Nola, un concorso di idee per valorizzare piazza Villa e piazza Clemenziano

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Il sindaco Geremia Biancardi: “Meno macchine e più umanità”. Un concorso di idee per cambiare il volto di Piazza Clemenziano e piazza Villa: con una delibera di giunta l’amministrazione comunale di Nola, guidata dal sindaco Geremia Biancardi dà il via libera all’iter che porterà alla valorizzazione di due importanti spazi del centro storico cittadino. L’obiettivo del concorso sarà quello di recuperare innanzitutto la funzione originaria delle piazze, intese come luogo di aggregazione e di interscambio sociale. Le idee dovranno, infatti, tenere conto della vision indicata e contribuire ad elevare la qualità del contesto cittadino. Nel caso della piazza dedicata a Pollio Giulio Clemenziano si punta  a ripristinarne il ruolo di agorà rispetto a quello, assunto nel corso degli anni, di zona di passaggio e di sosta delle auto. Per piazza Villa, vale a dire per l’area compresa tra il parco cittadino, piazza Umberto I e piazza Ferrovia, la priorità sarà di ottenerne la ridefinizione attraverso un progetto che ne preveda la continuità. Il fine è dunque quello di creare un contesto omogeneo rispetto alla frammentazione attuale e soprattutto di  restituire anche lì la possibilità ai cittadini di passeggiare e di incontrarsi. Entrambi i progetti saranno inseriti nella programmazione triennale 2016 -2018 e l’intenzione di   dare vita ad un concorso di idee sarà promossa attraverso un bando. Intanto con una delibera di giunta sono stati approvati i necessari documenti preliminari alla progettazione che contengono, nello specifico, le indicazioni che dovranno essere rispettate dai concorrenti rispetto agli obiettivi ed alle esigenze indicate dall’amministrazione comunale. “Meno macchine, meno barriere e più umanità. Vogliamo che le nostre piazze diventino vive e fruibili, che si trasformino in un salotto bello ed accogliente che faccia venire voglia di scegliere Nola. Ordine, decoro, valorizzazione delle testimonianze storiche e, perché no, contributi artistici che aumentino l’appeal della nostra prestigiosa città. Il concorso di idee – spiega il sindaco Geremia Biancardi – é aperto alla creatività, alla fantasia ed alla competenza di tutti quei professionisti che vorranno indicare la proposta migliore per fare il giusto risalto a Nola”. “Stiamo mettendo in atto – prosegue il primo cittadino –  una rivoluzione culturale contribuendo a scardinare un malcostume radicato fatto di inciviltà e prevaricazione. La città è di tutti e tutti hanno il diritto di goderla in libertà e sicurezza”. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana. Lettera in redazione: “Il parcheggio dietro le Torri è ancora un cantiere ma c’è già chi parcheggia abusivamente”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera in cui si segnala l’utilizzo illegale di un parcheggio comunale non ancora collaudato e consegnato alla città.
Gen. le direttore, questa auto che vede nelle fotografie allegate, è parcheggiata tranquillamente all’interno del parcheggio di via Torre. Non dovrebbe esserci perchè quel parcheggio è ancora chiuso. Non dovrebbe esserci perchè quel parcheggio è tecnicamente ancora un cantiere aperto che non è stato collaudato e consegnato all’amministrazione Piccolo. Non dovrebbe esserci per motivi di sicurezza. I Insomma quella macchina è abusiva e fuorilegge perchè si trova illegalmente in uno spazio chiuso al pubblico. E’ come se qualcuno  parcheggiasse dietro la chiesa di S. Domenico dove ci sono le transenne. Ovviamente nessuno ha visto e ha sentito. Come ha fatto ad entrare questa auto? Chi ha dato le chiavi al proprietario della macchina? Anzi il telecomando, visto che il cancello è automatico. L’arroganza non ha limiti perchè il signore,  che si ritiene al di sopra della legge, già qualche mese fa aveva fatto la stessa cosa;  sono poi intervenuti i vigili urbani impedendogli l’accesso. Adesso ci riprova. Nel paese dei balocchi anche un parcheggio sulla cui destinazione non si sa ancora nulla, diventa esclusivo appannaggio del Ras di turno. Io posso. E le istituzioni stanno a guardare. Forse la stampa dovrebbe intervenire e informare, appunto, su questi piccoli abusi sradicandoli sul nascere, prima che diventino grandi ed eterni. Grazie per l’attenzione. Salvatore Piccolo

Sant’Anastasia: 18enne rapina un bar. Arrestato dai carabinieri mentre si allontana dalla zona

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I carabinieri della stazione di Sant’Anastasia hanno arrestato Aliperta Luigi, 18 anni, residente a Sant’Anastasia, già noto alle forze dell’ordine. In evidente stato di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche si era introdotto in un bar in Piazza Cattaneo e con minacce alla titolare 66enne aveva portati via 90 euro in denaro contante. Subito dopo è stato intercettato dai militari operanti intervenuti sul posto mentre tentava di allontanarsi a piedi dalla zona del colpo. Dopo le formalità di rito è stato tradotto nella casa circondariale di poggioreale. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, pattinaggio freestyle. Domenica in gara.

Domenica 24 aprile, dalle ore 11,00 presso la pista di pattinaggio sita in via Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, si terrà la Somma Battle, una gara di pattinaggio freestyle del circuito internazionale della WSSA (World Slalom Series Association). Parteciperanno a questa importante gara gli atleti agonisti della Somma Skating School, che annovera nella sua squadra campioni italiani, atlete della Nazionale Italiana di pattinaggio frestyle quali Manuela Palo e la campionessa europea Sveva Romano, nonchè atleti e campioni italiani provenienti da tutta Italia. E’ un’ottima occasione per il pubblico per potersi affacciare ed ammirare le meraviglie di questo giovanissimo sport!

Volla. I Marciapiedi di via Petrarca diventano “Barriere Architettoniche”

Fino a qualche decennio fa i muri e le barriere architettoniche si abbattevano. Da un po’ di tempo a questa parte, invece, l’orientamento pare sia quello di ricostruirli, per evitare di subire “strane invasioni”, o forse per altri motivi .   “Le barriere architettoniche sono gli elementi costruttivi che impediscono, limitano o rendono difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi, specialmente per le persone diversamente abili e con limitata capacità motoria o sensoriale”. Fino a qualche tempo fa si cercava di abbatterle, di eliminarle, e, infatti, alcune “Leggi Italiane”, e loro integrazioni (le leggi 13 e 41 del 1989, la legge 104/1992, il D.M. 236/1989), sono state promulgate proprio per questo. Anche Volla sembra organizzarsi sul tema delle “Barriere Architettoniche” ma “ricostruendole”, nonostante l’obbligatorietà dei P.E.B.A. (Piani Eliminazione Barriere Architettoniche), siano obbligatori per i comuni,  utili ad “attenuare” i conflitti uomo-ambiente, preludio di azioni di “design urbano” miranti a interventi più o meno dedicati.   In un precedente articolo avevamo descritto che erano iniziati i lavori di rifacimento dei marciapiedi di via Petrarca a Volla, con abbattimento dei pini secolari, compreso nel prezzo. Un attivista del Movimento 5 Stelle ci ha suggerito di effettuare un sopralluogo per visualizzare le modalità con le quali tali lavori sono stati eseguiti. (Ma sono terminati? ndr). Ci siamo stati ed abbiamo potuto costatare che i marciapiedi di Via Petrarca a Volla sono stati costruiti in modo da essere complicati per le persone diversamente abili e per le carrozzine. Infatti, da tutto il lato stradale, e anche dove vi sono le strisce pedonali, essi terminano con uno scalino, insormontabile, ad esempio ad una carrozzina. Quindi, se un disabile volesse attraversare la strada sulle strisce pedonali non può farlo direttamente, ma è costretto ad aggirare l’ostacolo. Dagli altri lati il dislivello è solo di qualche centimetro. Invece, dove vi sono gli accessi ai parchi o dove c’è l’intersezione di una strada c’è l’accesso a raso. “Abbiamo chiesto spiegazioni agli uffici comunali competenti, con richieste protocollate. Vorremmo sapere se è stata la relazione di un agronomo a suggerire l’abbattimento dei pini, e vorremmo conoscere la tipologia dell’intervento tecnico di rifacimento dei marciapiedi … ci sembra allucinante quello che stanno costruendo … non pensiamo sia dovuto al progetto … sarebbe sconvolgente … ci auguriamo che si tratti di un errore da parte della ditta …”, ha dichiarato Sergio Vaccaro, portavoce candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che ci ha segnalato la questione. Si tratta di un errore “tecnico progettuale”, che speriamo non sia stato commesso dai tecnici comunali, e per il quale speriamo si provveda a rimediare? Questo non è dato sapere, almeno a tutt’oggi, visto che i penta stellati vollesi non hanno ricevuto nessuna risposta in merito alla loro richiesta e che i “Pini” non sono stati ancora sostituiti dai “Lecci” (come da dichiarazione del funzionario comunale responsabile ndr). Intanto, i cittadini si accontentano di utilizzare un’opera pubblica in apparenza “sbagliata”?  Meglio che niente? Peccato che l’opera è finanziata con le tasse dei cittadini. A proposito degli alberi … Forse nel terreno che ospitava le radici dei pini sono stati piantati i semi del Lecci. Se così fosse, allora per vedere i nuovi alberi bisognerà aspettare che crescano e, soprattutto bisognerà innaffiarli. Ma, vista la manutenzione del verde pubblico forse sarà meglio danzare per la pioggia.  

Summarte, a teatro con delitto… però a cena, per gustare il mistero!

Il teatro Summarte di Somma Vesuviana organizza per questo sabato 23 aprile alle ore 21.00 una “Cena con delitto”.  La sala di un teatro si trasforma nella scena di un crimine! La cena con delitto arriva al Summarte di Somma Vesuviana che propone il 23 aprile alle ore 21.00, una serata diversa dal solito con un delitto da risolvere! Durante la cena con delitto, i commensali dovranno costituire ognuno una squadra investigativa in competizione con tutte le altre per la soluzione del mistero. Tra interrogatori ed analisi degli indizi che si svolgeranno tra una portata e l’altra. Il pubblico sarà il vero protagonista come nel famoso film, “Invito a cena con delitto”, dove i più famosi detective al mondo sono riuniti tutti insieme contemporaneamente. Un modo per mettere alla prova le proprie doti investigative, senza lasciarsi ingannare dai depistaggi. Lo scopo è individuare il movente, l’arma del delitto e ricostruire la scena del crimine, fino a scoprire il colpevole. Se si crede di essere in grado di scovare l’assassino, non si può non diventare detective per una sera e gustare il sapore del mistero! La cena con delitto è una miscela tra una cena, uno spettacolo teatrale interattivo e un gioco di ruolo, dove lo spettatore è parte attiva e integrante della storia interpretando il ruolo dell’investigatore.

Fallito il referendum sulle trivelle: il quorum non c’è

Nulla la consultazione: alle urne meno di un italiano su tre. Lo spoglio: i Sì oltre l’80%, ma è una vittoria che non avrà effetti. Il premier: “La demagogia non paga”. Il quorum al referendum sulle trivelle non è stato raggiunto: hanno votato solo il 32,1% degli elettori (dato parziale) e quindi la consultazione non è valida. Inutile quindi la netta vittoria del Sì tra chi è andato a esprimere il proprio voto: l’attività di estrazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa potrà continuare fino all’esaurimento del giacimento, per le concessioni già attive. Matteo Renzi commentando il risultato ha affermato: “Il governo non si annovera tra i vincitori. I vincitori sono gli ingegneri e gli operai, lavoratori delle piattaforme”, ma “massimo rispetto per tutti gli italiani andati al voto, comunque essi abbiano votato. Chi vota non perde mai”. Poi ha attaccato i promotori del referendum: “Ma gli sconfitti ci sono, hanno nomi e cognomi. Sono quei consiglieri regionali e alcuni presidenti di regione che hanno voluto cavalcare questo referendum per esigenze personali. Per esigenze di conta interna da parte di qualcuno. È la dimostrazione che la demagogia non paga”. Il governatore pugliese Michele Emiliano, uno dei principali promotori del fronte del Sì, l governatore della Puglia, promette che il movimento continuerà a battersi contro le trivelle e ha replicato a Renzi affermando che il voto è stato comunque “un successo” con 14 milioni di votanti. Sono “gli stessi voti che il Pd ha preso nel suo più grande risultato elettorale, che sono le europee di due anni fa – ha osservato – il governo dovrà tenerne conto”. Sottolinea l’aspetto positivo dei milioni di elettori che hanno votato Sì anche il Movimento 5 Stelle, con un post sul blog di Beppe Grillo: “Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SI alla democrazia ed un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile! Sono tantissimi e hanno combattuto una battaglia da eroi della democrazia”. Si è trattato di un referendum abrogativo: in caso di vittoria del Sì (ovvero Sì alla cancellazione di una parte della legge che le proroga “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”) le concessioni per gli impianti di estrazione di gas e petrolio entro dodici miglia dalla costa non sarebbero state rinnovate. Con il fallimento del referendum (che equivale a una vittoria del No) la norma rimane in vigore così com’è, ovvero l’attività di estrazione potrà continuare fino all’esaurimento del giacimento. Già alle 19 era chiaro come il quorum fosse un miraggio. A quell’ora aveva partecipato solo il 23,48% degli elettori. Alle 12 era a quota 8,3%, una percentuale che aveva fatto sperare il fronte per il Sì che si potesse raggiungere quel 50% più uno di elettori necessari per rendere valido il voto. L’affluenza nelle regioni. La Basilicata è stata la regione italiana che ha registrato la più alta affluenza, con il 50,5%, unica Regione a superare il quorum. E unica provincia a superare quota 50% è stata Matera, con poco più del 53% (Potenza si è fermata al 49%). Anche in Puglia – regione molto interessata al tema trivellazioni, con il governatore Emiliano tra i maggiori promotori del Sì – l’affluenza è sopra la media italiana, anche se si ferma poco oltre il 40%. In Veneto l’affluenza è stata del 37,9%. Maglia nera dell’affluenza in Trentino Alto Adige, Regione poco interessata dal tema trivellazioni in mare: qui l’affluenza si è fermata al 23,8%. Ma anche la Campania e la Calabria, che pure il mare ce l’hanno, hanno votato poco (rispettivemente 25,9% e 26,4%). Tutto si è giocato su un numero: 25.393.171. Erano gli elettori che dovevano andare a votare perché il referendum fosse valido. Un obiettivo che è stato raggiunto sempre più raramente nei referendum: siamo lontani da quell’87% del referendum del divorzio del 1974. Dal 1997 (con l’eccezione del 2011, per il voto sull’acqua pubblica) il quorum non è stato più raggiunto. Tra gli elettori all’estero, l’affluenza è stata ancora minore. Hanno votato per posta 782.709 elettori, pari al 19,81%. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che in Europa la percentuale delle buste restituite alle Sedi sul totale di plichi inviati è del 19,4%, in America Meridionale del 21,5%, per l’America Settentrionale e Centrale il dato è al 17,91% mentre nella ripartizione Africa-Asia-Oceania la percentuale è al 16,56%. (Fonte foto: rete internet)

Niente trivelle: per perforare la difesa del Napoli è bastato un cavatappi (e un guardalinee miope)

L’Inter del petroliere Moratti ha la meglio sugli azzurri: e se fosse finita la stagione del bel gioco? Tutti i fans del sì al referendum avrebbero dovuto capire già dal risultato di Inter – Napoli che sarebbe stato difficilissimo prevalere. I nerazzurri hanno in Moratti un tifoso eccellente, che è stato il presidente ed unico padrone della società fino a poco fa: un petroliere, forse non un trivellatore,  ma pur sempre un petroliere (a proposito, se ci riuscite guardatevi il documentario “Oil secondo tempo  –  l’oro nero dei Moratti”, ostacolato a lungo dalla famiglia dell’ex patron dell’Inter). Se il sabato del petroliere è stato così fortunato – doveva essere il ragionamento – figuriamoci come andrà la domenica. Non solo,  ricordate Quaresma detto, appunto, “trivela”? Ebbe poca fortuna all’Inter ma nel 2014, quando militava nel Porto, fece gol proprio al Napoli di Benitez in Europa League, inguaiandolo. Infine, vogliamo parlare della facilità con la quale è stata perforata la difesa del Napoli? Altro che trivella, è bastato un cavaturaccioli (oltre che un guardalinee miope). Un sabato funesto, dunque: 2 a 0 per l’Inter.  Ed è un risultato che lancia un segnale che va ben al di là dell’assenza di Higuain: il Napoli ha corsa e gioco meno brillanti che all’inizio ed ora si tratta solo di chiudere il campionato nel migliore dei modi, senza aspettarsi applausi e fuochi d’artificio. Arriveranno vittorie, pareggi e (speriamo di no) altre sconfitte, ma chissà se tornerà quel gioco pulito e brillante che ha fatto impazzire tutti nel corso del campionato. Sia chiaro, non c’è da farne un dramma: pretendere un livello sempre alto era e resta impossibile e lo stesso scivolone della Roma dimostra quanto sia dura stare ai vertici se non sei la Juventus, cioè se non hai una società solida, una rosa ampia e una mentalità sempre vincente. A proposito di Atalanta – Roma: standing ovation per Marco Borriello, trivellatore occasionale ma quanto mai opportuno, che ha onorato le sue origini napoletane. Insomma, il Napoli ha perso, le trivelle restano in mare, il tricolore è ancora ostaggio delle magliette bianconere ma i sogni Champions restano intatti. Sembra poco, ma così non è. NO ME TOQUES LA PELOTA http://ilmediano.com/category/no-me-toques-la-pelota/

Referendum trivelle, alle 12 affluenza all’8,3%. Bene la Campania che si attesta al 6,22%

Ottimista il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano:  “Quorum a portata di mano”. E’ stata dell’8,35% l’affluenza alle ore 12 in Italia per il quesito referendario con cui si chiede l’abrogazione parziale di norme relative alla durata delle trivellazioni in mare, ovvero per l’abrogazione dell’articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). Voluto infatti da nove regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) che temono per conseguenze sull’ambiente e sul turismo, il quesito chiede di scegliere se abrogare la norma, introdotta con l’ultima legge di Stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè sino all’esaurimento del giacimento. Sebbene le società petrolifere non possano più ottenere nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso – secondo una norma approvata lo scorso dicembre – non hanno scadenza certa.   I seggi sono stati aperti dalle 7 di questa mattina. Si potrà votare fino alle 23. Sono chiamati al voto circa 47 milioni di italiani. Perché  il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50 per cento, più uno, degli elettori. Risultato che,  secondo quanto dichiarato all’Ansa dal presidente dellas Regione Puglia, Michele Emiliano, dovrebbe essere a portata di mano: “Il dato sull’affluenza dice che il quorum potrebbe essere ancora raggiunto”.. Per Emiliano “il risultato è straordinario in termini di affluenza nonostante la giornata bellissima e gli innumerevoli inviti all’astensione”. E “sulla base di questi dati – precisa – possiamo dire che l’invito all’astensione è fallito”. “In Puglia – aggiunge Emiliano – addirittura stanno andando a votare in questo momento più persone di quelle che hanno votato alle regionali: due punti e mezzo in più”. “Lecce città – prosegue – è il migliore risultato d’Italia: l’orgoglio del Salento si sta dimostrando veramente straordinario”. Ed infatti Lecce con il 12,22 %  di votanti si attesta per ora la città con la maggiore affluenza.  Bene anche la Campania, dove l’affluenza alle 12 era del 6,22%.  A Napoli e provincia, in particolare, ha votato il 6,42 % della popolazione. “Anche la Basilicata – prosegue il presidente della Regione Puglia – ha numeri molto elevati e importanti, che dimostrano che l’esperienza tragica della Basilicata in questo momento è di fondamentale importanza”. “Quindi – ha concluso – il mio invito è a tutti quelli che non sono ancora andati a votare a farlo al più presto, perché il quorum è a portata di mano”.

Pomigliano D’arco, spara a bordo di uno scooter: gambizzato 35enne

La vittima era a bordo della sua vettura in via Nazionale delle Puglie,  quando è stato avvicinato da un uomo che gli ha sparato in sella ad uno scooter. Ancora oscuro il movente dell’agguato. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione locale di  Castello di Cisterna. Agguato nel Napoletano, a Pomigliano D’Arco, dove un uomo è stato ferito alle gambe. Secondo una prima ricostruzione del Nucleo Investigativo carabinieri Gruppo Castello di Cisterna, Francesco Verdicchio, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine, era a bordo della sua automobile quando, in via Nazionale delle Puglie, è stato avvicinato da un altro uomo a bordo di un motociclo che gli ha sparato contro colpi di arma da fuoco. Verdicchio si è recato da solo all’ospedale Loreto Mare di Napoli. Indagini sono in corso.