Nola: polizia gli trova 2 chili di droga in casa

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Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti.   In particolare, nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 33enne napoletano, con precedenti di polizia, anche specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.   Nello specifico, gli agenti del Commissariato di Nola, con l’ausilio di un’unità cinofila antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione del predetto, dove hanno rinvenuto oltre 2 kg di hashish e circa 40 grammi di marijuana, una pistola a salve, 8 cartucce a salve, 5 coltelli, un bilancino di precisione, diverso materiale per il confezionamento della droga e 205 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio.   Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.    

Dal Vesuviano all’isola per rubare la borsa a due straniere al bar: fermato dopo fuga

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Forio d’Ischia: Furto con destrezza nel locale. La donna vede il ladro e chiama il 112, arrestato   A Forio i Carabinieri della compagnia di Ischia hanno arrestato per furto con destrezza Giancarlo Giglio, 63enne di san Gennaro Vesuviano già noto alle forze dell’ordine. Una turista 28enne della Repubblica Dominicana è in un locale a via Castellaccio in compagnia di alcune sue amiche. Le donne stanno bevendo un drink e sono sedute al tavolo. L’uomo si avvicina e, approfittando di un momento di distrazione, afferra la borsa della 28enne appoggiata sulla spalliera della sedia e si allontana. La donna – poco dopo – comprende di essere stata derubata e nota l’uomo fuggire. Lo segue e contatta il 112. Pochi minuti e arriva la gazzella che raggiunge la vittima e blocca il 63enne. La borsa con i documenti di identità e le carte di credito viene recuperata anche se manca il denaro dichiarato dalla vittima. Per l’arrestato 8 mesi di reclusione con pena sospesa.  

Miasmi e odori, verifiche nei ristoranti a Marigliano

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  Marigliano – Sono scattati i controlli per accertare il rispetto della normativa ambientale nel settore della ristorazione.   Il nucleo operativo della polizia ambientale di Marigliano, coordinato dal comandante dott. Emiliano Nacar, in collaborazione con il personale UODC dell’ASL Napoli 3 Sud, ha effettuato un controllo presso un’attività di ristorazione a seguito di denunce relative a possibili emissioni odorigene moleste.   Durante le attività ispettive, gli operatori hanno accertato che, nel corso della preparazione dei cibi, il sistema di aspirazione dei fumi immetteva in atmosfera odori forti, idonei a incidere negativamente sulla qualità della vita dei residenti della zona.   «Il superamento del limite della normale tollerabilità – dichiara il dott. Nacar – è avvalorato dalla mancata produzione di una certificazione comprovante la periodica pulizia dei filtri della cappa di aspirazione installata sui fuochi di accensione».   È quindi scattata la segnalazione all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’articolo 674 del Codice Penale. Verranno inoltre attivate verifiche in merito al rispetto della normativa edilizia relativa all’installazione della canna fumaria.   «Sono in programmazione ulteriori attività che vedranno l’intervento congiunto del Comando di Polizia Municipale e del personale ASL – conclude il dott. Nacar – nella ferma convinzione che un lavoro sinergico possa intervenire sulle situazioni di disagio e garantire la convivenza tra esercizi commerciali e contesto urbano, nel rispetto delle regole e della salute dei cittadini».      

Carabinieri e Asl chiudono bar e arrestano pasticciere: sequestrati 3 quintali di alimenti

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Caivano: Carabinieri e Asl controllano un bar pasticceria. Il titolare è stato arrestato. Sequestrati locali e 300 chili di alimenti   “Dove il babà è una cosa seria”. Recita così l’insegna di un noto Bar di Caivano dove i carabinieri della locale stazione hanno effettuato dei controlli. Il primo accertamento ha visto il prezioso contributo del personale Enel. Ammonta a 100mila euro il furto di energia elettrica grazie all’allaccio abusivo per alimentare l’intero laboratorio e i locali commerciali e tecnici di refrigerazione.   L’ispezione per i duri di stomaco però, è avvenuta nel laboratorio pasticceria che ha visto i militari di Caivano e i medici dell’Asl Napoli 2 nord nel laboratorio pasticceria creato nei locali adiacenti al bar. Sono stati sequestrati 300 chili di alimenti in pessimo stato di conservazione. Locali e macchinari fatiscenti. Contenitori per babà sporchi e ingredienti, tra dolci e amarene, conservati in posti molto poco igienici. Il 41enne titolare del bar pasticceria è stato arrestato. L’attività è stata sospesa mentre il laboratorio di pasticceria artigianale è stato sequestrato: c’era solo un contratto d’affitto, era totalmente abusivo e privo di qualsiasi titolo autorizzativo

Le parole che curano: linguaggio e benessere relazionale

Le parole non sono solo suoni: sono l’architettura delle nostre relazioni. Possono ferire o riparare, irrigidire o aprire. La comunicazione relazionale è l’arte di creare qualità di connessione mentre scambiamo informazioni. Non riguarda soltanto cosa diciamo, ma come lo diciamo, quando, con quale intenzione e ascolto. È la differenza tra avere ragione e costruire una relazione che funziona.   Le parole che curano sono prima di tutto un atto di cura verso di noi. Il linguaggio traduce emozioni in senso: quando nominiamo ciò che sentiamo, la mente si calma e il cuore trova spazio. È così che il dialogo interiore diventa bussola e la relazione un luogo sicuro.

Parole che curano: cosa dice la scienza

Le evidenze scientifiche sono chiare. John Gottman ha mostrato che i legami durano quando il rapporto tra messaggi positivi e negativi si mantiene intorno a cinque a uno e che l’avvio brusco di una discussione prevede l’esito del conflitto. Matthew Lieberman ha evidenziato che etichettare un’emozione la rende più gestibile, riducendo la reattività dell’amigdala. James Pennebaker ha dimostrato che la scrittura espressiva chiarisce pensieri ed emozioni e migliora indicatori di salute. Barbara Fredrickson ha collegato le emozioni positive a un effetto di ampliamento dell’attenzione e costruzione di risorse relazionali. Lo studio di Harvard sullo sviluppo adulto ricorda che la qualità delle relazioni è il predittore più affidabile di benessere lungo la vita. Tradotto: il modo in cui parliamo crea salute relazionale. E adesso vediamo insieme come imparare e migliorare. Siamo qui a leggere per questo, no?

Parole che curano: in pratica come si usano

Ascolto attivo in tre mosse: pausa di due secondi prima di rispondere, parafrasi breve per verificare di aver capito, domanda aperta che apre possibilità. – Messaggi in prima persona: io vedo, io mi sento, io ho bisogno, io propongo. Diminuisce la difensività rispetto ai tu accusatori. – Etichettatura emotiva: sento frustrazione, noto preoccupazione. Nominare non giudica, aiuta a regolare. – Comunicazione nonviolenta: osservazione concreta, sentimento, bisogno, richiesta chiara e realistica. – Parole che uniscono: sostituisci ma con e quando possibile; evita sempre, mai, come al solito; preferisci specificità e tempi. – Regola 5 a 1: nutri la relazione con riconoscimenti sinceri, gesti di attenzione, grazie specifici, per ogni correzione necessaria. – Time-out e ripresa: se la tensione sale, concorda una pausa e un orario di ripresa per proteggere la relazione e la chiarezza. Parole che curano: esempi nella vita quotidianaIn coppia: quando guardi il telefono a cena mi sento sola. Ho bisogno di presenza. Teniamolo lontano per 30 minuti dopo le 20. – Con un amico: ieri mi sono sentita messa da parte quando siete usciti senza avvisarmi. Mi serve trasparenza. La prossima volta, se cambiano i piani, mandiamo un messaggio nel gruppo. – Genitore e figlio: vedo che i compiti ti frustrano. Facciamo 20 minuti insieme e poi una pausa di 5. Ti va di iniziare dalla materia più breve.

Parole che curano: esempi sul lavoro

Feedback: ho apprezzato la chiarezza dei costi e noto che mancano i rischi del terzo trimestre. Mi serve aggiungerli entro mercoledì per chiudere con il cliente. – Team sotto pressione: capisco la fatica sul carico. Rivediamo le priorità per due settimane e spostiamo ciò che non è critico. A fine sprint facciamo un check. – Riunione difficile: vogliamo rispettare il budget e mantenere la qualità. Oggi ci frena la scadenza. Propongo due opzioni e valutiamo impatti e rischi insieme.
 Parole che curano: Esempi per ragazzi
Compiti di gruppo: capisco che preferisci la grafica. Io prendo ricerca e fonti, tu slide. Mercoledì ci scambiamo le bozze alle 18. – In squadra: ho capito che ti ha dato fastidio quell’azione da solo. In allenamento rivediamo il passaggio e in partita cerco la triangolazione. – Con i genitori: so che vi preoccupa il rientro. Proviamo due sabati alle 22:30, condivido la posizione e rispondo ai messaggi. Se va bene, valutiamo le 23. Il linguaggio non trasmette solo informazioni, trasmette clima emotivo. Un tono caldo, una pausa, uno sguardo presente dicono mi importa più di mille spiegazioni. Al contrario, parole affrettate o assoluti come sempre e mai alzano muri e spengono l’ascolto.
Piccole abitudini che fanno grande differenza
– Tre riconoscimenti al giorno: grazie specifici che indicano cosa hai apprezzato e perché. – Diario di chiarimenti: quando una cosa ti resta sullo stomaco, scrivi cosa è successo, come ti sei sentita, cosa ti servirebbe, quale richiesta puoi fare. – Check-in regolari: in famiglia e in team, dieci minuti a settimana per ascoltare come va, cosa tenere, cosa migliorare. Le parole che curano non edulcorano la realtà: la rendono trattabile. Dicono verità in modo ascoltabile, creano sicurezza psicologica, aumentano cooperazione e fiducia. Scegliere un linguaggio che unisce è un atto di cura verso di sé e verso gli altri. È così che il benessere relazionale diventa possibile, prevedibile e, soprattutto, allenabile.

Nola, da Holiday Inn a “Voco Hotel”: una nuova identità per un nuovo stile di ospitalità

Il nuovo Voco hotel segna un’importante evoluzione per la struttura di Nola, che lascia ufficialmente il nome Holiday Inn per abbracciare un brand più contemporaneo, distintivo e in linea con le nuove esigenze di viaggio.
Parte della prestigiosa famiglia IHG Hotels & Resorts, Voco rappresenta un modo diverso di vivere l’ospitalità: moderno, dinamico e caratterizzato da un design curato, servizi smart e un’atmosfera accogliente ma raffinata. Il passaggio da Holiday Inn a Voco non è solo un cambio di nome, ma una vera trasformazione dell’esperienza offerta agli ospiti.
Gli spazi si rinnovano, lo stile si fa più ricercato e l’approccio al servizio diventa ancora più personalizzato. L’hotel del Vulcano Buono si prepara così a inaugurare una nuova era, mantenendo la solidità del gruppo IHG ma aggiungendo il tocco vivace, elegante e “easy-going” che contraddistingue il brand voco.
Un cambiamento che guarda al futuro, per offrire comfort, qualità e un’identità forte e riconoscibile. Voco hotel non è soltanto un rebranding: è un invito a scoprire un nuovo modo di sentirsi a casa.
(fonte foto: Mark UP)

Auriemma (M5S): «Manovra del Governo Meloni affonda il Sud: dati Svimez sono da allarme rosso»

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Carmela Auriemma (Camera M5S): «La manovra del Governo Meloni affonda il Sud: i dati Svimez sono un allarme rosso» «I numeri parlano chiaro e certificano quello che noi del Movimento 5 Stelle denunciamo da mesi: il Governo Meloni sta facendo pagare il prezzo più salato alle comunità meridionali con una manovra di bilancio iniqua, regressiva e priva di visione sul futuro del Paese». La Memoria Svimez presentata alla Commissione Bilancio della Camera brucia come una sentenza: tra il 2025 e il 2027 il Mezzogiorno perderà circa 5,3 miliardi di risorse dedicate, con impatti devastanti sulla crescita economica, sull’occupazione e sulla tenuta sociale dell’area più fragile del Paese.

“Itinerari del Gusto e dell’Anima”, a Scisciano l’evento “La Magia delle Luci”.

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Il sindaco Antonio Ambrosino: “La rete tra Comuni valorizza identità e territori”   Scisciano – L’accensione delle luminarie natalizie a Scisciano, in programma domani sabato 13 dicembre alle ore 18, rientra tra le iniziative del progetto regionale “Itinerari del Gusto e dell’Anima: Cultura, Natura e Sapori nei Borghi Campani”, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Piano strategico Cultura e Turismo 2025. Il progetto è realizzato in forma intercomunale e coinvolge Scisciano in qualità di Comune capofila insieme a Saviano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Camposano, con l’obiettivo di promuovere una strategia condivisa di valorizzazione culturale e territoriale fondata sulle identità locali e sulla messa in rete dei borghi. L’evento “La Magia delle Luci” interesserà Piazza XX Settembre, la Villetta Palazzuolo, la Villetta Spartimento e Piazzetta Santa Maria della Cuna, trasformando gli spazi pubblici in luoghi di incontro e partecipazione. La direzione artistica del progetto è affidata a Vincenzo Pugliese, che ha curato l’impostazione culturale complessiva delle attività. “Esprimo soddisfazione per la realizzazione del progetto regionale, costruito d’intesa con gli altri Comuni della rete e con Scisciano nel ruolo di capofila – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Scisciano, Raffaele Ambrosino – un finanziamento che ha consentito, fra l’altro, l’installazione delle luminarie natalizie sul territorio comunale senza alcun aggravio di costi per il bilancio comunale”. “Itinerari del Gusto e dell’Anima – dice il sindaco Antonio Ambrosino – rappresenta un esempio concreto di cooperazione istituzionale, capace di valorizzare le specificità locali all’interno di una visione condivisa che mette la cultura al centro delle politiche di sviluppo territoriale”.

Strage nella fabbrica di fuochi a Ercolano, 17 anni e mezzo ai titolari

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Momenti di fortissima tensione si sono registrati al Tribunale di Napoli subito dopo la lettura della sentenza nel processo con rito abbreviato relativo all’esplosione avvenuta il 18 dicembre 2024 in una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio a Ercolano. Un verdetto che ha scatenato la rabbia e la disperazione dei familiari delle vittime, sfociata in scene di caos all’interno dell’aula giudiziaria.

Alla pronuncia del giudice per l’udienza preliminare, che ha inflitto una condanna a 17 anni e 6 mesi di reclusione ai datori di lavoro Pasquale Punzo e Vincenzo D’Angelo, e a 4 anni al fornitore della polvere da sparo, i parenti dei tre giovani morti hanno reagito con urla e gesti violenti. Sedie e scrivanie sono state rovesciate e, in un clima di forte esasperazione, qualcuno ha tentato di avvicinarsi ai magistrati, venendo fermato solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine presenti in aula.

Nell’esplosione persero la vita le gemelle Sara e Aurora Esposito, di Casalnuovo, entrambe di 26 anni, e il 18enne Samuel Tafciu, residente ad Aversa. Una tragedia che ha segnato in modo profondo le famiglie, presenti in massa in tribunale per assistere alla conclusione del procedimento giudiziario. La lettura della sentenza, tuttavia, non ha portato sollievo, ma ha alimentato un sentimento diffuso di frustrazione e di ingiustizia.

“Diciassette anni di carcere per tre morti non sono giustizia”. Questa la frase gridata con forza dai parenti delle vittime, che una volta usciti dall’aula hanno continuato a manifestare il proprio dolore e la propria rabbia, rivolgendosi con toni durissimi anche ai familiari degli imputati. “Siamo finiti dallo psicologo – hanno aggiunto – non dormiamo più per il dolore di non poterli baciare”.

In più momenti si è rischiato il contatto fisico tra i due gruppi contrapposti, evitato solo grazie alla presenza massiccia degli agenti di polizia, impegnati a mantenere l’ordine e a impedire ulteriori degenerazioni. La tensione emotiva è stata tale che alcuni familiari delle vittime hanno accusato malori, rendendo necessario l’intervento dei sanitari.

Una giornata drammatica, che ha riportato alla luce tutta la sofferenza legata a una tragedia sul lavoro consumatasi in un contesto di illegalità e che, ancora oggi, continua a lasciare ferite profonde.

Governo blocca linea 10, Casillo si mobilita: “Campania umiliata, è in gioco il futuro dell’area Nord”

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A seguito della bocciatura in Parlamento dell’emendamento che mirava a ripristinare i fondi necessari per il prolungamento del collegamento metropolitano verso l’area Nord e la Tav di Afragola, Rossella Casillo, candidata alle ultime Regionali nella lista “A Testa Alta”, interviene con una dura presa di posizione, denunciando l’ennesimo danno al futuro della mobilità campana e alla realizzazione della Linea 10.

Secondo Casillo, quanto avvenuto in Aula rappresenta un segnale politico gravissimo, che va ben oltre il singolo voto. «La decisione presa in Parlamento di affossare i fondi destinati al prolungamento della metropolitana verso Afragola e l’area Nord è l’ennesimo tradimento verso la Campania», dichiara. Una scelta che per Casillo conferma ancora una volta l’atteggiamento ostile del Governo nei confronti del Mezzogiorno e delle sue infrastrutture strategiche.

La mancata approvazione del finanziamento non colpisce solo il collegamento con la stazione dell’Alta Velocità, ma incide direttamente sulla visione complessiva della Linea 10, progetto cardine per modernizzare la mobilità dell’intera area nord di Napoli. Si tratta di un’infrastruttura che, nelle parole di Casillo, «avrebbe potuto finalmente ridurre distanze, traffico, isolamento e disservizi cronici», collegando quartieri popolosi, poli universitari, aree produttive e servizi essenziali.

La bocciatura, prosegue il comunicato, è un fatto politico tutt’altro che neutro: mostra un Governo che parla di sviluppo ma nei fatti «taglia proprio ciò che serve davvero». Casillo evidenzia come le briciole di attenzione mediatica e le promesse altisonanti del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini non si siano mai tradotte in una pianificazione reale per la Campania. «È una scelta gravissima — sottolinea — non solo per il mancato ripristino dei fondi, ma perché colpisce un progetto più grande e più ambizioso: la Linea 10 della metropolitana di Napoli.»

Mettere a rischio, o comunque posticipare, la Linea 10 significa creare più traffico, più inquinamento, meno accessibilità, tempi di percorrenza più lunghi per lavoratori e studenti, e un ulteriore divario con le regioni che oggi ricevono investimenti e infrastrutture moderne. «Mentre la Campania chiede trasporti, il Governo risponde con tagli. Mentre i territori domandano investimenti, Roma chiude i rubinetti», ribadisce con forza Casillo.

Rossella Casillo ribadisce che non si tratta di rivendicazioni politiche, ma di diritti fondamentali dei cittadini: mobilità efficiente, trasporti moderni, investimenti giusti. «La Campania non chiede privilegi: chiede rispetto e infrastrutture. Questo Governo, purtroppo, continua a negarglieli. Dagli Enti territoriali, a partire dalla Regione, deve partire una mobilitazione forte per garantire un futuro degno ai nostri figli e a chi decide di restare e investire qui»