Ma i militanti Pd replicano: ” abbiamo già risolto tutto con la proprietà: non c’è notizia “.
Dopo la vicenda della Casa del Popolo di Acerra si amplia il raggio degli attriti tra la fondazione Gerardo Chiaromonte e i vari circoli napoletani del Pd che gestiscono gli immobili di proprietà dell’istituto intitolato allo storico parlamentare comunista. Questo perché c’è un’ingiunzione di sfratto giacente al tribunale di Nola che pende sul destino della Casa del Popolo di Pomigliano, storica ex roccaforte del centrosinistra, la città del polo delle grandi fabbriche, degli operai di Fiat, Alenia e Avio. E’ un’ingiunzione di sfratto per morosità. La prima udienza al tribunale di Nola si è tenuta giugno. E’ stata rinviata. Nel frattempo gli esponenti locali del circolo di Pomigliano replicano affermando che ” è stato tutto risolto “, che ” la questione si è appianata ” e che ” quindi il fatto non c’è “. Ieri ci sarebbe stato un colloquio tra l’amministratore della fondazione Chiaromonte, Antonio Gagliotti, e un rappresentante del circolo del Pd di Pomigliano. ” La fondazione Chiaromonte non andrà avanti, fermerà tutto – annunciano i militanti della città delle fabbriche – pagheremo l’affitto con la rinuncia ai gettoni di presenza in municipio da parte dei nostri consiglieri comunali “. L’accordo “bonario” con la fondazione sarebbe stato raggiunto proprio ieri. Dal canto suo Gagliotti preferisce glissare. ” Ci sono già state troppe polemiche: non ho intenzione di dire nulla “, risponde, o meglio, non risponde al telefono. A ogni modo non c’è motivo di dubitare che la faccenda Pomigliano sia destinata a ridimensionarsi. Qui c’è già chi è pronto a scommettere che ” alcuni mesi di affitti arretrati ” – questo è quanto sostengono ancora i militanti pomiglianesi – ” saranno pagati quanto prima “. ” Del resto Gagliotti ha ragione – aggiungono dal capoluogo industriale gli iscritti al partito – la fondazione deve far quadrare i conti. C’è da pagare l’Imu per gli immobili che gestisce in tutta la provincia e in Campania. E si tratta di cifre grosse…”.



