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La Legge 161 del 2014 a Capri

Legge 161 del 2014. L’altra faccia di una legge: medici e operatori più riposati o  più massacrati? Ore di riposo e ore di lavoro adeguate alla normativa europea anche in Campania. Fsi e Cgil si battono per i dipendenti dell’ospedale Capilupi dell’isola di Capri.

 

Dopo tredici anni, viene applicata “finalmente” la direttiva europea 88/2003 relativa all’orario di riposo e di lavoro dei medici e del personale sanitario.

Solo per il personale “pubblico” del Sistema Sanitario Nazionale era stato possibile derogare dalle regole europee, sia sulle ore di lavoro settimanali, sia su quelle di riposo. Deroghe italiane, volute da Prodi e da Berlusconi e servite ad evitare l’erogazione di sanzioni amministrative (multe) all’Italia.

Il 25 novembre scorso è entrata in vigore la legge 161/2014 che, con l’articolo 14, comma1, abroga le due precedenti norme italiane. All’apparenza sembra una legge che pone fine ai turni stremanti nelle corsie. Medici e operatori più riposati e più attenti ai pazienti. Ma, l’applicazione di essa, dopo tredici anni, sarebbe dovuta giungere con scelte competenti in un paese preparato e, soprattutto, analizzando e valutando i casi particolari.

Così non è stato. Questa “rigidità” europea sulle ore di lavoro e sulle ore di riposo giornaliero, sta creando notevoli disagi evidenziando le carenze croniche degli organici con le inevitabili conseguenze sui servizi e gli effetti sui pazienti e sui lavoratori.

La Sanità Nazionale dovrebbe avere massima cura per i suoi dipendenti per far si che questi, a loro volta, abbiano la migliore cura dei pazienti. Dettaglio che evidentemente sfugge a qualcuno, che in alcuni casi con scelte scellerate e mancanza di osservazione e contestualizzazione ha massacrato i dipendenti di alcune aziende ospedaliere. Ed è proprio nel momento delle decisioni che si plasma il destino doloroso di qualcuno, come ad esempio di coloro che non hanno il posto di lavoro sulla terra ferma. Capri con il personale sanitario del suo unico ospedale ne è un esempio.

Capri, l’isola per eccellenza. Orgoglio del nostro paese. Ovunque giri lo sguardo, gli occhi  si posano su paesaggi e scorci da togliere il fiato. Fiore all’occhiello della regione Campania e del turismo internazionale. Ben organizzata con mini Bus, taxi, funicolare ed altri mezzi per consentire ai turisti di potersi spostare in maniera agevole. Meravigliosa la visita della parte pedonale che si lascia accompagnare da un silenzio emozionante, magico, che regala ai visitatori attimi di pace. Tutti i dettagli e le espressioni di questo posto sembrano esprimere ai turisti una gestione efficiente ed efficace in tutti i servizi necessari.

Sull’isola, il diritto alla salute per gli abitanti, e l’assistenza sanitaria ai milioni di turisti italiani e stranieri  viene garantita dall’’Ospedale G. Capilupi, diretto attualmente dal Dott. Nunzio Quinto.

Struttura piccola ma concentrata che assicura il pronto soccorso di medicina, chirurgia, pediatria e ginecologia. Poi, un laboratorio di analisi, una radiologia, con servizio TC ed ecografia, un ambulatorio di radiologia ostetrica e una dialisi aperta quotidianamente per sei giorni settimanali. Infine, per ovvie ragioni, è assicurato un servizio trasferimento con elicottero per i codici rossi, e per esami di specialistica non garantiti sull’isola. Le prestazioni elencate sono gestite e garantite da 6 medici di chirurgia, 3 internisti, 4 ginecologi, 3 pediatri, 2 anestesisti, 2 radiologi e 4 tecnici di radiologia, 1 sanitario e 3 tecnici per il laboratorio delle analisi. Tutti i servizi ,sono seguiti ed accompagnati dalla presenza di 25 infermieri distribuiti su 5 turni. Per avere un’idea chiara della situazione, è necessario sapere che il 90% di queste risorse umane non risiede sulla raffinata isola, ma arriva da Napoli e provincia. Per raggiungere l’isola, un qualsiasi operatore “pendolare” è costretto ad avviarsi molto tempo prima dell’inizio del proprio turno. Con mezzi pubblici o propri, deve raggiungere il porto di Napoli, ad esempio, entro le ore 7,00 di mattina in punto. Un minuto di ritardo gli potrebbe far perdere la nave. Poi, mare e vento permettendo, deve procedere con un’ora di navigazione, e una volta giunto a Capri, deve aspettare un bus che lo porti in ospedale.

A questo punto il “turista” mancato, già alquanto stremato, può iniziare il proprio turno di lavoro. Lo stesso tragitto, che dura circa tre ore, il nostro eroe lo esegue anche al ritorno, aggiungendo al proprio turno di lavoro circa sei ore del proprio tempo. Per questi operatori prima della direttiva europea era garantita una turnazione di 24 ore di lavoro consecutive, seguite da tre giorni di riposo. L’entrata in vigore della Legge 161 del 2014 obbliga tutti i lavoratori a non poter più lavorare per 24 ore consecutive. Ciò comporterebbe che un lavoratore della sanità dell’ospedale di Capri dovrebbe eseguire il tragitto eroico, prima specificato, quasi ogni giorno. L’Impresa non è solo massacrante, ma a volte anche impossibile. Un minimo dettaglio atmosferico, un ritardo qualunque, un imprevisto (anche sanitario) potrebbe non consentirgli di partire per recarsi al lavoro o di rientrare a casa. In quest’ultima ipotesi dovrebbe rimanere sull’isola, senza nessun tipo di benefit o rimborso da parte dell’azienda. Inoltre, la turnazione attuale giornaliera aumenta notevolmente i costi di parcheggio e di viaggio che il dipendente sostiene.

A parere di alcuni lavoratori, tutto questo avviene con il “silenzio” di alcune sigle sindacali (Cisl,Uil, Fials, Nursing up), che avrebbero trasformato questo enorme disagio in una sorta di privilegio.

Invece la FSI e la CGIL dell’Asl Na1 considerano inapplicabile questa normativa per l’ospedale Capilupi di Capri. Inoltre, esse hanno denunciato la Direzione Aziendale per la supposta violazione dell’articolo 28, in quanto avrebbe impedito e limitato l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale o del diritto di sciopero. Marco Esposito, referente sindacale Fsi, Carlo Piccolo, coordinatore Fsi, e Rosario Cerullo, Cgil, hanno invitato il direttore sanitario Dr. Quinto a scrivere alla direzione specificando tutti i disagi del caso. A tutt’ora, quest’ultima ha ribadito che venga rispettato tassativamente quanto previsto dalla normativa europea.

“Questa legge nasce sicuramente a tutela del lavoratore – spiega  Marco Esposito (Fsi) – ma è totalmente inapplicabile su un’isola come Capri (e situazioni similari ndr) dove il personale dell’ospedale Capilupi giunge da Napoli e provincia. L’unica strada percorribile è la turnazione delle 24h”.

E’ proprio vero che, come dice il proverbio “Ciò a cui resistiamo, persiste”. Infatti, i dipendenti che da anni sostenevano una situazione già stressante, certo non si aspettavano che resistendo sarebbe addirittura peggiorata. E, se è vero che il migliore riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa, ci chiediamo cosa diventeranno a breve gli eroi sanitari dell’ospedale Capilupi di Capri?

E visto che ce lo “ordina” l’Europa, sarebbe opportuno chiederlo all’Europa. Questa scusa strategica usata da Renzi, a Lui funziona sempre!

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