Dramma call center: contro i licenziamenti lavoratori seduti sull’ ingresso della Gepin. Lunedì corteo a Napoli

In lotta contro 220 tagli ai posti di lavoro. Uffici di Casavatore semivuoti.    Ieri i lavoratori hanno portato qualche sediolina di plastica e si sono seduti sull’ingresso della Gepin Contact, il call center di Poste Italiane che ha perso tutte le commesse e che ha avviato la procedura di licenziamento per tutti i 220 addetti della sede di Casavatore, in viale delle Industrie. E’ la vertenza più grave che in questo momento si stia consumando in tutta la provincia di Napoli. La procedura di Gepin scadrà il 10 maggio. Oltre al presidio piazzato davanti al cancello che dalla strada porta agli uffici, lavoratori e lavoratrici del call center hanno anche montato un gazebo, dal quale hanno annunciato un corteo per lunedì prossimo, nel pieno centro di Napoli. Partirà da piazza Matteotti,  dove c’è la sede centrale campana delle Poste. Insieme ai 220 licenziamenti annunciati a Casavatore Gepin Contact ne ha avviati altri 130 per la sua sede romana. Intanto è impressionante osservare gli uffici di Casavatore. Sono per metà vuoti. Davanti alla sede i lavoratori stanno preparando striscioni e volantini. IMG345 IMG348IMG349

Sant’Anastasia, differenziata: il comune non distribuisce i sacchetti. La replica di Rifondazione Comunista

“Si continua con la politica di pressapochismo che ormai da un decennio premia i furbetti che non riciclano e non pagano la tassa sui rifiuti (TARI). Si penalizza il cittadino virtuoso sul quale si carica, oltre all’ordinaria e costosissima tariffa per il prelievo dei Rifiuti Solidi Urbani, anche la tassa evasa”, scrive Rifondazione Comunista in una nota. In questi giorni abbiamo appreso che il Comune di Sant’Anastasia non distribuirà i sacchetti per la raccolta differenziata dei rifiuti. Atto incomprensibile che potrebbe compromettere il già precario equilibrio ambientale e vanificare i risultati sin ad ora raggiunti che, dal 2010 ad oggi, sono al di sotto del 50% dei rifiuti riciclati, valore inferiore al 65% richiesto dalla legge per essere inclusi fra i Comuni Ricicloni. Si continua con la politica di pressapochismo che ormai da un decennio premia i furbetti che non riciclano e non pagano la tassa sui rifiuti (TARI). Si penalizza il cittadino virtuoso sul quale si carica, oltre all’ordinaria e costosissima tariffa per il prelievo dei Rifiuti Solidi Urbani, anche la tassa evasa. Si carica, inoltre, sul cittadino, la spesa ulteriore di circa euro 60,00 annue per l’acquisto dei sacchetti, costo che, presumibilmente, le famiglie Anastasiane non possono sostenere considerata la grave contingenza economica. RIFONDAZIONE COMUNISTA E’ contraria a questo modo sconsiderato di gestire la raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani; E’ contraria a questa ulteriore tassa occulta; E’ contraria a premiare i soliti evasori ladri del bene comune Chiede il motivo per il quale non vengono forniti, come accadeva sino a due mesi fa, i sacchetti. Auspica l’intervento delle forze di sinistra presenti in Consiglio Comunale al fine di preservare l’ambiente ed il portafoglio del cittadino già ampiamente svuotato dai balzelli Comunali. RIFONDAZIONE COMUNISTA Invita i cittadini a partecipare alla manifestazione che si terrà in Piazza Madonna dell’Arco con distribuzione di volantini di cui si darà avviso nei prossimi giorni.

La Legge 161 del 2014 a Capri

Legge 161 del 2014. L’altra faccia di una legge: medici e operatori più riposati o  più massacrati? Ore di riposo e ore di lavoro adeguate alla normativa europea anche in Campania. Fsi e Cgil si battono per i dipendenti dell’ospedale Capilupi dell’isola di Capri.   Dopo tredici anni, viene applicata “finalmente” la direttiva europea 88/2003 relativa all’orario di riposo e di lavoro dei medici e del personale sanitario. Solo per il personale “pubblico” del Sistema Sanitario Nazionale era stato possibile derogare dalle regole europee, sia sulle ore di lavoro settimanali, sia su quelle di riposo. Deroghe italiane, volute da Prodi e da Berlusconi e servite ad evitare l’erogazione di sanzioni amministrative (multe) all’Italia. Il 25 novembre scorso è entrata in vigore la legge 161/2014 che, con l’articolo 14, comma1, abroga le due precedenti norme italiane. All’apparenza sembra una legge che pone fine ai turni stremanti nelle corsie. Medici e operatori più riposati e più attenti ai pazienti. Ma, l’applicazione di essa, dopo tredici anni, sarebbe dovuta giungere con scelte competenti in un paese preparato e, soprattutto, analizzando e valutando i casi particolari. Così non è stato. Questa “rigidità” europea sulle ore di lavoro e sulle ore di riposo giornaliero, sta creando notevoli disagi evidenziando le carenze croniche degli organici con le inevitabili conseguenze sui servizi e gli effetti sui pazienti e sui lavoratori. La Sanità Nazionale dovrebbe avere massima cura per i suoi dipendenti per far si che questi, a loro volta, abbiano la migliore cura dei pazienti. Dettaglio che evidentemente sfugge a qualcuno, che in alcuni casi con scelte scellerate e mancanza di osservazione e contestualizzazione ha massacrato i dipendenti di alcune aziende ospedaliere. Ed è proprio nel momento delle decisioni che si plasma il destino doloroso di qualcuno, come ad esempio di coloro che non hanno il posto di lavoro sulla terra ferma. Capri con il personale sanitario del suo unico ospedale ne è un esempio. Capri, l’isola per eccellenza. Orgoglio del nostro paese. Ovunque giri lo sguardo, gli occhi  si posano su paesaggi e scorci da togliere il fiato. Fiore all’occhiello della regione Campania e del turismo internazionale. Ben organizzata con mini Bus, taxi, funicolare ed altri mezzi per consentire ai turisti di potersi spostare in maniera agevole. Meravigliosa la visita della parte pedonale che si lascia accompagnare da un silenzio emozionante, magico, che regala ai visitatori attimi di pace. Tutti i dettagli e le espressioni di questo posto sembrano esprimere ai turisti una gestione efficiente ed efficace in tutti i servizi necessari. Sull’isola, il diritto alla salute per gli abitanti, e l’assistenza sanitaria ai milioni di turisti italiani e stranieri  viene garantita dall’’Ospedale G. Capilupi, diretto attualmente dal Dott. Nunzio Quinto. Struttura piccola ma concentrata che assicura il pronto soccorso di medicina, chirurgia, pediatria e ginecologia. Poi, un laboratorio di analisi, una radiologia, con servizio TC ed ecografia, un ambulatorio di radiologia ostetrica e una dialisi aperta quotidianamente per sei giorni settimanali. Infine, per ovvie ragioni, è assicurato un servizio trasferimento con elicottero per i codici rossi, e per esami di specialistica non garantiti sull’isola. Le prestazioni elencate sono gestite e garantite da 6 medici di chirurgia, 3 internisti, 4 ginecologi, 3 pediatri, 2 anestesisti, 2 radiologi e 4 tecnici di radiologia, 1 sanitario e 3 tecnici per il laboratorio delle analisi. Tutti i servizi ,sono seguiti ed accompagnati dalla presenza di 25 infermieri distribuiti su 5 turni. Per avere un’idea chiara della situazione, è necessario sapere che il 90% di queste risorse umane non risiede sulla raffinata isola, ma arriva da Napoli e provincia. Per raggiungere l’isola, un qualsiasi operatore “pendolare” è costretto ad avviarsi molto tempo prima dell’inizio del proprio turno. Con mezzi pubblici o propri, deve raggiungere il porto di Napoli, ad esempio, entro le ore 7,00 di mattina in punto. Un minuto di ritardo gli potrebbe far perdere la nave. Poi, mare e vento permettendo, deve procedere con un’ora di navigazione, e una volta giunto a Capri, deve aspettare un bus che lo porti in ospedale. A questo punto il “turista” mancato, già alquanto stremato, può iniziare il proprio turno di lavoro. Lo stesso tragitto, che dura circa tre ore, il nostro eroe lo esegue anche al ritorno, aggiungendo al proprio turno di lavoro circa sei ore del proprio tempo. Per questi operatori prima della direttiva europea era garantita una turnazione di 24 ore di lavoro consecutive, seguite da tre giorni di riposo. L’entrata in vigore della Legge 161 del 2014 obbliga tutti i lavoratori a non poter più lavorare per 24 ore consecutive. Ciò comporterebbe che un lavoratore della sanità dell’ospedale di Capri dovrebbe eseguire il tragitto eroico, prima specificato, quasi ogni giorno. L’Impresa non è solo massacrante, ma a volte anche impossibile. Un minimo dettaglio atmosferico, un ritardo qualunque, un imprevisto (anche sanitario) potrebbe non consentirgli di partire per recarsi al lavoro o di rientrare a casa. In quest’ultima ipotesi dovrebbe rimanere sull’isola, senza nessun tipo di benefit o rimborso da parte dell’azienda. Inoltre, la turnazione attuale giornaliera aumenta notevolmente i costi di parcheggio e di viaggio che il dipendente sostiene. A parere di alcuni lavoratori, tutto questo avviene con il “silenzio” di alcune sigle sindacali (Cisl,Uil, Fials, Nursing up), che avrebbero trasformato questo enorme disagio in una sorta di privilegio. Invece la FSI e la CGIL dell’Asl Na1 considerano inapplicabile questa normativa per l’ospedale Capilupi di Capri. Inoltre, esse hanno denunciato la Direzione Aziendale per la supposta violazione dell’articolo 28, in quanto avrebbe impedito e limitato l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale o del diritto di sciopero. Marco Esposito, referente sindacale Fsi, Carlo Piccolo, coordinatore Fsi, e Rosario Cerullo, Cgil, hanno invitato il direttore sanitario Dr. Quinto a scrivere alla direzione specificando tutti i disagi del caso. A tutt’ora, quest’ultima ha ribadito che venga rispettato tassativamente quanto previsto dalla normativa europea. “Questa legge nasce sicuramente a tutela del lavoratore – spiega  Marco Esposito (Fsi) – ma è totalmente inapplicabile su un’isola come Capri (e situazioni similari ndr) dove il personale dell’ospedale Capilupi giunge da Napoli e provincia. L’unica strada percorribile è la turnazione delle 24h”. E’ proprio vero che, come dice il proverbio “Ciò a cui resistiamo, persiste”. Infatti, i dipendenti che da anni sostenevano una situazione già stressante, certo non si aspettavano che resistendo sarebbe addirittura peggiorata. E, se è vero che il migliore riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa, ci chiediamo cosa diventeranno a breve gli eroi sanitari dell’ospedale Capilupi di Capri? E visto che ce lo “ordina” l’Europa, sarebbe opportuno chiederlo all’Europa. Questa scusa strategica usata da Renzi, a Lui funziona sempre!

Napoli, Camorra: in manette boss latitante del Vomero

Luigi Cimmino, è stato arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli a Chioggia (Venezia) in un blitz scattato nella notte in Veneto e Campania. Il boss di camorra egemone nell’area collinare di Napoli, compreso il “quartiere bene” del Vomero, Luigi Cimmino, 55 anni, latitante da circa un mese, è stato arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli a Chioggia (Venezia) in un blitz scattato nella notte in Veneto e Campania. A Napoli, i Carabinieri hanno arrestato il genero di Cimmino, Pasquale Palma, 35 anni, anche lui ricercato. Entrambi sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione. Cimmino aveva una borsa pronta e 7000 euro in contanti. Con Palma è stato arrestato un uomo di 33 anni per favoreggiamento. Cimmino e Palma erano già stati arrestati il 24 luglio scorso, ma il Tribunale del Riesame aveva annullato il provvedimento e sia il boss, sia il genero, una volta scarcerati, si erano subito resi irreperibili. All’inizio di febbraio la Cassazione ha accolto il ricorso della Dda e ha ripristinato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita nel blitz della scorsa notte dai Carabinieri.

Napoli, si inaugura nuovo sportello Federconsumatori

Inaugurazione fissata per domani  – sabato 5 marzo alle ore 10:00 – del nuovo sportello partenopeo di Federconsumatori, istituito presso la sede di Mediterraneo Sociale in Napoli, via S. Eframo vecchio n. 54/56/58 All’evento interverranno: Salvatore Esposito, Presidente di Mediterraneo Sociale; Rosario Stornaiuolo, Presidente Federconsumatori Campania; Ilaena Capurro, Coordinatrice Consulta Giuridica Federconsumatori Campania; Roberto Palisi, Avvocato Federconsumatori Campania. Concluderà gli interventi Rosario Trefiletti, Presidente Nazionale Federconsumatori. (Fonte foto: rete internet)        

Gli sprechi nella sanità: in Campania la media dei tagli cesarei è il triplo di quella nazionale

L’obiettivo della Regione è di tagliare spese inutili nel settore di almeno 20 milioni all’anno.   35% di tagli cesarei in Italia e punte del 95% in Campania. La differenza è di quelle abissali per cui la commissione sanità della Regione sta lavorando allo scopo di raggiungere un obiettivo minimo, quello del taglio dei costi in questo settore di almeno 20 milioni. “In Commissione sanità – spiega Francesco Borrelli, consigliere regionale di Campania Libera , Psi e Davvero Verdi – abbiamo cominciato a discutere di come ridurre i tagli cesarei in Campania. E’ una vera vergogna visto che le 10 realtà ospedaliere dove c’è una percentuale maggiore di tagli cesarei sono tutte nella nostra regione”. “Qui ci sono – aggiunge Borrelli – percentuali molto anomale di tagli cesarei che evidenziano un malcostume che va combattuto riducendo il costo del cesareo portandolo, progressivamente, allo stesso livello di quello dei parti naturali in modo da rendere inutile il ricorso al cesareo per avere più soldi”. Lo strumento da utilizzare è quello di parificare il costo del cesareo a quello del parto naturale. “Siamo certi – spiega ancora Borrelli – che   una volta introdotto lo stesso costo per il parto cesareo e quello naturale ci avvicineremo alle percentuali nazionali”. “il Commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria della Seconda Università di Napoli, Maurizio Di Mauro, ha comunicato in Commissione che, ad aprile prossimo, aprirà il nuovo reparto di ostetricia e ginecologia pronto da un anno e mai messo in funzione con 14 posti letto subito operativi e una vasca per il travaglio in acqua per favorire il parto naturale”. Considerando i bambini nati nel 2015, 54.000, e la percentuale di cesarei che ci sono stati le istituzioni regionali contano di riuscire a raggiungere la percentuale nazionale, che comunque è alta stando ai dati della Comunità europea.  “Avremmo un risparmio di 20 milioni di euro – conclude l’esponente ambientalista – che potremmo utilizzare per offrire altri servizi o esentare altre migliaia di persone dal pagamento dei ticket”. (Fonte foto: rete internet)

Il Papa a Confindustria

Sabato scorso Papa Francesco ha incontrato Confindustria. Ha parlato dell’importanza del lavoro, della dignità della persona umana, della solidarietà. Ha ripercorso quanto i suoi predecessori (soprattutto Giovanni Paolo II) avevano già detto nella dottrina sociale della Chiesa. “Al centro di ogni impresa vi sia  l’uomo: non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze e le sue fatiche”. È l’appello rivolto dal Papa al mondo dell’industria, nella parte centrale del suo discorso in Aula Paolo VI, in chi ha esortato a “fare la differenza per un’impresa che metta al centro la persona, la qualità delle sue relazioni, la verità del suo impegno a costruire un mondo più giusto, un mondo davvero di tutti”. “La vostra via maestra sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi”. È il passo più applaudito del discorso del Papa agli imprenditori riuniti in Confindustria, ai quali ha chiesto di “essere costruttori del bene comune e artefici di un nuovo umanesimo del lavoro”. “Siete chiamati a tutelare la professionalità e, al tempo stesso, a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua, perché non abbiano a verificarsi incidenti e situazioni di disagio”, il monito di Francesco, per il quale “la legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile”. “Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno, esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”. “Il bene comune sia la bussola che orienta l’attività produttiva, perché cresca un’economia di tutti e per tutti”, che non sia “insensibile allo sguardo dei più bisognosi”, l’altro invito del Papa, che ha assicurato: “Essa è davvero possibile, a patto che la semplice proclamazione della libertà economica non prevalga sulla concreta libertà dell’uomo e sui suoi diritti, che il mercato non sia un assoluto, ma onori le esigenze della giustizia e, in ultima analisi, della dignità della persona”. “Perché non c’è libertà senza giustizia e non c’è giustizia senza il rispetto della dignità di ciascuno”, ha spiegato il Papa. “Fare insieme – ha concluso Francesco – vuol dire impostare il lavoro non sul genio solitario di un individuo, ma sulla collaborazione di molti. Significa fare rete per valorizzare i doni di tutti, senza però trascurare l’unicità irripetibile di ciascuno. Questa attenzione alla persona concreta comporta una serie di scelte importanti: significa dare a ciascuno il suo, strappando madri e padri di famiglia dall’angoscia di non poter dare un futuro e nemmeno un presente ai propri figli; significa saper dirigere, ma anche saper ascoltare, condividendo con umiltà e fiducia progetti e idee; significa fare in modo che il lavoro crei altro lavoro, la responsabilità crei altra responsabilità, la speranza crei altra speranza, soprattutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno più che mai bisogno”.Dinanzi a tante barriere di ingiustizia, di solitudine, di sfiducia e di sospetto che vengono ancora erette ai nostri giorni – l’invito del Papa –  il mondo del lavoro, di cui voi siete attori di primo piano, è chiamato a fare passi coraggiosi perché trovarsi e fare insieme non sia solo uno slogan, ma un programma per il presente e il futuro”. E’ un vero trattato di “Vangelo del lavoro”, di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno. Con la speranza che ai tanti applausi per questo discorso corrispondano grandissime scelte concrete  in special modo da parte degli imprenditori e dei nostri governanti. ANNUNCIARE DENUNCIARE RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/ (Fonte foto: rete internet)

Universiadi: Malagò incontra De Luca

Sostegno a candidatura Napoli nel 2019.
“Sono molti i progetti da portare avanti, tra questi quello delle Universiadi 2019 a Napoli. Negli giorni ho avuto incontri e colloqui con il Governatore Vincenzo De Luca anche per attivare la legge regionale del 2013 sulla promozione dello sport e delle attività motorio-educativo-ricreative”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenendo ad Avellino, ad un incontro con gli studenti del liceo “Imbriani”. Malagò, accompagnato dal presidente regionale del Coni, Cosimo Sibilia, si è anche soffermato sui ritardi e le vere e proprie incompiute che riguardano le strutture sportive del Mezzogiorno, ma ha assicurato: “E’ finito questo periodo. La riqualificazione dell’impiantistica sportiva nel Sud è una priorità a cui daremo seguito e concretezza”. (Fonte foto: rete internet)

Napoli in festa: l’Italia candida la pizza come patrimonio dell’Umanità

“L’arte dei pizzaiuoli napoletani” sarà l’unica candidatura Italiana nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco. Lo ha deciso all’unanimita’ la Commissione nazionale italiana per l’Unesco su proposta del Ministero dell’Agricoltura e con il sostegno del Ministero degli Esteri, dell’Universita’, dell’Ambiente, dell’Economia. Scelta perché “rappresenta l’Italia in tutto il mondo”. “Proseguiamo a valorizzare il made in Italy dopo il grande successo di Expo” commenta il ministro Martina. Ora il dossier sarà trasmesso all’Unesco e inizierà un lungo e complesso negoziato che coinvolgerà oltre 200 Paesi, “specialmente perché fino ad ora mai l’Unesco ha iscritto una tradizione connessa ad una produzione alimentare” osserva il curatore legale del dossier Pierluigi Petrillo. La candidatura dell'”L’arte dei pizzaiuoli napoletani” sarà valutata dall’Unesco, con sede a Parigi, nel 2017. (Fonte foto: rete internet)

Acerra, conflitto a fuoco con la banda dell’Audi. Arrestato un bosniaco

Durante l’inseguimento a piedi sono rimasti lievemente feriti un poliziotto e un carabiniere.       Conflitto a fuoco stanotte, alle 3, tra una banda di ladri e le forze dell’ordine, poliziotti e carabinieri. Si tratterebbe della famigerata banda dell’Audi, che da mesi sta agendo sull’asse mediano assaltando praticamente tutti i distributori di benzina che si trova a tiro. Stavolta la scena dell’ennesimo raid è stata la pompa di benzina dell’Eni di contrada Capomazzo, ad Acerra, o meglio, il bar della pompa di benzina ubicata sulla strada che collega la città dell’inceneritore  a Casalnuovo, dove appunto insistono vari svincoli dell’asse mediano. Il bar aveva già subito un tentativo di scassinamento a colpi di scure, appena la notte precedente. Poi però quando la banda è ritornata qualcuno dev’essersi accorto della cosa ed ha avvertito contemporaneamente sia i carabinieri che la polizia. Quindi le forze dell’ordine sono giunte sul posto ed è stato ingaggiato un inseguimento sulla strada, inseguimento nel corso del quale sono stati esplosi alcuni colpi di pistola. Alla fine l’Audi con a bordo i malviventi, forse quattro o cinque, è stata bloccata nella zona del parcheggio dell’Ipercoop. Qui i poliziotti sono riusciti a prendere uno dei componenti della banda. Gli altri si sono dati alla fuga nella campagna. L’arrestato è un bosniaco. Si chiama  Tony Hadzovic ed ha 28 anni. E’ accusato di  tentato furto aggravato, resistenza e lezione a pubblico ufficiale. Durante l’inseguimento a piedi un carabiniere è caduto tra i rovi. E’ rimasto ferito anche un poliziotto, contuso durante la cattura del giovane slavo. Entrambi gli esponenti delle forze dell’ordine sono stati curati nel pronto soccorso di una clinica vicina.