come invece accade nei nosocomi? Se il numero di cittadini re-infettati in rapporto al loro numero complessivo fosse percentualmente analogo a quello degli infermieri che oggi si infettano negli ospedali, potremmo davvero essere certi dell’attuale, dichiarato, livello di protezione attribuito ai vaccini? I dati dell’ISS vanno presi sul serio: nessuno ha il diritto di nascondere la verità, quando in ballo c’è la salute degli infermieri e dei cittadini. Vogliamo sapere cosa succede nelle aziende sanitarie pubbliche. Troppo comodo chiudere a qualsiasi informazione verso l’esterno. Chi ha paura dell’opinione pubblica? Chi ha paura dell’azione del sindacato e di quella degli organi di stampa? Gli screening sulle condizioni di salute degli operatori già sottoposti alle somministrazioni, e in particolare il controllo dei loro livelli anticorpali, ci risultano sporadici, salvo rari casi. Non possiamo certo aspettare le esplosioni dei focolai per effettuare tamponi di massa tra i dipendenti del SSN. Così come occorre chiarezza, una volta per tutte, in merito alla terza dose. Lo abbiamo già chiesto espressamente con un recente comunicato. Appare evidente che, alla luce dei nuovi contagi, siamo di fronte oggi ad una potenziale riduzione dell’immunità per gli infermieri che si sono vaccinati tra gennaio e febbraio 2021. Cosa stiamo aspettando a prendere decisioni risolutive, e soprattutto certe e valide per tutti?»   Il Referente del Nursing Up per la stampa Alfredo Iannaccone

Brusciano, altro ribaltone: escluso Montanile, Romano torna l’unico in lizza

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  BRUSCIANO – Non è una campagna elettorale: è una telenovela. A Brusciano cambia tutto per non cambiare niente; il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Giacomo Romano e (ri)esclude dalla competizione elettorale Giuseppe Montanile, ammesso dal Tar dopo che si era trovato le porte del Municipio sbarrato sabato 4 al momento di consegnare le liste per un solo minuto. A dare la notizia del nuovo ribaltone è proprio Romano che ora resta da solo in corsa; salvo un terzo (e impronosticabile) ribaltone in Cassazione gli basterà raggiungere il quorum dei votanti per essere eletto sindaco. “L’emozione è tanta, devo dirlo, ma proverò comunque a dirvi alcune cose a cui tengo tantissimo.
In primo luogo mi sento di ringraziare in maniera calorosa tutta la mia squadra, quella che mi ha supportato in questi giorni… anche se il nostro impegno e coesione parte da molto più lontano: abbiamo lavorato in modo preciso proprio per onorare il ruolo che abbiamo intenzione di rivestire e nel rispetto dell’appuntamento che ci aspetta da qui a pochi giorni. È stato premiato chi lavora ed ha lavorato con serietà, spirito di abnegazione e nel rispetto delle regole: oggi ha vinto ed è stata ristabilita la Verità; sono stati riabilitati i cittadini, i dipendenti comunali e la città tutta. La Nostra Brusciano!
E con un altrettanto pizzico di soddisfazione posso dire di essere felice del fatto che anche le spese di questo ricorso – che avrebbero pesato sulle casse comunali – sono state compensate.
L’emozione è grande ed è davvero difficile contenerla, soprattutto perché oggi è stato premiato il principio della meritocrazia. Infatti penso da sempre che vada premiato chi lavora bene, con competenza e puntualità, e certamente non è giusto che debba vincere l’approssimazione… nonostante si millanti il contrario”