La Befana al Museo del Sottosuolo di Napoli con lo show delle bolle di sapone

Domenica 10 gennaio, spazio al teatro con “Eva Hitler” di Riccardo Citro. Non solo Dante al Museo del Sottosuolo. Tra le tante attività, eventi e spettacoli proposti dal Museo del Sottosuolo di Napoli, diretto da Luca Cuttitta, e dalla Tappeto Volante di Domenico Maria Corrado, c’è una Befana pensata per i più piccoli, ma non solo… Mercoledì 6 gennaio alle 12, Alfonso Aversa incanterà gli spettatori di tutte le età con il suo Bubble Show al Museo del Sottosuolo di Napoli, biglietto a soli 5 euro. Per tutti coloro che decideranno di lasciarsi stupire dalla magia dello spettacolo di bolle, alle ore 11 del 6 gennaio sarà possibile visitare gratuitamente il Museo, in compagnia della soprannaturale guida de ‘o Munaciello. Gli appuntamenti della settimana continuano con Eva Hitler, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Citro, che propone un punto di visto diverso, e più umano, della vicenda di Adolf Hitler e della sua compagna, Eva Braun. Lo spettacolo sarà in scena al Museo del Sottosuolo domenica 10 gennaio alle 18.30. Non mancano le consuete visite al Museo del Sottosuolo con la guida soprannaturale del Munaciello, da giovedì 7 a domenica 10 gennaio, dalle ore 10 alle 17.   BUBBLE SHOW di Alfonso Aversa Bubble show è stupore, magia e partecipazione del pubblico. Nello spettacolo, semplici bolle si trasformano in sculture, Alfonso Aversa mostrerà come intrappolare del fumo in una bolla e come creare una bolla di sapone a forma di cubo. Si gioca a ping pong con bolle di sapone che danzeranno senza sosta e alcuni coraggiosi spettatori saranno rinchiusi in una bolla di sapone gigante. Questo e ancor di più è Bubble Show! 6 gennaio ore 12 – Museo del Sottosuolo di Napoli – Piazza Cavour, 140 Il biglietto comprende la visita al Museo con la guida del Munaciello alle ore 11 Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org tel. 081 863 15 81 email info@tappetovolante.org   EVA HITLER NonsoloArt propone, in collaborazione con Progetto Buone Idee, Eva Hitler, uno spettacolo scritto e diretto da Riccardo Citro che mette in luce un aspetto diverso della Seconda Guerra Mondiale, la storia d’amore tra Eva Braun e Adolf Hitler. Lo spettacolo andrà in scena presso il Museo il giorno 10 gennaio alle 18:30, proprio nel sottosuolo, lì dove i napoletani si rifugiavano per non assistere a ciò che la barbarie umana produceva fuori. Una rievocazione assolutamente non classica del conflitto che ha piegato il mondo. Uno spettacolo che porta in scena la coscienza di una donna, amante di uomo capace delle peggiori mostruosità. “Sono felice?” Questa frase letta sul diario di Eva Braun ha indotto in me lo stesso tipo di ricerca. Sono felice? Ma cosa vuol dire essere felici? Vuol dire forse essere se stessi e liberare i propri istinti e le proprie passioni? Eva, romantica, piena di sogni e non come si è spesso dipinta, dissoluta e intrigante, non riesce a liberare la propria essenza e pende dalle labbra del capo della Germania; accetta tutto, piega la testa, si mette subito in ginocchio, il suo è un cuore semplice e sottomesso. Sedici anni in attesa di un premio grande, le nozze, che arrivano il giorno della sua morte. Al centro della scena, attraverso i suoi occhi, le sue memorie, la sua vita e il suo amore infinito, ci mostra un lato umano di Adolf forse mai rivelato. Se da un lato i costumi e il trucco rispecchiano il periodo storico effettivo, dall’altro echi, stratificazione scenografica e luci concettuali permettono un gioco teatrale su livelli onirici, allegorici e introspettivi che consentono allo spettatore di spaziare tra sfere razionali ed emotive”.

Napoli, si susseguono i tributi a Pino Daniele: oggi le sue melodie nell’aria

Mostre fotografiche, visite guidate, eventi musicali, tributi ed iniziative editoriali, dirette sul web. Ad un anno dalla sua scomparsa, la città di Napoli ricorda Pino Daniele così: con la vita e soprattutto la sua musica che per tutta la giornata sarà possibile ascoltarla anche nelle stazioni della metro. L’iniziativa è dell’Anm che oggi per tutto il giorno farà ascoltare le canzoni cult di Pino Daniele anche nelle stazioni delle funicolari. (Fonte foto: rete internet)

Allarme polveri sottili: rientrano i valori di PM10 dopo le piogge

Dopo le piogge di ieri, i dati sulla concentrazione nell’aria delle polveri sottili a Napoli sono rientrati nella norma. La conferma arriva dai dati Arpac dai quali emerge il miglioramento della situazione in tutte le aree monitorate con valori sotto la media giornaliera di 50 microgrammi. Il giorno 2, invece, con il dispositivo di blocco delle auto già in vigore, i valori erano ancora sopra la media all’Osservatorio Astronomico, nella zona del Museo Nazionale, alla Ferrovia e a via Argine. (Fonte foto: rete internet)

Ticket restaurant, normativa 2016: chi ne ha diritto  

  In un comunicato della Federazione Sindacati Indipendenti tutte le informazioni a riguardo. Buoni pasto, indennità di mensa ed indennità sostitutiva di mensa 2016: chi ne ha diritto, condizioni, adempimenti, tassazione. I buoni pasto, comunemente noti come ticket restaurant, sono dei mezzi di pagamento erogati dal datore di lavoro ed utilizzabili dai dipendenti per acquistare pasti o prodotti alimentari: possono essere emessi in forma cartacea (voucher) o elettronica. Sia nell’una che nell’altra forma, ogni buono, o ticket, ha un valore assegnato (solitamente tra i 2 ed 10 Euro) ed è riconosciuto da enti ed imprese convenzionate, come ristoranti, bar, mense e supermercati. Si tratta, nella pratica, di una prestazione sostitutiva del servizio di mensa, ossia della somministrazione diretta di vitto da parte del datore di lavoro, laddove per l’azienda non sia possibile effettuare la somministrazione direttamente, né con mensa aziendale interna (la cui gestione può avvenire in proprio, o essere affidata in appalto ad un’apposita società), né con mensa esterna presso apposite strutture. Ad ogni modo, resta la facoltà, per il datore di lavoro, di erogare buoni pasto o indennità di mensa anche laddove sia presente in azienda un servizio di somministrazione diretta di vitto: ad esempio, possono essere previsti più sistemi contemporaneamente, a seconda delle esigenze organizzative, come un servizio mensa per una categoria di dipendenti ed i buoni pasto per un’altra categoria. Ciò che non è possibile è che lo stesso dipendente possa fruire di due differenti sistemi contemporaneamente. Buoni pasto 2016: chi ne ha diritto: Possono essere beneficiari dei buoni pasto, oltre ai dipendenti full time, anche i lavoratori a tempo parziale. I lavoratori part time, difatti, hanno diritto ai buoni pasto in queste ipotesi: orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto, non importa se pranzo o cena; distanza tra l’abitazione e l’azienda, che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria: quest’ipotesi è stata recentemente confermata da una sentenza della Cassazione [1]. In pratica, se l’orario di lavoro termina prima dell’ora di pranzo o di cena, ma il dipendente non ha la possibilità di fermarsi a mangiare né presso la mensa aziendale o esterna, né a casa propria, a causa della distanza tra l’abitazione ed il luogo di lavoro, ha diritto ai buoni pasto anche se l’orario di servizio non copre la fascia dei pasti. Buoni pasto 2016: esenzione fiscale: I buoni pasto costituiscono un reddito esente da tassazione e da contribuzione Inps; a differenza delle somministrazioni dirette di vitto, che sono totalmente esenti, i ticket godono dell’esenzione sino al valore, per singolo buono, di 5,29 Euro, se erogati in forma cartacea; se il voucher, però, è elettronico, grazie alle previsioni della Legge di Stabilità 2015 [2], gode dell’esenzione da imposizione sino all’ammontare di 7 euro, per ciascun buono. La normativa stabilisce anche che non è più possibile accumulare i ticket per fare la spesa: ogni lavoratore può, difatti, utilizzare un solo voucher al giorno, e solo nelle giornate lavorative. L’importo del valore nominale del ticket eccedente il limite di 5,29 euro (o di 7 euro, se elettronico), costituisce retribuzione imponibile e non può mai essere considerato assorbibile dalla franchigia annuale di258,23 euro, valida per i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro. È bene, poi, precisare che, secondo due noti provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate [3], l’esenzione dai redditi dei buoni pasto e dell’indennità sostitutiva di mensa sussiste solo laddove i benefici siano offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di lavoratori. A tal fine, non è rilevante che poi siano utilizzati, in concreto, solo dai dipendenti aventi diritto in base all’orario effettuato. Sono esenti da imposizione anche i buoni offerti ai lavoratori a tempo parziale che non ne avrebbero diritto, in base a una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 2006 [4]. Buoni pasto e indennità sostitutiva 2016 Quando in azienda non è presente la mensa ed in zona non esistono servizi sostitutivi della stessa (ad esempio, somministrazione di alimenti e bevande effettuata da pubblici esercizi, cessione di prodotti pronti per il consumo immediato effettuata da gastronomie ed esercizi commerciali), il buono pasto risulta, di fatto, inutilizzabile. In questi casi, il datore di lavoro deve corrispondere al dipendente un’indennità sostitutiva di mensa: si tratta di un reddito esente sino a 5,29 euro al giorno. L’esenzione per la monetizzazione del servizio mensa vale, infatti, se l’indennità è corrisposta ai lavoratori di unità produttive ubicate in zone prive di strutture o servizi di ristorazione, nonché agli addetti a cantieri edili, o ad altra struttura lavorativa a carattere temporaneo. Secondo l’INPS [5], l’indennità sostitutiva di mensa può essere esclusa dall’imponibile contributivo, sino a 5,29 euro giornalieri, soltanto per i lavoratori per cui ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni: adozione di un orario di lavoro che comporti la pausa per il vitto (al contrario, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’esenzione si applica anche quando non è previsto il diritto alla pausa pranzo [6]); stabile assegnazione ad una unità produttiva; unità produttiva situata in un luogo che non consente di recarsi, senza l’utilizzo di mezzi di trasporto, al più vicino luogo di ristorazione per l’utilizzo di buoni pasto. L’indennità sostitutiva di mensa non deve essere confusa con l’indennità di mensa, che è interamente imponibile, sia dal punto di vista contributivo che fiscale.
  • Cass, sent. n. 22702 del 24.10.2014.
  • 190/2014.
  • 188E/1998; Circ. 326E/1997.
  • n. 118E/2006.
  • Inps Circ. n. 84/2000.
  • n. 118E/2006.
 
  • (Fonte foto: rete internet)

Pollena Trocchia, sostegno ai bisognosi: torna il pacco alimentare

Per presentare domanda c’è tempo fino al 7 gennaio. Anche quest’anno il Comune di Pollena Trocchia ha aderito a “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”, progetto proposto dal Banco Alimentare Campania Onlus che prevede la distribuzione mensile di generi alimentari di prima necessità. Cento le famiglie del territorio in condizioni di disagio socio-economico ed ambientale che beneficeranno dell’iniziativa. Condizioni necessarie per poter accedere al beneficio sono la residenza nel comune vesuviano da almeno un anno, l’essere in regola da altrettanto tempo con il permesso o la carta di soggiorno, un valore ISEE uguale o inferiore a 5mila euro e il mancato ricevimento di sussidi analoghi da altri enti religiosi o associazioni del territorio. “La misura vuole fornire sostegno a nuclei familiari così come a persone sole, prive di reddito o con reddito insufficiente, per alleviarne il disagio” ha detto il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. “Il disagio economico e sociale – ha proseguito – purtroppo è tuttora forte e colpisce ancora tante, troppe persone e famiglie. È per questo che l’Amministrazione comunale lavora costantemente per offrire misure di sostegno come questa”. A fargli eco l’Assessore alle Politiche Sociali, Pasquale Fiorillo: “È ormai da diversi anni che a Pollena Trocchia chi vive situazioni di difficoltà può contare su un aiuto, che pertanto non si configura come misura estemporanea, quanto piuttosto come valido e costante sostegno, su cui si sa di poter contare in maniera continuativa”. Le famiglie interessate al beneficio del “Pacco Alimentare” possono presentare domanda completando i moduli disponibili presso l’Ufficio Politiche Sociali dell’Ente o all’indirizzo  www.comune.pollenatrocchia.na.itentro il termine perentorio del 7 gennaio 2016. Tra tutte le domande opportunamente compilate l’Ufficio Politiche Sociali del Comune provvederà a stilare una graduatoria per assegnare il beneficio annuale ai primi cento aventi diritto. (Fonte foto: rete internet)  

Mariglianella: successo per la Compagnia Teatrale La Maschera

 Nell’ambito delle manifestazioni natalizie promosse dall’Amministrazione Comunale di Mariglianella guidata dal Sindaco, Felice Di Maiolo, con l’Assessore allo Sport e Spettacolo, Felice Porcaro, la Compagnia Teatrale “La Maschera” di Mariglianella nei giorni del 2 e 3 gennaio ha messo in scena la commedia “Io, Alfredo e Valentina” di Oreste De Santis. La compagnia che ha appena varcato la soglia dei venti anni di attività con origine nell’oratorio parrocchiale di Mariglianella ha raccolto i calorosi applausi con i seguenti personaggi e interpreti diretti dalla regista Linda Mautone: Federico, Antonio Sansone; Maria, Antonella Rega; Alfredo, Antonio Franzese; Peppino, Giuseppe Marino; Fiammetta, Pina Sodano; Valentina, Maria Serpico; Concettina, Maria Rosaria Di Meglio; Amministratore, Raffaele Sodano; Margot, Rosa Ottaiano; Gisella, Donata D’Albero; Bambino, Alessio Arpaia; Bambina, Hoara Arpaia. Suggeritrice Rosanna Sansone. La rappresentazione teatrale con tutti i posti disponibili esauriti è avvenuta nella palestra dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di Mariglianella diretto dalla Professoressa Giovanna Afrodite Zarra. Il vicepresidente dell’Associazione che porta avanti il progetto teatrale della Compagnia “La Maschera”, Francesco Sansone, ha ringraziato “Il Sindaco, Felice Di Maiolo, l’Assessore Felice Porcaro, la dirigente scolastica dott.ssa Giovanna Afrodite Zarra, il folto pubblico proveniente anche dal territorio circostante per aver reso possibile questo bel momento ricreativo”. Presenti alla rappresentazione teatrale vi erano gli Assessori Comunali, Felice Porcaro, Arcangelo Russo e Valentina Rescigno. Il programma delle manifestazioni natalizie dell’Amministrazione Comunale si conclude con l’appuntamento della tradizionale Befana che questa volta vede impegnati sul campo gli artisti dell’Associazione “Vesuvius” diretta da Angelo Iannelli. La “Befana Itinerante” partirà mercoledì 6 gennaio 2016 alle ore 10.00 dalla Casa Comunale e girerà per il paese distribuendo caramelle e dolci per i bambini.

La Befana del vigile “vola” a Nola

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La Befana del vigile 2016 vola a Nola dopo aver sorvolato le più importanti città italiane. Alle 17:30 di domani, 5 gennaio 2016, uno spettacolo all’insegna della solidarietà. Mentre il caposquadra dei vigili del fuoco, Mario Nappi, specializzato in tecniche speleo alpino fluviali, attraverserà in “volo” piazza Duomo, grazie ad un sistema di teleferiche, i volontari del presidio di Nola dell’associazione  Libera raccoglieranno i prodotti alimentari  donati dai cittadini e consegnati in forma anonima a bambini e famiglie bisognose. L’importante appuntamento solidale rientra nel “Natale a Nola”, cartellone di eventi promosso dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Geremia Biancardi. A rendere possibile l’evento è stato il capo della polizia locale Luigi Maiello che ha sollecitato l’associazione professionale polizia locale, da sempre promotrice della manifestazione che ha già riscosso consensi in altre importanti città dello Stivale, a cominciare da Napoli. (Fonte foto: rete internet)

Scisciano: tributo a Rino Gaetano

Il giorno 9 Gennaio presso il Teatro Comunale di Scisciano alle ore 21.00 si terrà un evento/concerto tributo a Rino Gaetano. Assieme ai Rapido Taranto-Ancona – Rino Gaetano Tribute Band e a tanti giovani artisti locali che parteciperanno con contributi musicali e teatrali, renderemo omaggio a uno dei più grandi cantautori italiani, che con le sue canzoni ci ha raccontato storie di libertà e di sognante realismo. Per la nostra associazione Rino è sempre stato un punto di riferimento, la colonna sonora delle nostre serate, la persona che sapeva narrare meglio di chiunque altro il sogno dell’altro mondo possibile che noi da 7 anni cerchiamo ostinatamente di costruire con percorsi di solidarietà e di mutualismo. Questo spettacolo oltre al grande valore artistico e culturale ha però anche un fine sociale, ovvero il sostegno alle attività  della nostra associazione che vive in questi mesi un periodo di grave difficoltà economica che mette a rischio l’esperienza della Biblioteca Don Chisciotte. Noi pensiamo che la Biblioteca Don Chisciotte, coi suoi doposcuola gratuiti, il corso di italiano per migranti gratuito, il laboratorio di chitarra gratuito e tutte le altre attività che da sempre portiamo avanti rappresenti uno spazio di solidarietà e di confronto che non deve in alcun modo chiudere. Per questo chiediamo a tutti voi di aiutarci a diffondere questo spettacolo il cui incasso sarà devoluto alle attività della Biblioteca Don Chisciotte. Il costo del biglietto è di 5 euro ed è possibile acquistare i biglietti oltre che presso l’Associazione YaBasta, presso i seguenti punti vendita: –         La Cartoleria Punto e Virgola di Scisciano –         Il Bar XX Settembre di Scisciano MANIFESTO (2)

Somma Vesuviana. Puc: Il sindaco Piccolo invita i cittadini a condividere idee e progetti

L’ invito è rivolto alla cittadinanza, alle associazioni, alle categorie professionali. Il sindaco: ”tutti i suggerimenti, opportunamente valutati, saranno discussi in un successivo pubblico dibattito”.    “È intenzione dell’amministrazione comunale dotare il Comune di un nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC). Tutti i suggerimenti, opportunamente valutati, saranno discussi in un successivo pubblico dibattito”. Lo annuncia il sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, alla cittadinanza, alle associazioni, alle categorie professionali. Intanto, l’amministrazione comunale, al fine di reperire aree accessibili ed adeguatamente attrezzate per fini produttivi a vantaggio degli artigiani e dei piccoli imprenditori, ha approvato una variante normativa al PRG. Tale variante concede la possibilità di attuare le previsioni del PRG nelle zone D2 con Piani Urbanistici Attuativi (PUA) ad iniziativa comunale o di società di trasformazione urbana, o ancora con iniziativa dei proprietari privati degli immobili che raggiungono la quota minima prevista per legge. Favorisce, inoltre, l’attuazione delle zone D2 anche a forme di partenariato pubblico, pubblico/privato, confermando, tra le zone D2 del PRG, l’area omogenea posta ai confini col Comune di Castello di Cisterna nota come Via Pizzone Cassante, quale idonea all’attuazione di un Piano PIP pubblico. I cittadini che intendono condividere idee e progetti potranno inviarli, entro 30 giorni, alle seguenti caselle di posta elettronica: puc@sommavesuviana.info; sindaco@sommavesuviana.info; clelia.davino@sommavesuviana.info, oppure all’Ufficio Protocollo del Comune di Somma Vesuviana all’attenzione del sindaco e dell’assessore all’Urbanistica Clelia D’Avino.

Napoli ’44: mentre il boss Vito Genovese sceglie i sindaci dei Comuni napoletani….

Norman Lewis descrive una città in cui il mondo si rovescia con grande naturalezza e la camorra tenta di stabilire di cosa deve interessarsi la polizia. Nel libro recente di Isaia Sales la camorra è vista non come l’anti –Stato, ma come un’istituzione.   E all’improvviso escono due libri seri sulla storia della camorra, “La mala setta” di Francesco Benigno e “Storia dell’Italia mafiosa” di Isaia Sales. Libri seri, in tutti i sensi: non dipingono “cartoline” e luoghi comuni, non ci raccontano, per la milionesima volta, che Garibaldi entrò in Napoli scarrozzando camorristi e “maeste” di varia taglia, e non coinvolgono nelle vicende del figlio il padre di Raffaele Cutolo, di cui perfino Francesco Barbagallo, che pure è storico scrupoloso e profondo della camorra, scrive che era “ricco contadino e prestatore di danaro” e che fu lui, e non il figlio Don Raffaele, ad acquistare “il castello mediceo”. Il che non è. Ma Francesco Barbagallo ha pubblicato, nel novembre scorso, “Napoli, Belle Epoque”, prezioso affresco di un momento storico in cui Napoli appare ancora una capitale, e la camorra, liberatasi grazie al processo Cuocolo di schemi e modelli malavitosi ormai logori, si adegua velocemente ai ritmi della modernità. Il libro di Isaia Sales è destinato a segnare una svolta nella storiografia della camorra,  perché non si limita a demolire il luogo comune che descrive le “mafie” come l’ “anti-Stato”, ma sostiene, al contrario, che esse sono una struttura del sistema statale, sono una istituzione. Sembra un giochetto verbale, ed è invece un radicale rovesciamento di prospettiva, che mette a posto tutti i fili della trama e consente finalmente di leggere la storia della camorra come un ordinato dipanarsi di eventi, che esclude interruzioni e salti. Dell’istituzione camorra si servirono i Borbone, Garibaldi, i Savoia, i liberali, si servì il fascismo napoletano, e si servirono, tra il 1943 e il 1944, gli Alleati. Decido di scrivere un primo articolo sul libro di Sales, e vado a controllare il testo del passo in cui Norman Lewis parla di Vito Genovese, il boss della mafia americana, nato a Risigliano di Tufino, emigrato negli Stati Uniti, “allievo” di Lucky Luciano, ritornato precipitosamente in Italia dopo aver ucciso il compaesano e collega Ferdinando Boccia, e in Italia diventato amico di fascisti che contavano. Crollato il fascismo, Vito Genovese venne “arruolato” dagli Americani come interprete personale di Charles Poletti, responsabile degli “Affari civili” presso la V e la VII Armata. Norman Lewis è l’autore di “Napoli ‘44”, un capolavoro: Napoli vi è descritta con il “sentimento” del viaggiatore inglese dell’Ottocento, e con la “prudenza” dell’ufficiale del servizio di sicurezza aggregato alla Quinta Armata, che non ha una grande opinione degli alleati americani e che ha il compito di cercare, tra i napoletani, dei “contatti”, degli “informatori” attendibili. Il 5 gennaio del ’44 a Norman viene affidato l’incarico di controllare alcuni Comuni a nord di Napoli, Casoria, Afragola, Aversa, Acerra, “tutti all’interno della famigerata zona di camorra”. “I nuovi sindaci”, insediati dagli Alleati al posto dei podestà fascisti, “si dice che siano in gran parte uomini della camorra. Tutti sanno che sono stati nominati con i buoni uffici di Vito Genovese, il gangster americano”, la cui posizione di potere in seno al governo militare “è pressoché inattaccabile”. E ora dovrei dedicare l’articolo a questo “interprete” che dalla sua posizione di potere controlla e protegge la macchina del contrabbando, ma il libro di Lewis, ancora una volta, mi distrae. Ancora una volta vado a leggere le pagine su Lattarulo, il primo “contatto”, l’avvocato affamato, che, quando Norman lo porta a prendere un marsala all’uovo nel Bar Vittoria, come vede il barista accingersi a rompere l’uovo nel bicchiere, lo blocca, sgomento, e chiede il permesso di portarsi l’uovo a casa. Lattarulo fa l’avvocato e, prima della caduta di Mussolini, per arrotondare lo stipendio, faceva, nei funerali, la parte dello “zio di Roma”. Uno “zio di Roma” onora il defunto e accresce il prestigio della famiglia, soprattutto se lo zio si presenta “davanti al basso, nel vicolo, su un’Alfa Romeo – con la targa Roma e una placca SPQR – dalla quale scende con il suo abito da mattino di buon taglio e con il nastrino di Commendatore del Regno sul risvolto della giacca.”. Il 12 febbraio del ’44 Lewis arresta a Pomigliano Cesare Rossi, il fidato collaboratore di Mussolini, che era stato travolto dalla vicenda del delitto Matteotti. “E’ uno degli uomini più dignitosi che abbia mai conosciuto” – scrive Lewis – e dalla “modestia dell’appartamento, e da un certo odore di rispettabile povertà” si capisce che egli, pur essendo stato tra i fondatori del Partito fascista, ne ha “ricavato pochissimo per sé”. A chi ama l’immagine di Napoli come “teatro” piace certamente quello che Lewis scrive il 25 ottobre del 1943: poiché i bombardamenti hanno distrutto case, corredi e guardaroba, i napoletani indossano “bizzarre combinazioni di indumenti”: ho visto “un uomo con addosso una vecchia giacca da sera, pantaloni alla zuava e scarpe militari… A Posillipo una signora ben vestita, con una piuma sul cappellino, si era accovacciata per mungere una capra. Più sotto, sulla riva del mare, due pescatori avevano legato insieme alcune porte recuperate dalle macerie, ci avevano ammucchiato sopra le loro cose e stavano per uscire a pesca”. Le autorità militari hanno ordinato che nessuna imbarcazione prenda il mare, ma il decreto non parla di “zattere”. Dunque, i due pescatori stanno in regola. “Tutti improvvisano e si adattano”. Non credo che ci sia improvvisazione, in quella zattera. Uno dei cardini della sapienza napoletana è che nessuna norma scritta può prevedere tutte le possibilità dell’essere: in fondo al corridoio non c’è mai un muro cieco, c’è sempre un varco, che aspetta di essere trovato e attraversato.  Scrive Lewis: “ I camorristi appartengono alla criminalità organizzata su vasta scala, e tollerano la polizia perché questa tiene al suo posto la piccola delinquenza.”. A Lewis ammiratore di Swift e di Wells non risultò difficile entrare nell’animo di una città in cui le scale dei valori si rovesciavano e il mondo si capovolgeva con tanta naturalezza: le ragioni della logica fecero sì che anche lui arrivasse a capire che la camorra era una istituzione. Lewis non si meravigliò quando gli dissero che il tesoro di San Gennaro da Roma era stato riportato  a Napoli, intatto, nonostante i briganti e i soldati sbandati che infestavano le strade, dal re di Poggioreale, don Giuseppe Navarra, guappo e contrabbandiere. (Fonte foto: Rete internet)