Voci e visioni. Una telefonata ti allungava la vita…e WHATSAPP ?

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Brevi regole per far sì che whatsApp non diventi arma di distruzione di massa. Qualche anno fa ebbe grande successo una nota pubblicità che ci gridava ‘una telefonata ti allunga la vita’. Chi sa quanto fosse vero, ma di sicuro qualche dubbio in più potremmo averlo per whatsApp, la arcinota applicazione appartenente al gigante Meta/Facebook. Qualche semplice regoletta affinché whatsApp per lo meno non ve la accorci la vita.. 1. Evita di ricorrere a whatsApp per amici che vedrai di lì a poche ore e ricordati: non “scrivere” oggi quello che puoi “dire” domani. 2. Quando leggi ‘sta scrivendo…’ sul tuo smartphone fermati, blocca indici e polpastrelli, aspetta che l’altro scriva tutto; rischi di fare come alcuni personaggi TV che a volte sembra si parlino addosso volutamente per non far capire quanto (non) dicono. 3. Prima di fare invio assicurati di aver scritto tutto, eviterai uno stillicidio di squilli, trilli e vibrazioni. (E’ vero che paghi sempre lo stesso, ma non ti costa nulla nemmeno raccogliere tutto in un unico periodo, non trovate?). 4. Se vieni aggiunto in un gruppo attendi prima che sia il suo ‘creatore’ a spiegarne lo scopo, e soprattutto perdete anche un minuto a conoscere gli altri membri; la gatta frettolosa fece i gattini ciechi, a causa di whatsApp quei gattini potrebbero anche litigare. Voi che il gruppo lo create però ricordate di utilizzare un nome conversazione esplicativo e magari anche un’immagine che lo chiarisca bene. 5. Se tradite il/la vostro/a compagno/a siate scrupolosi nel cancellare le conversazioni; ricordate però che l’altro potrebbe non fare lo stesso e quindi uno screenshot può diventare peggio di una pistola alla tempia. 6. Una volta esaurita la funzione di un gruppo abbi cura nel rimuoverne i membri e poi eliminalo; (ordine e pulizia non guastano mai). Se ti preoccupi solamente di uscire farai di uno dei membri il nuovo amministratore. 7. Se per una festa, un regalo, una partitella un tuo amico ha già creato un gruppo a riguardo astieniti dal creare inutili doppioni. E il gruppo evitatelo se dovete dire qualcosa al vostro partner: non dire al gruppo quello che puoi dire al ‘privato fidanzato’. 8. Se da un tuo gruppo qualcuno è già uscito evita di ‘ri-aggiungerlo’: è quasi peggio di un’aggressione. (E voi ‘aggiunti’ se ritenete opportuno spiegare l’uscita fatelo possibilmente in privato con chi vi ha inserito, così non stresserete tutti gli altri, cui magari di voi non frega nulla). 9. Quando registrate gli audio sappiate che dall’altro lato il destinatario potrebbe non essere solo, quindi potrebbe ascoltare chiunque (imprecazioni e sfottò fateli dal vivo, non è bello vedere la faccia dello ‘sfottuto’?) 10. Va bene che si vuol scrivere veloci e quindi ci sono “K” a iosa, termini puntati e parole ‘stuprate’, però un minimo di logica a quanto scrivete assicuratela, non costringete l’altro a telefonarvi per capire il senso; e gli utilissimi emoticon utilizzateli per bene!! 11. Ricordate sempre che dall’altro lato c’è la funzione ‘inoltra’, audio e foto che mandate a una seconda persona in un batter baleno potranno arrivare a una terza. 12. Per evitare il logorio delle vostre dita spesso ricorrete alla funzione vocale che traduce i vostri pensieri e ve li mette nero su tastiera, però prima di ‘mandare’ assicuratevi prima di essere stati ben ‘tradotti’. 13. whatsApp così come le altre chat non ha reperibilità h24; anche quando il vostro interlocutore è segnalato ‘on line’ o che lo è stato fino a pochissimi minuti prima non vuol dire che questi non possa essere occupato in altro. Il simbolo della doppia spunta che accerta la ricezione del messaggio non vi regala un diritto divino alla risposta immediata. 14. Siamo in democrazia digitale, liberi di scrivere e dire qualsiasi cosa anche negli audio, ma non liberi di produrli estremamente lunghi, dall’altro lato non possono star lì ogni volta ad ascoltare canzoni del Festival di Sanremo, concentratevi voi ma concentrate pure i messaggi. 15. Se siete genitori apprensivi e volete in ogni istante conoscere la ‘localizzazione’ dei vostri figli, sappiate che già la telefonata poteva non essere utile a capire ciò che i vostri figli facessero, figuratevi whatsApp!! Dall’altro lato potrebbe essere chiunque a rispondere, anche il fidanzatino di vostra figlia. 16. Non è necessario whatsApp per chiedere alla mamma cosa c’è per cena, specie se la trovate a cucinare dall’altra parte della casa (spostatevi di stanza e magari aiutatela pure ad apparecchiare). Ricordate però, a prescindere da tutto, che ci sono sempre Facebook e via cantando per il vostro chattare e scherzare e magari sono ancora utili anche gli sms; lo so, questi sono già preistoria..  

Cittadinanze onorarie, Maresca e Silvestro sollevano il caso dopo Albanese: “Napoli merita rispetto”

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SILVESTRO e Maresca: “Cittadinanze onorarie, serve serietà: Napoli merita modelli autentici” “Napoli è una città dalla storia prestigiosa, che ha sempre conferito la cittadinanza onoraria a personalità di grande valore. Per questo preoccupa vedere scelte sempre più approssimative e condizionate da ideologia, come dimostrano le ennesime uscite infelici della signora Albanese” – Lo dichiarano in una nota congiunta, il senatore di Forza Italia Francesco SILVESTRO e il consigliere comunale di Napoli, Catello Maresca. “La cittadinanza onoraria è un riconoscimento di alto profilo, da riservare a chi si distingue davvero per meriti concreti. Utilizzarlo per fini personali o di partito è un comportamento deplorevole, che svilisce la città. Napoli, nella sua storia gloriosa, ha conferito la cittadinanza onoraria a scienziati, artisti, politici e militari di livello assoluto. L’elenco è lunghissimo e prestigioso: da Francesco Crispi a Giovanni Bovio, da Antonio Mancini a Umberto Nobile, fino ai più recenti Carlo Azeglio Ciampi, Crescenzio Sepe e Gino Paoli”. – Concludono – “Napoli merita figure all’altezza della sua storia, non scelte discutibili né esternazioni imbarazzanti che danneggiano l’immagine della nostra comunità e dei suoi cittadini.”

Somma Vesuviana, lettera in redazione : “Un cantiere in una scuola non è mai una buona scelta”

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Riceviamo e pubblichiamo In questa lettera, un gruppo di genitori porta alla luce dubbi e timori sui lavori che stanno trasformando (in peggio?) il plesso di Rione Trieste. Gentile Direttore, siamo genitori preoccupati e le chiediamo di ospitare sul suo giornale questa nostra riflessione. L’arrivo dei fondi PNRR per le scuole è sempre una buona notizia, ma la fretta di spendere non deve mai andare a discapito della sicurezza e della qualità. È questo il dubbio che serpeggia tra le famiglie e i residenti riguardo al cantiere appena avviato presso il Plesso di via Costantinopoli (Rione Trieste). Osservando l’avvio dei lavori, sorgono spontanee alcune domande che un gruppo di cittadini preoccupati rivolge all’Amministrazione Comunale, ora retta dal Commissario Prefettizio, sperando in una rapida rassicurazione. Il mistero del Cartello di Cantiere. La legge prevede che ogni cantiere, specialmente se pubblico, esponga in modo chiaro i nomi di tutti i responsabili. Eppure, osservando la tabella esposta, saltano all’occhio assenze importanti. C’è il RUP, c’è l’impresa, ma chi è il Direttore dei Lavori? Chi è il Coordinatore per la Sicurezza? In un cantiere che opera all’interno di una scuola attiva, con bambini presenti, queste figure sono fondamentali. Perché i loro nomi non compaiono? Chi deve essere interpellato da un genitore o da un’insegnante se viene notato un pericolo immediato? È inusuale che un’opera pubblica parta senza queste indicazioni di garanzia ed è lecito chiedersi se tutte le nomine siano state formalizzate prima dell’arrivo delle ruspe. Siamo profondamente convinti che la fretta è sempre mal consigliera… Un volume ingombrante nel cortile. Al di là della burocrazia, preoccupa l’impatto fisico dell’opera. Il progetto prevede l’inserimento di un nuovo fabbricato all’interno del cortile esistente. Ma gli spazi ci sono davvero? L’impressione che si percepisce è quella che il nuovo volume andrà a saturare l’area, lasciando distanze minime tra gli edifici scolastici esistenti. Ci chiediamo: sono state rispettate tutte le distanze legali tra fabbricati? E in caso di emergenza, questi spazi ridotti – che sembrano diventare stretti e desolanti corridoi – garantiranno le vie di fuga necessarie per l’evacuazione degli alunni e l’accesso dei mezzi di soccorso? Le autorizzazioni ci sono tutte? Si vocifera di perplessità sollevate in fase preliminare riguardo l’inserimento di un prefabbricato di tipo “industriale” in un contesto scolastico consolidato. La domanda è d’obbligo: l’iter autorizzativo, compreso quello paesaggistico, vincolante in questa zona, si è concluso con pareri favorevoli espliciti e definitivi o si è proceduto tramite meccanismi di silenzio-assenso per accelerare i tempi? Data la delicatezza dell’intervento (una scuola frequentata da minori), i cittadini meriterebbero di sapere se il progetto è stato vagliato e approvato in ogni suo dettaglio tecnico o se è passato per “inerzia”. Nessuno vuole fermare il progresso o negare una mensa ai bambini, ma la sicurezza e il rispetto delle norme non possono essere optional, nemmeno per il PNRR. L’Amministrazione batta un colpo e chiarisca questi dubbi: i genitori chiedono solo trasparenza. Al momento abbiamo una sola certezza e cioè che la Dirigente Scolastica, da sempre attenta alla sicurezza e al benessere dei suoi alunni, saprà farsi portavoce di questi legittimi dubbi presso l’Ente Comunale, pretendendo risposte chiare e scritte a tutela di tutta la comunità scolastica. Ai progettisti, che sicuramente saranno esperti in materia tecnica vorremmo ricordare che quando si parla di scuola, si parla di un luogo che non è fatto soltanto di aule, muri e servizi. La scuola è un ecosistema complesso, in cui ogni spazio — interno o esterno — contribuisce alla crescita dei bambini. Il cortile, l’aria aperta, le aree di gioco e di movimento non sono semplici “vuoti” da riempire: sono elementi educativi tanto quanto una classe, un laboratorio o una mensa. È giusto investire nella scuola. È giusto voler migliorare i servizi, ampliare le strutture, costruire una mensa adeguata. La mensa è parte integrante del benessere scolastico: un luogo dove si mangia, ma anche dove si impara a condividere, dove si cresce insieme. Ciò che però non può essere ignorato è come si decide di realizzare questi interventi. I lavori pubblici, soprattutto all’interno di una scuola, non sono semplici questioni tecniche. Sono scelte che incidono direttamente sulla quotidianità di bambini piccoli, sul loro diritto al gioco, sulla loro sicurezza e sulla loro tranquillità. Un cantiere aperto mentre la scuola è attiva non è compatibile con l’ambiente educativo che si vuole tutelare. Rumori, polveri, vibrazioni, mezzi in movimento e barriere provvisorie non sono elementi che appartengono al mondo della scuola, e rischiano di trasformare un luogo sicuro e accogliente in uno spazio rumoroso, disturbato, potenzialmente pericoloso. Ribadiamo con forza che non si tratta di essere contrari al progresso o ai miglioramenti. Al contrario: una scuola moderna deve avere servizi adeguati, spazi funzionali, mense dignitose. Il punto è comprendere che i lavori non possono mai oscurare la centralità del bambino. Siamo sicuri che c’è sempre spazio — e dovere — di ripensare tempi, metodi e priorità. Genitori in attesa di risposte

Un figlio di Napoli si è preso la scena al Maradona

Al termine di una sfida lunga e sofferente, il Napoli ha sconfitto ai rigori il Cagliari e si è assicurato il passaggio ai quarti di Coppa Italia per la prima volta dal 2021.   Mister Conte ha saggiamente deciso di fare turnover (quasi) totale, dando spazio a chi ha avuto meno opportunità. In questo contesto particolare, a rubare l’occhio è stato Antonio Vergara, alla prima assoluta da titolare in maglia azzurra dopo una lunga trafila nelle giovanili. Il ragazzo di Frattaminore ha dato prova di grande personalità e qualità, di cui si era avuto un assaggio nel finale contro il Qarabag: oltre all’assist per Lucca, ha spesso cercato il pallone e giocato in maniera propositiva, scegliendo di andare frequentemente in verticale. Questa prestazione, unita ai lampi della scorsa stagione in Serie B, conduce ad un discorso più ampio. Infatti, per una società che si autofinanzia come il Napoli, sarebbe molto importante avere un vivaio che produce costantemente giocatori di talento, per non dover affidarsi esclusivamente al player trading: senza voler scomodare giganti come la Cantera del Real o la Masia del Barcellona, si potrebbe guardare al modello dell’Atalanta o del Lecce, da cui ogni anno escono calciatori destinati a carriere importanti. In tal senso, la presenza di un direttore sportivo come Manna, che ha lavorato nel settore, è un primo passo in questa direzione, così come l’acquisto di Baridò pensato per la Primavera.

A Villa Domi l’undicesima edizione del Party del Sorriso

Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Vesuvius A.P.S.

Boom di presenze all’undicesima edizione , le eccellenze si uniscono per Solidarieta’.

È stata una edizione indimenticabile con protagonisti in assoluto i ragazzi “Speciali” la undicesima edizione del Party del Sorriso speciale “Merry Christmans” tenutosi a Napoli nella incantevole e suggestiva Villa Domi. L’evento ideato e curato dall’instancabile Angelo Iannelli “Ambasciatore del Sorriso”, organizzato dall’ Associazione Vesuvius A.P.S. in collaborazione con Villa Domi Event del padron Domenico Contessa. Una festa solidale che ha coinvolto le eccellenze per portare allegria’ con l’obbiettivo di includere, valorizzare e socializzare.

Madrina della manifestazione è stata la bellissima modella Sofia Viola Miss Mondo Italia 2025 che rappresenterà l’Italia a Miss World che ha ricevuto il Premio Anima d’oro ed’ è stata omaggiata di una collana dell’arte Macrame’ dall’artista Giovanna Castiglia, la miss ha poi regalato al folto pubblico un monologo sulla donna.  Ad aprire la serata “I Blu Settanta” a seguire la performance di body painting dell’artista Catello Zanca che ha omaggiato Angelo Iannelli con un pulcinella e il Natale dipinto sul corpo di una modella. In villa l’eccellenze della moda con i brand “Patrizia Lieto “e AnnaPaola Couture che hanno incantati tutti con capi esclusivi e modelle meravigliose.

E’ stata l’ edizione dove ha vinto l’umanità ,momento clou’ l’esibizione dei “Ragazzi Speciali” gli amici di Pulcinella che si sono esibiti e hanno proposto per l’occasione  l’inedita canzone “Felicita’ cantata da Francesco Di Maro in arte” Fra” ’ a cui è stato la consegnato il Premio “Anima d’Oro”  a ricevere il Premio anche Monica Derna allieva del progetto” Super Abili” formazione scuola lavoro delle fasce deboli con Sindrome Down dell’IPSA “Le Streghe “di Benevento  a ricevere riconoscimenti  anche Francesca Catalano ragazza” Cieca” emozionata come  il maestro pasticciere Luigi Vitiello che ha voluto testimoniare la terapia del Party del Sorriso per lui in questo momento e un riconoscimento  anche alla miss  Giulia Accardo.

Appalusi a scena aperta per i noti artisti: Lucia Cassini,Teresa Moccia  Mario Conte, Elena Presti. Toccante il monologo sulla vita e sulla mamma dell’attore Angelo Di Gennaro.  L’atmosfera in villa è diventata magica con la danza del ventre di Zaalima, direttamente dalle reti mediaset la star televisiva Paulino Arcanjo emozionato per l’umanita’ e l’accoglienza all’evento.   Ad’ esibirsi anche il musicista Rosario Scotti Di Carlo e la paranza di musica popolare Vesuvius che ha coinvolto tutti i presenti in particolare i ragazzi “Speciali “.

Tantissimi i personaggi che si sono complimentati con Angelo Iannelli (Ambasciatore del Sorriso) che da anni vuole pone Napoli capitale degli eventi sociali nel mondo definito il principe degli spettacoli. Tra gli ospiti l’attore Franco Melidoni” Peppiniello” protagonista di Miseria e Nobilta’ famosa la frase” Vincenzo mi è padre a me“che ha ricordato alcuni momenti con Antonio De Curtis in arte Toto’ . Durante la serata anche l’arte nelle sale di Villa Domi con i” Percorsi D’arte in tour “con l’esposizioni degli artisti dell’Associazione Vesuvius : Marcello Eraldi, Felice Ciccone, Claudio Torino, Nicola Zampella e Tiziana Corvino. Il Party del Sorriso oltre ad’ unire; sociale, moda, spettacolo e arte è un vero festival delle eccellenze enogastronomiche campane; Mozzarella Orchidea, la Torrente, le pizze montanare con la farina di mulino Caputo, Tenuta Caretti.

I fiocchi di neve di Ciro Poppella, Cuore di sfogliatelle , Pasticceria Zeno, Pasticceria Perna, Pasticceria Mignone, Ulberto Panettoni,Fioretti Panificio ,il maestro Pasticciere Luigi Vitiello ,Gastronomia Arfè  e le sue primizie, Caseificio Donna Rosa, lattoneria Sorrentina, vini Carannante, le prelibatezze di Villa Domi ,Caffe’ D’angelo,Terre Pompeiane con il liquore Baba Re’con il suggestivo il brindisi finale. Tanti i partner, Claudio De Martino Art Stylen , Viola Beauty Center, Sefa Sud, Golden Line abiti da lavoro, Futura Service, Ines Eventi, Antonella Braids Hair, Villa Izzo, “Accendi Un sogno “La kermesse è stata condotta da Angelo Iannelli , Erennio De Vita, Edda Cioffi, ed Emanuela Gambardella affiancati dalla miss Francesco Nastro. Alla consolle Sasa’ Giglio .

Il riconoscimento è stato realizzato dallo scultore Leonardo Moriello. La manifestazione è stata ripresa da TVA, TeleUniverso, Bla, Bla, Bla, C95 e Campania Felix.Fotografri :  Umberto Raia, Arturo Ciotola, Romano Mario, Marcello Eraldi, Stefano Chiavarini, Raffaele Evangelista,Mauro Cielo, Alessandro Perrotta, Roberto Minini e Vincenzo Burrone e tanti altri – Per il giornalismo: Gennaro Savio, Sara Buccaro, Teresa Iannelli, Giuseppe de Carlo, Elio Guerriero per Artes TV, Lina La Mura.   Tra i presenti il comico Enzo Nicolo’,l’artista Martina Bortolotti, l’Ortopendico Vincenzo Secondulfo, il Podologo Antonio Pacilio, Lina Gaia Bigletto,  Giulia Accardo e tanti altri.

La serata si è conclusa con il brindisi finale il taglio della torta con tutti i ragazzi “Speciali “sorridenti e i fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo di Napoli nel segno della felicità.

“Paolo e Francesca”: gli amanti condannati da Dante e “difesi” nel quadro di Gaetano Previati

Previati dipinse il quadro (olio su tela cm. 98 x cm.227) nel 1887. La storia è nota. Francesca da Polenta sposa, probabilmente per procura, Gianciotto Malatesta, signore di Ravenna, un “figuro” tristo nello spirito e nel corpo: i cronisti lo descrivono come un piccolo mostro. E’ fatale che Francesca stringa una relazione d’amore con il fratello del marito, Paolo: ma il “mostro”, informato da un servo, li sorprende e li uccide. Dante condanna entrambi al castigo infernale, nel turbinoso girone dei lussuriosi. Ma pare che Gaetano Previati (Ferrara 1852- Genova 1920) non condivida il giudizio del più grande poeta italiano. E il quadro presenta una immagine di grande attualità già ai tempi di Previati: la donna vittima della violenza.

Per parlare della tecnica di Previati dovrei, prima di tutto, dissertare del “puntinismo” e del “divisionismo”, due procedimenti cromatici di cui il pittore ferrarese si servì in modo magistrale. Ma alle tecniche pittoriche dell’Ottocento e del Novecento dedicherò, con il permesso della Direttrice, tre, quattro articoli. Nel quadro di cui parliamo oggi la tecnica divisionista, e cioè l’accostamento di filamenti di colori puri che l’occhio dello spettatore deve fondere in un unico effetto cromatico, Previati l’adotta solo nella coperta su cui i corpi sono riversi e nella chioma scompigliata di Francesca. Per la giacca di Paolo il pittore ha usato la tecnica realistica di Morelli: su un fondo azzurro scuro ha steso lievi velature di azzurro chiaro, e per la mano ha usato un fondo di azzurro e lievi tocchi di rosso. Un po’ di luce viene da destra, ma Previati ha di proposito “tagliato” la tela in modo che quasi tutto lo spazio sia occupato dai due corpi e dal letto sul quale si amarono e che ora è il giaciglio della morte.

Scrisse Alfredo Melani, architetto e critico d’arte contemporaneo di Previati: “Il quadro “Paolo e Francesca” ha pregi di colore finissimi; il tono grigio lo invade, ma ciò non turba affatto l’effetto che il pittore si è proposto di conseguire: le due figure sdraiate nel letto ornato di broccato giallo e oro destano la triste impressione che desterebbero se fossero vive; la testa di Lei è eccellente di sentimenti e di colore”. E giustamente Fernando Mazzocca ha sostenuto che il quadro ci ricorda, con il suo “naturalismo visionario”, un tragico aspetto degli ultimi decenni dell’’800, in cui Verga, Capuana e Svevo già sviluppavano, con toni assai amaro, il tema della donna bersaglio di tutte le forme di violenza esercitate dal sistema sociale: e anche i pittori della corrente naturalistica, come Teofilo Patini, incominciavano a interessarsi del problema, e a riflettere sul quadro di Degas “Lo stupro”: senza dimenticare che nel 1884 Angelo Morbelli aveva scosso le coscienze e scatenato polemiche con il quadro “Asfissia”, di cui conviene parlare in un articolo a parte.

Non condivido l’opinione di chi sostiene che Previati abbia voluto dirci che Paolo sta riverso sul corpo di Francesca perché vorrebbe difenderla anche da morto. Il corpo di Paolo è un corpo senza vita: il pugnale piantato nelle spalle, il braccio pendulo, il colore scuro della giacca, il volto nascosto all’attenzione dello spettatore: invece Francesca pare ancora viva, e la sua bocca si apre come per gridare, e il colore del volto è ancora intenso. Francesca ci parla, e già in Dante è lei sola che parla. Ma Previati non fa riferimento alcuno ai peccati della lussuria e del tradimento: egli ci chiede di capire cosa è successo, e di non condannare. E per spiegare in modo ancora più chiaro la sua “lettura” dell’episodio Previati dipinse nel 1909 un “Paolo e Francesca” in cui non c’era alcun riferimento all’assassinio, ma che descriveva, nelle forme del “futurismo”, il volo dei due amanti avvolti nei vortici delle emozioni (immagine in appendice).

       

Controlli a tappeto a Pomigliano, 50 verbali e un fermo

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Nella notte di sabato, a Pomigliano, si è verificata un’operazione di controlli a tappeto che ha portato a 50 multe e una denuncia

A Pomigliano D’Arco sembra si sia mosso qualcosa a seguito delle denunce effettuate dagli abitanti del paese. Infatti, sabato sera la Polizia Municipale di Pomigliano D’Arco, coordinata dal sottotenente Giacomo Tranchese, ha effettuato un controllo straordinario sull’intero territorio.

L’operazione ha portato ad effettuare più di 50 verbali al Codice della strada e 3 fermi amministrativi per guida senza casco. Sono stati sequestrati diversi veicoli per mancata copertura assicurativa e due contestazioni per guida senza patente.

Il controllo è stato effettuato in tutta la città, in particolare nelle strade principali. Durante la serata è stato denunciato un ragazzo di Somma Vesuviana, che ha opposto resistenza a pubblico ufficiale.

Il giovane avrebbe opposto forzato il posto di blocco, alla guida di un motociclo senza casco e assicurazione. Dopo una breve fuga a piedi è stato identificato e fermato. Stando ai primi accertamenti, il ragazzo sarebbe sprovvisto di patente. Il verbale messo agli atti è stato trasmesso all’autorità giudiziaria competente.

Da parte della Polizia Municipale di Pomigliano D’Arco c’è la promessa di continuare con i controlli nelle prossime settimane e di estenderli in tutte le strade cittadine per garantire sicurezza a tutta la popolazione.

Cercola, fermato dopo la fuga con la droga

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Cercola: Controlli notturni. Carabinieri arrestano 20enne   Questa notte a Cercola i carabinieri della locale tenenza hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Pasquale Arianiello, 20enne napoletano già noto alle forze dell’ordine. Il ragazzo ha tentato la fuga quando ha visto i militari ma è stato fermato poco dopo. Il 20enne è stato trovato in possesso di 9 dosi di stupefacente tra marijuana e hashish. Nelle tasche del ragazzo anche la somma di 410 euro. L’arrestato è in attesa di giudizio    

Tre carabinieri feriti a Cercola, NSC Campania: “L’uso sapiente del taser ha scongiurato una possibile tragedia”

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Riceviamo dalla Segreteria Regionale Campania del Nuovo Sindacato Carabinieri e pubblichiamo

La Segreteria Regionale Campania del Nuovo Sindacato Carabinieri esprime il più fermo plauso e la propria profonda gratitudine ai tre colleghi, appartenenti all’equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Torre del Greco in provincia di Napoli, per il coraggio e la professionalità dimostrati durante un difficile intervento avvenuto nel Comune di Cercola.

I militari sono intervenuti a seguito di segnalazioni riguardanti un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica, verosimilmente dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti, che aveva danneggiato la propria abitazione e minacciato i vicini brandendo un coltello.

Nonostante i numerosi tentativi di mediazione, l’uomo si è scagliato con inaudita violenza contro i carabinieri, lanciando contro di essi diversi oggetti e costringendo l’equipaggio a fare uso del taser, pistola a impulsi elettrici in dotazione, per neutralizzare l’aggressore e impedire conseguenze ben più gravi per lui e per loro stessi.

La violenza dell’uomo ha causato il ferimento dei tre colleghi, che hanno riportato contusioni, abrasioni e ustioni.

Per due di loro, la prognosi è di dieci giorni, mentre il terzo ha subito lesioni più gravi con una prognosi di quindici giorni.

L’aggressore è stato tratto in arresto, per essere giudicato con rito direttissimo presso il Tribunale di Nola, in provincia di Napoli.

“Quanto accaduto a Cercola – evidenzia Francesco Napoli, segretario generale regionale di NSC Campania – è l’ennesima riprova dei rischi che i nostri carabinieri affrontano quotidianamente: il loro tempestivo e professionale intervento, culminato nell’uso sapiente del taser, ha scongiurato una possibile tragedia”.

“L’uomo, fuori controllo – spiega – non ha esitato a usare violenza, ferendo i militari: a loro, va il nostro encomio incondizionato per la prontezza operativa dimostrata e l’augurio più sincero e affettuoso di una pronta e completa guarigione”.

“Ribadiamo l’importanza – aggiunge – che tutti gli equipaggi operativi vengano dotati di strumenti di autotutela come il taser, le bodycam e soprattutto di uniformi tattiche e più operative”.

“Solo garantendo ai militari i mezzi più efficaci e moderni – conclude – possiamo assicurarci che siano in grado di affrontare la crescente complessità degli scenari operativi con la massima efficacia e il minor rischio possibile”.

La Segreteria Regionale Campania del Nuovo Sindacato Carabinieri seguirà da vicino l’iter processuale a carico dell’aggressore, ribadendo la propria vicinanza e il supporto legale ai colleghi feriti.

Sant’Anastasia, al via la cerimonia di premiazione della XXII edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa

Riceviamo e pubblichiamo

Alle 16 di venerdì 5 dicembre, nell’aula Consiliare del Comune di Sant’Anastasia, si terrà la cerimonia di premiazione della XXII edizione del Premio di Poesia e Narrativa Città di Sant’Anastasia, alla presenza del sindaco Carmine Esposito e dell’assessore alla cultura Veria Giordano.

Al premio, fondato dal poeta Giuseppe Vetromile e promosso dall’associazione culturale “I colori della poesia” si consegneranno targhe e riconoscimenti alle personalità della cultura del territorio (tra cui la giornalista Titti Marrone), saranno premiati duecento elaborati ricevuti da diverse centinaia di studenti di ben ventuno scuole nazionali, e sarà decretato, dauna giuria di studenti, il libro di poesia e narrativa di questa edizione scelto tra i finalisti: (per la narrativa: Malanima di Rosita Manuguerra [Ed. Feltrinelli], Il mantello di Rut di Paolo Rodari [Ed. Feltrinelli] e Storia d’amore e macchine da scrivere di Giuseppe Lupo [Ed. Marsilio]; per la poesia: Dove ancora non siamo nati di Daniela Di Croce [Ed. .Puntoacapo], La donna albero e gli altri animali di Anna Spissu [Ed. La vita felice], Il viola di Silvio Ramat [Ed. Crocetti]).

Gli elaborati degli studenti sono stati valutati da una giuria di scrittori: Domenico Dara, Sarah Savioli, Mattia Signorini e Massimiliano Virgilio. La grande novità di quest’anno per il Premio sempre più in crescita ed inclusivo, la sezione cortometraggio dedicato alle scuole.

La serata sarà presentata dallo scrittore ed editorialista di Alma magazine Mario Volpe e da Annamaria Pianese, presidente dell’associazione “I colori della poesia” Nell’attuale edizione è annoverata la partecipazione anche di un istituto scolastico di Vigevano. Saranno presenti personalità del mondo della cultura e dell’editoria. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno i vertici aziendali del gruppo editoriale Feltrinelli.

“Il Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Città di Sant’Anastasia è un’importante occasione per celebrare il talento di giovani scrittori e poeti – dice il sindaco Carmine Esposito – il nostro territorio è sempre stato un fertile terreno per la cultura, e siamo lieti di vedere un numero crescente di partecipanti e un rinnovato interesse per la letteratura. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa, in particolare l’associazione ‘I colori della poesia’ e tutti i giurati.”

“La cultura è un pilastro fondamentale della nostra comunità, e il Premio ‘Città di Sant’Anastasia’ ne è una testimonianza – dice l’assessore alla Cultura, Veria Giordano, – l’inclusione di una sezione dedicata ai cortometraggi è una novità emozionante che apre ulteriori spazi di creatività per i nostri giovani. È stimolante vedere come la letteratura possa assumere forme diverse e coinvolgere anche le nuove generazioni in modalità innovative. Invitiamo tutti a partecipare e a scoprire il talento dei nostri giovani artisti.”

L’evento è aperto al pubblico