Comune di Acerra, online il nuovo portale web innovativo e accessibile

Acerra. Riceviamo e pubblichiamo: Molto più di un sito, ecco il nuovo portale web del Comune: una innovativa esperienza digitale.

ACERRA Molto più di un sito, ma una vera e propria innovativa esperienza digitale: è il nuovo portale web del Comune di Acerra. E’ online, infatti, il nuovo sito dell’ente, che va a sostituire quello realizzato nel 2007 e pluripremiato. Realizzato con i fondi del PNRR, l’adeguamento si è reso necessario per gli interventi richiesti dalle nuove normative in termini soprattutto di accessibilità e usabilità. Il nuovo portale web del Comune, raggiungibile allo stesso indirizzo www.comune.acerra.na.it, rappresenta un passo in avanti significativo verso una pubblica amministrazione sempre più vicina ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini, che allo stesso tempo necessita di una dematerializzazione documentale. Il sito è facilmente utilizzabile con ogni dispositivo mobile digitale in commercio e risulta intuitivo e agevole nella navigazione e nella ricerca delle informazioni anche per le persone con disabilità, consentendo ai cittadini di accedere a una vasta gamma di informazioni aggiornate e rilevanti.

Grazie all’utilizzo virtuoso dei fondi del PNRR, in tema di digitalizzazione e informatizzazione dei servizi, l’ente sta completando la migrazione di sistemi, dati e applicazioni comunali verso servizi cloud qualificati, puntando all’utilizzo efficace delle piattaforme digitali abilitanti nazionali, ovvero l’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente (ANPR), il PagoPA, l’App IO e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) per attuare l’interoperabilità con i gestori di servizi pubblici.

Con il nuovo portale web cittadini e amministrazione sono sempre più vicini – sottolineano il sindaco Tito d’Errico e l’assessore al ramo Milena Petrellacon l’obiettivo di rendere ulteriormente agevole l’accesso ai servizi dell’ente”.

ACERRA, lì 16/12/2024

Rapina horror a Somma, imprenditore imbavagliato e legato poi gli spari

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SOMMA VESUVIANA – Arancia Meccanica a Somma Vesuviana: banditi incappucciati, spari nel buio, vittima della rapina brutalmente picchiata ed “incaprettata”. L’incubo vissuto da un imprenditore: “Spietati!”. Borrelli: “Non è un film è tutto vero purtroppo. Crimine dilagante ovunque.”
Una scena che sembra partorita dalla mente di un regista hollywoodiano ma che invece è totalmente reale. È avvenuta a Somma Vesuviana una rapina a mano armata in stile Arancia Meccanica durante la quale la vittima stava per essere imbavagliata ed “incaprettata”, legata mani e piedi dietro la schiena, da due malviventi nel corso di una rapina, proprio come nel film di Stanley Kubrick.
Dal filmato che la vittima, un imprenditore, ha inviato al deputato Francesco Emilio Borrelli, si può avere un accenno dell’efferatezza del crimine commesso, regolarmente denunciato, ma non si vede tutto. Due banditi vestiti di nero e con passamontagna sulla testa si sono introdotti nel giardino dell’abitazione dell’imprenditore, dove questi abita con i due genitori anziani e dove ha sede anche la sua attività commerciale. In quel momento l’imprenditore si stava allenando nella sua palestra privata, ubicata nel giardino, così i due malviventi hanno fatto irruzione proprio lì. All’uomo gli hanno subito puntato le pistole alla testa chiedendo dei soldi degli incassi (che però non c’erano), lo hanno colpito al cranio con il calcio delle stesse ripetutamente e poi hanno preparato fascette e nastro adesivo per imbavagliarlo e legarlo con mani e piedi dietro la testa. A quel punto la vittima, preoccupata per le sorti dei propri genitori da soli in casa che lui non avrebbe potuto aiutare nel caso fosse rimasto immobilizzato, ha avuto una reazione istintiva e di scatto è scappato verso la porta della palestra raggiungendo l’uscita e sbarrandola velocemente. Così è riuscito ad imprigionare uno dei rapinatori ma il secondo è riuscito a raggiungerlo all’esterno e lo ha nuovamente colpito alla testa con dei pugni tentando di aprire la porta della palestra per liberare il compare. A quel punto l’uomo ha gridato per attirare l’attenzione del padre. Nel frattempo dall’interno della palestra sono partiti dei colpi di pistola, diretti verso la porta, proprio mentre il padre dell’imprenditore si stava recando sulla scena del crimine. L il rapinatore che era all’esterno è fuggito via, mentre quello all’interno ha smesso di sparare e ha mollato la presa sulla porta. L’imprenditore ha così deciso di perlustrare il locale verificando che anche l’altro era fuggito. “Hanno tentato di legarmi ed imbavagliarmi” – racconta la vittima- “Hanno sparato più volte contro la porta dietro la quale mi ero barricato. Racconto la mia storia per evitare che altri imprenditori come me, possano essere vessati da delinquenti così spietati!” “Scene che sembrano da film ma che sono invece, purtroppo, molto reali. Reale è la paura, la preoccupazione, il senso di impotenza, come reale è la spietatezza di questi criminali. Poco reale, poco concreta, convinta e ferma appare, invece, la risposta di contrasto al crimine dilagante per una popolazione esasperata e che oramai vive nel terrore. Non deve morire qualcun altro prima che si decida ad intervenire seriamente nel napoletano dove la presenza delle forze dell’ordine appare sempre più esigua e dove l’assalto di criminali pericolosi e violenti è sempre più oppressivo e violento. Ho parlato con la vittima che è sconvolta”-ha dichiarato Borrelli assieme a Salvatore Esposito, consigliere comunale di Somma Vesuviana di Europa Verde.   IL VIDEO 

Bomba devasta pescheria a Pollena Trocchia: attentato sul corso

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POLLENA TROCCHIA – Esplosione di un ordigno nella notte a Pollena Trocchia davanti a una pescheria nel corso Garbaldi, nel cuore della cittadina vesuviana. La deflagrazione ha danneggiato saracinesca, tettoia e insegna. Per fortuna – nonostante il boato imponentente – non sono stati registrati feriti. Sul posto i carabinieri della tenenza di Cercola. Indagini in corso per chiarire dinamica e matrice. La pescheria colpita dall’attentato si chiama “Pescheria 100 100” ed è di proprierà di Ferdinando Napolitano. E’  stato proprio il titolare a rendere noto quanto avvenuto nella notte attraverso un contenuto pubblicato sui social.  

Pistola puntata contro durante prelievo all’Atm, preso grazie a un vigile di passaggio

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Torre del Greco –  Rapina un uomo all’ATM. Fermato da Vigile di passaggio e dai Carabinieri “Preleva 500 euro, muoviti!” è quanto un 60enne di Torre del Greco si è sentito minacciare all’orecchio ieri sera, mentre il rapinatore gli puntava una pistola al fianco. Lui doveva solo prelevare, ed aveva scelto quell’ATM su via Montedoro, ma mai aveva immaginato di trovarsi in quella storia. Tuttavia quando ha sentito la pistola che premeva sulle costole si è visto costretto ad assecondare la sua richiesta, ha ingoiato il boccone amaro, ha prelevato e gli ha consegnato i propri risparmi. Il rapinatore poi ha voluto giocare al rialzo intimandogli di prelevare altri mille euro; l’ATM però non erogava una somma così alta e la vittima, approfittando del momento propizio, si è divincolata correndo in strada per chiedere aiuto. E’ stato in quel momento che la sorte ha cambiato direzione ed ha deciso di essere benevola facendo sì che di lì passasse un Vigile in servizio presso la Polizia Locale di Ercolano ma in quel momento libero dal servizio. L’uomo, 61enne, ha visto la vittima dimenarsi e non ha esitato un attimo. Ha bloccato il rapinatore che stava provando a fuggire sulla sua “Benelli TRX”, lo ha disarmato della pistola che aveva infilato nella cintura ed ha tentato di tenerlo fermo per assicuralo alla giustizia. Questo gli è costato calci, pugni e strattoni ma in compenso il rapinatore era fermo lì, mentre il rapinato è riuscito a riappropriarsi dei soldi. Nel frattempo il Vigile aveva richiesto aiuto chiamando il 112 e dopo pochi minuti ha visto arrivare una “gazzella” dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Torre del Greco. I militari hanno quindi ammanettato il rapinatore, conducendolo poi in caserma. Lì lo hanno identificato in Pasquale Esposito, 24enne di Ercolano già noto alle Forze dell’Ordine, traendolo in arresto per rapina, resistenza a Pubblici Ufficiali e lesioni personali, considerato che ha procurato al Vigile, alla vittima e ad un Carabiniere, lesioni da cui guariranno in 20 giorni. La moto e l’arma -rivelatasi finta- sono state sequestrate. Esposito è stato tradotto in carcere.

Strappi decisivi e alternative: cosa può cambiare dopo la vittoria di Udine

Il Napoli si risolleva dal primo vero momento difficile della stagione e batte in rimonta l’Udinese per 1-3, mantenendosi in scia di un’Atalanta sempre più schiacciasassi. La vittoria è stata frutto di una bellissima reazione nel secondo tempo dopo lo svantaggio iniziale. La reazione è stata prima di tutto emotiva, con la squadra che ha assunto lo spirito combattivo dell’allenatore, capace di esaltarsi nelle avversità; c’è stato poi anche un cambio nell’impostazione del gioco che ha permesso agli azzurri di essere più efficaci: nella prima frazione si è cercato un possesso più ragionato ed eventualmente il 2 contro 1 sulle fasce, mentre nella ripresa si è provato a verticalizzare come forse mai in questa stagione e sono bastate due imbucate con i tempi giusti per cambiare e chiudere la partita. Con l’infortunio di Kvara abbiamo finalmente potuto vedere all’opera da titolare Neres e la prestazione di ieri ha confermato come un giocatore del genere meriti più spazio: i suoi strappi hanno rappresentato l’unica arma in grado di far male alla difesa dell’Udinese ad inizio gara e da solo ha creato l’azione del gol che ha indirizzato i 3 punti verso Napoli.

Dramma a Nola: carabiniere muore in bici durante gara podisitica

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  NOLA – Tragedia alla corsa a Nola. Un ciclista, presidente dell’associazione bikers di Saviano, è morto in seguito ad un malore: Carmine Notaro, carabinieri in quiescenza da pochi mesi,, stava scortando la carovana del memorial, quando non lontano dalla zona del Vulcano Buono si è sentito male, accusando un capogiro. E’ stramazzato al suolo mentre era in corso la gara e sono stati purtroppo inutili  i tentativi di rianimarlo. Grande il dolore di tutta la comunità sportiva nolana sintetizzato dalle parole del gruppo MTB South Experience: “Tutta la famiglia MTBSE attonita dalla tragica notizia appena appresa comunica che in mattinata è venuto a mancare prematuramente il nostro caro amico Carmine Notaro presidente del gruppo Bikers On the Road, persona tra le più attive del nostro gruppo. Ci stringiamo in un grande abbraccio intorno alla sua famiglia. Lo ricorderemo sempre con grande affetto e stima per la bellissima persona che è stato, è e sarà. Ciao Carmine”

Scappa dai domiciliari e video finisce su TikTok: carabinieri lo seguono e lo arrestano

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LETTERE. Evasione virale su TikTok, tra i follower anche i Carabinieri. Dai domiciliari al carcere per il 56enne che si filma fuori casa Un evasione social quella di un 56enne di Lettere, arrestato dai Carabinieri in esecuzione di un provvedimento dell’ufficio di sorveglianza del tribunale di Napoli. Sottoposto ai domiciliari per droga, il 56enne ha ripetutamente violato la misura, badando bene a filmare e pubblicare su TikTok le sue sortite fuori casa. I carabinieri della stazione di Lettere hanno monitorato i suoi post e comparato i video con quelli elle telecamere di sorveglianza installate attorno alla sua abitazione. Grazie all’analisi dei contenuti, i militari sono stati in grado di certificare e comunicare al Tribunale ben 6 evasioni. L’uomo è stato portato in carcere.

Quei cinema di tanti anni fa…

I cinema di cinquanta – sessanta anni fa erano delle vere palestre in cui si confrontavano le singole personalità. Andare al cinema era come assistere ad uno spettacolo di umanità varia. Ai contenuti espressi dalla proiezione cinematografica, infatti, si aggiungevano le performance espressive degli spettatori che partecipavano attivamente.   Nella sala, solitamente affollata all’inverosimile, tra nugoli di fumo e lancio di cicche accese verso gli spettatori delle prime file, spesso qualcuno aggiungeva ad alta voce battute a commento del film in corso. Molti interventi erano sarcastici, ironici e puntuali. Provocavano più risate che il film stesso. C’erano applausi o fischi a sottolineare la scena del film, il gradimento o il disgusto verso qualche protagonista. Quando arrivavano i nostri a contrastare gli indiani o a salvare le carovane dei coloni si sentivano commenti ad alta voce. La gente interveniva ed era parte del film. Sembrava quasi che ognuno volesse ritagliarsi una particina nella trama della pellicola. Altri, invece, si soffermavano e commentavano l’atteggiamento degli spettatori. Ricordo che una volta quanto Totò in un famoso film pronunciò la frase “Voi non sapete cosa significhi”, molti credendo che ci fosse un errore scoppiarono in una sonora risata. Dalla prima fila si alzò un signore e con la voce grossa redarguì il pubblico: “Ignoranti non ridete ed imparate i congiuntivi”.  Insomma, in una dimensione pubblica e di fronte ad un’arte agli albori la gente ha espresso il meglio. Non a caso Charles Bukowski ha detto “Lo spettacolo più straordinario è la gente”. Molti ricorderanno, poi, quello che succedeva al cinema Arlecchino quando nella serata popolare, a 40 e 60 lire, venivano proposti i film di Totò o i cosiddetti ‘musicarelli’ con Gianni Morandi, Albano e compagnia cantando. Nella sala stracolma trovavano rifugio i fidanzati, vestiti a festa, che potevano finalmente abbracciarsi stretti, stretti.   Folla delle grandi occasioni durante la proiezione dei ‘filmoni’ di cappa e spada, delle storie religiose e dell’antica Roma. Noi bambini e ragazzi assistevamo con il naso all’insù e spesso portavamo da casa una merenda. I più fortunati comperavano gelati, popcorn o patatine nelle pause della proiezione. Qualcuno vedeva i film due o tre volte. Arrivò, poi, l’epoca delle grandi sale cinematografiche di Portici e di Napoli a fu tutta un’altra storia. Nei cinema tornò il silenzio. In seguito si sono affermate le Multisale. Adesso la gente preferisce osservare comodamente i film in tv a pagamento. Si è perso molto dell’antica socialità. E’ il segno dei tempi che cambiano. (FONTE FOTO: CORRIERE.IT)

Le ricette di Biagio: il tarallo napoletano. “Il tarallaro”, la sua “sporta” e la “malizia” di Napoli

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In un articolo del 2016 scrissi delle tre interpretazioni che gli studiosi danno di solito del detto: “pare ‘a sporta d’’o tarallaro”. Ma sfogliando carte e pagine di libri, ho trovato altre due interpretazioni, esempio concreto della sferzante ironia dei Napoletani. Ne parliamo in questo articolo. L’ultimo “tarallaro” ambulante fu don Fortunato Bisaccia, a cui Pino Daniele dedicò una canzone.   Ingredienti: 400gr. di farina, 200gr. di strutto, 150 gr. di mandorle, 2gr. di lievito di birra fresco, grani di pepe nero, zucchero, sale. Sciogliete il lievito con 1 cucchiaio d’acqua a temperatura ambiente, mescolatelo poi con gr.100 di farina, 1 cucchiaino di zucchero e gr. 100 di acqua. Amalgamate, coprite e fate riposare per circa un’ora. Tritate gr. 120 di mandorle nel mixer e versatele, con il resto della farina e 1 cucchiaio di sale fino, nella ciotola della planetaria. Unite 2 cucchiai di pepe macinato e lo strutto, e incominciate a impastare a velocità media con la frusta a foglia. Aggiungete l’amalgama del lievito e impastate con la frusta a gancio, per un paio di minuti, fino a formare una palla compatta. Collocatela sulla spianatoia e dividetela in una quindicina di porzioni da gr. 60. Dividete le porzioni a metà e modellate queste porzioni in due filoncini uguali, lunghi tra 8 e 10 cm. Unite questi filoncini a due a due e intrecciateli, e chiudendo a cerchio le due estremità della treccia formate il tarallo. Decorate i taralli con due mandorle ciascuno. Lasciate riposare i taralli in una teglia foderata con carta da forno per un’ora, quindi infornateli per un’ora a 160 °c. Infine, sfornate e fate raffreddare. (Immagine e ricetta dal sito “La cucina italiana”).   Fortunato Bisaccia fu l’ultimo tarallaro ambulante: negli ultimi anni della sua attività -morì nel 1995- sostituì “ ‘a sporta” con un carrettino che stazionava a Piazza Dante(immagine in appendice). Vittorio De Sica volle che interpretasse sé stesso nel film “Il giudizio universale” e Pino Daniele gli dedicò, nel 1977, una canzone che divenne famosa, “Fortunato”: Furtunato tene ‘a rrobba bellä / E pe’ chesto adda alluccà’/ E’ na’ vita ca pazzeja/ P’è vie ‘e chesta città / Salutä ‘e ffemmënë ‘a ‘ncoppa ‘e barcunë /Viecchië giuvënë e guagliunë/ Ce sta chi dice/ ca è l’anëma ‘e chesta città/ “. Era celebre il “grido” del tarallaro ambulante: “Don Fortunato tene ‘a robba bella…nzogna, nzogna…”. Nel libro “Partenope a tavola”, pubblicato nel 2007, Giuseppe Giorgio ricorda che da ragazzo andava a comprare i taralli a Mergellina, dove c’erano le bancarelle, e che i tarallari conservavano i taralli “in coperte militari e svariati sacchi di tela unti fino all’inverosimile di sugna.”. Ma già stava diventando famoso Leopoldo Infante che nel suo laboratorio di via Foria aveva messo a punto la ricetta definitiva del tarallo classico, con sugna, pepe e mandorle intere. Nella “sporta” il tarallaro ambulante portava, in mezzo ai taralli, tutto ciò che gli serviva nel suo andare in giro: il cappello, la pipa, ‘o fascicollo. E dunque, secondo Francesco D’Ascoli, il detto “pare ‘a sporta d’’o tarallaro” stava a indicare quelle situazioni in cui non c’è coerenza tra gli aspetti dello stato di cose, tra gli “ingredienti”: come quei governi in cui entrano tutti i partiti. Nella “sporta” tutti i clienti allungavano le mani, toccavano, tastavano, per scegliere il “tarallo” migliore: e dunque la “sporta” era la metafora di chi non riesce a difendere ciò che gli appartiene e consente agli estranei di fargli i conti addosso. Qualche cliente tentava di fare il furbo e di portar via il tarallo senza pagare, ma si faceva sorprendere, prendere alle spalle: faceva insomma la figura del tarallo, perché “tarallo” può significare anche stupido: il cervello degli stupidi è bucato, proprio come il tarallo.. E sull’immagine del “buco” venne costruita, dalla malizia dei Napoletani, un’altra metafora: “a sporta d’o tarallaro” in cui tutti mettono le mani è la donna di facili costumi, che si fa toccare da tutti in ogni parte del suo corpo. Se questa donna aveva un marito, dicevano i Napoletani che sulla testa dell’infelice potevi lanciare un’intera sporta di taralli: nemmeno un tarallo sarebbe caduto a terra: riuscite a capire perché?

“I diari segreti di Raffaele Cutolo”, i retroscena del boss a Nola

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“I diari segreti di Raffaele Cutolo”, i retroscena del boss a Nola: presentazione alla Mondadori

Dialogo con gli autori, Tina Iacone e Olimpia La Padula

Lunedì 16 dicembre, alle ore 18:30, la libreria Mondadori di Nola, situata in Piazza Marconi 1, ospiterà la presentazione del libro “I diari segreti di Raffaele Cutolo”, scritto da Simone Di Meo e Gianluigi Esposito e pubblicato da Piemme. L’opera rappresenta un’importante testimonianza sulla figura di Raffaele Cutolo, svelando dettagli della sua vita attraverso documenti inediti di uno dei boss più potenti della camorra.

All’evento parteciperanno Tina Iacone, moglie di Raffaele Cutolo, che offrirà una prospettiva personale dell’uomo dietro il personaggio, e Olimpia La Padula, attrice. La serata sarà moderata dalla giornalista Autilia Napolitano, che guiderà il confronto con gli autori e il pubblico presente. Sarà un’occasione unica per approfondire una delle figure più controverse della storia contemporanea italiana, in un dialogo aperto sulle dinamiche sociali e criminali che hanno segnato un’epoca. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.