Somma Vesuviana, l’amministrazione Piccolo perde ancora pezzi: il gruppo misto passa all’opposizione
Riceviamo e pubblichiamo la relazione nella quale i consiglieri, ex moderati, del gruppo misto spiegano i motivi del dissenso rispetto alle scelte della giunta Piccolo.
Di seguito il testo integrale della relazione a firma dei consiglieri Iorio e Mocerino protocollata questa mattina.
La condizione politico – amministrativa in cui versa la nostra Città ci impone una riflessione approfondita quanto definitiva. È, dunque, giunto il momento delle assunzioni di responsabilità.Siamo stati tra i fondatori della compagine che ha vinto le elezioni amministrative del Maggio 2014, abbiamo fortemente voluto l’allora nascente Amministrazione, abbiamo messo in campo, con lealtà e coerenza mai corrisposte, determinazione ed impegno per avviare questa esperienza.
Ritenevamo fosse una sfida vincente, che avrebbe fatto crescere la nostra Comunità. Più passa il tempo più il sogno svanisce, più passa il tempo più diventa impossibile riconoscersi in quel che resta della maggioranza consiliare uscita vincente dalle urne.
Da tempo manifestiamo il nostro malessere, indichiamo soluzioni diverse per il Governo della Città. Negli ultimi mesi con chiarezza, senza sotterfugi, abbiamo rappresentato i problemi e proposto alternative. Questa Amministrazione è, però, sempre più sola e sorda. Il Sindaco e la sua Giunta sono sempre più avvitati su se stessi e lo scollamento con la Città reale è sotto gli occhi di tutti.
Le poche scelte che vengono effettuate troppo spesso mortificano la logica e la trasparenza.Avevamo su questo aspetto, come su tanti altri, assunto impegni precisi: tutti disattesi. La nostra doveva essere, deve essere una casa di vetro.
La gente è sempre più sfiduciata, non crede alla politica ed alle Istituzioni e questa Amministrazione, in tale contesto, non dà segnali positivi, anzi. Rappresentiamo come emblematica, nella consapevolezza che non è l’unica, la vicenda del rinnovo del contratto relativo ai servizi cimiteriali che, per come si è dipanata, è di una gravità inaudita e conferma la scelta di un metodo che non possiamo condividere.
Nessuno di noi vuole sostituirsi alla Autorità giudiziaria, la quale farà il suo corso. La nostra è una critica politica che denuncia un metodo che non ci appartiene, che non garantisce trasparenza e che, soprattutto, tradisce i nostri propositi. Rinnovare un servizio per 36 mesi (3 anni), per un importo di circa 800.000,00 euro, senza prevedere un bando pubblico non è, secondo noi, possibile quindi condivisibile.
Né può essere condivisibile la scelta di procedere al rinnovo mediante una semplice determina del Responsabile della relativa P.O. Nutriamo forti dubbi sulla correttezza normativa del procedimento individuato, ma saranno altri a valutare, e soprattutto abbiamo una certezza che ci guida: si poteva fare anche diversamente.
La opportunità indica altre scelte, altri percorsi. Una procedura aperta a tutti e soprattutto sarebbe stato necessario fare un punto sulla qualità del servizio fin qui offerto, individuandone le criticità e le necessarie migliorie da apportare. Vale per questo servizio come per altri.
La buona amministrazione coinvolge tutti, valuta le migliori soluzioni messe a disposizione. Ciò non è stato fatto ed è stato dato un pessimo segnale.Con tale precedente è naturale che la preoccupazione cresca perché nel prossimo futuro bisognerà affrontare, tra l’altro, le questioni inerenti i servizi di riscossione tributi e di raccolta e smaltimento rifiuti.
Se questo è il modo di procedere di questo Sindaco, di questa Giunta, di questa Amministrazione si preannunciano tempi bui per la cittadinanza, per le regole della trasparenza, per il buon governo della nostra Città. Scompare il bene comune, scompare l’interesse dei cittadini.
Ma è in generale che questa Amministrazione ha perso la sua spinta, è lontana dalla Città. Qualcuno sta trasformando il Comune in una rocca blindata e noi non ci stiamo. Le richieste più semplici dei cittadini, delle zone più centrali e delle periferie, sono sistematicamente ignorate.
Manca la pianificazione dei più elementari interventi sia quelli quotidiani che quelli da programmare, manca la capacità di pianificare progetti utili a drenare risorse nazionali ed europee, molti servizi sono abbandonati a se stessi, senza controllo e senza capacità di indirizzo.
Serve dell’altro.
Nel 2016 per la nostra comunità ci saranno sfide decisive e riteniamo che l’attuale Governo cittadino non sia all’altezza. Siamo pronti a mettere in campo le nostre proposte. Vogliamo essere dinamici e siamo quindi incompatibili con quelli che stanno fermi, rinchiusi nella loro rocca.
Abbiamo l’entusiasmo e la voglia di fare dei primi giorni, non ci rassegniamo alla logica della quotidiana sopravvivenza. Questa nostra impostazione, la nostra volontà di essere al servizio della comunità, il nostro entusiasmo è ormai chiaramente incompatibile con questo Sindaco, con questa Giunta, con questa Amministrazione.
Continueremo a svolgere il mandato affidatoci dagli elettori fuori da essa, lo faremo nell’aula consiliare, sempre attenti alle proposte che andranno nell’esclusivo interesse della cittadinanza, e lo faremo, soprattutto, tra la gente.
Senza più vincoli verso chi ha tradito lo spirito del Maggio 2014.
I Consiglieri comunali
Nunzio Iorio
Antonio Mocerino
Johnny Dalbasso in concerto a Pomigliano d’Arco
L’appuntamento con l’artista è venerdì 15 gennaio presso il Frequency di Pomigliano d’Arco in via Romani. L’ingresso è gratuito.
Johnny Dal Basso torna con una nuova serie di appuntamenti live per il “Copia Pirata Tour”, che anticipa la pubblicazione del suo nuovo album in uscita a febbraio. Nella sua prima tappa, l’artista si esibirà venerdì 15 gennaio presso il Frequency di Pomigliano d’Arco (Na) (via dei Romani, 11 – ore 22:00 – ingresso gratuito), dividendo il palco per l’occasione con gli “Incomprensibile FC”, dubstep-rock band torinese.
Johnny DalBasso segna il suo grande ritorno ai live con questo tour di anticipazione del suo nuovo disco, nel corso del quale saranno vendute (senza pubblicizzarle) 100 copie numerate in un particolare packaging, che però non rivelerà la copertina originale del disco. Dalla sua Campania all’Emilia, passando per il Centro per arrivare alla data di presentazione ufficiale del disco il 25 febbario presso Le Mura di Roma, Johnny DelBasso proporrà al pubblico uno show energico e coinvolgente, in cui il chitarrista è Johnny DalBasso, il cantante è Johnny DalBasso, il batterista è Johnny DalBasso, l’armonicista è Johnny DalBasso…
Dopo la pubblicazione negli ultimi mesi del 2015 dei tre live video (“Isabella”, “Lorenna” e “Boom Boom”, registrati presso i Red Box Studios di Napoli), Johnny DalBasso si appresta a pubblicare il suo secondo album a febbraio, anticipato dall’uscita il 14 gennaio del primo singolo ufficiale, “Isabella”.
Fiat Pomigliano, dietrofront della Chiesa: la processione del patrono non passerà davanti alla fabbrica
La decisione presa a seguito di una telefonata del vescovo di Nola.
Non è stato reso noto il contenuto della telefonata di ieri pomeriggio tra il vescovo di Nola e don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis. Fatto sta che dopo quella telefonata il sacerdote ha fatto sapere che ” la statua del santo patrono non passerà in processione davanti ai cancelli della Fiat ” e che ” non ci sarà nessuna messa nel piazzale della fabbrica automobilistica “.
Don Peppino ha riferito tutto questo con una voce sommessa, cosa che lascia pensare al notevole dispiacere provocato da una situazione oggettivamente difficile per lui. Intanto la statua del santo uscirà dalla chiesa intorno alla 11 di stamattina. Sarà portata a spalla dai lavoratori della Fiat e da altri lavoratori di altre realtà industriali, da immigrati, emarginati. Ma la processione resterà entro le mura cittadine.
L’altro ieri dalla conferenza stampa della Fiom, a cui aveva partecipato don Peppino, era emerso invece che la comunità di San Felice e gli operai avrebbero portato la processione fino all’ingresso dello stabilimento della Panda. Questo per rispondere alla decisione della Fiat di abolire la festa del patrono in fabbrica.
fonte foto: rete internet
Hinterland, manometteva biglietterie automatiche Trenitalia e intascava i soldi dei passeggeri. Preso
Aveva messo a segno 5 azioni tra Frattamaggiore, Sant’Antimo, Sant’Arpino e Casoria, dal 17 novembre 2015 al gennaio 2016.
Un 40enne di Castellammare di Stabia, già noto alle forze dell’ordine, aveva ideato una tecnica per rubare il denaro ai malcapitati passeggeri che andavano ad acquistare i biglietti del treno nelle biglietterie automatiche, di quelle con il touch screen che si trovano nelle stazioni. Nei colpi realizzati a Frattamaggiore e Sant’Antimo, l’uomo aveva scassinato le macchine, aprendole e intascandosi il denaro che c’era all’interno. Ma il trucco più articolato lo aveva adottato nella stazione di Casoria: aveva aperto la macchina dei biglietti forzandola e inserito un bastone di legno che deviava il flusso degli spiccioli che i passeggeri avrebbero dovuto ricevere di resto. E che non ricevevano.
Numerosi clienti hanno lamentato la mancata erogazione del resto allo sportello trenitalia, finché la società ha deciso di inviare i tecnici per la manutenzione. E qui la scoperta: aperto l’apparecchio, il bastone di legno, che da fuori era assolutamente invisibile. Il personale della società di trasporti a quel punto ha sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Frattamaggiore, che subito ha avviato le indagini. Ricomponendo il puzzle dei diversi episodi nel circondario, i carabinieri sono riusciti a identificare il colpevole, denunciandolo in stato di libertà per danneggiamento.
fonte foto: rete internet
Somma Vesuviana. Sul borgo antico rivive il culto di Sant’Antonio Abate
Per le vie del centro storico antichi riti, sacre rappresentazioni e la processione degli animali vestiti a festa
Il quartiere Casamale, circondato dalle possenti mura aragonesi, suggestivo per le sue viuzze e i suoi famosi archi, il borgo antico che da sempre affascina studiosi e artisti di ogni dove ma che non riceve mai le attenzioni che meriterebbe dalle istituzioni, vive e fa vivere le antiche tradizioni grazie a un nutrito gruppo di giovani del posto. Intorno all’imponente e storica chiesa Collegiata, cuore del borgo antico, brilla infatti l’incontenibile entusiasmo di tanti giovani che hanno dato vita ad associazioni musicali, teatrali, culturali e che, incoraggiati anche da Padre Costanzo, sono sempre in prima linea per qualsiasi iniziativa volta a valorizzare e a ridare dignità alla suggestiva città murata. Per non parlare delle numerose e antiche paranze, gruppi musicali popolari devoti in particolare alla Madonna di Castello, che mai si sottraggono all’impegno di coltivare e di tutelare le tradizioni popolari e gli antichi riti religiosi . E’ proprio grazie all’entusiasmo di giovani e giovanissimi e all’esperienza e alla memoria storica delle paranze che, dopo ben 25 anni, ritorna la festa di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più amati e venerati nei borghi antichi dei Comuni all’ombra del Vesuvio, dove lo si festeggia, come in tutta Italia, il 17 Gennaio di ogni anno. Sant’Antonio, protettore degli animali domestici, del bestiame, del lavoro del contadino, patrono del fuoco, guaritore delle malattie della pelle, tornerà nelle vie del centro storico e non mancherà la consueta processione con il corteo di animali “annucchiati“. Sono vietati i fuochi d’artificio, ma sarà fiammeggiante il tradizionale falò che è simbolo di purificazione e di fertilità. Il fuoco esorcizza le paure, prefigura un futuro migliore, fa auspicare una rinascita, uno scatto di orgoglio di un quartiere che è custode dei grandi valori della civiltà contadina. Intorno a quel falò, all’imbrunire, i residenti, le paranze, i giovani, i giovanissimi, i bambini si sentiranno una vera comunità, unita per rivalutare il quartiere. Tammorra, , putipù, scetavaiasse e castagnette : gli amici delle paranze, come sempre, sapranno creare il cerchio magico, la perfetta armonia tra le persone e l’ambiente. Il momento conviviale, con i panini benedetti, generosamente offerti dagli organizzatori, servirà a sostenere la campagna di sensibilizzazione “salviamo la Collegiata”: la Collegiata, la casa di tutti, il cuore pulsante del Casamale E ancora una volta il culto di Sant’ Antonio Abate dimostrerà la sua ricchezza e la sua capacità di rispondere, in ogni epoca storica, alle esigenze dei tempi e dei luoghi. Sant’ Antonio Abate, quando era eremita nel deserto egiziano, resistette a tutte le tentazioni, carnali e spirituali, che il demonio congegnò per indurlo al peccato. Questa vittoria gli procurò la fama di taumaturgo e di guaritore. Alla fine del primo millennio d. C. le sue reliquie vennero portate in Francia e custodite a La Motte St. Didier, presso Vienne, in un santuario che divenne la meta di pellegrini e di infermi che chiedevano il miracolo della guarigione. Fu in quella sede che si creò la “figura” di Sant’ Antonio vincitore dell’ herpes zoster, “il fuoco di Sant’ Antonio”. Ma i testi agiografici ci dicono che la protezione del Santo era considerata fondamentale anche per liberare i posseduti dal demonio. E’ la simbologia complessa del fuoco: il Santo non solo vince l’herpes, ma libera i puri di cuore dalle tentazioni e, dunque, dalla minaccia delle fiamme dell’Inferno. “ Il fucarone” di gennaio serviva anche ad allontanare l’ostilità degli spiriti maligni dalla campagna che si accingeva a svegliarsi dopo il gelo dell’inverno: mentre danzavano intorno ai falò, i contadini intonavano, e in qualche luogo intonano ancora, canti propiziatori, invocando la protezione del Santo sui futuri raccolti. Nelle immagini spesso il Santo era accompagnato da un maiale. Gli agiografi spiegano questa presenza in due modi: il maiale è simbolo del demonio e del più infernale dei vizi, la lussuria, ma con il grasso del maiale si preparavano anche pomate usate per combattere le malattie della pelle. A partire dal sec. XIV, quando assunse forma definitiva il rapporto tra Sant’ Antonio e la cultura contadina, l’immagine del maiale si trasformò in simbolo positivo di ricchezza e di fertilità. All’interno del rapporto con la cultura contadina il Santo divenne il patrono degli animali domestici, che nel giorno a lui consacrato venivano, e vengono, benedetti. Edicole votive con l’immagine del Santo Abate erano erette lungo le strade che portavano ai mercati più importanti, e nei luoghi in cui si tenevano fiere. Ai piedi del Vesuvio il culto di Sant’ Antonio Abate restò importante anche dopo che le eruzioni del sec.XVII portarono al centro della religiosità dei Vesuviani il culto della Madonna. Il rito del “fucarone” oggi rappresenta, oltre ai valori tradizionali, anche quello della solidarietà sociale, condiviso dall’intera comunità. E il fuoco che arde è segno vivo di speranza. I giovani del Casamale hanno saputo leggere questo aspetto, e ancora una volta dimostreranno quanto siano vitali le tradizioni, se ne sappiamo cogliere il senso profondo. Fonte foto: rete internetSomma Vesuviana, cinque anni di carcere per Salvatore Losco, l’uomo che aggredì il sindaco
L’ex operaio che fino a luglio scorso viveva in auto è stato giudicato con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Rosario Arienzo.
Tentato omicidio, premeditazione, detenzione illegale di arma da taglio: la condanna per Salvatore Losco è stata di cinque anni. Dunque l’uomo, ex operaio e da tempo senzatetto, resterà in carcere dove si trova fin da luglio. Non è stato possibile infatti per il suo legale, l’avvocato Rosario Arienzo del Foro di Napoli, chiedere la detenzione domiciliare perché nessuno, né i familiari né strutture private, ha voluto accogliere Losco. I fatti risalgono al 27 luglio scorso quando l’uomo aggredì il primo cittadino appena uscito dal municipio. Gli si avvicinò come faceva spesso – per chiedergli un alloggio comunale e un lavoro – e poi passò ai fatti accoltellandolo alla gola e al braccio con una lama di 27 centimetri. Poi tentò di fuggire ma i carabinieri al comando del maresciallo Semprevivo lo acciuffarono poco dopo, recuperando inoltre l’arma che aveva gettato in strada mentre si allontanava dalle Porte del Parco, luogo dell’aggressione. Intanto il sindaco Piccolo veniva soccorso alla clinica Trusso. Ora la condanna a cinque anni, con lo sconto di pena implicito nel rito abbreviato scelto dal legale e nonostante le serie accuse aggravate dalla premeditazione. L’amministrazione e lo stesso sindaco avevano prima di allora tentato di far accogliere Losco in strutture alloggio e sollecitato imprenditori per trovargli un lavoro ma l’uomo – così come scriveva l’assessore alle politiche sociali in una lettera inviata a luglio a ilmediano.it – aveva sempre rifiutato continuando a chiedere una casa comunale.
Indotto aeronautico, la Dema sul baratro: 99 licenziamenti
Il grande stabilimento aeronautico di Somma Vesuviana è in grave difficoltà .
Stavolta la sensazione è quella da orlo del precipizio: l’indotto aeronautico campano annaspa nella palude profonda dei debiti e della riduzione di commesse da parte dei grandi gruppi, Alenia, Agusta Westland e Bombardier in testa. Intanto la Dema, che di questo settore è azienda di punta, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 99 dei suoi 500 addetti dello stabilimento di Somma Vesuviana. I tagli sono puntati in particolare sulle produzioni legate allo sviluppo ingegneristico. Coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo 59 impiegati, 36 operai, 2 dirigenti e 2 quadri. Il primo confronto tra azienda e sindacati su questa delicata faccenda si terrà mercoledi prossimo, 20 gennaio, all’Unione degli Industriali di Napoli. Dunque, dopo due annunci di esuberi, uno risalente al 2014, per 61 unità, l’altro agli inizi del 2015, per 82 unità, entrambi “ammortizzati” da una cassa integrazione che si concluderà il prossimo 16 marzo, l’azienda rischia di alzare bandiera bianca di fronte a quella che definisce ” la manifesta impossibilità di acquisire nuove commesse “. Nella procedura Dema fa una ricostruzione drammatica della situazione che sta attraversando. Lo stabilimento di Brindisi ha messo quasi tutti i lavoratori in cassa integrazione straordinaria a causa della riduzione drastica delle forniture di cabine e travi di coda per l’elicottero Agusta Westland 139. Quello di Montreal è stato chiuso a causa dell’internalizzazione da parte del gruppo canadese Bombardier delle commesse per l’aereo a reazione commerciale, a medio-corto raggio, Cseries. Intanto per alleggerire i costi degli affitti l’anno scorso Dema ha chiuso l’impianto di Pomigliano trasferendo tutti gli addetti in quello di Somma Vesuviana. Ma il momento resta molto difficile. ” Per effetto del nuovo mutamento in senso peggiorativo delle situazioni economico finanziarie della società – scrive l’azienda nella procedura di licenziamento – anche il rispetto delle condizioni negoziate con il tribunale di Nola per l’ammortamento del debito è stato reso più difficoltoso “. Il gruppo aeronautico che ha sede in via Partenope, a Napoli, spiega anche che c’è una transazione fiscale con l’Inps e con l’erario. Con l’Inps è stata pattuita una rateizzazione di 5 anni. Con l’erario di 10 anni. Ma preoccupa più di tutte la decisione di Alenia, Agusta Westland e Bombardier di produrre all’interno dei propri siti tagliando le forniture. E’ Dema è proprio questo: un fornitore dei grandi gruppi aeronautici nazionali e internazionali. ” C’è uno “stop work” da parte di Bombardier – spiega ancora la società – inoltre Alenia Aermacchi ha ridotto le commesse di ingegneria industriale “. Non è finita. Dema lamenta ” la riduzione dei pagamenti dei lavori svolti per conto dei committenti e la conseguente impossibilità di acquisire nuove commesse “. C’è anche il problema dei ritardi nei pagamenti. L’azienda scrive infatti di un “allungamento dei crediti vantati nei confronti di Agusta Westland “. Il tutto s’inquadra nell’ambito della più generale incertezza in cui è piombato il settore aeronautico campano e meridionale legato a Finmeccanica. I sindacati di categoria hanno chiesto ad Alenia e Selex un incontro urgente per comprendere il futuro industriale degli stabilimenti Alenia di Pomigliano e di Nola e della Selex di Giugliano. Le organizzazioni sindacali lamentano in particolare il mancato annuncio dell’avvio del nuovo velivolo Atr e la poco chiara situazione relativa al destino delle lavorazioni di fusoliera Airbus.
Il Liceo Classico “A.Diaz” di Ottaviano vuole costruire con la società del territorio un nuovo modello culturale
Questo articolo non è l’elenco, arido, dei progetti del Liceo: è il programma con cui il Liceo si confronta con il territorio, e avvia una nuova fase della sua storia, per dare e per ricevere, secondo la logica che costruisce ogni confronto culturale.
Sarebbe banale considerare questo programma solo una “furba” apertura all’esterno: banale e offensivo, perché il Liceo Classico “A.Diaz” è sempre stato “aperto” alle sollecitazioni che venivano dalla società vesuviana. Ora questo confronto diventa l’obiettivo primo, all’interno di un disegno di vasto respiro, alla cui definizione hanno contribuito i docenti tutti e il nuovo Dirigente, prof Sebastiano Pesce.
Circa 60 ragazzi saranno impegnati nella preparazione per la partecipazione ai Certamina: l’alto numero dice la qualità dello studio e gli alti livelli raggiunti nelle discipline classiche. Altri concorsi di ambito linguistico e scientifico impegneranno altrettanti studenti di talento.
Gruppi di studenti di IV e V liceale sono in procinto di avviarsi ai laboratori didattici legati all’archeologia, al restauro, sotto la guida di docenti ed esperti che già operano nel territorio (Apollin Project, U. Maggio): già l’anno scorso sono stati raggiunti, in questo ambito, risultati importanti, a dimostrazione della capacità della nostra Scuola di leggere la “classicità” da molti punti di vista e di saper cogliere i nessi tra i vari livelli della storia.
Perciò altri alunni si dedicheranno, attraverso la riscoperta delle edicole votive del territorio, ad uno studio più approfondito della religiosità popolare locale. I risultati dello studio saranno oggetto di una conferenza pubblica nell’ambito del progetto “Vesuvinform”, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Ottaviano e con l’associazione Prometeo (al progetto “Vesuvinform” appartengono le attività del Festival della cultura europea, del restauro, della biblioteca aperta a tutti e delle edicole votive, per quest’anno, ma c’è un programma triennale di iniziative).
In occasione della mostra-concorso “I giardini della memoria” (partecipano le classi del biennio delle scuole superiori e le classi terze delle scuole Medie di Ottaviano) per la ricorrenza della Shoah,il pubblico potrà visitare la biblioteca scolastica e ottenere informazioni sulle attività e sui cataloghi: è intenzione della Scuola far sì che il patrimonio della biblioteca sia messo a disposizione non solo degli alunni e dei docenti, ma di tutta la comunità del territorio. Gli alunni del triennio, che hanno partecipato al concorso nazionale MIUR sulla Shoah (Norimberga) hanno dato vita ad una mostra di lavori ( video, un “libro”, album di ricordi, moda) che ha già superato le selezioni regionali ed è in concorso per le nazionali.
Gli alunni di III cominceranno a breve l’esperienza dell’attività di alternanza scuola-lavoro. I progetti predisposti per loro saranno occasione di arricchimento sul piano culturale e professionale. Tra le attività interne spicca il nuovo giornale scolastico “Hermes”, diretto dalla prof.ssa Aprile e dal prof. Falanga: l’entusiasmo dei giovani si è equamente distribuito tra le varie rubriche. Il progetto dell’”intercultura” ha aperto la scuola a studenti di varia nazionalità, “scambiandoli” con i nostri alunni che fanno e faranno la medesima esperienza nei loro Paesi e nelle loro scuole. Sono in fase di realizzazione gemellaggi internazionali in rete nel segno di un europeismo che riscopra nel “classico” una radice importante della civiltà europea. Le lingue straniere avranno un loro approfondimento specifico nei PON che si stanno realizzando.
Un’attenzione speciale è rivolta al disagio scolastico: gli alunni usufruiscono di uno sportello di ascolto per la risoluzione di problemi legati alla scuola o personali. Si sta avviando uno sportello psicologico con esperti per aiutare anche chi incontra difficoltà più complesse.
Le matinèes cinematografiche al cinema Italia di S. Giuseppe Vesuviano sono state e saranno, nel corso dell’anno, l’occasione per analizzare le tecniche e i valori dell’arte cinematografica, aspetti importanti della cultura delle immagini e temi di attualità. Sono già previsti per il 19 marzo, “giornata della legalità”, la proiezione di una pellicola e un dibattito con l’intervento di testimoni di Associazioni (Libera, Beneventano), di magistrati e di rappresentanti delle Forze dell’ Ordine. Di alto profilo è stato l’ “incontro” tra gli alunni del Liceo e il filosofo Aldo Masullo, a dimostrazione del fatto che i temi della filosofia morale, quando sono trattati con concretezza “storica”, esercitano un grande fascino sui ragazzi. Questo vale anche per l’attività teatrale, che ha impegnato alunni e docenti in un progetto di rilevante sostanza culturale, tanto da costituire ormai un modello di riferimento.
Noi sappiamo che la cultura autentica è l’essenza della legalità, perché mette in condizione i docenti, gli alunni e le famiglie degli alunni di conoscere e di conoscersi. La conoscenza è speranza, perché il sapere è, in ogni sua fase, azione: e agire significa, prima di tutto, costruire. Ecco, il nostro programma può essere riassunto dall’immagine del costruire, che comprende quelle della collaborazione tra istituzioni e gruppi sociali, della chiarezza dell’intelletto, della forza dei sentimenti.
Saviano. Sabato la presentazione del libro “viaggio verso te” d Francesco Nunziata
L’appuntamento è per sabato 16 gennaio presso l’aula consiliare del comune di Saviano. Francesco Nunziata, ragazzo con disabilità autore del libro, racconta la storia di Pedro, , un ragazzo pieno di sogni e di speranze, che partendo dall’Argentina, si accinge ad intraprendere un viaggio avventuroso, ricco di speranze e colpi di scena.
Si terrà sabato 16 gennaio, alle ore 17:30, nell’aula consiliare del Comune di Saviano, la presentazione del libro di Francesco Nunziata “viaggio verso te”.
Alla presentazione, patrocinata dal Comune di Saviano, interverranno il Sindaco di Saviano dott Carmine Sommese, l’editrice Vincenza Campagnuolo, i due relatori critico d’arte Prof. Pasquale Lettieri e il Prof. Francesco Dandolo.
Nel corso della serata il Prof Giacomo Simonelli, accompagnato dal maestro Davide Fusco, leggerà alcuni passi del libro mentre a moderare il dibattito sarà il Dirigente scolastico Prof Paolino Scotti.
Il libro, ironico e graffiante racconta la vita di Pedro, un ragazzo pieno di sogni e di speranze, che partendo dall’Argentina, si accinge ad intraprendere un viaggio avventuroso, ricco di speranze e colpi di scena.
L’autore, un ragazzo con disabilità, cimentandosi con questa opera, ha voluto testimoniare la sua “normalità”, facendo intendere che la disabilità non è un mondo a parte, ma una parte del mondo.
Somma Vesuviana. “Non mi chiamo Tonino” di Paolo Caiazzo al Teatro Summarte
Doppio appuntamento con il comico partenopeo a Somma Vesuviana. Il mattatore di Made in Sud porterà il suo spettacolo al Summarte in due date, il 15 e il 29 gennaio.
Il Summarte raddoppia. Dopo l’enorme richiesta di pubblico, Paolo Caiazzo sarà di scena non più solo il 15 gennaio, come anticipato ad inizio stagione, ma replicherà anche il 29 dello stesso mese. Il comico partenopeo più amato dagli spettatori del piccolo schermo, nonché mattatore di Made in Sud, arriva al teatro di Somma Vesuviana (NA) per proporre il suo spettacolo “ Non mi chiamo Tonino”.
“Giovane in pensione!!! Mi danno i soldi perché ‘a capa mia non è buona…e loro mi danno i soldi a me!!” Questa una delle tante frasi esilaranti proposte da Caiazzo nello spettacolo. Il protagonista è un uomo comune marchiato e riconosciuto dalla società come mente poco attendibile. Con questo si costruisce un alibi per poter parlare, spesso con lingua tagliente, del mondo dei sani di mente. Scruta ed analizza comportamenti manie e fatti di cronaca con estrema lucidità evidenziandone gli aspetti poco razionali. Fino a giungere alla conclusione che “Il mondo è pieno di piccole e grandi follie… ma allora i matti quali sono?”

