Napoli: inchiesta Cciaa, sequestro beni
Ventisei inviti a dedurre, per un danno erariale di circa 2 milioni di euro, e sequestri nei confronti di 8 persone fisiche e due giuridiche per 1,4 milioni di euro sono stati notificati ieri dalla Guardia di Finanza.
Le indagini riguardano 60 progetti per 1,3 milioni di euro finanziati negli scorsi anni dalla Camera di Commercio di Napoli con fondi pubblici ma, secondo la Corte dei Conti, mai realizzati.
Tra le persone coinvolte in quella che è stata definita dal procuratore generale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, ”una vera e propria Parentopoli”, Pietro Russo, presidente Confcommercio Napoli, un ex componente della giunta della Camera di Commercio, Vincenzo Longobardi e l’ex presidente della Camera di Commercio di Napoli (attualmente commissariata), Maurizio Maddaloni, a cui viene contestato l’omesso controllo.
“Nei miei confronti non è stato emesso alcun provvedimento di sequestro conservativo. L’unica contestazione addebitata è relativa esclusivamente al fatto che avrei dovuto far rilevare a due componenti dell’esecutivo camerale, durante i lavori della Giunta, l’obbligo di astenersi dal voto su progetti che vedevano interessate le associazioni imprenditoriali a loro riconducibili. Per questo unico generico rilievo sono stato invitato a dedurre dalla Procura regionale della Corte dei Conti a titolo esclusivo di presunta colpa (e non già dolo) ‘in via meramente sussidiaria’ e in ragione di un importo esiguo che contesteremo nella sede opportuna”. Così l’ex presidente della Camera di Commercio, Maurizio Maddaloni, commenta l’indagine della Guardia di Finanza sull’ente camerale.
Maddaloni ribadisce “piena fiducia” nella magistratura contabile e “totale collaborazione con gli inquirenti”. ”Tengo piuttosto a ribadire – dice – che il presidente dell’ente non può è deve interviene sugli aspetti meramente gestionali che sono di esclusiva competenza degli uffici. Fin dall’inizio della mia consiliatura, peraltro, la Giunta ha immediatamente provveduto a varare un apposito regolamento per le attività promozionali contenente le regole alle quali attenersi”.
Si è trattato di “una vera e propria debilitazione dell’attività istituzionale della Camera di Commercio che ha come obiettivo promuovere l’economia locale, favorire lo sviluppo delle realtà imprenditoriali e artigianali: le risorse di cui dovrebbero beneficiare tutti gli associati, in realtà, andavano a pochi legati da vincoli di parentela con chi era deputato a vigilare”. Così, il procuratore generale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, durante la conferenza stampa relativa all’indagine della Guardia di Finanza di Napoli sull’illecita gestione dei contributi finanziati dalla Camera di Commercio.
Cottone, nel corso dell’incontro con la stampa, ha voluto sottolineare che quanto finora emerso è solo “punta dell’iceberg”. “La Camera di Commercio – ha esordito Cottone – amministra una grossa fetta dell’economia regionale che è stata in parte deviata. C’è stata una distribuzione a pioggia di moltissime somme finite nelle tasche di associazioni, imprese, aziende artigiane che di fatto non hanno svolto alcun tipo di attività”.
“Speriamo – ha detto ancora il procuratore generale della Corte dei Conti regionale – di avere dato, con questa indagine, un grosso contributo a una politica di maggiore rigore”.
(Fonte foto: rete internet)
Neuromed: allo studio la Sindrome di Rett, una grave forma di autismo che colpisce solo le bambine
Le alterazioni molecolari cominciano già nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale. Attraverso studi su un modello animale, i ricercatori Neuromed hanno tracciato alcune delle alterazioni precoci che vengono causate dal difetto genetico responsabile della malattia.
Ricercatori dell’unità di Ricerca presso Terzi dell’istituto di Genetica e Biofisica “A. Buzzati Traverso”, Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso l’i.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IGB-CNR/NEUROMED), in collaborazione con altri istituti italiani e internazionali, hanno individuato alcune alterazioni neuronali precoci in un modello animale della sindrome di Rett, una rara e devastante forma genetica di autismo.
La sindrome di Rett colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile, ed è l’unica forma di autismo in cui l’origine è stata tracciata con precisione: si tratta di un’alterazione a carico di un gene presente sul cromosoma X, chiamato MECP2, che codifica la proteina omonima. Le bambine affette (una su 8.500) hanno un normale sviluppo fino all’età di 6-18 mesi. Ma dopo questo periodo cominciano ad apparire gravi problemi di apprendimento e coordinamento, e le capacità già acquisite vengono via via perse, fino a un gravissimo disturbo del neurosviluppo e alla completa perdita di interazioni sociali.
Nella sindrome di Rett avvengono particolari alterazioni a carico dei neuroni i quali presentano minori ramificazioni e lunghezza dei dendriti (i rami destinati a ricevere gli impulsi dagli altri neuroni). Ciò che i ricercatori Neuromed hanno fatto nel loro lavoro, pubblicato sulla rivista BMC Bioinformatics, è di studiare precocemente, già a livello embrionale, le alterazioni presenti nella corteccia cerebrale di topi geneticamente privi di MECP2, animali che rappresentano un modello di studio della patologia. “Analizzando al microscopio colture neuronali embrionali – dice il dottor Maurizio D’Esposito, Responsabile scientifico dell’igb-CNR/NEUROMED – siamo riusciti a vedere che difetti nella struttura dei neuroni, come la ridotta ramificazione dei dendriti, sono già presenti nei topi privi di MECP2 già prima della nascita. Difetti sottili, ma che fino ad ora erano stati documentati solo nelle fasi postnatali di crescita”.
C’è anche da considerare che MECP2 è un regolatore della trascrizione, cioè è capace di modulare l’espressione di altri geni. Per questo motivo, nell’ambito dello stesso lavoro, i ricercatori hanno verificato se l’assenza di MECP2 avesse conseguenze sulla trascrizione di altri geni per individuare quelli eventualmente coinvolti proprio nel “dare forma” ai neuroni. “Di fatto – continua D’Esposito – abbiamo trovato anche alterazioni nell’espressione genica, causate dalla mancanza di MECP2, già a livello embrionale. Per di più, alcuni geni erano già stati individuati nei topi sintomatici, sostenendo l’ipotesi che alcune alterazioni della patologia possano insorgere prima della nascita ed essere poi mantenute nel corso del neurosviluppo”.
“Questo lavoro – commenta infine il responsabile scientifico – ci permette di spingere il nostro sguardo alle primissime fasi della sindrome di Rett, evidenziando come le alterazioni compaiano molto precocemente, prima della nascita e prima che gli effetti siano evidenziati dalla sintomatologia. Gli studi successivi, volti a individuare potenziali trattamenti, dovranno tenere conto della precocità con cui i neuroni vengono danneggiati dai complessi meccanismi in gioco”.
Vacca, M., Tripathi, K.P., Speranza, L., Cigliano, R.A., Scalabrì, F., Marracino, F., Madonna, M., Sanseverino, W., Perrone-Capano, C., Guarracino, M.R. and D’Esposito, M., 2016. Effects of Mecp2 loss of function in embryonic cortical neurons: a bioinformatics strategy to sort out non-neuronal cells variability from transcriptome profiling. BMC Bioinformatics, 17(2), p.189.
Https://bmcbioinformatics.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12859-015-0859-7
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Tentato suicidio a Pomigliano: maestra si lancia dalla finestra della scuola elementare
L’insegnante di religione della scuola Gianni Rodari è viva per miracolo.
Con una scusa si è congedata dai suoi alunni, scriccioli di quinta elementare, ha aperto la porta della classe, è andata nel corridoio, ha spalancato una finestra e si è lanciata nel vuoto, a nove metri di altezza. A ogni modo è viva per miracolo F.C. , 46 anni, residente nella frazione di Faibano di Marigliano, la maestra di religione che poco dopo le 12 di ieri si è gettata da una finestra della scuola elementare Gianni Rodari, uno stabile rosso e bianco del terzo circolo didattico risalente ai primi del Novecento ma completamente ristrutturato, nei pressi dello stabilimento Alenia e della stazione della circumvesuviana di Pomigliano. La classe in cui Fiorella stava tenendo lezione è una quinta ubicata al secondo piano dell’edificio, uno storico edificio, quindi piuttosto in alto. Qui a un certo punto la maestra, intorno alle 12 e 30, ha dato un’occhiata ai bambini facendo capire che sarebbe dovuta uscire un attimo per motivi non ancora bene accertati. Ma dopo aver aperto la porta della classe la donna si è diretta verso una piccola finestra del corridoio, l’ha aperta e si è lanciata nel vuoto. E’ stato un tonfo sordo, terribile. I soccorsi sono stati piuttosto celeri. La maestra è stata trasportata all’ospedale Cardarelli, dove i medici hanno subito constatato che era fuori pericolo. F.C. ha riportato “soltanto” una serie di fratture alla caviglia, e in altre parti del corpo. E’ stato diagnosticato anche un sospetto trauma cranico ma le condizioni generali della donna lasciano ben sperare sul fronte di una guarigione tutto sommato breve rispetto al peggio che poteva profilarsi dopo una caduta come quella. Ora però ci s’interroga sulle modalità e sul perché dell’accaduto. Secondo quanto riferito dai carabinieri, accorsi sul posto poco dopo il folle gesto, la maestra si sarebbe lanciata dalla finestra che dà sul cortile interno della scuola senza che nessun bambino si sia accorto di nulla. Il tentato suicidio sarebbe avvenuto dunque in un luogo pubblico molto delicato, in quanto si tratta di una scuola frequentata da centinaia di bambini, ma senza che i piccoli ospiti dell’edificio si siano accorti di nulla. Ci sono però testimonianze raccolte sul posto che vanno in un’altra direzione e che danno una versione dei fatti diversa. La donna si sarebbe schiantata al suolo a pochi passi dalle giostrine piazzate all’interno del cortile, giostrine su cui i bambini della scuola giocano continuamente. Sotto la finestra da cui si è lanciata, sul muro esterno, è rimasta l’impronta lasciata da una sua scarpa. Una striscia marrone che probabilmente fa dedurre un gesto istintivo della maestra, che forse ha tentato di salvarsi quando però era ormai troppo tardi. Per il resto si stanno facendo solo ipotesi sulla vita privata della donna. Problemi familiari che l’avrebbero spinta a commettere il tremendo quanto clamoroso gesto.
Marcianise: “URLO E NON MI SENTI”, al via la terza edizione del Concorso nazionale di poesia promosso dall’associazione “Uniti per…”
Come direbbero i poeti o un mio amico scrittore pronto sempre a scrivere d’amore, le emozioni, quelle vere nascono dal cuore, inteso non come entità o organo cardiaco propriamente detto, ma come metafora da dove sgorgano e crescono emozioni, sentimenti, sensazioni, tutte percezioni legate al percepire la gioia, la paura, la rabbia, la felicità, il disgusto, la tristezza e tanto altro ancora.
Non nascono parole se per prima non nasce un’emozione, e non nasce un’emozione se prima non è a nascere una poesia. La poesia, come la scrittura in generale è quell’anima che si nutre e da sfogo ad ogni nostra piccola sensazione ed emozione, che dall’interno si impossessa quasi con violenza di ogni nostro pensiero. Prima del novembre del 2013, quando proposi ai membri del consiglio direttivo dell’associazione “Uniti per…” di Marcianise, di cui faccio parte tutt’ora, l’idea di realizzare un vero e proprio concorso di poesia, ricordo che mi avvicinavo al mondo della scrittura sempre in una maniera un po’ riservata, come fa’ una ballerina di danza classica alla sua prima entrata sul palcoscenico. Quel palcoscenico tutto suo, esibendosi sull’intera durata della canzone con la sua eleganza in punta di piedi. Il mio problema è che mi muovevo in punta di piedi restando dietro le quinte. Sembrava un mondo “privilegiato” per una fascia ristretta di persone, quelle forti, tenaci ma dopo neanche un mese dal lancio della prima edizione del bando di “Urlo e non mi senti” ho dovuto subito ricredermi. Non mi sarei mai aspettata che condividere con altri la stessa passione per la poesia, essendo per tanto il promotore dell’idea, mi avrebbe regalato emozioni, eventi, presentazioni, lacrime, sorrisi ma principalmente gioie. Un concorso che però doveva avere una particolarità rispetto ad altri, tutti dovevano essere colpiti da qualcosa di straordinario, essenziale. Il concorso oltre all’interesse culturale è stato organizzato per urlare un vero e proprio messaggio di sensibilizzazione sociale nei confronti dei diversamente abili e a tutti coloro la cui società tutt’oggi tende ad emarginare e discriminare. Come ripeto ogni anno desidero che “Urlo e non mi senti” giunto alla sua terza edizione sia prima di tutto un’occasione per esprimere e far conoscere attraverso la poesia lo stato d’animo di ogni persona, liberando la propria anima dalle proprie catene. Il concorso prevede l’invio di una sola poesia a tema libero in lingua italiana, napoletana o braille che non superi i 30 versi con allegata la scheda di partecipazione, il modulo di consenso e una piccola quota di partecipazione di 5€ entro e non oltre il 28 febbraio corrente anno. Il concorso sarà suddiviso in due sezioni più una, ossia una sezione speciale come novità di questa terza edizione. La sezione “scuola” dedicata agli alunni delle scuole elementari e medie è completamente gratuita, e per loro sarà decretata una premiazione a parte. Mentre per quanto riguarda la sezione speciale di quest’anno, già qualche settimana sul social network facebook ho indetto un mini concorso nel più emozionante evento dell’anno. Quello di partecipare anche scrivendo un aforisma o caricando una propria foto, disegno o ritratto all’evento Fb “Urlo e non mi senti III Ed. Sezione Speciale” rappresentando quell’urlo molte volte non ascoltato, a cui per paura si fa prima a voltare le spalle e a portare le mani alle orecchie andando via a gambe elevate. I primi due aforismi e le prime due foto con più “Mi piace” fino allo stesso termine della sezione poesia, saranno anch’essi premiati nella serata di premiazione nel mese di Maggio presso la multisala del Big maxcinema. Per tutti coloro che intendono partecipare a “Urlo e non mi senti” III Edizione possono consegnare la loro poesia in busta chiusa negli orari di segreteria dell’associazione del sabato pomeriggio dalle 16 alle 18:30 (presso via Marconi, Chiesa San Francesco) – Marcianise o possono chiedere informazioni attraverso la mia pagina di Fb o all’indirizzo di posta elettronica urloenonmisenti_2015@libero.it. Agli autori delle prime cinque poesie prescelte dalla giuria, sarà consegnata una targa, un premio ed un attestato di partecipazione. Tutti gli altri riceveranno una medaglia e un attestato di partecipazione.
L’associazione coordinata dal presidente Raffaele Musone è attiva sul territorio di Marcianise e comuni limitrofi dal 2001, in particolar modo si occupa dell’abbattimento di qualsiasi barriera, architettonica e sociale che sia. Nel corso dell’anno associativo svolge attività ludico-sportive, ricreative, di terapia occupazionale e riabilitativa finalizzate al potenziamento delle abilità, al fine di sensibilizzare la cittadinanza al valore delle risorse umane.
Se il mondo è un trucco d’illusionismo, da qualche parte deve pur esistere anche un grande illusionista.
(Jostein Gaarder)
(Fonte foto: rete internet)
Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno si sospende da Alleanza per Somma e aderisce a Svolta Popolare
L’ex vicesindaco, oggi consigliere comunale, ha ufficializzato con una missiva indirizzata al sindaco Piccolo, al presidente dell’assise, al segretario generale dell’Ente e ai gruppi consiliari, la sua adesione a Svolta Popolare.
Di Sarno aderisce da oggi al Gruppo Misto, in quota Svolta Popolare. «Dopo aver attentamente vagliato la situazione politico – amministrativa e le dinamiche interne alla lista civica dalla quale provengo – scrive Salvatore Di Sarno – ho deciso di aderire al gruppo misto in quota Svolta Popolare. Ringrazio quanti, insieme a me, hanno sposato il progetto politico di Alleanza per Somma ma, ad oggi, ritengo che quella stagione politica e programmatica sia superata. Il mio augurio è che tutti coloro che condividono con me l’amore incondizionato per la nostra città scelgano davvero un nuovo e diverso modo di fare Politica che possa rilanciare Somma Vesuviana e si uniscano al movimento civico Svolta Popolare».
In consiglio comunale, Di Sarno ha presentato due interrogazioni invocando dibattito ma soprattutto risposte su due questioni: la chiusura dell’area Porta del Parco e quella di Piazza Europa. «La città ha diritto di avere delucidazioni e chiarimenti in merito alla persistente chiusura di piazza Europa – dice il consigliere di Svolta Popolare – e di conoscere i motivi per cui ad oggi non si è provveduto al ripristino e alla riapertura dell’area Porte del Parco. È francamente intollerabile che l’unica area di sosta non a pagamento e sita al centro della città non possa essere ancora utilizzata dai cittadini».
Sant’Anastasia. In funzione la casa dell’acqua
Il sindaco: “Sarà un beneficio per tutti e andremo nelle scuole ad insegnare il rispetto per l’ambiente”.
Si è svolta questa mattina l’inaugurazione della Casa dell’Acqua in via Marra Paparo, alla presenza del sindaco, Raffaele Abete, del vicepresidente di GORI, Maurizio Bruno, e dell’amministratore delegato, Claudio Cosentino.
La Casa dell’Acqua realizzata da GORI, in collaborazione con il Comune di Sant’Anastasia, grazie ai fondi dell’ex Provincia di Napoli (ora Città Metropolitana), eroga acqua liscia e frizzante refrigerata a costi irrisori: 3 centesimi al litro per la naturale a temperatura ambiente, 5 centesimi per la naturale refrigerata e 7 centesimi per la frizzante refrigerata. La struttura, videosorvegliata, rappresenta la versione moderna delle vecchie fontanine pubbliche ed è mirata alla riduzione delle bottiglie di plastica da smaltire, con considerevoli benefici per l’ambiente e per le casse comunali. L’acqua proviene dalla rete pubblica gestita da GORI ed ha una qualità garantita dai frequenti controlli che l’azienda svolge attraverso il Laboratorio interno, che si affiancano a quelli realizzati dall’ASL.
Dopo la benedizione della struttura da parte del Parroco, gli studenti del IV Istituto Comprensivo “Nicola Amore” hanno allietato l’evento con l’esibizione della loro banda musicale.
E proprio le scuole cittadine riceveranno nelle prossime settimane la visita di personale qualificato GORI per le giornate-studio dedicate al mondo dell’acqua. Con bambini e docenti saranno trattati in modo ludico e interattivo i temi del ciclo dell’acqua, del risparmio idrico e della tutela dell’ambiente, e agli alunni saranno distribuiti fumetti educativi in cui sono approfonditi tali argomenti.
“Ci siamo impegnati per la realizzazione di questa struttura – spiega il sindaco, Raffaele Abete – e con essa abbiamo dato ulteriore decoro a questa zona, a testimonianza del costante impegno dell’amministrazione. Sono certo che i nostri concittadini comprenderanno a fondo l’importanza della Casa dell’Acqua e inizieranno presto ad apprezzarla. Ne beneficeremo tutti, ma un’attenzione particolare sarà dedicata alla scuole, per diffondere nei ragazzi l’importanza del rispetto per l’ambiente.”
“La Casa dell’Acqua – aggiunge il vicepresidente di GORI, Maurizio Bruno – garantisce l’erogazione di acqua di ottima qualità e riduce notevolmente la quantità di plastica da dover riciclare. Questo è un segno di civiltà che dà luce e lode all’amministrazione, che ha creduto fortemente in questo progetto”.
“Quella odierna è la decima Casa dell’Acqua che inauguriamo nei comuni in cui gestiamo il servizio idrico – dichiara l’amministratore delegato di GORI, Claudio Cosentino – e altre 10 casette saranno realizzate nelle prossime settimane. Ciò rappresenta per noi motivo di orgoglio, per il significativo contributo fornito alle comunità. La presenza oggi dei tanti cittadini e delle scolaresche è il segnale dell’importanza di queste iniziative per la protezione dell’ambiente”.
Carnevale Palmese, domenica il ratto della gagliardetto. Dj Francesco: “Non vedo l’ora di essere a Palma Campania”
Domenica 31 gennaio, alle 17,30 in piazza De Martino ci sarà il “ratto del gagliardetto”. Si tratta della manifestazione che precede il carnevale e che dà inizio alla settimana di prove, durante la quale il maestro di ogni quadriglia si esercita a comandare la sua banda. A condurre la manifestazione, a Federica Panicucci e Francesco Facchinetti (Dj Francesco).
Continuano gli appuntamenti dell’edizione 2016 del Carnevale Palmese. Domenica 31 gennaio, alle 17,30 in piazza De Martino ci sarà il “ratto del gagliardetto”. Si tratta della manifestazione che precede il carnevale e che dà inizio alla settimana di prove, durante la quale il maestro di ogni quadriglia si esercita a comandare la sua banda.
Il ratto del gagliardetto consiste nel “passaggio di consegne” tra il vecchio e il nuovo maestro di Quadriglia. Ogni Quadriglia compie questo rito davanti al pubblico in Piazza De Martino: alla fine tutte le Quadriglie, insieme alla Fondazione Carnevale Palmese e al pubblico si dirigono con un corteo verso il “Villaggio delle Quadriglie”, poco distante dalla piazza, inaugurandolo per l’edizione 2016 del Carnevale.
Spettacolo e divertimento assicurato, quindi. Spettacolare sarà anche la festa della settimana prossima, la cui conduzione è stata affidata a Federica Panicucci e Francesco Facchinetti (Dj Francesco).
Proprio Dj Francesco, che presenterà la serata del martedì grasso, è stato ospite, qualche giorno fa, di Mary J su Radio Punto Zero, la radio ufficiale del Carnevale Palmese: “Sono molto felice di presentare il Carnevale Palmese. Amo stare in mezzo alla gente e il carnevale è uno dei momenti di aggregazione che prediligo. Non vedo l’ora di essere a Palma Campania”, ha detto Facchinetti.
Al Liceo “A. Diaz” di Ottaviano, Memoria della Shoah 2016 e Vesuvinform Ottaviano
Oggi dalle 15 alle 18, al Liceo Fiaz di Ottaviano è stata presentata presentata la mostra “I giardini della Memoria”, lavori prodotti dagli alunni delle scuole di Ottaviano in concorso per la Giornata della Memoria della Shoah sul tema: “Un nome, un volto, una testimonianza: pagine edite ed inedite della Storia”.
Venerdì 29 gennaio 2016, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, nella sede centrale del Liceo “A. Diaz” di Ottaviano, dirigente scolastico il prof. Sebastiano Pesce, è stata presentata la mostra “I giardini della Memoria”, lavori prodotti dagli alunni delle scuole di Ottaviano in concorso per la Giornata della Memoria della Shoah sul tema: “Un nome, un volto, una testimonianza: pagine edite ed inedite della Storia”. Nella stessa sede sarà aperta al pubblico la Biblioteca scolastica, prima di una serie di iniziative che coinvolgono il Liceo, l’Amministrazione Comunale Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione guidato dalla prof.ssa Marilina Perna e l’Associazione culturale “Prometeo” di Torre del Greco presieduta dal dr. Francesco Manca in Vesuvinform Ottaviano, un progetto di ricerca, documentazione, produzione e diffusione della cultura vesuviana.
I due momenti sono in realtà una sola testimonianza della centralità del ruolo che il libro svolge nella battaglia a difesa dei valori dell’humanitas. Questi valori hanno le radici nella memoria e nella certezza che un filo tenace e prezioso stringe il presente al passato e segna la strada per il futuro: nel labirinto della storia è il filo di Arianna. E modello del labirinto della storia è, diceva Borges, una biblioteca, il “luogo” mitico in cui si incrociano pensieri, parole, dubbi e domande, al di là dei limiti temporali. Questo ruolo del libro noi vogliamo, con forza, sottolineare.
Sant’Anastasia, «Fare Futuro» al presidente del consiglio Gifuni: «Dimettiti, così potrai fare il Robin Hood».
Gifuni: «L’attacco viene direttamente dal sindaco, dai piani alti. È in atto un ribaltone politico».
«Caro presidente del consiglio, fiero e maestoso rapace del movimento che vola basso tra i piani alti…». Così principia la lettera – manifesto di «Fare Futuro», associazione politico – culturale della quale è segretario Luigi Corcione. Il presidente del consiglio comunale è ovviamente Mario Gifuni, il movimento è Sant’Anastasia in Volo ma il manifesto si limita ad un singolo attacco, quello alla carica istituzionale, lasciando fuori gli esponenti consiglieri, Mario Trimarco e Rosaria Fornaro.
«Quotidianamente denigri l’attività amministrativa della squadra che ti ha eletto presidente, minacciando più volte di staccare la spina e mai smentendo manifesti murali dal dubbio contenuto politico e dalle dubbie finalità». Il riferimento è naturalmente al manifesto che qualche giorno or sono, con il simbolo del movimento, attaccava l’assessore Cettina Giliberti (politiche sociali) con toni ironici e senza dar molto peso alla grammatica. Quel manifesto però, nel recente e accesissimo consiglio comunale, non è stato smentito nemmeno dal gruppo consiliare, anzi in qualche maniera rivendicato dalla consigliera Fornaro che ha ammesso di «avere problemi con l’assessorato alle politiche sociali».
Poi, l’appello: «Dimettiti» – chiede Fare Futuro a Gifuni. «Fai cosa buona e giusta» – aggiunge. «In questo modo potrai continuare a fare il Robin Hood dalla voce critica, a sfiduciare chi ti pare e dimostrare che l’indennità che percepisci da presidente è solo una formalità…nel caso contrario la cittadinanza tutta si farà una sua idea e ti dimostrerai simile agli stereotipi della politica che tanto critichi dietro la tastiera». La chiosa: «È terminata la politica dell’ambiguità, dai l’esempio alla tua città».
Intanto, sui social, il sindaco Abete aveva annunciato ieri un attimo di riflessione per trarre le conseguenze da quanto accaduto in consiglio comunale e, indi, le sue decisioni. Quali potrebbero essere le decisioni? I casi sono due, giacché sembra ormai impossibile la convivenza tra Abete&fedelissimi e Gifuni. Altro discorso per gli altri due consiglieri del movimento che hanno fortemente asserito in assise di essere in maggioranza. «Ho fiducia in Lello Abete» ha ripetuto almeno due volte la Fornaro. Dunque, delle due l’una: o la maggioranza sfiducia il presidente (esponendosi ad un ricorso) o il presidente lascia la carica. Da qui non si esce.
L’abbiamo chiesto a Gifuni, come andrà. «Ho preso qualche giorno di tempo per riflettere, all’inizio della prossima settimana dirò cos’ho deciso – dice l’attuale presidente dell’assise civica anastasiana che però non si sottrae dal commentare il manifesto. «Fare Futuro è un’associazione politica vicinissima al sindaco, perciò l’attacco è come venisse direttamente da Abete – continua Gifuni – ma non mi tocca perché il paese reale, quello di cui loro non hanno percezione, mi ha già dato ampia solidarietà».
Per il resto, Gifuni rimanda i chiarimenti di qui a qualche giorno. Ma se gli si chiede di commentare le considerazioni fatte di recente in aula dal consigliere Carmine Capuano (Psi) che lo accusava di non condurre in maniera super partes il consiglio comunale, aggiungendo inoltre il racconto della vicenda secondo la quale Gifuni avrebbe inviato emissari al Pd per promuovere un documento di sfiducia al sindaco, risponde: «È evidente che sia in atto un ribaltone, Capuano vuole fare il presidente del consiglio comunale così come gli era stato promesso all’inizio di questa consiliatura,quando lo stesso sindaco venne a dirmelo proponendo a me un assessorato. Intanto Paolo Esposito si è astenuto sul Dup, non c’è più nient’altro da dire se non che si sta tentando di scardinare l’ultimo baluardo della compagine grazie alla quale Abete è stato eletto sindaco».
“Giovedì letterari” al Comune di Ottaviano: l’incontro con Luigi Romolo Carrino e la sua “Mariasole”
E’ il primo dei quattro “incontri con l’autore”, organizzati dall’ Assessorato alla Cultura. Presentato da Gerardo Santella, il romanzo di Luigi Romolo Carrino descrive una donna coraggiosa che decide di non arrendersi ai meccanismi del vivere violento.
La sala Consiliare “Pasquale Cappuccio”, gli ultimi giovedì del mese, ospita l’iniziativa promossa dall’Assessore alla Cultura e alla P.I., Marilina Perna, “Incontri con l’autore”. Ad inaugurare il percorso, il 28 gennaio, è stato Luigi Romolo Carrino, che è di Palma Campania, e che è già noto al pubblico per “Pozzoromolo”, “Acqua Storta”, “Esercizi sulla madre”, “Certi ragazzi”.
Carrino presenta, in dialogo col prof. Gerardo Santella, il suo ultimo libro, “La buona legge di Mariasole”.Il clima della serata è familiare, da caffè letterario, in cui gli amici si ritrovano per discutere e riflettere sul libro letto o da leggere.
Il pubblico è vario, sono presenti soprattutto docenti e alunni delle scuole del territorio. Ad essi, in particolare, si rivolge in apertura l’Assessore Perna, sottolineando il valore formativo e sociale della lettura, da assumere come stile di vita, per comprendersi e comprendere il mondo: la lettura non è svago vacanziero o obbligo scolastico, è, prima di tutto, uno strumento privilegiato di costruzione di orizzonti cognitivi creativi ed emotivi aperti e capaci di rinnovare in positivo lo stesso tessuto sociale.
Carrino si presenta accompagnato da una giovane lettrice, cantante ed attrice, che “recita” al pubblico alcune pagine del libro. La sua voce e la sua figura disegnano nella sala il profilo di Mariasole, una donna, una sposa e soprattutto una madre che prova a ribaltare la dura legge della vita dei clan camorristici, nel lucido e disperato tentativo di proteggere e salvare suo figlio dall’ineluttabile successione criminale. E’ un’eroina? No, Mariasole è una donna che prova a ridefinire i precari equilibri delle “famiglie” sconvolti dalla morte del marito, reo di aver usato “il cuore e non il cervello”, – un camorrista dovrebbe usare solo il cervello –, dalla carcerazione del padre e dalla latitanza del suocero. Mariasole cercherà di salvare la sorte del figlio, prendendo ella stessa tra le mani le redini del clan.
I raggi del “sole” che ella porta scritto nel nome, simbolo di luce e di vita, come il giallo della copertina del libro, s’infrangono nello stile noir del testo e della figura della protagonista che, nel ridisegnare la propria vita e quella degli altri, lascia dietro di sé tracce di nero e di rosso, vivido come il sangue della “legge” che non perdona chi “rompe i giuramenti”.
Santella invita i giovani alla lettura del libro di Carrino: ovviamente non svela la trama, per non togliere ai lettori il piacere del “viaggio” , ma suggerisce, da Maestro, di porre l’attenzione sui valori del lessico, della sintassi e dello stile, che è scorrevole, diretto, vivace. “La vita è soltanto ‘na araputa ‘e ‘na fenesta e una botta in testa quando meno te lo aspetti, proprio mentre sei affacciata”, scrive Carrino: la lingua è parlata, vissuta, emotiva, meditata.
Il libro di Carrino si legge, si osserva, come il quadro di un pittore, che ha appena ritratto Napoli con i suoi colori più forti e pregnanti, ma soprattutto si vive, attraverso il ritmi e le forme di una civiltà drammatica, consapevole del male che corrompe le sue radici, ma ancora in grado di sperare che dalla terra nera spuntino erbe salutari e vitali, come sono vitali i sentimenti e la cultura del sacrificio che indicano alla protagonista la strada da seguire.
Gli studenti presenti in sala hanno recepito la lezione, entusiasti chiedono all’autore di immortalare l’incontro in una foto ricordo; e curiosi e desiderosi di dedicarsi presto alla lettura del libro escono commentando con i docenti l’importanza dell’incontro.
Ottaviano ancora una volta ribadisce l’essenza della propria identità di città della cultura, quella fatta di storia e di storie, ma soprattutto di persone che “compiono il proprio destino”, in bianco o in nero, come Mariasole: combattono per non arrendersi al fato.

