Pomigliano, rapina a mano armata: pensionato ferito

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L’uomo è stato colpito alla testa col calcio di una pistola. Il bottino dei criminali: 2mila euro. Non si arresta l’ondata di rapine che da tempo sta affliggendo il Napoletano. Nella tarda mattinata di ieri i criminali hanno preso di mira un pensionato settantenne che stava rientrando a casa dopo aver prelevato la pensione dall’ufficio postale di via Ercole Cantone.  L’uomo è stato probabilmente seguito dai malviventi e quindi bloccato a pochi passi da casa, in via San Paolo, nel rione Paciano. Qui i rapinatori lo hanno stordito con un colpo alla testa sferrato con il calcio di una pistola. In un attimo i criminali si sono impossessati dei soldi della pensione, circa duemila euro, per poi dileguarsi a bordo di uno scooter. L’anziano, peraltro cardiopatico, è stato soccorso dagli agenti della polizia municipale e dai carabinieri. Sanguinava all’altezza della testa. Ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Nola è stato poi dimesso in giornata. Oltre al grande spavento ha rimediato qualche punto di sutura al capo.  

Il Presepe Vivente a Lauro: Quanno nascette Ninno…il 19 e il 20 dicembre

Anche quest’ anno Lauro, ridente paesello in provincia di Avellino, si appresta a rivivere la magia del Natale attraverso la riproposizione del Presepe Vivente Settecentesco che per l’ occasione toccherà il suggestivo Quartiere Fellino, nel cuore del piccolo borgo irpino, dove il tempo sembra essersi miracolosamente fermato rievocando nei suoi scorci e nelle tradizioni antiche una prodigiosa notte di oltre 2000 anni fa. L’ evento è organizzato dall’ Associazione “Il Mondo che Vorrei Onlus” ed è patrocinato dal Comune di Lauro. Un’ atmosfera magica e gioiosa accompagnerà il visitatore lungo l’ intero percorso, all’ interno del quale egli incontrerà pastori, pecorelle, massaie, lavandaie, venditori, artigiani, locandiere, osti … intenti a vivere la propria quotidianità in un clima di candida attesa, in cui canti e musiche della tradizione natalizia partenopea (soprattutto quelli de La Cantata dei Pastori)  sottolineeranno il viaggio verso la capanna. Lo scenario all’ interno del quale si svolgerà il tutto comprenderà tre percorsi, due dei quali particolarmente interessanti e coinvolgenti perché guidati ed animati dagli artisti del Teatro Totò di Napoli, dagli attori della Compagnia lauretana “’E Puzenielle” ed altri attori locali che accoglieranno l’ ospite introducendolo in una dimensione magica in cui egli stesso sarà protagonista della scena, interagirà con gli stessi attori e giungerà alla divina meta dove assisterà alla commovente rievocazione della Natività.I testi sono inediti e sono, insieme alla regia, di Nicola Le Donne  

Centrosinistra: primarie a Napoli il 28 febbraio

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E’ il risultato della riunione svoltasi ieri a Napoli, che ha anche dato l’ok al regolamento per la competizione. Il tavolo della coalizione di centrosinistra indica, per le primarie che sceglieranno il candidato sindaco di Napoli, la data del 28 febbraio. Il Pd provinciale riunirà la propria direzione mercoledì pomeriggio per discutere e approvare le scelte del tavolo. A rendere noti i risultati sono i Verdi con il consigliere regionale Borrelli. (Fonte foto: rete internet)

Cgil: commissariate Napoli e la Campania

Secondo il Direttivo nazionale, è gravissima la situazione amministrativa. Il Comitato direttivo della Cgil nazionale ha deciso il commissariamento del sindacato della Campania e di Napoli, come annunciato nei giorni scorsi dalla leader Camusso. Il Comitato “Prende atto” delle dimissioni dei segretari generali e dei componenti delle relative segreterie e spiega che “la decisione è motivata dalla gravissima situazione amministrativa, patrimoniale e finanziaria, determinata a causa dei ripetuti ed immotivati deficit di bilancio” delle stesse. (Fonte foto: rete internet)

Ercolano, scarichi abusivi in area Parco

Nonostante le commissioni parlamentari, nonostante il “modello Ercolano”, il metterci la faccia e le belle e inutili parole, nella cittadina degli Scavi e nel parco nazionale si continua a scaricare in maniera abusiva e fino ad ora indisturbata. (IL VIDEO)

Ancora una volta salgono alla ribalta le stradine della parte alta di Ercolano, quella a monte della via Benedetto Cozzolino, entro i confini del Parco Nazionale del Vesuvio. Lo scenario è quello di via dello Spacco ma le zone imputabili sono molte di più e nel novero potrebbero rientrare a pieno titolo anche via Filaro, via Fogone, via Cegnacolo e l’ormai celeberrima via Castelluccio, vittime inermi di degrado e indifferenza.

Rifiuti in via dello Spacco
Rifiuti in via dello Spacco

È purtroppo prassi consolidata quella di depositare lungo queste strade ogni tipo di rifiuto, da quello domestico a quello industriale e ormai lo si fa anche in pieno giorno e davanti a testimoni, nella piena e spesso ostentata impunità. È capitato venerdì scorso in via dello Spacco, una viuzza che nascendo da via Cegnacolo mette con questa in comunicazione la Benedetto Cozzolino con la frazione di San Vito. Sono le 15:30 e una coppia in auto percorre in discesa l’angusta via ma si trova la strada bloccata da una FIAT Palio, intenta nello scaricare rifiuti in un passo carrabile da tempo trasformato in una microdiscarica. Il conducente della Palio, più che impaurito, è infastidito dalla presenza dell’altra auto che gli impedisce di continuare la sua operazione di scarico di materiale all’apparenza di natura edilizia. Rientra rapidamente nell’auto, ancora piena di rifiuti, inveendo verso chi, nel frattempo, lo stava fotografando per poterlo poi segnalare alle autorità competenti, ma pare che anche questo non l’abbia fatto scomporre più di tanto, facendogli dire – fotografate pure la targa – Chissà dove avrà completato il suo sporco lavoro.

L'eterogeneità dei rifiuti in un'altra microdiscarica di via dello Spacco
L’eterogeneità dei rifiuti in un’altra microdiscarica di via dello Spacco

Mentre c’è chi si ostina a parlare di ecomafie, queste ultime in cerca d’affari altrove, la realtà locale è purtroppo questa, ovvero quella dell’incultura, dell’inciviltà, della prepotenza e dell’abbandono del territorio in favore di luoghi come il centro, o come la Leopolda, che senz’altro fanno più chic di via dello Spacco e dintorni.

Somma Vesuviana, dall’Happy Hours al Blandcafè: quando un’amicizia è sinonimo di successo

È iniziato tutto per caso nell’ottobre 2004. Sembrava solo un sogno, ma… sacrifici, tenacia, passione e tanto impegno hanno reso questo sogno una realtà possibile. Ed eccoli qui dopo 10 anni: Massimo di Virgilio ed Antonio Cimmino festeggiano l’anniversario della loro attività nel miglior modo possibile, con un nuovo inizio! Mercoledì 16 dicembre, alle 18:30 il Blandcafè inaugura. Rinnovata la struttura, cambiato il nome e ampliata la tipologia dell’offerta, restano intatte la professionalità e l’entusiasmo dei due titolari. Un punto di riferimento della cultura e dell’eccellenza del caffè, un bar innovativo che propone i migliori prodotti sul mercato. “Il Blandcafè- spiegano emozionati i due amici di sempre-  è il valore aggiunto, l’evoluzione dell’Happy Hours, la stessa emozione e passione ci unisce e ci aiuta oggi, come ci ha aiutato a crescere precedentemente”.
La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

Premio “Giuseppe Ripa” al giornalista de ilMediano.it Ciro Teodonno

Presso il convento di San Francesco di Lustra si è tenuta ieri la VIII^ edizione del Premio di giornalismo “Giuseppe Ripa” il Cilento e oltre … organizzato dalla Pro loco San Martino Cilento. Il Premio “Giuseppe Ripa” al giornalista Ciro Teodonno con le seguenti motivazioni: Ciro Teodonno nasce a Napoli nel 1967 e sin da ragazzo manifesta una passione viscerale per la natura vesuviana e quella appenninica, intraprende sin dal liceo studi linguistici che lo porteranno a laurearsi in lingue e letterature straniere e all’insegnamento della lingua spagnola e del francese. Le lingue non saranno però il suo unico interesse, infatti contemporaneamente agli studi si qualificherà come Guida Turistica Regionale e intraprenderà un felice sodalizio col Club Alpino Italiano per il quale ricopre tutt’ora incarichi di tutela ambientale e legati all’escursionismo in generale. La sua avventura giornalistica inizia nel 2008 all’indomani dell’ennesima “emergenza” napoletana dei rifiuti quando, da commentatore di articoli e blogger, viene chiamato a collaborare per ilmediano.it col quale scriverà a 360° di Vesuvio e Vesuviano, diventando giornalista pubblicista. Il suo taglio è narrativo ma non per questo rifugge dalla notizia e dalla denuncia che viene esposta con dovizia di particolari e con la conoscenza di chi quel luogo, all’apparenza celeberrimo e scontato quale può sembrare il Vesuvio, lo ama e lo frequenta assiduamente. Ha avuto esperienze anche con altre testate quali lospeaker.it, Cronache Meridionali e Pen. Di recente, per il suo impegno in questioni ambientali, è stato inserito nella lista prefettizia degli Osservatori Civici/COHEIRS, impegnati nella collaborazione con gli organi competenti per il contrasto al triste fenomeno Terra dei fuochi. Gli altri giornalisti premiati sono i seguenti: Generoso Conforti di Postiglione; Tommaso D’Angelo di Salerno; Mario Fortunato di Sapri; Giusepe Iannicelli di Salerno; Pasquale Martucci di Battipaglia; Paola Zanuttini di Roma. Premio alla Carriera a Mario Marrone (20 anni di giornalismo) di San Mango di Sessa Cilento.  

Presepe di Dalisi: nessuna penale dovuta dal Comune di Nola  

  Provvedimento del giudice monocratico del tribunale di Benevento. Presepe di Dalisi: nessuna penale connessa alla riconsegna é dovuta dal Comune di Nola a quello di Benevento. Lo ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Benevento pronunciandosi in merito alla vertenza tra le due amministrazioni. L’opera dell’importante artista, concessa in comodato dal Comune di Benevento che ne è proprietario, fu esposta a Nola nel 2012 in occasione del Natale. Il presepe di Riccardo Dalisi è stato poi riconsegnato alla città. La custodia prima della restituzione ed il trasporto sono stati a carico dell’amministrazione ospitante. Per il giudice, la penale richiesta dal Comune di Benevento non é dovuta per via del fatto che rispetto all’accordo stipulato tra le parti nel 2012, é intervenuto, infatti, un altro contratto sottoscritto nel mese di febbraio del 2014 nel quale non é stata prevista alcuna penale in caso di ritardo nella consegna del bene concesso in comodato. “Peraltro – come sottolineato nel provvedimento – al momento della riconsegna non é stata espressa alcuna riserva specifica al fine di richiedere il pagamento della penale”. “É stata confermata la nostra perfetta buona fede. Mai avremmo voluto – ha commentato il sindaco Geremia Biancardi – incrinare i rapporti di amicizia con la città di Benevento”. (Fonte foto: rete internet)

Raid al Giubileo: Garcia ruba il bus dei pellegrini. Tra Empoli e Carpi è derby della pasta

Al San Paolo Napoli e Roma pareggiano, ma i giallorossi alzano le barricate

Insomma, ci risiamo con la storiella del pullman davanti alla porta, che mister Sarri tirò fuori dopo il pareggio (0 a 0) col Carpi: una perfetta metafora per spiegare l’atteggiamento difensivo di certe squadre, più che mai decise a raggranellare almeno un punticino quando hanno di fronte il Napoli di Higuain e Insigne, attaccanti stellari anzichenò. Certo, nessuno si sarebbe aspettato un simile modo di giocare da parte della Roma, ma si è trattato di un mero errore di sottovalutazione: il Giubileo è iniziato, la capitale è affollata di turisti e pellegrini (non molti, pare, per paura del terrorismo ma comunque abbastanza) e trovare un pullman non deve essere stato affatto difficile per Garcia e soci. Ha stupito, invece, l’onesto lavoro di Rudiger, sbeffeggiato per una settimana intera dai suoi stessi tifosi oltre che dagli addetti ai lavori, preoccupati per lui e per come avrebbe mal gestito l’impeto del Pipita. Invece Rudiger ha tenuto botta: l’esatto opposto di Domizzi dell’Udinese e Astori della Fiorentina, dispensatori di papere rispettivamente contro l’Inter e la Fiorentina. Domizzi e Astori: uno ha giocato a Napoli, l’altro è stato sul punto di vestire la maglia azzurra. Domizzi e Astori: che qualcuno, prima che la cura Sarri sortisse i suoi effetti, avrebbe potuto perfino rimpiangere. Invece oggi ci teniamo stretti Albiol, Koulibaly e pure Chiriches, al punto che al mercato di gennaio, francamente, eviterei di fare acquisti in difesa (vabbè, poi si vedrà). Intanto, mentre l’Inter vede il titolo di campione di inverno e la Juve rivede le parti alti della classifica, il meglio della domenica c’è stato alle 15, con la partita tra Empoli e Carpi: da un lato Maccarone, dall’altro Lasagna. Un derby gastronomico, un match per palati fini. Alla fine ha prevalso Maccarone, autore di una doppietta: ha fatto vedere di che pasta è fatto

Il film di Jaco Van Dormael “Dio esiste e vive Bruxelles” campione di incassi in Europa.

Jaco Van Dormael racconta una favola moderna, piena di fascino e arguzia, assurda e originale che merita di soddisfare un vasto pubblico. “Dio esiste e vive a Bruxelles” (Le tout nouveau testament) è un film del 2015 diretto da Jaco Van Dormael. Il regista belga, diventato celebre per “Toto le hèros”, torna a sorprendere il grande schermo, ben sei anni dopo “Mr. Nobody” (film in cui trova la massima espressione la sua predilezione per le narrazioni epiche), con “Dio esiste e vive a Bruxelles”, una pellicola meno sovrastrutturata delle precedenti, ma non meno affascinante. Van Dormael non si limita a capovolgere l’assioma nietzschiano e a proclamare Dio vivo e vegeto, fa di più: lo accusa, sulla scia del Marchese de Sade, di essere cattivo, barbaro e inumano. Dio (Benoît Poelvoorde) vive a Bruxelles e, attraverso un computer dell’epoca, si diletta a causare catastrofi, a stabilire regole insidiose e a rendere spiacevole la vita del genere umano (da lui stesso creato in un momento di noia). La disuguaglianza di genere governa la sua casa, Dio, infatti, vive con sua moglie Dea, sfruttata per essere una casalinga svampita e sempre obbediente, la quale passa il tempo a collezionare figurine da baseball. La loro figlia Ea (Pili Frangiflutti), una ragazzina molto sveglia,  vive in perenne conflitto con il padre. Ea  ben presto si  stufa delle buffonate crudeli del padre, e, con l’aiuto del primogenito JC (Gesù Cristo) andato via di casa tempo prima, decide di rimescolare l’ordine attuale delle cose. Con l’obbiettivo di dar vita ad “Nuovo Testamento”, Ea si avventura in una missione per reclutare sei nuovi apostoli, ma, prima di uscire di casa (per la prima volta nella sua vita) e di avventurarsi tra la gente comune, compie un atto di disubbidienza contro suo padre: contatta, tramite messaggi telefonici, ogni singola anima informandola della propria data di morte. Questo atto di ribellione tanto doloroso quanto necessario, segnalato come DeathLeaks, getta i terrestri non in un vortice di caos e di nichilismo, ma piuttosto in un processo di rivalutazione sul senso della vita e dei veri valori che la compongono. Van Dormael dispiega la sua poetica inclinazione al  realismo magico in una storia che promette bene all’inizio, ma che si perde in banalità (soprattutto quando  si tratta di delineare i ritratti degli apostoli scelti da Ea). Egli abbandona il racconto epico, intorno al qaule sono costruite le sue precedenti pellicole, e costruisce una struttura antologica. I personaggi presi di mira da Ea come nuovi apostoli, a turno, rivelano i loro cattivi destini, mentre si sforzano di impostare la propria vita su un percorso rettilineo e felice: un killer rompe un matrimonio senza amore e segue il suo cuore, un giovane ragazzo sceglie di vivere la minuscola fetta rimanente della sua vita come una ragazza e via discorrendo. Il regista sembra voler dire, attraverso questa pellicola, che agli esseri umani non resta che accettare, per cercare anche solo di pensare di vivere una vita appagante, l’idea che non esiste un Dio malefico che ha creato le leggi della sfortuna e che manipola le disgrazie altrui (con il solo fine di arrecare sofferenza), ma che tutte queste convinzioni pessimistiche sono frutto di un modo errato di vedere e sentire le cose. La giovane Ea cerca di far capire ai suoi apostoli che devono condurre le loro vite ascoltando “la musica che hanno dentro”, liberandosi dai vincoli mentali in cui lo squallore della società che li circonda li ha imbrigliati. Nonostante l’ironia e l’umorismo pungente, il regista belga crea, partendo dall’idea diffusa per cui la vita è una ricerca costante e spesso inutile della felicità, una favola molto umana. Il prodotto finale circumnaviga elegantemente tra commedia e melodramma e, malgrado alcune falle nella trama, è affascinante, esilarante, dolce ed esaltante.