Scontro fatale in autostrada a Nola, muore coppia
Il “Carnevale in sospeso” e la tradizione delle Quadriglie a Palma Campania
Il Suono Ritrovato: se i Beatles incontrano l’Algoritmo
IERI: L’era del “tatto” e la magia dell’imperfezione
Prima dell’avvento del digitale, registrare una canzone era un’impresa quasi epica. Negli anni ’50 e ’60, negli studi leggendari come Abbey Road o i Motown Studios, il suono veniva impresso su pesanti bobine di nastro magnetico. Non esistevano i tasti “copia” e “incolla”. Se un produttore voleva cambiare l’ordine delle strofe, doveva armarsi di una taglierina (splicing bar), tagliare fisicamente il nastro e unirlo con un pezzetto di nastro adesivo speciale. Un millimetro di errore e la canzone era rovinata. Questa fisicità portava con sé un’anima: il cosiddetto “calore analogico“. Ogni nastro aveva un fruscio di fondo, ogni valvola dei microfoni aggiungeva una distorsione armonica che rendeva il suono vivo, ma anche fragile. I musicisti dovevano essere perfetti: se l’orchestra sbagliava una nota al nono minuto di una sinfonia, bisognava ricominciare da capo. Era un’arte basata sul limite, dove l’uomo dominava la macchina con la forza dei polmoni e la precisione delle dita.OGGI: Archeologia sonora e il “de-mixaggio” impossibile
Il salto verso il presente ci porta a una parola che sta cambiando la musicologia: De-mixing. Per anni, il restauro audio è stato come tentare di separare gli ingredienti di una torta già cotta: una volta mixati su nastro, gli strumenti diventavano inscindibili, rendendo impossibile correggere eventuali sbilanciamenti di volume tra voce e musica. Se la voce era troppo bassa rispetto al pianoforte, restava tale per l’eternità. Poi è arrivato il 2023 e il caso mediatico di Now and Then, l’ultimo brano dei Beatles. Il regista Peter Jackson (lo stesso de Il Signore degli Anelli) ha messo a disposizione del progetto un sistema di AI chiamato “MAL” (in onore del loro storico assistente Mal Evans). Questa intelligenza artificiale è stata addestrata per anni a riconoscere il “timbro” unico della voce di John Lennon, distinguendolo da qualsiasi altro rumore. Il risultato è stato scioccante: l’AI è riuscita a estrarre la voce di John da una vecchia cassetta del 1977, pulendola dal ronzio elettrico e dal pianoforte che la sovrastava. Non ha “creato” una voce finta (deepfake); ha agito come un restauratore che rimuove secoli di polvere da un affresco, restituendo al mondo un’emozione che la tecnologia dell’epoca non era stata in grado di preservare. È la tecnologia che si mette al servizio della memoria, non per sostituirla, ma per liberarla.DOMANI: La sfida della “Composizione Aumentata” ed i concerti eterni
Guardando oltre l’orizzonte, l’AI non si fermerà al restauro. Stiamo entrando nell’era della creatività assistita. Immaginiamo software che non si limitano a eseguire ordini, ma che agiscono come “compagni di jam session”. Esistono già algoritmi capaci di analizzare la struttura armonica di un brano e suggerire un ponte o un arrangiamento d’archi che l’autore non aveva considerato. Questo solleva interrogativi profondi: dov’è il confine tra l’ispirazione umana e il calcolo probabilistico della macchina? E ancora, siamo pronti per i “Concerti Eterni”? Gli ABBA, con il loro show Voyage, hanno già dimostrato che migliaia di persone sono disposte a pagare per vedere avatar digitali che si muovono e cantano come se avessero ancora vent’anni. Domani, potremmo vedere nuove opere composte “nello stile di” artisti scomparsi, sollevando sfide etiche e legali enormi sul diritto d’autore e sull’unicità dell’anima artistica. Nonostante la potenza di questi strumenti, l’Intelligenza Artificiale rimane un “pennello“. Può essere il pennello più sofisticato del mondo, capace di dipingere frequenze e ricostruire voci, ma ha sempre bisogno di una mano umana che decida cosa dipingere e perché. Riavvolgere il futuro, nel mondo della musica, significa proprio questo: usare la precisione dell’algoritmo per proteggere la fragilità del nostro passato. Perché alla fine, che sia un nastro magnetico tagliato con le forbici o un file processato da un supercomputer, ciò che conta è quel brivido che proviamo quando la musica ci tocca il cuore. E quel brivido, per fortuna, non può essere generato da nessun codice.L'Angolo dell'Esperto: Come funziona il "De-mixing"?L’AI non “ascolta” come noi. Trasforma il suono in un’immagine (chiamata spettrogramma). In questa immagine, la voce di un cantante ha una “forma” diversa da quella di una batteria. L’algoritmo impara a ritagliare quelle forme specifiche e a separarle, proprio come faremmo noi ritagliando delle figure da una fotografia per creare un collage. È un processo di sottrazione visiva applicato all’udito.
Somma Vesuviana, il Tenore Costanzo in concerto per il restauro della statua della Madonna di Castello
Vincitore dell’Oscar della Lirica e del prestigioso premio Enrico Caruso, è regolare ospite di importanti teatri : Il San Carlo di Napoli, L’Arena di Verona, l’Opera di Roma , il Maggio Musicale Fiorentino, la Fenice di Venezia, e tanti altri Teatri del Mondo, collaborando con direttori d’orchestra quali Myung-whun Chung, James Canlon, Riccardo Muti, Michele Mariotti, Daniel Oren e tantissimi altri è stato diretto da registi del calibro di Franco Zeffirelli, Pierluigi Pizzi, Emma dante , Liliana Cavani Ferzan Ozpetek solo per citarne alcuni. Ha voluto contribuire alla raccolta fondi per il restauro della Statua di Maria SS di Castello, con un concerto da lui intitolato “OMAGGIO A MARIA” , il Tenore Vincenzo Costanzo, ci guiderà in una serata di grande Musica e impegno collettivo. Sarà accompagnato da un eccezionale formazione di Musicisti: Toto Toralbo – Mandolino Nunzio Veneruso – Chitarra Dario Mennella – Percussioni Nino Conte – Fisarmonica
La magistrale Regia e Scenografia è stata affidata al Maestro Angelo Parisi L’intero ricavato sarà devoluto al restauro della Statua di Maria SS di Castello, un gesto concreto per restituire bellezza alla nostra storia. Il biglietto è di 10 euro a persona.
Vi aspettiamo il giorno Domenica 1 Marzo alle ore 19,30 presso il Teatro Summarte – Somma Vesuviana – via Roma 15.
Info e prenotazioni contattare: 331 603 696 Salvatore – 339 261 7675 Gerardo – 334 745 8533 Nunzio oppure inviando una mail: arcisomma@libero.itMarigliano, Programma GOL: partono 28 tirocini di inclusione sociale
Riceviamo e pubblichiamo
Ventotto tirocini di inclusione sociale attivati dal Comune di Marigliano nell’ambito del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, la misura regionale pensata per favorire l’ingresso o il rientro nel mondo del lavoro di persone in condizioni di fragilità o temporanea difficoltà occupazionale.
Le attività sono partite ufficialmente lo scorso 30 gennaio. I tirocinanti sono stati accolti in sala consiliare per un primo momento di orientamento dall’assessore alle politiche sociali Luigi Amato, insieme ai responsabili di settore dell’ente. Subito dopo è scattata l’assegnazione ai diversi uffici comunali, sulla base delle competenze individuali e delle necessità organizzative dell’Ente.
I partecipanti saranno impegnati per sei mesi, affiancati da tutor, in diverse aree operative: dalla cura del verde pubblico e della villa comunale recentemente inaugurata ai servizi di portineria della casa comunale, dal supporto agli uffici tecnici e finanziari alle attività di ausilio alla Polizia Municipale, fino alla sede del Giudice di Pace. Per ciascun tirocinante è prevista un’indennità mensile di 500 euro erogata dalla Regione Campania.
L’iniziativa unisce inclusione e funzionalità amministrativa: da un lato offre un’occasione concreta di crescita personale e professionale, dall’altro rafforza i servizi comunali con un supporto operativo mirato.
«Si tratta un’opportunità formativa — sottolinea il sindaco Gaetano Bocchino — ma anche di un percorso di dignità e reinserimento. Investire sulle persone significa investire sulla comunità. Come amministrazione continuiamo a puntare su strumenti concreti di inclusione e politiche attive del lavoro».
Controlli della Polizia sui rifiuti a Pomigliano
A Pomigliano, nella serata di ieri, è scattata un’operazione straordinaria della Polizia ed Enam per verificare il corretto conferimento dei rifiuti
L’operazione è stata condotta dall’Enam S.p.A, società incaricata del servizio di igiene urbana e dal Comando della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco.
Durante i controlli sono state sanzionate quattro attività commerciali e due persone fisiche per non aver rispettato le modalità di conferimento dei rifiuti previste dall’ordinanza comunale. Inoltre, è risultato anche l’utilizzo di sacchi neri e il deposito non conforme delle frazioni di rifiuto.
Questa però non è l’unica operazione. Infatti, il controllo rientra in un programma più ampio di verifiche voluto dall’amministrazione comunale.
Il programma prevede controlli mirati per verificare la corretta differenziazione degli scarti e il rispetto dei giorni e degli orari di prelievo rifiuti. I controlli vengono particolarmente rinforzati di sabato, giorno in cui non è consentito il conferimento dei rifiuti.
Stando alla dichiarazione del Comune di Pomigliano d’Arco, questa è la fase successiva all’informativa avviata qualche mese fa per sensibilizzare operatori economici e cittadini sulle corrette modalità di conferimento. Purtroppo però le continue infrazioni hanno reso necessario l’intervento repressivo in atto.
L’attività di controllo in vigore continuerà con cadenza continua e programmata e ci saranno ulteriori azioni per sensibilizzare la popolazione, con iniziative informative sul territorio rivolte a cittadini e attività commerciali.
Leggendo i dati relativi ai verbali, è emerso come i comportamenti non conformi e errati siano diffusi su tutto il territorio comunale.
La nota proveniente dall’amministrazione recita: “Dispiace dover ricorrere alle sanzioni per far rispettare le regole ma non è più possibile tollerare la scarsa disciplina di una parte della popolazione. È legittimo essere critici sul servizio quando presenta criticità, ma è altrettanto necessario che i cittadini collaborino e rispettino le regole affinché il sistema funzioni correttamente”.
Choc a Nola: bimba di un anno mangia hashish e finisce all’ospedale
Pomigliano: una riorganizzazione che divide e apre il dibattito sul futuro della scuola pubblica sul territorio.
Accorpamenti, nuove dirigenze e plessi distanti tra loro sollevano preoccupazioni tra famiglie e docenti, che temono ricadute sulla continuità educativa e sull’identità degli istituti. Una riorganizzazione che divide e riapre il dibattito sul futuro della scuola pubblica sul territorio.
Il nuovo piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione Campania per l’anno 2026/2027 sta già producendo effetti concreti sul territorio. Tra le realtà coinvolte c’è anche Pomigliano d’Arco, dove l’accorpamento di diversi istituti sta sollevando perplessità, timori e un diffuso malcontento tra docenti e famiglie.
Una riorganizzazione che nasce da una necessità imposta dall’alto il calo delle iscrizioni e i vincoli nazionali sulla gestione delle scuole, ma che, secondo molti addetti ai lavori, rischia di generare più problemi di quanti ne voglia risolvere.
Accorpamenti sì, ma a quale prezzo?
Il nuovo assetto prevede la nascita di tre istituti comprensivi a Pomigliano d’Arco:
IC Ponte–Omero, che riunisce i plessi Omero, Mazzini, Ponte e Rodari
IC Catullo, con Catullo, Sulmona e San Giusto
IC Falcone–Paciano, che include Siciliano, Don Milani e Fratelli Bandiera
Una scelta che, almeno sulla carta, punta a razionalizzare risorse e garantire continuità amministrativa. Nella pratica, però, molti vedono l’effetto opposto: scuole collocate in zone lontane tra loro, realtà diverse per storia e bacino d’utenza costrette a convivere sotto un’unica dirigenza.
Il nodo della continuità educativa
Il punto più critico riguarda la continuità scolastica. Un bambino che termina la scuola primaria in un quartiere difficilmente proseguirà le medie in una struttura collocata dall’altra parte della città. Questo rischia di spezzare percorsi educativi consolidati e di disincentivare le iscrizioni, con un impatto diretto su famiglie e studenti.
A emergere, in modo sempre più evidente, è anche il problema logistico: maggiore traffico, difficoltà negli spostamenti e un carico organizzativo che ricade interamente sui genitori.
Il malcontento di docenti e famiglie
Sui social, in particolare nelle pagine locali, si moltiplicano i commenti di insegnanti e genitori che parlano apertamente di una gestione poco attenta alla realtà quotidiana delle scuole.
Il timore più diffuso è quello di vedere compromessa una struttura scolastica che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio. Si parla di professionalità mortificate, di perdita di identità degli istituti, di un equilibrio costruito nel tempo che rischia di saltare.
Molti docenti sottolineano come non si stia parlando di semplici numeri, ma di comunità educative reali, fatte di relazioni, progettualità e inclusione.
Una scelta che divide
Il provvedimento regionale è stato adottato per evitare il commissariamento e garantire la continuità amministrativa, ma resta aperta una domanda centrale:
è davvero questa la strada migliore per tutelare la scuola pubblica?
C’è chi ritiene che si sarebbe potuto intervenire in modo diverso, partendo dalle realtà più fragili invece di smembrare istituti strutturati e funzionanti. Una decisione che, secondo molti, rischia di indebolire il sistema anziché rafforzarlo.
La scuola come comunità, non come numeri
Al di là degli aspetti burocratici, ciò che emerge con forza è un messaggio chiaro: la scuola non è un insieme di codici e accorpamenti, ma un presidio educativo e sociale.
Ridisegnarne i confini senza un reale confronto con chi la vive ogni giorno insegnanti, studenti, famiglie rischia di trasformare una necessità amministrativa in un problema strutturale.
E mentre il nuovo assetto è ormai ufficiale, a Pomigliano resta aperta una riflessione più ampia:come garantire qualità, stabilità e visione educativa in un sistema che sembra sempre più guidato dall’emergenza?
fonte foto: Facebook
Con due splendide manifestazioni la Congrega dell’Oratorio ha indicato agli Ottavianesi la strada da percorrere
Il Concerto di fine anno organizzato dai confratelli e dal Priore, Signora architetto Michela Annunziata, ha rinnovato e portato a un livello ancora più alto i fasti del passato, grazie al valore dei cantanti “lirici” e dei musicisti: la “Corale San Gregorio Magno” di Caivano, diretta da Maria Improta; il violinista Gianluca Romanucci; le soprano Silvia D’Errico, Daniela Buzeakova, Elena Annunziata; il tenore Nino Mennella, il baritono Massimo Rizzi. Splendida l’interpretazione corale del “Va’ pensiero”, meritati gli applausi riservati a Silvia D’Errico, quando ha interpretato il “Vissi d’arte” pucciniano e a Massimo Rizzi, che ha cantato con maestria l’aria rossiniana “La calunnia è un venticello”. Consentitemi di elogiare, ancora, Elena Annunziata, eccellenza ottavianese, che ha “cesellato” il “Pie Jesus” di Andrew Lloyd Webber con una voce cristallina e agile, capace di accendere, nel pubblico, vive emozioni: un autentico incantamento. E felice è stata la scelta di concludere il concerto con le più note canzoni napoletane: quando Massimo Rizzi ha intonato “’O sole mio”, sostenuto nei “ritornelli” dagli altri cantanti, anche le figure degli affreschi che ornano il soffitto dell’Oratorio, avrebbero applaudito, se avessero potuto.
Dalla Congrega e dal Priore, Arch. Michela Annunziata, ci aspettiamo altri significativi contributi alla resurrezione culturale della nostra Ottaviano.
