Somma Vesuviana. Raffaele Ragosta, l’artigiano per passione che dà voce al legno
Somma, FAILMS e SI.NA.L.P. denunciano: “A rischio il lavoro nei servizi cimiteriali”
Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:
La FAILMS e SI.NA.L.P. denunciano la situazione critica ed il futuro incerto che attende i lavoratori addetti ai servizi Cimiteriali sul Comune di Somma Vesuviana, dove la società in Ati Somma Servizi srl, è ormai già in proroga dell’appalto comunale che scadrà il 31/12/2025.
Nonostante i nostri inviti e solleciti il Comune non è riuscito ad indire la nuova gara per un nuovo affidamento. I Sindacatiauspicano che le istituzioni intervengano nell’ immediatezza per salvaguardare il lavoro, perché entro il 15 dicembre, la società attuale non avrà alternative e dovrà comunicare i licenziamenti a tutte le unità addette.
I lavoratori sono pertanto in stato di agitazione, si prospetta per loro un Natale privo di prospettive future. È necessario un piano progettuale di sviluppo dei servizi cimiteriali, che possa coniugare i cambiamenti del settore con la garanzia del lavoro.
I lavoratori addetti in tutto questo tempo si sono prodigati per garantire alla cittadinanza i servizi necessari alle sepolture e devozione dei propri cari, non meritano, pertanto, una così poca considerazione da parte dell’Istituzione.
Fico proclamato Presidente: “L’etica sarà il nostro faro”
Roberto Fico ha ufficialmente assunto le funzioni di presidente della Giunta Regionale della Campania, un passaggio istituzionale che segna l’avvio del nuovo corso politico alla guida dell’ente. La proclamazione è avvenuta questa mattina presso il Tribunale di Napoli, alla presenza della Corte d’Appello.
“E’ un momento emozionante, grazie alle cittadine e ai cittadini che hanno voluto esprimere un voto netto, che ci dà una grande responsabilità, tutto quello che dobbiamo fare è seguire in ogni processo, scelta, nomina, procedimento, il faro dell’etica pubblica, che fa sì che ci sia giustizia sul territorio per tutti e tutte”, ha detto Fico nel primo passaggio del suo intervento.
“Lo faremo in modo chiaro, netto, tranquillo, dovrà esserci protagonismo importante di tutte le forze politiche, sono orgoglioso della coalizione che ci ha portati qui – ha aggiunto Fico – Lavoreremo nel migliore dei modi. Lavoreremo con le forze civiche, ci sarà una nuova forma di partecipazione, affinché tutti si sentano coinvolti, anche le persone più sole, ai margini, nella nostra società. Così possiamo parlare di giustizia sociale, ambientale, lo faremo insieme e lo faremo per tutti i cittadini campani”.
A proposito dei tempi della composizione della Giunta regionale, Fico ha detto: “Non ci diamo un termine, noi dobbiamo lavorare sulla qualità, sul protagonismo, come dicevo, anche delle forze politiche e secondo me troveremo l’equilibrio migliore, ma l’equilibrio migliore non è per le forze politiche, ma il modello migliore per far sì che i campani siano amministrati al meglio, questo è l’obiettivo”.
Il presidente della Regione Campania terrà per sé la delega alla sanità. Lo ha confermato lo stesso Fico, parlando a margine con i cronisti poco dopo la proclamazione. A proposito del dialogo con le forze politiche che compongono la sua maggioranza, Fico ha spiegato che “c’è molta responsabilità nel fare bene le cose, ho dato criteri che io penso siano assolutamente giusti e che danno anche una dimensione di quello che noi dobbiamo fare, e rimarranno. La coalizione sta iniziando già a lavorare bene sugli obiettivi politici che saranno poi determinati anche dagli assessori e dalle assessore scelte”, ha detto Fico.
Riguardo al report di Libera secondo cui la Campania è maglia nera in Italia per la corruzione, Fico ha commentato: “Sì, ho letto. Certo che mi preoccupa e la corruzione è uno degli atti più vili perché va contro i cittadini. Quindi la corruzione la dobbiamo combattere in tutti i modi, in tutte le regioni. Non è solo la nostra, la nostra ha un dato che non ci piace e dobbiamo continuare a migliorare affinché questo dato possa definitivamente essere ridotto e scomparire. Quindi anche da questo punto di vista la Regione metterà in campo tutte le azioni possibili”.
Capitolo autonomia differenziata. “E’ una battaglia che noi continueremo, se verrà portata avanti. Non siamo d’accordo perché danneggia i cittadini campani, i cittadini del sud e di fatto quello che dico io danneggia la nostra Repubblica. All’autonomia differenziata il no rimane netto”, ha scandito. Sul dialogo con il governo, Fico ha spiegato: “La proiezione nazionale per me è una proiezione naturale, venendo anche dalla presidenza della Camera, dalla presidenza della Commissione di Vigilanza, dove sono stato sia in opposizione sia in maggioranza. Quindi io credo che il dialogo con le istituzioni è un dialogo costante, deve essere sempre serio, serrato, anche se uno ha le proprie posizioni, ma non è possibile non dialogare con tutte le istituzioni”, aggiungendo poi che “quando si ascolta, quando si costruisce, possono arrivare dei buoni risultati anche da un dialogo istituzionale”.
Con la proclamazione si apre dunque una fase decisiva per la definizione della nuova squadra di governo regionale e per l’avvio delle prime misure politiche, mentre Fico ribadisce il suo impegno a mantenere un confronto costante con istituzioni, coalizione e cittadini.
Nola celebra i 50 anni dell’Ordinamento Penitenziario: una giornata di studi al Museo Archeologico
ASL Napoli 3 Sud condannata a risarcire 50.000 euro per intervento tiroideo non necessario
ribunale di Torre Annunziata ha condannato l’ASL Napoli 3 Sud al risarcimento di 50.000 euro in favore di una donna che, nel 2016, fu sottoposta a un intervento chirurgico di rimozione totale della tiroide e delle paratiroidi presso l’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola senza che vi fosse alcuna indicazione clinica idonea a giustificarlo. La paziente, allora quarantenne, si era ricoverata per l’asportazione di un gozzo nodulare di ridotte dimensioni, che non arrecava alcuna compromissione funzionale. Come confermato in sede peritale, sarebbe stato sufficiente un monitoraggio periodico dell’eventuale accrescimento del nodulo, riservando l’opzione chirurgica solo in extrema ratio. L’intervento non necessario ha invece comportato la perdita definitiva degli organi tiroidei, rendendo la donna dipendente da terapia sostitutiva per tutta la vita. Assistita dagli avvocati dello Studio Associato Maior, Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, con il supporto del medico legale Dott. Marcello Lorello, la paziente ha promosso ricorso per l’accertamento delle responsabilità dell’Azienda ospedaliera. La consulenza tecnica d’ufficio collegiale, a carattere medico-legale e internistico, ha confermato integralmente la tesi difensiva: l’intervento era del tutto ingiustificato e frutto di una valutazione clinica gravemente errata. All’esito del giudizio, il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’ASL Napoli 3 Sud, condannandola a risarcire il danno subito dalla paziente.
“Questa sentenza rappresenta un passo importante nella lotta per la tutela dei pazienti vittime di errori sanitari,” dichiarano gli avvocati Sorrentino, Catalano e Castaldo. “Siamo soddisfatti di aver ottenuto un riconoscimento chiaro delle responsabilità e un risarcimento equo per la nostra assistita, la cui vita è stata profondamente segnata da un intervento che non avrebbe mai dovuto essere eseguito.” — concludono.
Nasce ad Acerra il Centro diurno per anziani “don Mimì Cirillo”
Tirocini di inclusione sociale: a Marigliano c’è tempo fino al 19 dicembre per partecipare
I pittori ottavianesi del nostro tempo, tra realismo e un “neoplasticismo” vesuviano.
Ciro Cioffi, Pina Salierno, Giuseppe Saetta, Dino Miele e Antonio Amato continuano, con le loro opere, la storia della pittura ottavianese, dopo la luminosa pagina “scritta”, nella seconda metà del ‘900, dai quadri realistici di Michele Arpaia, di Aurelio Bifulco e di Domenico Costagliola. Perché Michele Arpaia diceva che gli Ottavianesi preferiscono scrivere romanzi piuttosto che usare matite, pennelli e colori. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Giuseppe Saetta “Ischia: Il Castello Aragonese”.
Diceva Michele Arpaia, che fu grande come Uomo e come pittore, che gli Ottavianesi non amano aprirsi agli altri, rivelarsi, raccontarsi, e perciò preferiscono la parola, che si può manipolare, ai colori e al pennello, che non consentono di dissimulare. Sentenziò George Bernard Shaw che si usa uno specchio per guardare il proprio viso, e si usano le opere d’arte per guardarsi l’anima: e il principio vale per l’artista e per l’osservatore attento dell’opera. Ho già scritto qualcosa sui quadri di Ciro Cioffi, di Pina Salierno e di Giuseppe Saetta, e ho corredato gli scritti con l’immagine di qualche loro opera. Osservai che i quadri di Cioffi continuano, con assoluta coerenza, a richiamare alla nostra percezione le soluzioni cromatiche di Larionov e di Malevic e le “gouaches” su carta di Mark Tobey in cui la “la luce si materializza in una fine calligrafia” e crea sulla superficie ora l’ incontro severo di linee e di macchie di colore, “ora un universo quasi molecolare di piccoli segni continuamente iterati con infinita pazienza” (Francesco Poli), un universo dominato dal silenzio che spinge lo spettatore a riflettere e a porsi domande.
La Salierno continua a dipingere volti di donne pensose che si interrogano e cercano di capire: il chiaroscuro distrarrebbe l’attenzione dell’osservatore, che invece porta immediatamente il suo sguardo sugli occhi delle signore raffigurate: e sugli occhi il suo sguardo deve soffermarsi, perché lì la Salierno ha dipinto i dettagli necessari per cogliere il significato primo dell’immagine. L’osservatore attento capisce che l’artista è una donna coraggiosa, che si pone domande, a testa alta, e a testa alta cerca risposte, anche amare: e per capire chi sia l’artista basta leggere un passaggio di un suo recente post: “Sembra strano, ma preferisco gli attimi reali: quelli che non si vedono, quelli istintivi, improvvisi, quelli che non si possono filmare, quelli che restano nella mente, e non nella memoria di una scheda. È un mio modo di essere, e non nascondo che mi spaventa questo mondo mediatico che ci ha coinvolto. Non occorre neanche più la maschera. È tutto nelle impostazioni.”. Giuseppe Saetta segue i princìpi del realismo, nell’ inquadrare e nel disegnare le figure: ma riesce a cogliere e a mostrare allo spettatore solo i particolari necessari per definire il significato della sua “visione”.
E così, nel quadro la cui immagine correda l’articolo, il dettaglio fondamentale è il “movimento” del verde che trasmette la sua vitalità alle rocce brulle e alla tenue velatura di celeste di cui l’artista si è servito per dipingere un mare stanco e, direi, spento. Dino Miele e Antonio Amato conoscono le sperimentazioni post-cubiste e “neoplastiche” di Mondrian, di Gino Severini e di Carlo Carrà: ma proprio come accade nei quadri di questi tre Maestri i due artisti ottavianesi fanno emergere dal mosaico di forme geometriche figure compiute che diventano un sostanzioso richiamo alla realtà: lo strumento musicale nel quadro di Dino Miele (immagine in appendice), la colomba in volo nell’opera di Antonio Amato (immagine in appendice).
Entrambi gli artisti sono “realisticamente” attenti nel coordinare e nell’accostare i colori, a tal punto che la tessitura cromatica è più importante delle “figure” nel muovere la percezione dell’osservatore e nel dirci che sono pittori “vesuviani”: la loro arte è un invito a “volare” e ad ascoltare la “musica” del mondo. I loro quadri vanno “letti” tutti insieme, perché si commentano e si spiegano a vicenda: se Dino Miele e Antonio Amato dipingessero quadri “realistici”, non dovremmo dimenticare che lo spazio dell’opera l’hanno pensato e inquadrato in una “geometria” di linee e di colori, alla Mondrian.
San Giuseppe Vesuviano, Digital Hearts 2025: la formazione digitale incontra la solidarietà
Trovato tunnel sotterraneo pronto per un colpo a Pomigliano
A Pomigliano D’Arco, nei pressi di una banca, è stato trovato un tunnel sotterraneo già pronto all’uso, con sistemi di illuminazione già installati
Questo tunnel era stato già predisposto per il colpo, con lo scavo che arrivava fino alle cassette di sicurezza della banca.
I carabinieri, dopo aver scoperto l’idea criminale, si sono messi in moto per risalire a chi abbia preparato il tunnel, probabilmente per un colpo imminente.
La galleria sotterranea, trovata a Pomigliano, era stata preparata con cura nel dettaglio, predisponendo anche il sistema di illuminazione, segno che l’allestimento fosse concluso.
I primi ad accorgersi dello scavo sono stati i dipendenti della banca situata in Viale Terracciano, che lo hanno trovato in prossimità del vano che ospita le cassette di sicurezza. Subito sono state allertate le forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco e del nucleo operativo di Castello di Cisterna. Effettuando un primo sopralluogo, i militari hanno constatato che il tutto fosse pronto per essere percorso e utilizzato per entrare nell’istituto bancario.
Ora il prossimo passo è risalire ai responsabili. Infatti, è stata già avviata un’indagine e, almeno per il momento, si indaga contro ignoti. Non si esclude però una svolta nel caso nelle prossime ore, perché prossimamente saranno analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate in strada.
Potenzialmente il colpo era previsto per questo fine settimana, dato il lungo ponte per l’Immacolata. Fortunatamente il foro e il tunnel sono stati scoperti prima, mandando all’aria il piano dei ladri.




