Lavoro: Pd, su vertenza Dema governo chiarisca urgentemente

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Lavoro: Pd, su vertenza Dema governo chiarisca urgentemente “Siamo molto preoccupati per l’approssimazione e la superficialità con cui si sta affrontando la vertenza Dema. Riteniamo indispensabile e urgente un chiarimento e un atto di trasparenza da parte del governo per voce del ministro delle Imprese e del Made Italy rispetto alle trattative e alle manifestazioni di interesse. Siamo a un punto delicatissimo e se si viene a conoscenza, dopo l’ultima riunione ministeriale, che vi sarebbero altre manifestazioni di interesse, come sostiene, con prove documentali, il sindacato, e che ciò, proprio in quella sede, non sarebbe emerso, allora, davvero, ci troveremmo in presenza di un pericoloso cortocircuito che può solo arrecare danno ai lavoratori. Il Partito Democratico, e lo farà con un atto di sindacato ispettivo, chiede che si faccia chiarezza e che il governo si assuma le proprie responsabilità anche sul ‘non detto’ e che ci si adoperi affinché venga individuata la soluzione più utile e funzionale al rilancio industriale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali per Dema”. Così in una nota congiunta i deputati dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Sud e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

Emergenza sicurezza ad Acerra, commercianti in assemblea: “Vogliamo parlare col vescovo”

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Acerra – Emergenza sicurezza: da cittadini e commercianti in assemblea, critiche e richieste di aiuto. “Vogliamo parlare con il Vescovo”. “Siete i primi a chiamarci e per questo siamo qui. E chiunque ci chiamasse, noi andremmo, per far sentire la nostra richiesta di aiuto. Non se ne può più. Servirebbe una manifestazione cittadina”: è questo il ritornello dei cittadini e dei commercianti che hanno partecipato all’assemblea convocata da Coalizione Civica e Movimento di Popolo sull’emergenza sicurezza ad Acerra, dove da mesi si registrano furti ai negozi, agli appartamenti, di auto. Consapevolezza del difficile lavoro delle Forze dell’Ordine, in numero troppo esiguo per la vastità del territorio da controllare, ma forti critiche innanzitutto per la gestione ordinaria della Polizia Locale: “fuori le scuole accade di tutto, nelle piazze accade di tutto, sui motorini sfrecciano senza casco, assenza di autorità di questi giovani vigili che hanno il solo compito di sanzionare senza alcuna capacità di educare al vivere civile e di collaborare con chi, tenendo la saracinesca aperta, presidia con difficoltà zone oscure della città”. Bocciata la proposta di richiedere una seduta straordinaria del Consiglio comunale “non serve a nulla, l’Amministrazione è incapace di cambiare rotta ed ascoltare – hanno chiosato i cittadini e i commercianti presenti – vogliamo parlare con il Vescovo per raccontare come viviamo”, mentre le richieste sono di una maggiore percezione di sicurezza “servono pattuglie a piedi, di forze anche integrate, per far comprendere che lo Stato è lì non solo per sanzionare, ma anche per essere fisicamente vicino a cittadini e commercianti”. “Per anni ci siamo lamentati che Acerra non aveva eletti nelle istituzioni sovracomunali – una delle principali lamentele – ora abbiamo un consigliere regionale ed un deputato ma la situazione è peggiorata. Siamo più soli di prima. Vadano dal Questore e dal Prefetto, subito”. “Siamo davanti ad un problema di credibilità delle istituzioni, di questo passo non potremo più lamentarci che la gente non va più a votare e cercherà di farsi giustizia da sola – dichiarano Vincenzo De Maria e Barbara D’Inverno, a nome di Movimento di Popolo e Coalizione Civica – l’appello lo rivolgiamo a tutta la classe politica locale per una comune presa di coscienza su queste 2 principali emergenze, la sicurezza e l’aria che respiriamo”.

Sangue infetto, eredi di una vittima risarciti dopo 49 anni

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Un risarcimento di 310mila euro è stato recentemente riconosciuto agli eredi di un uomo di Imperia, deceduto a seguito di una grave patologia epatica contratta dopo aver ricevuto trasfusioni di sangue infetto nel 1975, presso un ospedale in provincia di Savona. Il caso si è chiuso a fine 2024 con un accordo transattivo tra il Ministero della Salute e la famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Domenico Carotenuto di Boscotrecase e dal medico legale Nicola Maria Giorgio della società AP Risarcimento & Consulenza con sedi a Napoli, Scafati (Salerno) e altre città italiane. Questa vicenda rappresenta un importante precedente per chiunque si trovi ad affrontare casi di malasanità o eventi legati agli errori del passato.

L’uomo, ricoverato per un intervento chirurgico, aveva ricevuto sacche di sangue che, a causa di controlli all’epoca insufficienti, si rivelarono infette. In quel caso, il paziente contrasse una malattia epatica degenerativa, che lo portò al decesso nel 2019, dopo anni di sofferenze. La vicenda, risalente agli anni ’70, si colloca dunque in un periodo storico in cui i protocolli di sicurezza per le trasfusioni di sangue erano ancora inadeguati, portando a una serie di tragici episodi di infezioni post-trasfusionali. Nonostante i fatti risalgano a quasi cinquant’anni fa, la famiglia della vittima ha potuto ottenere giustizia grazie all’accurata ricostruzione medico-legale condotta dal prof. Giorgio e alla strategia processuale dell’avvocato Carotenuto, che hanno dimostrato il nesso causale fra le trasfusioni effettuate nel 1975 e la successiva malattia epatica, ottenendo così un risultato significativo per gli eredi della vittima.

Dopo due anni di processo presso il Tribunale di Genova, è stata accettata una proposta conciliativa che ha consentito agli eredi – la moglie e le tre figlie del defunto – di ricevere rapidamente il risarcimento di 310mila euro. L’importo, calcolato secondo le tabelle del Tribunale di Milano aggiornate al 2022, è stato transatto per evitare ulteriori lungaggini giudiziarie, garantendo così una chiusura veloce e soddisfacente per entrambe le parti. La vicenda, dunque, si inserisce nel contesto più ampio dello scandalo del sangue infetto, che negli anni ’70-’90 ha coinvolto migliaia di pazienti in Italia e all’estero, molti dei quali hanno perso la vita o subito danni permanenti. Il caso però dimostra che – nonostante i decenni trascorsi – è ancora possibile ottenere giustizia con il supporto di professionisti specializzati.

L’avvocato Carotenuto ha evidenziato l’importanza di affidarsi a specialisti in materia legale e medico-legale per affrontare situazioni così complesse: «Questa transazione rappresenta un esempio significativo di come sia possibile ottenere giustizia anche per vicende tanto datate. È fondamentale che chiunque si trovi in situazioni simili si rivolga a professionisti esperti, capaci di fornire competenze specifiche». Il prof. Nicola Maria Giorgio, medico legale di riferimento nella vicenda, ha sottolineato: «Questo risultato conferma come una corretta analisi medico-legale possa fare la differenza nel riconoscimento dei diritti delle vittime di errori sanitari. La nostra priorità è sempre garantire che i familiari trovino risposte e un supporto concreto nel far valere le proprie ragioni».

Farmacia di Somma assaltata dai banditi. La testimonianza della titolare

SOMMA VESUVIANA – I banditi sono tornati a fare danni. Nella notte tra mercoledì e giovedì ignoti hanno assaltato la farmacia Romano di via Pomintella portando via diverso materiale e danneggiando i locali come testimoniano le foto pubblicate dalla titolare in un post sui social. “Ore 4:20 del 22 gennaio 2025. Mi fa molto male pubblicare queste foto perché attengono al mio privato ed al luogo che è, ed è diventato in oltre vent’anni di titolarità, una parte importante della mia vita e di chi collabora con me, ma credo che questi episodi vadano denunciati non solo ai carabinieri. È la terza volta che subiamo lo scempio che vedete. Una banda di feroci criminali agisce quasi indisturbata da mesi, o forse anni, nonostante abbiamo attivato tutti i sistemi possibili di protezione. Invito il sindaco, le istituzioni tutte ad intensificare la loro presenza. Noi abbiamo reagito con tutta la rabbia e il dolore, riuscendo ad essere operativi sin dalle 8.30. Un team splendido, più forte e coeso di prima. Ma ci sentiamo soli: abbiamo bisogno di una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine.” Nelle ultime settimane sono stati diversi i colpi, tentati o portati a termine, registrati a Somma Vesuviana anche ai danni di abitazioni private.

Show di wrestling a San Giorgio a Cremano: ci sarà l’ex campione mondiale

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Il grande wrestling torna a Napoli: sabato 15 febbraio alle 17.30 in villa Bruno, San Giorgio a Cremano, si terrà lo spettacolo “I Miti del Wrestling: Wild and Young”, in cui lotterà l’ex due volte campione mondiale Eric Young, per la prima volta in Italia. Young, conosciuto anche come “the World Class Maniac” nella sua carriera mondiale ha lottato in WWE, TNA ed in altre importanti compagnie mondiali, dove ha sempre fatto incetta di titoli.

Lo show vedrà esibirsi anche il talento inglese Levi Muir, il wrestler statunitense Joe Ocasio, il campione dell’Unione Europea Flavio Augusto, che difenderà la sua cintura, ma anche i migliori lottatori italiani, come Fabio Ferrari e Karim Brigante. Nella card anche un match femminile tra Miss Monica, già vista in WWE, e l’astro nascente Camilla, conosciuta anche come “la bambola assassina”. E’ prevista anche una battle royal, un match con più lottatori in un uno contro uno alla fine del quale prevarrà un solo vincitore.

I biglietti sono in vendita su Ticketone ed hanno prezzi popolari. I bordoring sono ormai in via di esaurimento: l’evento sarà a numero chiuso, disponibile per solo duecento persone.

“In Italia stiamo vivendo un nuovo boom del fenomeno wrestling ed il debutto nel nostro Paese del leggendario Eric Young ne è la riprova – afferma il general manager de I Miti del Wrestling, Michele M. Ippolito – Stiamo preparando uno show per famiglie in una delle location più belle d’Italia, con grandi nomi internazionali e ad un prezzo incredibilmente contenuto e ne siamo orgogliosi.”

Il wrestling è una disciplina che unisce sport e spettacolo ed ha visto emergere e diventare famosi in tutto il mondo personaggi come Hulk Hogan, Ultimate Warrior, Eddie Guerrero, “The Rock” Dwayne Johnson e John Cena. I protagonisti del wrestling sono pronti a dare prova delle proprie abilità anche a San Giorgio a Cremano. I biglietti sono disponibili qui: https://www.ticketone.it/artist/wrestling/i-miti-del-wrestling-3788504/

Ospedale di comunità a Pomigliano, Comune rassicura: sarà realizzato nei tempi previsti

POMIGLIANO D’ARCO – L’ospedale di comunità sarà realizzato nei tempi previsti dal PNRR, garantendo ai cittadini di Pomigliano d’Arco un servizio sanitario moderno ed efficiente”. E’ quanto sottolinea l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco, guidata dal sindaco Raffaele Russo, commentando le dichiarazioni della vicepresidente del Consiglio regionale campano, Valeria Ciarambino, la quale nelle scorse ore ha annunciato di aver presentato un’interrogazione per conoscere i motivi del mancato avanzamento dei lavori per la realizzazione di un ospedale di comunità, una casa di comunità ed una centrale operativa in città. “Troviamo sorprendente che la vicepresidente non sia al corrente dello stato attuale del progetto dell’ospedale di comunità a Pomigliano d’Arco – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – confidiamo che si tratti di una svista o di una valutazione superficiale e non di un tentativo deliberato di sollevare un caso inesistente. Il progetto dell’ospedale di comunità non è né fermo né bloccato, ma ha subito un rallentamento a causa di un grave errore della precedente amministrazione comunale Pd-M5S, sostenuta dalla stessa Ciarambino. La passata amministrazione aveva individuato un terreno situato a pochi metri dall’attuale sede dell’Enam, società partecipata del Comune di Pomigliano d’Arco che si occupa della raccolta dei rifiuti. Sul terreno è presente un impianto fotovoltaico che garantisce un importante scambio di energia, generando risparmi per l’Enam e la cui rimozione avrebbe comportato la rinuncia ad un contratto vantaggioso con conseguenti costi energetici più elevati, determinando un onere stimato tra 200mila e 300mila euro, che ricadrebbe interamente sulle casse comunali e che l’Asl non ci riconoscerebbe. Va inoltre sottolineato che la collocazione dell’ospedale di comunità nei pressi dell’Enam avrebbe potuto portare anche ulteriori problematiche, in quanto la struttura affaccerebbe sul deposito dei mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, compromettendo la salubrità e la funzionalità dell’area destinata ai servizi sanitari”. Dal Comune, quindi, spiegano che è stato necessario individuare una nuova area idonea alla costruzione dell’ospedale. “Dopo un confronto con l’ASL – aggiungono gli amministratori comunali – è stato individuato un sito su un terreno di proprietà di ASM, nostra società partecipata, e per rendere possibile il trasferimento, è stato effettuato un atto di permuta, cedendo la sede attuale dell’ASM di via Fiume in cambio di questo nuovo terreno. Operazione approvata dal Consiglio comunale lo scorso 23 dicembre e ora si sta finalizzando l’atto presso il notaio per il relativo rogito. Nel frattempo, le attività sul nuovo sito sono già in corso: sono state completate le prove geologiche e redatte le prime bozze per la progettazione dell’ospedale. Tutto questo dimostra che il progetto procede, nonostante gli ostacoli ereditati dalla precedente amministrazione e gli errori nella pianificazione iniziale”.

Sportello Antiracket e Antiusura per arginare nuove intimidazioni

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Nuove forme di intimidazione, Sportello Antiracket pronto ad assistere le vittime. Bene: “Insieme alla Prefettura siamo vicini in modo concreto a chi fa impresa ”

 

CASORIA. Una risposta a 360 gradi alle nuove forme di intimidazione del racket sia reali che virtuali. Lo sportello antiracket ed antiusura del Comune di Casoria, attivo ormai dal 2020, è pronto a prendere in esame, grazie a specifiche risorse, le nuove frontiere delineate dalla criminalità. Oltre alle intimidazioni di vecchio stampo, con raid ai danni di attività commerciali, ditte o imprenditori, si stanno facendo largo nuove strade per vessare gli operatori economici, attraverso l’uso delle piattaforme tecnologiche.

Situazioni già monitorate dall’azione investigativa delle forze dell’ordine e della Prefettura e che vengono prese in esame dal team di professionisti messo a disposizione a Casoria il martedì (dalle 10 alle 12) delle vittime del racket. Tra i servizi gratuiti previsti c’è il sostegno psicologico per le vittime e i loro familiari, gli incontri di socializzazione e il supporto per superare l’isolamento, l’informazione e la consulenza legale per comprendere i propri diritti e le procedure da seguire, l’accompagnamento alla denuncia ed al percorso giudiziario. Il primo contatto può avvenire allo sportello di segretariato sociale AS.S.O. o attraverso l’help line telefonica al numero 3493504540. Lo sportello rappresenta un supporto ulteriore al lavoro delle forze dell’ordine sul territorio e si integra con l’attività di contrasto che la Prefettura, sotto la spinta del Prefetto di Napoli, S.E. Michele Di Bari, sta mettendo in atto, in provincia di Napoli e nel capoluogo, contro le estorsioni e l’usura

“In un momento del genere è necessario più che mai far sentire la nostra vicinanza in modo concreto ai commercianti ed agli imprenditori che finiscono nel mirino della criminalità. Per farlo in maniera adeguata dobbiamo servirci di professionalità che sappiano assistere le vittime e interpretare ciò che accade in un territorio complesso come il nostro, dando il nostro contributo all’azione delle forze dell’ordine e al grande lavoro del Prefetto Michele Di Bari” afferma il sindaco Raffaele Bene.

Pomigliano, lavori per l’ospedale di comunità al palo. L’allarme di Ciarambino

Sanità, Ciarambino: perché i lavori per l’ospedale di comunità a Pomigliano sono fermi? «Pomigliano non può perdere il suo ospedale, sono decenni che lo attendiamo. Per questo ho presentato un’interrogazione per sapere come mai i lavori per la realizzazione di un ospedale di comunità, di una casa di comunità e di una centrale operativa territoriale a Pomigliano d’Arco non avanzano – afferma Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto – Si tratta di presidi sanitari che doteranno Pomigliano di almeno 20 posti letto, oltre ad ambulatori specialistici ed importanti tecnologie diagnostiche. L’ambìto progetto parte da una mia mozione dell’ottobre 2021 grazie alla quale la Giunta ha deliberato nel maggio 2022 la realizzazione di queste tre importanti strutture nella mia città, ma ora è necessario capire al più presto quali sono le cause per cui non si sta procedendo. La scorsa amministrazione comunale con una propria delibera aveva concesso all’Asl Na 3 Sud un’area in via Nazionale delle Puglie dove realizzare le strutture. Nonostante l’Asl abbia avviato l’iter ed espletato gli adempimenti preliminari, ad oggi è tutto fermo. Da cosa dipende questa inerzia? È doveroso portare a compimento il progetto che si realizza con fondi messi a disposizione dal Pnrr, oltre 5 milioni di euro, nell’ambito della Missione 6 Salute. I cittadini di Pomigliano non possono vedersi negata questa opportunità, vista la complessità di questo territorio, sede di tante industrie e che già subisce una grande pressione sotto il profilo ambientale. Inoltre, è ancora più urgente che i lavori abbiano inizio in breve tempo perché se non viene rispettato il cronoprogramma individuato dal Pnrr, ovvero il completamento delle opere entro giugno 2026, i finanziamenti ottenuti andranno persi».

Agricoltura in ripresa, Ambrosio (Fdi): “Campania deve superare criticità”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Antonio Ambrosio, membro del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia

Partendo dalle parole della Premier Giorgia Meloni e integrando la riflessione con quanto da me sempre dichiarato, emerge chiaramente l’importanza strategica dell’agricoltura per l’Italia e per la Campania. Mentre celebriamo il primato italiano come Paese europeo con il più alto valore aggiunto agricolo nel 2024, non possiamo ignorare le sfide che il comparto agricolo campano continua ad affrontare. È essenziale focalizzarsi su tre aspetti critici per il futuro dell’agricoltura regionale: * Prezzi troppo bassi agli agricoltori: Gli agricoltori campani faticano a ottenere un equo compenso per i loro prodotti rispetto al prezzo finale al consumatore. Questo squilibrio compromette la sostenibilità economica delle aziende agricole, in particolare delle piccole realtà locali. * Concorrenza dei prodotti esteri: Un problema di enorme rilevanza, soprattutto in Campania, dove i prodotti agroalimentari locali – spesso simbolo di qualità e tradizione – devono competere con merci importate a costi inferiori. È necessario un impegno forte per rafforzare i controlli sulla qualità e sull’origine dei prodotti, sensibilizzare i consumatori e promuovere campagne a sostegno del Made in Italy. Solo così potremo tutelare le eccellenze campane, come la mozzarella di bufala DOP e il pomodoro San Marzano, dall’aggressività della concorrenza straniera. * Infrastrutture carenti nelle aree interne: La mancanza di infrastrutture moderne e adeguate rappresenta un freno significativo alla crescita agricola, penalizzando in particolare le aree rurali e interne della regione. Investire in strade, trasporti e tecnologie per la logistica è cruciale per garantire che i prodotti campani raggiungano i mercati nazionali ed esteri in tempi e condizioni ottimali. Come portavoce delle istanze degli agricoltori, sottolineo inoltre il ruolo di questi ultimi come veri difensori dell’ambiente e promotori del diritto al cibo. In questo senso, Fratelli d’Italia sta lavorando per assicurare che le politiche agricole nazionali e regionali mettano al centro non solo la crescita economica, ma anche la tutela dei produttori e dei consumatori, incentivando una filiera agricola trasparente, equa e sostenibile. Il futuro dell’agricoltura campana dipende dalla capacità di risolvere queste criticità, valorizzando i prodotti locali, investendo nelle infrastrutture e proteggendo i nostri agricoltori dalla concorrenza sleale. Ribadisco che queste battaglie devono essere prioritarie per garantire alla Campania un ruolo da protagonista nell’agroalimentare italiano ed europeo.

Nas trovano blatte in 4 ristoranti etnici: stop ai kebabbari

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Sono state trovate anche blatte nei quattro ristoranti etnici di Napoli sottoposti a dei controlli da parte del Nas di Napoli. I controlli dei militari, guidati dal comandante Alessandro Cisternino, eseguiti nella zona della stazione di piazza Garibaldi, hanno fatto emergere la presenza delle blatte e anche di pessime condizioni igienico sanitarie e strutturali. Le ispezioni del Nas hanno interessato soprattutto gli alimenti maggiormente esposti alla contaminazione (crudi o a ridotta cottura e carne per kebab), ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori in quanto destinati alla somministrazione in assenza delle previste procedure di monitoraggio e autocontrollo. Al termine delle verifiche, è stata sequestrata amministrativamente quasi una tonnellata di alimenti privi di rintracciabilità alimentare e ai responsabili sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 11 mila euro.