Oggi riprendiamo la storia di Manuel, un bambino di 12 anni che lo scorso giugno rimase ustionato sul marciapiede per colpa di un’auto incendiata
Manuel è un semplice ragazzino di 12 anni (11 ai tempi dell’incidente) che rimase gravemente ustionato alle gambe mentre camminava su un marciapiede, in Via Mazzini.
Il grave incidente è avvenuto per colpa di un’auto parcheggiata illegalmente su questo marciapiede che, con la scusa di essere in riparazione presso un’officina meccanica, prese improvvisamente fuoco avvolgendo il piccolo Manuel tra fiamme alte diversi metri. Il fatto ha sconvolto le comunità di Pollena Trocchia e Sant’Anastasia.
A giugno scorso il deputato Francesco Emilio Borrelli denunciò l’accaduto accanendosi contro le istituzioni e contro chi occupa il suolo pubblico illegalmente.
A distanza di qualche mese le condizioni di Manuel restano drammatiche. Infatti, nella serata di ieri il deputato ha fatto visita di nuovo alla famiglia del giovane a Sant’Anastasia per verificare l’andamento della situazione, sperando in un miglioramento evidente.
Miglioramento che non c’è stato in quanto il ragazzino porta ancora diverse ferite profonde dall’incidente. Le gambe di Manuel sono gravemente compromesse e presenta dei seri problemi di deambulazione che non gli consentono di andare a scuola, come ogni ragazzo di 12 anni dovrebbe fare. Per lui la sofferenza non è ancora terminata, lo aspetta un lungo calvario fatto di interventi chirurgici e chirurgia plastica.
Ciò che spaventa è il comportamento assunto dal proprietario dell’officina che, invece di assumersi le sue responsabilità, le ha completamente ignorate e avrebbe messo in atto una vendita fittizia dell’attività.
Nello specifico, avrebbe venduto per pochi soldi l’officina ad un parente per poi continuare lui stesso a lavorarvi stabilmente. Secondo Borrelli questo sarebbe un tentativo di sottrarsi dai suoi doveri legali.
Dopo la visita, Borrelli ha dichiarato: “Manuel ha l’unica colpa di aver fatto il bambino, di aver corso su un marciapiede dove avrebbe dovuto essere protetto e al sicuro.”
Ha poi puntato il dito contro l’officina, specificando come per colpa della non curanza delle persone ora Manuel non può più frequentare la scuola: “Quell’autofficina lavorava fuori dalle regole, usando lo spazio pubblico come un deposito privato di rottami imbevuti di olio e benzina. È la prova tragica di quanto la deregulation e l’occupazione selvaggia delle strade non siano solo un problema di decoro, ma un pericolo mortale. Per ingrassare i profitti di chi ignora le norme, oggi un dodicenne non può camminare né andare a scuola.”
Conclude descrivendo Manuel come una persona coraggiosa e chiedendo giustizia per questo atto deplorevole: “Nonostante il dolore, non si lamenta mai. È l’opposto di certi personaggi che sui social si proclamano ‘leoni’ inneggiando alla criminalità, per poi rivelarsi conigli di fronte alle proprie responsabilità. Chiediamo giustizia immediata. Il titolare dell’officina deve pagare per le sue azioni. Il risarcimento per Manuel non servirà per lussi o vacanze, ma per coprire le ingenti spese mediche che questa famiglia è costretta ad affrontare a causa della negligenza altrui. Non ci fermeremo finché non sarà fatta piena luce su questo atto infame.”
[Fonte foto: Pagina Facebook Francesco Emilio Borrelli]







