Somma Vesuviana, continuano i lavori di bonifica delle strade comunali

In una nota congiunta l’assessore all’ambiente Clelia d’Avino ed il sindaco Pasquale Piccolo rivolgendosi direttamente alla cittadinanza fanno il punto sulla bonifica del territorio comunale. Grazie agli operai della Campania Ambiente e Servizi Spa continuano i lavori di bonifica delle strade comunali da anni martoriate dallo sversamento illecito dei rifiuti.  Più volte sono dovuti intervenire sui siti già bonificati a causa dei continui sversamenti ma ora siamo ad una svolta. A seguito di un proficuo incontro nella sede della Campania Ambiente e Servizi tra l’assessore Clelia D’Avino, il sindaco Pasquale Piccolo e i tecnici della citata società sono state organizzate e concordate le opere di riqualificazione di tutte le aree presenti nel progetto di bonifica. Con orgoglio e soddisfazione il sindaco e l’assessore informano i cittadini che “presto tutte le strade bonificate saranno munite di videosorveglianza, che il sito di Via Santa Maria delle Grazie a Castello, e precisamente la pineta, opportunamente video sorvegliata, sarà attrezzata con un’area ludico-sportiva per bambini e ragazzi”. Hanno chiesto e ottenuto che  vengano fornite le attrezzature e i macchinari necessari alla vagliatura del terreno misto a rifiuti necessari alla bonifica di via Bianchetto e via Rosanea che proprio per carenza di attrezzature idonee sono state lasciate per ultime. “In silenzio e senza clamore – così concludono in una nota –  raccogliamo i frutti di un lungo lavoro conseguenza di una rara sinergia tra apparati burocratici e politici, comunali e regionali, con la costante collaborazione della ditta detentrice dell’appalto della raccolta e trasporto dei rifiuti urbani”. (Fonte foto: rete internet)

L’immigrato eroe ucciso: moglie e figlie rientrate dall’Ucraina. Continueranno a vivere a Castello di Cisterna

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Nadia e le due bambine di Anatolij Korol, il muratore vittima di una rapina, hanno deciso di restare nel comune napoletano.         Immigrato eroe: ieri mattina moglie e figlie sono rientrate dall’Ucraina. Tornano a vivere a Castello di Cisterna. Dunque, Nadia Korol è rientrata a Castello di Cisterna con la sua famiglia, le due figlie di 15 anni e di un anno e mezzo. In Ucraina è rimasta appena due settimane, dove nel frattempo ha sepolto suo marito, Anatolij, l’immigrato eroe ucciso dai fratellastri Gianluca Ianuale, 21 anni, figlio del boss Vincenzo, e da Marco Di Lorenzo, 32 anni, che in comune con Gianluca aveva la mamma, deceduta da tempo. Anatolij Korol è stato ammazzato la sera del 29 agosto nel supermercato Piccolo di Castello di Cisterna, dove viveva e lavorava con la sua famiglia, mentre tentava di fermare con le sue mani i due rapinatori, uno dei quali era armato di pistola. Intanto Nadia e le sue figlie continueranno a vivere proprio dove il loro Anataolij ha trovato la morte, a Castello di Cisterna. “Ho salutato la signora Korol stamattina – fa sapere il sindaco Clemente Sorrentino – era molto stanca. Domani ci vedremo con lei insieme all’imprenditore Piccolo per fare il punto della situazione e concordare le azioni da intraprendere per aiutare Nadia e tutta la sua famiglia”. Ieri sera la figura del muratore ucraino barbaramente assassinato (i rapinatori per neutralizzarlo gli conficcarono finanche una penna nel capo) è stata ricordata con un premio speciale alla memoria durante una cerimonia pubblica organizzata dall’associazione Caip-Aicast, l’organizzazione dei piccoli imprenditori e commercianti di Pomigliano. Il premio è stato consegnato al legale della famiglia Korol, l’avvocato Giuseppe Gragnaniello, nell’ambito di una cerimonia consumata  davanti a centinaia di persone in una nota masseria ristrutturata della periferia di Pomigliano. Qui insieme al premio alla memoria dedicato ad Anatolij sono stati conferiti i riconoscimenti di eccellenze pomiglianesi, tra gli altri, al vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, al sindaco della città delle fabbriche, Raffaele Russo, e all’ex vicesindaco di Napoli ed ex parlamentare Tommaso Sodano. Ma restano i problemi legati al futuro della famiglia Korol. Secondo quanto già annunciato più volte dal sindaco di Castello di Cisterna (un comune che urbanisticamente è sobborgo di Pomigliano) sono state avviate varie sottoscrizioni, anche da Libera, per dare sostegno economico a Nadia e alle sue due figlie, una ragazza che frequenta l’istituto professionale per il commercio, a Pomigliano, e una bambina, molto piccola, che purtroppo la sera della morte del papà si trovava adagiata nel carrello della spesa, proprio nell’area del supermercato Piccolo. Anatolij infatti quella sera si trovava con la bimba all’interno del market per fare la spesa quotidiana. Poi però quando ha visto Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo irrompere tra le casse per mettere a segno la rapina non c’ha pensato due volte è si è avventato sui due giovani. Un atto eroico che però è costato la vita all’operaio ucraino, colpito a morte dai colpi di pistola sparati, in base alle indagini, da Gianluca Ianuale. Subito dopo l’imprenditore Piccolo, proprietario della nota catena locale di supermercati, ha dichiarato ai media di aver “adottato” la famiglia Korol. Forse ci ritroveremo Nadia a lavorare nei suoi market? Se ne saprà di più oggi, quando la moglie di Anatolij incontrerà Sorrentino e Piccolo per concordare il futuro suo e della sua famiglia.

Luigi Gallo deputato M5S: in Regione De Luca segue il disegno della giunta Caldoro

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E’ quanto ha affermato ieri a Napoli, durante la Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua,  il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo. “In Regione Campania, De Luca sta seguendo il disegno della giunta Caldoro. Con la nuova legge sull’acqua, si istituisce nuovamente un comitato centrale di controllo del servizio idrico che definisce affidamento e contratti ai gestori. Mentre i comitati si battono per restituire potere decisionale ai primi cittadini, De Luca priva i sindaci della possibilità di gestire l’acqua nei propri Comuni creando consigli direttivi di 30 persone nominate dai soliti inciuci della politica. Lo abbiamo impedito a Caldoro grazie alla mobilitazione fatta assieme ai comitati e lo stesso faremo con De Luca. In Regione i consiglieri eletti del PD, tra questi ex sindaci che avevano aderito alla “Rete” per l’acqua pubblica, hanno promesso agli elettori un ritorno alla democrazia nella gestione dell’acqua. E’ questa l’incoerenza e l’ipocrisia che denunciamo da tempo e che danneggia i cittadini”. Lo afferma il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo che ieri a Napoli ha partecipato alla Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua, indetta da Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua, Comune Napoli, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Azienda Speciale ABC Napoli. Gallo era presente all’incontro con altri due portavoce M5S, la consigliera regionale Maria Muscarà ed il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo, e numerosi attivisti campani. Per i portavoce del Movimento Cinque Stelle di Torre del Greco: “Numerosi sindaci campani e di tutta Italia domenica erano presenti alla Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua. Assente – dichiarano – era invece il sindaco Ciro Borriello, che non ha pensato neppure di delegare un assessore o un consigliere comunale in rappresentanza dell’amministrazione. Un chiaro segnale della totale indifferenza del nostro sindaco rispetto al tema dei beni comuni. Torre del Greco era rappresentata solo dagli attivisti e da Luigi Gallo, nostro portavoce alla Camera dei Deputati”. (Fonte foto: rete internet)

Terra dei Fuochi, ad Acerra migliaia di “fiaccole per la vita”. Nel corteo Di Maio e Di Battista.

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Ieri sera ancora una grande partecipazione al terzo appuntamento organizzato da cittadini e associazioni. L’appello della gente: “Basta ecomafie”. Amministrazione comunale assente alla marcia.  Ieri sera migliaia di persone hanno riempito le strade di Acerra, città simbolo dei mali della Terra dei Fuochi. E’ stato il terzo appuntamento della “Fiaccolata per la Vita”, l’iniziativa ideata nel 2013 da cittadini e associazioni allo scopo di tenere alta l’attenzione sull’emergenza ecomafia. Ma ieri l’organizzazione della fiaccolata ha portato a casa un risultato molto positivo non solo in termini quantitativi. Questo perché anche il livello dei politici che si sono mescolati alla folla è stato altissimo. In piazza c’erano infatti Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera (M5S), e Alessandro Di Battista, anche lui parlamentare del Movimento Cinque Stelle. Massiccio il gruppo dei pentastellati: il senatore Sergio Puglia, il deputato Salvatore Micillo, il consigliere regionale Marì Muscarà. Durante il percorso la fiaccolata si è fermata sotto il palazzo di via Calzolaio di proprietà dei fratelli Pellini, gli imprenditori locali dello smaltimento dei rifiuti condannati in secondo grado per disastro ambientale. Qui i cittadini, fiaccole in pugno, si sono stretti in un minuto di silenzio molto significato, mentre accanto a Di Battista e a Di Maio si poteva distinguere Alessandro Cannavacciuolo, il figlio dei pastori di Acerra le cui greggi furono sterminate a causa della diossina nei terreni. Cannavacciuolo da allora ha iniziato una vera crociata contro gli inquinatori di aria, acqua e suolo. Vicino al noto ambientalista locale c’erano Vincenzo Petrella, dei “Volontari Antiroghi di Acerra”, e Armando Esposito, delle ” Guardie Ambientali “. Comunque la partecipazione dell’associazionismo è stata ben più ampia grazie all’arrivo, tra gli altri, degli esponenti del “Coordinamento Comitato Fuochi”, del comitato “Donne del 29 Agosto”, dei “Volontari Civici”, e di componenti delle “Mamme Coraggio”. Dal corteo è spiccata la figura di Maria Di Buono, vedova di Michele Liguori, il vigile eroe cacciatore di discariche abusive morto di cancro nel gennaio dell’anno scorso. Toccante è stata la scena che si è consumata nel piazzale antistante il cimitero, dove ad accogliere la fiaccolata c’era la soprano Miriam Ciccotti, che ha cantato l’ “Ave Maria” di Schubert e la famosa canzone, ma in versione lirica, “Terra Mia”, di Pino Daniele. Contemporaneamente l’emozione è aumentata quando si è sviluppata la fila delle persone adunate per la posa terra dei lumini accesi. Di Maio e Di Battista però non hanno voluto fare comizi. I due leader hanno ritenuto doveroso non caratterizzare in chiave politica l’evento. A ogni modo hanno rilasciato dichiarazioni di un certo peso. “Non ci sono più scuse – ha detto il vicepresidente della Camera – chi commette crimini ambientali va in galera.  Con la legge sugli ecoreati è stato fatto un primo passo verso un cambio di rotta definitivo comportamentale”. Di Maio si è pure soffermato sul processo Pellini. “Osserveremo con attenzione cosa deciderà il terzo grado, la Cassazione: io non permetterò che questo territorio sia lasciato solo”, ha concluso l’esponente di punta del Movimento Cinque Stelle. Alessandro Di Battista dal canto suo ha dichiarato al collega Emanuele Amoruso, del giornale on line “Punto!”  che  “bisogna sostenere i comitati e i cittadini in lotta” e che “siamo qui senza bandiera perché la camorra è ancora forte, perché si è infiltrata ovunque anche in parlamento, perché in Regione il presidente della commissione antimafia è indagata per voto di scambio, perché la terra dei fuochi non è stata bonificata nonostante l’Unione europea abbia stanziato i fondi e la Regione non riesce a spenderli; perché si continua a morire di tumore e la camorra ci specula sopra e per far capire che il crimine organizzato – e lo dico da romano che sono dovuto diventare esperto perché anche a Roma e nata, anche per colpa del Partito democratico, una mafia autoctona come mafia capitale – la mafia, la camorra, la ‘ndragheta senza la corruzione della politica non avrebbero la forza che hanno. Questo vogliamo far passare”. Nel frattempo è stato avvertito come il più classico dei silenzi “assordanti” l’assenza della giunta comunale di Acerra alla manifestazione. Silenzio che pesa di più se si considera che ai due precedenti appuntamenti della Fiaccolata per la Vita il sindaco Raffaele Lettieri si è sempre presentato, fascia tricolore al petto. Luigi Di Maio alla Fiaccolata per la Vita

Napoli: incendio sullo yacht di De Laurentiis, per fortuna tutti salvi.

E’ del patron del Napoli Aurelio De Laurentiis lo yacht “Angra” andato in fumo, ieri pomeriggio, al largo delle acque di Posillipo, a Napoli. Lo yacht del patron del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato distrutto ieri pomeriggio da un incendio scoppiato al largo di Posillipo, a Napoli, mentre tornava da Ischia con la famiglia e alcuni amici. A bordo dell’imbarcazione anche due nipotini. Sono stati tratti tutti in salvo, senza alcuna conseguenza se non un grande spavento, così come lo stesso De Laurentiis afferma ai microfoni dei primi giornalisti accorsi al molo Luise, lì dove sono stati condotti con un tender. Ad attendere al molo il patron del Napoli calcio, il figlio Luigi. Ancora sconosciute le cause dell’incendio; forse un corto circuito. L’imbarcazione si trovava circa mezzo miglio al largo di Villa Rosebery, la residenza partenopea del Presidente della Repubblica che affaccia sul mare, quando si sono sviluppate le fiamme, piuttosto alte, che sono state immediatamente notate dalle altre ville e dalle case della collina di fronte. Cannavaro, che aveva assistito ai soccorsi, aveva postato le immagini su Instagram, ma sono stati i suoi followers a rivelargli che lo yacht era quello di De Laurentiis. (Fonte foto: rete internet)    

Pomigliano: ingiunzione di sfratto alla Casa del Popolo

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Ma i militanti Pd replicano: ” abbiamo già risolto tutto con la proprietà: non c’è notizia “.        Dopo la vicenda della Casa del Popolo di Acerra si amplia il raggio degli attriti tra la fondazione Gerardo Chiaromonte e i vari circoli napoletani del Pd che gestiscono gli immobili di proprietà dell’istituto intitolato allo storico parlamentare comunista. Questo perché c’è un’ingiunzione di sfratto giacente al tribunale di Nola che pende sul destino della Casa del Popolo di Pomigliano, storica ex roccaforte del centrosinistra, la città del polo delle grandi fabbriche, degli operai di Fiat, Alenia e Avio. E’ un’ingiunzione di sfratto per morosità. La prima udienza al tribunale di Nola si è tenuta giugno. E’ stata rinviata. Nel frattempo gli esponenti locali del circolo di Pomigliano replicano affermando che ” è stato tutto risolto “, che ” la questione si è appianata ” e che ” quindi il fatto non c’è “. Ieri ci sarebbe stato un colloquio tra l’amministratore della fondazione Chiaromonte, Antonio Gagliotti, e un rappresentante del circolo del Pd di Pomigliano. ” La fondazione Chiaromonte non andrà avanti, fermerà tutto – annunciano i militanti della città delle fabbriche – pagheremo l’affitto con la rinuncia ai gettoni di presenza in municipio da parte dei nostri consiglieri comunali “. L’accordo “bonario” con la fondazione sarebbe stato raggiunto proprio ieri. Dal canto suo Gagliotti preferisce glissare. ” Ci sono già state troppe polemiche: non ho intenzione di dire nulla “, risponde, o meglio, non risponde al telefono. A ogni modo non c’è motivo di dubitare che la faccenda Pomigliano sia destinata a ridimensionarsi. Qui c’è già chi è pronto a scommettere che ” alcuni mesi di affitti arretrati ” – questo è quanto sostengono ancora i militanti pomiglianesi – ” saranno pagati quanto prima “. ” Del resto Gagliotti ha ragione – aggiungono dal capoluogo industriale gli iscritti al partito – la fondazione deve far quadrare i conti. C’è da pagare l’Imu per gli immobili che gestisce in tutta la provincia e in Campania. E si tratta di cifre grosse…”.

Brusciano, grande cicogna ferita in volo: salvata da un cittadino e dalla polizia municipale

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Ancora misteriosi i motivi del ferimento del grande volatile.     Una brutta avventura ma a lieto fine quella che stamane ha visto protagonista, suo malgrado, una cicogna, uno dei grandi uccelli migratori per eccellenza. Il grosso volatile stamane stava solcando i cieli dell’entroterra orientale napoletano ma a un certo punto si è ferito ed è atterrato bruscamente rimanendo “intrappolato” in un appezzamento di terreno, nei pressi della cittadina di Brusciano, a poca distanza da via Guido De Ruggiero. Non si sa ancora se a ferire l’animale sia stato il solito cacciatore senza scrupoli. A ogni modo qui il proprietario del fondo, il signor Antonio Di Palma, ha notato che la cicogna zoppicava, che non riusciva a riprendere il volo. E Di Palma non ha esitato un attimo: ha subito chiamato la polizia municipale nel tentativo di salvare il bellissimo animale.  Nel frattempo l’uomo ha bloccato la cicogna ferita, tranquillizzandola e coccolandola per poterla mettere al riparo in un recinto. Poco dopo i poliziotti municipali hanno contattato il corpo di Polizia Provinciale, che ha provveduto a portare l’uccello presso l’ospedale veterinario di Napoli per le cure del caso.

La risposta della camorra al cardinale Sepe: un morto ammazzato ad Acerra, nel giorno di San Gennaro.

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La sentenza di morte delle famiglie acerrane si è abbattuta inesorabile su Adalberto Caruso, 57 anni, cognato del boss Cuono Lombardi.   Negli ambienti che contano, in quel di Acerra, si parlava male da tempo di Adalberto Caruso detto Ignazio, 57 anni, sposato, due figli,  pregiudicato e cognato del boss Cuono Lombardi, attualmente detenuto. Troppo litigioso, sempre pronto alla rissa con chiunque ” Ignazio” alla fine è diventato il bersaglio del più classico degli agguati mafiosi. Ieri sera, poco dopo le 20 e 30, un killer gli ha piazzato un colpo di Beretta in testa, in pieno centro e in mezzo alla gente , in piazza San Pietro, uno slargo ubicato nello snodo tra le due arterie principali di corso della Resistenza e di corso Italia. Intanto quella di ieri sera è stata un’esecuzione di quelle, come dire, “scientifiche”. Il sicario è infatti probabilmente sceso da una moto, o da una vettura, condotta da un complice. Nessuno s’è accorto di niente però. Il killer si è quindi avvicinato di parecchio alla vittima predestinata ed ha sparato al capo un solo colpo, che ha fatto centro alla perfezione. Caruso si trovava nei pressi della panchina piazzata davanti all’edicola votiva dell’Addolorata, che sulla sua sommità ha un grande crocefisso. E’ stato ammazzato là, in pochi secondi. Forse si è accorto che lo stavano per uccidere solo all’ultimo istante. E’ stato un agguato talmente imprevedibile e fulmineo che da più parti si ipotizza che il sicario abbia agito a volto scoperto. Intanto, sulla base delle prime ricostruzioni degli investigatori, si registra il fatto che Caruso era un pregiudicato che gravitava in un ambito in cui sono la regola  lo spaccio di droga, l’usura, le estorsioni  e le ” mediazioni ” più o meno lecite delle controversie finanziarie tra la gente. Certo è che Ignazio era il parente stretto di un pezzo da novanta della storia della mala acerrana e non solo, il cognato cioè di un certo Cuono Lombardi, boss e sicario spietato emerso dalla famiglia del superboss Mario De Sena. E’ infatti una storia fatta anche di killer tremendi quella dei Lombardi e dei De Sena , di sicari di punta ritenuti più che affidabili dal capo dei capi della storia della camorra, Raffaele Cutolo. Cuono Lombardi discende da quel retaggio di spietatezze. E’ in questo contesto mafioso che è maturato l’agguato di ieri. Una risposta terribile all’omelia dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, uno sfregio dei clan consumato proprio nel giorno di San Gennaro e del suo ennesimo miracolo, condito dall’appello lanciato nel duomo di Napoli dal prelato : ” Basta morti, basta violenze “. Situazione, quindi, molto grave. Tanto che ieri ad Acerra si è recato sul luogo dell’agguato il nuovo comandante del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, il tenente colonnello Diego Coppola. L’ufficiale ha supervisionato di persona le primissime indagini. Raccapricciante un particolare: la materia cerebrale schizzata dalle testa della vittima è rimasta attaccata al suolo. L’acqua gettata a litri dai carabinieri non ha fatto nulla. Il cervello intriso di sangue è rimasto lì, sul basolato di largo San Pietro. Alla fine i militari hanno coperto tutto con la segatura.

Storie di invenzioni andate a segno

L’ecosistema italiano delle startup vs. quello americano. Il nuovo trend su Twitter è #IStandWithAhmed. Ahmed è un quattordicenne di origini musulmane e cittadino americano, arrestato per aver introdotto nella sua scuola una bomba fatta in casa. La bomba era in realtà un orologio, ingegnosamente realizzato dal bambino. Una volta chiarita la questione, alle scuse sono seguiti due inviti: uno alla Casa Bianca, da parte di Obama, e uno a Facebook, da parte di Mark Zuckerberg. OK Tra i tanti aspetti su cui questa storia fa riflettere, ce n’è uno in particolare. Credo non risulti difficile a nessuno immaginare Ahmed – tra non molti anni e non per forza già laureato in ingegneria – lavorare per qualche grande azienda, mettere alla prova le sue capacità e realizzare qualcosa di concreto, o magari creare un prodotto tutto suo. “Yes, We can” era solo lo slogan del Presidente americano, ma probabilmente continua a descrivere una realtà. Il Paese dei balocchi non esiste, ma non è un caso se Mark Zuckerberg e Steve Jobs sono nati (lavorativamente parlando) in America. Si tratta di un mondo in cui le giovani menti sono, effettivamente e materialmente, incentivate a svilupparsi e a sviluppare. La modalità odierna per passare dalle idee ai fatti è fondare una Startup. La linea di pensiero italiana, a riguardo, non è poi così differente da quella americana: innovare, promuovere e facilitare sono le parole chiave. Considerata la forte crescita del fenomeno nell’ultimo triennio, sono molteplici i dati a disposizione, sufficienti per poter descrivere l’ecosistema italiano delle startup e metterlo a confronto con quello americano. In termini di profili imprenditoriali il panorama d’oltreoceano non è troppo dissimile dal nostro. In effetti, ciò che cambia notevolmente sono i numeri. In America, il bacino che maggiormente accoglie startup è sicuramente quello dell’alta tecnologia. In Italia, il 73% delle startup innovative rientra nel settore B2B, servizi alle imprese. Stando a dati recenti la capitale italiana delle startup è Milano, con 466 imprese, vale a dire circa il 15% del totale. Napoli si colloca al quinto posto con 95 imprese, il 3%. Numeri discreti, senza dubbio in crescita. Il lato carente è quello occupazionale: la media di dipendenti per ogni impresa è 2.6 e la metà delle startup con dipendenti ne impiega uno solo. La discriminante tra lo scenario americano e quello italiano è sicuramente la burocrazia. Anche se, l’Italia comincia a muoversi esattamente in quella direzione. Il corrispettivo italiano dello statunitense “Startup Act” è l’ “Italia Startup Visa”. Si tratta di un programma presentato dal Mise, incentrato sullo snellimento delle procedure. L’obiettivo principale è quello di attrarre imprenditori innovativi extra-Ue; di fatti, la domanda del richiedente ha un tempo massimo di valutazione di 30 giorni. Seppur aprire le porte a imprenditori interessati al nostro mercato è fondamentale, è d’obbligo ricordare che innumerevoli sono i cervelli in fuga italiani che popolano le aziende straniere.  

Terra dei Fuochi, ad Acerra la “Fiaccolata per la Vita” con Di Maio e Di Battista

I vertici del Movimento Cinque Stelle puntano più che mai sulla terribile situazione ambientale in cui versano ancora i territori della Campania.  Stasera saranno i due leader nazionali del Movimento Cinque Stelle, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, a capeggiare la “Fiaccolata per la Vita” in una delle aree simbolo della Terra dei Fuochi: Acerra. Il corteo partirà alle 19 dal centro della città dell’inceneritore. Sono attesi anche il parroco della Terra dei Fuochi, don Maurizio Patriciello, e il dottor Antonio Marfella, il noto medico dell’istituto nazionale dei tumori “Pascale”.  Il tentativo delle associazioni ambientaliste è di rimettere al centro dell’agenda politica la questione dei roghi tossici, che continuano imperterriti a flagellare la Campania, dello scarico abusivo dei rifiuti e della presenza di impianti industriali fortemente inquinanti.  ” Non  è cambiato nulla: qui si continua a morire di tumore, a tutte le età “, sostengono gli ecologisti che stanno conducendo da anni, spesso in modo troppo isolato, la battaglia contro l’ecomafia.