Ucciso in un agguato nel cuore di Napoli

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  Una raffica di colpi nel silenzio della sera e poi la scoperta del corpo senza vita di un uomo in strada. È lo scenario che si sono trovati davanti gli agenti della Polizia di Stato intervenuti nella tarda serata di oggi in via Rosaroll, dove un 48enne è stato ucciso in circostanze ancora tutte da chiarire. L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto intorno alle 22 dopo numerose segnalazioni giunte alla sala operativa. Alcuni cittadini hanno riferito di aver udito distintamente degli spari provenire dalla strada. Quando le pattuglie hanno raggiunto il luogo indicato, hanno trovato un uomo riverso sul manto stradale e già privo di vita. La zona è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi della polizia scientifica. Sul posto sono arrivati anche gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno avviato gli accertamenti per individuare il responsabile o i responsabili dell’omicidio. Tra le attività investigative già in corso vi è l’acquisizione delle registrazioni delle telecamere presenti nell’area. Gli agenti stanno inoltre raccogliendo le testimonianze di residenti e persone che si trovavano nei pressi di via Rosaroll al momento degli spari. La dinamica resta ancora avvolta dal mistero. Gli inquirenti stanno verificando ogni possibile elemento utile a comprendere il movente dell’azione criminale. Nessuna ipotesi viene esclusa in questa fase preliminare delle indagini. La notizia ha rapidamente fatto il giro del quartiere, attirando numerosi curiosi dietro le transenne predisposte dalla polizia. Il delitto rappresenta un nuovo episodio di violenza che scuote Napoli e che riporta l’attenzione sul fenomeno degli agguati armati nelle aree urbane. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sull’identità della vittima e sul contesto nel quale è maturato il tragico episodio.

Liccardi entra nell’evoluzione dell’e-commerce, la nuova sede cambia il settore nell’area Nord

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La logistica non è più soltanto trasporto. Oggi significa strategia, innovazione, tecnologia, marketing, gestione dei flussi e capacità di accompagnare le aziende nella crescita. È da questa visione che nasce la nuova sede di LICCARDI Express Courier, un investimento che punta a rafforzare il ruolo dell’area nord di Napoli come snodo strategico per merci, servizi e nuove opportunità di business.

Sabato 20 giugno, alle ore 18.30, presso la nuova sede di via Paolo Borsellino 133 a Casandrino, l’azienda presenterà ufficialmente il nuovo quartier generale con un evento esclusivo riservato ai soli invitati.

Il concept scelto per l’iniziativa (alla quale si accede solo previo invito) è “Dal Locale al Globale”, una sintesi della missione che oggi guida l’evoluzione di LICCARDI Express Courier: partire dalle radici territoriali per costruire connessioni sempre più ampie, accompagnando aziende e professionisti verso mercati nazionali e internazionali.

L’apertura della nuova sede rappresenta un segnale importante per l’intero comparto logistico campano. Negli ultimi anni il settore delle spedizioni ha subito una profonda trasformazione, trainata dalla crescita dell’e-commerce, dalla digitalizzazione dei processi e dalla necessità di offrire servizi sempre più integrati.

In questo scenario LICCARDI Express Courier intende rafforzare il proprio ruolo non solo come operatore logistico ma come partner strategico delle imprese.

L’obiettivo è diventare un vero punto di riferimento per tutte quelle realtà che operano nel mondo dell’e-commerce, offrendo una consulenza a 360 gradi che integri micrologistica, spedizioni, marketing, analisi dei dati, gestione dei flussi, ottimizzazione dei processi e supporto alla crescita commerciale.

Abusi sulle nipotine gemelle: nonno condannato a 14 anni di carcere

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Portici. Si è concluso con una condanna a 14 anni di reclusione il processo a carico di un uomo di 79 anni residente a Portici, ritenuto responsabile di gravi abusi sessuali nei confronti delle sue due nipoti gemelle, all’epoca dei fatti di appena sei anni. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha inoltre disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto permanente di frequentare luoghi abitualmente destinati ai minori.

La sentenza è arrivata al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato. L’anziano era accusato di violenza sessuale aggravata e di produzione di materiale pedopornografico. Il tribunale ha accolto integralmente le richieste avanzate dalla Procura di Napoli.

L’inchiesta aveva preso il via nell’estate del 2025 dopo la denuncia presentata dai genitori delle bambine ai carabinieri della compagnia di Torre del Greco. Le prime rivelazioni sarebbero emerse in ambito familiare: le piccole avrebbero raccontato quanto accaduto prima alla zia e successivamente alla nonna materna, riferendo episodi verificatisi quando venivano affidate al nonno paterno.

Gli investigatori hanno quindi avviato una serie di accertamenti che hanno trovato importanti riscontri nelle analisi tecniche effettuate sui dispositivi elettronici in uso all’imputato. Gli specialisti incaricati dalla magistratura avrebbero recuperato dallo smartphone dell’uomo immagini ritenute determinanti ai fini dell’indagine. Proprio quei file avrebbero contribuito a consolidare il quadro accusatorio e a contestare anche il reato legato alla produzione di materiale pedopornografico.

Nel corso del procedimento le due bambine sono state ascoltate con modalità protette e con il supporto di professionisti specializzati nell’assistenza ai minori.

Oltre alla pena detentiva, il giudice ha disposto un risarcimento complessivo di oltre 200mila euro a favore delle parti civili e una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 30mila euro. L’imputato resta detenuto in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza.

Povertà, Auriemma (M5S): “Dati Caritas sono una sentenza su Meloni. Mai così tante famiglie in difficoltà”

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“Il Rapporto Caritas diffuso oggi fotografa un Paese che arretra. Nel 2025 la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, altrettanti nuclei familiari: è il valore più elevato mai registrato, con una crescita dell’1,7% rispetto al 2024. Sono numeri che pesano come macigni e che raccontano una realtà che il governo continua ostinatamente a negare.” Lo dichiara Carmela Auriemma, Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e Coordinatrice M5S della Provincia di Napoli. “Mentre l’esecutivo Meloni celebra sé stesso e racconta un Paese che non esiste, le Caritas certificano che le famiglie in difficoltà non sono mai state così tante. È il risultato di scelte precise: l’abolizione del Reddito di Cittadinanza ha lasciato senza tutele centinaia di migliaia di persone, e i pochi strumenti messi in campo si sono rivelati inadeguati e inefficaci.” “Dietro ogni numero ci sono persone, storie, bambini. Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi perché la lotta alla povertà torni al centro dell’agenda politica, con misure strutturali a sostegno del reddito e del lavoro dignitoso. Non possiamo girarci dall’altra parte: questi dati impongono a tutti, a partire dal governo, un’assunzione di responsabilità.”

Pollena Trocchia, al via le domande per il soggiorno terapeutico pendolare

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Pollena Trocchia

Soggiorno terapeutico pendolare, al via le domande: per le richieste di partecipazione ci sarà tempo fino al 26 giugno. L’Amministrazione Comunale di Pollena Trocchia, nell’ambito delle iniziative in favore degli anziani del territorio, ripropone ancora una volta il soggiorno terapeutico pendolare, questa volta presso le Terme Vesuviane Centro Benessere di Torre Annunziata.

Il soggiorno, da tenersi nel periodo che va dal 13 al 25 luglio, è riservato a un massimo di trenta persone che intendono effettuare un programma di prevenzione e terapia attraverso cure termali prescrivibili dal sistema sanitario nazionale. Il servizio di trasporto da Pollena Trocchia a Torre Annunziata e viceversa sarà gratuito.

«Il progetto si articola in due diversi momenti, ugualmente importanti: quello sanitario, che comprende l’insieme di terapie offerte dalla struttura in regime di convenzione, e quello sociale e ricreativo, con momenti di relax da vivere in convivialità grazie agli ampi spazi di cui la struttura, situata a pochi passi dal mare, dispone» ha spiegato Carmen Filosa, assessore alle politiche sociali del Comune di Pollena Trocchia.

Un numero superiore alle trenta domande di partecipazione comporterà l’elaborazione di una graduatoria da parte dell’Ufficio Servizi Sociali con priorità ai richiedenti più anziani e che abbiano effettuato prima la richiesta.

«Attraverso un impegno costante e serio cerchiamo di tutelare tutte le fasce deboli della popolazione, senza limiti di età. Attraverso questa iniziativa, infatti, non soltanto forniamo aiuto a quanti hanno difficoltà a raggiungere le sedi termali, ma offriamo informazioni e assistenza, grazie all’ufficio Politiche Sociali, sulla procedura nonché un’importante opportunità di socializzazione» ha spiegato Carlo Esposito, sindaco di Pollena Trocchia.

Cade in un pozzetto e finisce in ospedale: sequestrata l’area, denunciato un uomo

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MARIGLIANO – Quella che in un primo momento sembrava una semplice rottura accidentale della sede stradale si è trasformata in una vicenda ben più grave. Le indagini della Polizia Municipale di Marigliano hanno infatti accertato che dietro il cedimento di un tombino, costato il ferimento di un pedone, vi sarebbe una manomissione abusiva eseguita senza alcun rispetto delle norme di sicurezza. L’episodio risale alla mattinata di sabato 13 giugno, quando una piastra posizionata a copertura di un pozzetto si è improvvisamente staccata al passaggio di un cittadino. L’uomo è precipitato all’interno dell’apertura riportando diverse lesioni. Sul posto sono intervenuti i soccorsi che hanno trasferito il ferito in ospedale, dove i medici hanno emesso una prognosi di 15 giorni. Immediatamente sono scattati gli accertamenti del personale della Polizia Municipale, coordinato dal comandante Emiliano Nacar. Le verifiche tecniche hanno permesso di ricostruire quanto accaduto e di scoprire che il manufatto presente al momento dell’incidente non era quello originariamente installato. Secondo quanto emerso, il regolare chiusino sarebbe stato rimosso e sostituito con una piastra realizzata artigianalmente, priva dei requisiti tecnici e delle certificazioni necessarie per garantire la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. L’attività investigativa, proseguita nei giorni successivi, ha consentito di individuare nella giornata di lunedì 15 giugno il presunto promotore della sostituzione abusiva, oltre alle persone che avrebbero materialmente realizzato e installato la struttura non conforme. Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro probatorio dell’area interessata dall’incidente e dei due manufatti coinvolti: il chiusino originale e la piastra abusiva. Il materiale sarà ora oggetto di ulteriori accertamenti utili a definire con precisione le responsabilità. «È stato individuato il soggetto che ha posto in essere la condotta illecita che appare direttamente collegata alla caduta del pedone – ha dichiarato il comandante Nacar –. Le indagini hanno inoltre consentito di identificare gli esecutori materiali dell’opera abusiva, che risponderanno in concorso con il committente». Quest’ultimo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà.

Varchera Sporting Club, Gerardo Pignata conquista l’argento europeo con la Nazionale italiana

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  C’è il valore del sacrificio, della costanza e dei sogni costruiti giorno dopo giorno dietro la medaglia d’argento conquistata da Gerardo Pignata ai Campionati Europei Junior di Nuoto Pinnato 2026 nella staffetta mista 4×100 pinne/monopinna con la Nazionale italiana. Un risultato prestigioso che premia un percorso iniziato quando Gerardo aveva appena sei anni. Negli ultimi anni, grazie all’impegno quotidiano e alla determinazione mostrata in ogni allenamento, il sogno della convocazione in azzurro è diventato realtà fino a trasformarsi in un podio europeo. Fondamentale, nel suo percorso di crescita, il lavoro svolto insieme all’allenatore Giacomo Salicone. «Mi ha insegnato la costanza, la disciplina e la determinazione, aiutandomi a migliorare sia dal punto di vista tecnico che mentale», racconta Gerardo, sottolineando anche i valori umani ricevuti lungo il cammino: umiltà, rispetto e capacità di affrontare con equilibrio vittorie e difficoltà. Accanto a lui, il sostegno costante del Varchera Sporting Club, una vera e propria famiglia sportiva. «Non è solo un luogo dove allenarsi, ma un ambiente che mi ha aiutato a crescere come atleta e come persona», afferma il giovane azzurro. Un supporto che gli ha permesso di affrontare con fiducia anche i momenti più impegnativi della preparazione. La medaglia d’argento conquistata agli Europei rappresenta così non solo un successo personale, ma il risultato di un lavoro condiviso tra atleta, allenatore e società. Un motivo di orgoglio per tutto il Varchera Sporting Club, che celebra con entusiasmo il traguardo raggiunto da Gerardo e guarda con fiducia ai suoi futuri successi.

Pomigliano, ancora un incidente sul lavoro: terzo caso in un mese

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Ieri pomeriggio un operaio che si trovava nello stabilimento in cui lavorava ha subito un incidente ed è rimasto ferito. L’episodio è avvenuto a Pomigliano D’Arco, nello specifico nella zona industriale del paese in cui si trova lo stabilimento Stellantis. Stando ad una prima ricostruzione, pare che l’operaio si trovasse al lavoro e, mentre svolgeva le proprie mansioni quotidiane, è rimasto ferito riportando diversi traumi. Sono stati subito allertati i soccorsi che hanno predisposto il trasferimento nell’ospedale più vicino per ulteriori accertamenti, anche se fortunatamente l’uomo non si trovava in pericolo di vita essendo le ferite riportate di lieve entità. Si tratta del terzo episodio di infortunio sul lavoro all’interno della stessa zona di produzione dello stabilimento che riaccende i riflettori sulla normativa della sicurezza sul lavoro. In un mese, sono ben tre le persone rimaste ferite, seppur non in modo grave, all’interno dello stesso complesso di Pomigliano D’Arco, una zona industriale in cui spesso si sono verificati episodi simili. Si tratta di una sequenza che spaventa e mette in guardia non solo i singoli lavoratori, ma anche le aziende stesse che dovrebbero monitorare maggiormente le aree e assicurarsi che gli operai lavorino seguendo le regole e in totale sicurezza. L’allarme ha ovviamente allertato anche diverse organizzazioni sindacali e alcune organizzazioni dei lavoratori che hanno richiesto verifiche e controlli sulla zona industriale di Pomigliano visti gli episodi avvenuti di recente e con un cerca cadenza. Bisogna verificare, infatti, che le procedure di sicurezza adottate siano efficienti e che i lavoratori svolgano in maniera corretta la propria mansione, senza affrettarsi per rispettare le scadenze rischiando, dunque, si farsi male. Quest’ultimo caso di infortunio sul lavoro ha aperto nuovamente l’interrogativo sulla reale adozione di norme di sicurezza proprio a causa della frequenza con cui si sono verificati gli ultimi episodi: si tratta di incidenti di entità non troppo grave, ma che nell’ultimo mese hanno scosso quella singola zona industriale, motivo per cui sembra necessario intervenire con urgenza nella gestione del lavoro e dei macchinari utilizzati per evitare ulteriori incidenti. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, ma le autorità competenti sono al lavoro per ricostruire l’accaduto e capire se si tratta di problematiche legate all’assenza di alcune procedure di sicurezza, o semplicemente di un errore umano che ha purtroppo portato all’infortunio dell’operaio. Ciò che è certo è che bisogna continuare a lavorare per migliorare le condizioni dei lavoratori, specialmente quando si tratta di operai che ogni giorno rischiano un incidente sul lavoro: servono dunque controlli serrati per valutare la reale condizione ed intervenire eventualmente in caso di necessità.

Contrabbando a Boscoreale, rider trasporta 100 stecche di sigarette: arrestato

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  BOSCOREALE – Uno zaino da rider utilizzato come copertura per trasportare sigarette di contrabbando. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata durante un servizio di controllo del territorio effettuato a Boscoreale nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti. I fatti risalgono al 4 giugno 2026. I finanzieri, impegnati in una serie di verifiche nell’area vesuviana, hanno individuato uno scooter che ha attirato la loro attenzione. Alla guida c’era un uomo che trasportava uno zaino riconducibile a una nota azienda di consegne a domicilio e un borsone apparentemente anonimo. Il controllo ha consentito di scoprire il vero contenuto delle borse. All’interno erano custodite 100 stecche di sigarette di provenienza illecita, per un peso complessivo di circa 20 chilogrammi. Una quantità significativa che ha fatto scattare immediatamente il sequestro del materiale e l’arresto del conducente. Le verifiche documentali hanno inoltre evidenziato che il mezzo era sprovvisto di assicurazione e che la patente del conducente risultava scaduta. Gli investigatori hanno accertato anche che l’uomo era già conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti vicende collegate al contrabbando di sigarette. L’intervento si inserisce nelle attività di monitoraggio che la Guardia di Finanza svolge costantemente sul territorio per contrastare il commercio illegale di tabacchi lavorati esteri, fenomeno che continua a rappresentare una fonte di guadagno per circuiti criminali e un danno economico per l’Erario. Dopo l’arresto, il soggetto è comparso davanti al Tribunale di Torre Annunziata per il giudizio direttissimo. Il magistrato ha convalidato il provvedimento eseguito dai finanzieri e ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le sigarette sequestrate e lo scooter utilizzato per il trasporto sono stati acquisiti agli atti dell’indagine. Il procedimento giudiziario proseguirà per arrivare alla decisione nel merito della vicenda.

Pistola ceduta dopo delitto e conflitto a fuoco, 2 arresti dopo omicidio Ascione

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  Le indagini sull’omicidio del ventenne Fabio Ascione continuano a far emergere nuovi tasselli. Nelle ultime ore i Carabinieri della Compagnia Napoli Poggioreale, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato due persone ritenute coinvolte nella gestione dell’arma utilizzata in una successiva sparatoria. I destinatari della misura cautelare sono due cittadini italiani di 24 e 30 anni. Per entrambi l’accusa è di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Nei confronti del 24enne è stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, legata ai presunti rapporti con il clan De Micco, organizzazione criminale radicata nel quartiere Ponticelli. L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Napoli sulla base delle risultanze investigative raccolte dopo l’omicidio di Ascione, consumato il 7 aprile scorso. Gli investigatori hanno analizzato numerosi filmati di videosorveglianza e raccolto diverse testimonianze che hanno consentito di ricostruire movimenti e responsabilità. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due indagati avrebbero avuto un ruolo nella disponibilità di una pistola successivamente consegnata a un altro soggetto, già fermato dagli inquirenti pochi giorni dopo il delitto. L’arma sarebbe stata poi impiegata in un violento conflitto a fuoco avvenuto in piena strada, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti. Per la Procura Antimafia esisterebbero gravi indizi che collegano i due arrestati alla detenzione e al trasporto dell’arma. Da qui la richiesta di custodia cautelare, accolta dal giudice. L’operazione rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attività investigativa sviluppata attorno all’omicidio del giovane Fabio Ascione e ai successivi episodi di violenza registrati nell’area orientale di Napoli. Gli accertamenti proseguono per verificare il coinvolgimento di altre persone e per definire l’intero contesto criminale nel quale si sarebbe maturata la vicenda. Anche in questo caso vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.