E Umberto Eco ci spiegò anche che tutti abbiamo bisogno di un nemico, ma che non è facile “costruire” il nemico adatto….

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“Quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo”. Il “nemico” ci serve per affermare la nostra identità e per far conoscere, subito e con chiarezza, le nostre idee e i nostri programmi. I “neri”, gli ebrei, e la “puzza” del nemico. I documenti del Settecento e dell’Ottocento. Non è facile costruirsi il nemico adatto: si corre il rischio di ferirsi con le proprie armi. L’arte della guerra combattuta con le parole (Olbrechts-Tyteca) suggerisce utili consigli per colpire calunniatori, sciacalli e propagatori di notizie false.

 

Al tassista pakistano che a New York gli domandò quali fossero i nemici dell’Italia Umberto Eco rispose che l’Italia non aveva nemici. Il tassista lo guardò come si guarda un allievo che sta dicendo bischerate incredibili, ma non aggiunse parola. In seguito, ripensando alla sua risposta e allo sguardo del tassista, Eco ammise di meritare la bocciatura, di non aver saputo spiegare al pakistano che proprio perché non hanno, oggi, nemici esterni, gli Italiani se li creano all’interno: nordisti contro sudisti, fascisti contro partigiani, mafia contro Stato, governo contro magistrati.” Avere un nemico è importante per “definire la nostra identità…”. Volete sapere chi sono e come la penso? Vi elenco i miei nemici. Questi nostri tempi e i “social” dimostrano, ogni momento, la fondatezza e l’eternità di questo principio. Cicerone, scrive Eco, si costruì come nemici Catilina  e Clodio: e quando Clodio venne ucciso da Milone, Cicerone assunse la difesa dell’assassino. In tribunale si alzò e si accinse a pronunciare la sua arringa con una pompa maggiore del solito, ma vide, seduti in prima fila, dalla parte del pubblico, alcuni centurioni che Cesare, protettore dell’assassinato, aveva mandato in congedo a Roma: e vide, Cicerone, che non era un cuor di leone, che i centurioni lo guardavano in un silenzio assai espressivo e giocherellavano con i pugnali di ordinanza. Cicerone capì “’a mmasciata”, incominciò a farfugliare, a confondersi, a impappinarsi: insomma, Milone fu condannato. Per i bianchi europei e nordamericani il “negro” è , da secoli, il modello del nemico perfetto: Eco cita il testo della voce “negro” nella prima edizione americana, quella del 1798, dell’Enciclopedia Britannica: “..Bruttezza e irregolarità di forma caratterizzano il loro aspetto esteriore. Le donne hanno lombi molto cadenti e glutei molto grossi che conferiscono loro la forma di una sella. I vizi più noti sembrano essere il destino di questa razza infelice…Sono estranei a qualunque sentimento di compassione e costituiscono un terribile esempio della corruzione dell’uomo quando è lasciato a se stesso.”. Ma per fortuna, nell’Ottocento, le potenze coloniali conquistarono quasi tutta l’Africa e misero mano, come tutti sanno, alla rigenerazione fisica e morale dei neri. Come tutti sanno……

Agli inizi del’600 i pii predicatori cattolici, per spiegare agli Europei che gli indigeni dell’America Meridionale erano forse stati creati da un Dio distratto e irritato, raccontavano che tutte le donne erano coperte di peli in ogni parte del corpo, e che il cervello di tutti, femmine e maschi, non riusciva a comprendere nemmeno i concetti più semplici. E poi puzzavano. Il nemico puzza: questo è il suo primo segno distintivo. Puzzavano i saraceni, puzzavano, per i primi cristiani, gli Ebrei, popolo dell’Anticristo; e Berillon, all’inizio della prima guerra mondiale, cercò di dimostrare che il “tedesco medio produce più materia fecale del francese, e di odore più sgradevole.”. In realtà questo “mito” anti-tedesco era stato elaborato nel secondo Ottocento da alcuni scrittori italiani, e Vittorio imbriani aveva dato il suo contributo alla storia. Puzzavano, nei versi di Giusti, i soldati dell’esercito austriaco che occupavano Lombardia e Veneto, “come sarebbe Boemi e Croati”. Cesare Lombroso sosteneva che gli zingari puzzano, e puzza, nel film “Dalla Russia con amore”, la nemica di James Bond, russa, sovietica e “lesbica, per giunta”. Come tutti sanno, i nordisti si augurano che i napoletani vengano lavati dal fuoco del Vesuvio: ma il tema del “napoletano nemico” merita un discorso a parte. Umberto Eco descrive con la consueta cura tutto il catalogo degli argomenti usati, in ogni epoca, contro gli Ebrei che ammazzavano bambini e ne bevevano il sangue: la struttura di alcuni di questi argomenti oggi viene usata, sui “social”, contro i partiti accusati di aver protetto e di continuare a proteggere i “mostri” di Bibbiano. Un discorso a parte meritano anche il tema della “donna-nemico” e quello dell’omosessualità: mi dispiace che come modello della misoginia antica Umberto Eco citi l’epigramma che Marziale “scagliò” contro Vetustilla: voglio ricordare che il grande poeta di Bilbilis dedicò a donne splendide versi luminosi.

Ma questo articolo è solo l’inizio di un lungo e concreto discorso. Voglio chiudere ricordando ciò che scrisse un grande teorico dell’arte della guerra, Von Clausewitz: quando “scegliamo” il nostro nemico, dobbiamo essere cauti e saggi: non bisogna scegliere un nemico troppo debole, poiché la vittoria su un nemico siffatto ci procurerà prima applausi e elogi, e poi l’odio dei “buoni”, vinti dal nobile sentimento della “pietas”. Ovviamente, non bisogna sceglierlo troppo forte. E, soprattutto, è necessario che il “nemico” non abbia vizi, difetti e macchie che qualcuno potrebbe trovare anche in noi.  Infine, se tutti noi abbiamo bisogno, per vivere e per conquistare gloria e voti, di un nemico dichiarato, forse conviene introdurre, tra le discipline scolastiche, le dottrine relative all’”arte della guerra”, di quella fatta con le armi, e di quella combattuta con le parole. Scrive la Olbrechts- Tyteca che  chi vuole riportare la vittoria su sciacalli, calunniatori, propagatori di notizie false i consigli più preziosi li trova nelle orazioni di Demostene, di Iperide, di Cicerone. E, aggiungo io, dei grandi avvocati napoletani.

 

 

 

Somma Vesuviana, Di Maio, De Luca e Fico ai funerali del vicebrigadiere

Un manifesto con i colori della bandiera italiana proclama il lutto cittadino indetto dall’amministrazione comunale nel giorno dei funerali di stato per il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega «Eroe dei nostri tempi». Alle 12 di domani, nella chiesa di Santa Maria del Pozzo dove poco più di un mese fa Mario aveva sposato la sua Rosa Maria.

È stato necessario approntare un piano di sicurezza, individuare una «zona rossa» entro la quale non si potrà accedere con le auto né sostare. Sia dal municipio che dai volontari della protezione civile arriva il consiglio di evitare, nelle ore precedenti e successive alla celebrazione – dalle 11 del mattino alle 14 –  l’utilizzo dell’uscita di Somma Vesuviana della statale del Vesuvio privilegiando invece quella di Somma Vesuviana – Cupa di Nola, per evitare ingorghi. Non sarà, come in un primo momento la famiglia aveva pensato, un evento intimo. Accanto alla moglie, alla mamma Silvia, ai fratelli Paolo e Lucia, ai parenti, saranno presenti autorità civili e militari. Hanno confermato la propria presenza il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Giovanni Nistri, e il comandante generale della Guardia di Finanza, il generale Giuseppe Zafarana, di sicuro interverranno esponenti della Polizia di Stato, della polizia locale, della Croce Rossa e di tutte le forze dell’ordine. Il sindaco di Somma Vesuviana e molti colleghi dei paesi limitrofi con i propri gonfaloni, deputati, senatori. Tra gli altri, il presidente della regione Vincenzo De Luca, il coordinatore di Forza Italia, l’onorevole Mara Carfagna, il vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico, con il deputato Gianfranco Di Sarno, eletto nel collegio di Somma Vesuviana per il Movimento 5 Stelle e molti consiglieri regionali tra cui Carmine Mocerino, presidente della commissione speciale anticamorra e cittadino di Somma vesuviana che dalle sue pagine social ha salutato il vicebrigadiere Mario Rega Cerciello appellandolo quale «amico fraterno». Per l’ultimo saluto al militare accorreranno in chiesa gli amici che con lui prestavano servizio da barellieri per gli ammalati a Lourdes ed esponenti dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, come delle associazioni di volontariato con le quali Mario Rega Cerciello aveva lavorato prestando la sua opera per gli ultimi.

LA VIABILITA’ Tutta la cinta intorno al complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo sarà off limits domani in concomitanza con i funerali. Sarà interdetta tutta la zona antistante alla chiesa e il piano di sicurezza ed emergenza approntato per l’occasione dagli uffici comunali è stato diffuso anche sui social in queste ore. Protezione civile e amministrazione comunale hanno anche consigliato di evitare, nelle ore precedenti e successive alla celebrazione delle esequie, l’imbocco dell’uscita Somma Vesuviana della statale ss 268 del Vesuvio, prediligendo invece l’uscita «Somma Vesuviana – Cupa di Nola».  Dinanzi alla casa di famiglia a masseria Cerciello, sul cancello della villetta dei Rega Cerciello svetta uno striscione bianco con la scritta «Ciao Mario» e la bandiera a mezz’asta sul monumento ai caduti è lì a rappresentare il lutto della città che aspetta di salutare il vicebrigadiere in chiesa, la stessa dove un mese fa aveva pronunciato i voti nuziali. Personalità del mondo politico e militare hanno annunciato la propria presenza, ma ci saranno, soprattutto, i cittadini che in queste ore sfogano sui social tutta la propria rabbia, lo sdegno per la morte del carabiniere e si scagliano contro gli assassini o semplicemente esternano il dolore che è un’unica voce della comunità sotto il Monte Somma. Molti esprimono l’auspicio che i funerali del giovane militare non si trasformino però in una inopportuna passerella politica. Perché la presenza è doverosa, è un onore reso ad un servitore dello stato. In molti casi, forse questo è uno di quelli, il silenzio sarebbe d’oro.

Domenica ci sarà allerta meteo in Campania

La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo con criticità idrogeologica di colore giallo valevole dalle 6 del mattino alle 20 di domani.
Precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale, caratterizzate da incertezza previsionale e rapidità di evoluzione, interesseranno buona parte del territorio: sono escluse le zone del Tanagro e del Basso Cilento dove spireranno comunque venti moderati o forti occidentali con possibili raffiche e il mare si presenterà agitato.
L’avviso di criticità segnala “possibili allagamenti di locali interrati e situati al pian terreno, scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, ruscellamenti superficiali”.
Si evidenziano anche possibili grandinate, fulminazioni e fenomeni dovuti alle raffiche di vento come caduta di rami o alberi e danni alle coperture e alle strutture mobili.

Somma Vesuviana, fiori e striscioni fuori casa del carabiniere ucciso a Roma

E’ un pellegrinaggio silenzioso quello che continua anche oggi verso la villetta su due piani di Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dei carabinieri ucciso a coltellate a Roma nel corso di un controllo, che si erge nella zona Masseria del comune di Somma Vesuviana di cui era originario il militare. Nonostante in casa non ci sia nessuno – i parenti di Cerciello appresa la notizia sono subito accorsi a Roma – la comunità del comune alle falde del Vesuvio non fa mancare il proprio affetto al concittadino con fiori e messaggi di cordoglio lasciati dinanzi all’edificio circondato dall’orto e dagli alberi di noci, tra le passioni, assieme al volontariato, cui Cerciello dedicava parte del suo tempo libero. Stamattina all’esterno della villetta sono stati affissi due striscioni. Spray nero su drappo bianco, uno reca la scritta ‘Ciao Mario’. L’altro dice: ‘Non sarà la tua assenza ma il vuoto che hai lasciato nei nostri cuori’.

Poggiomarino, due uomini arrestati per spaccio di cocaina

I Carabinieri della stazione di Poggiomarino hanno arrestato per spaccio, in via Passanti Flocco, 2 uomini, intercettati mentre vendevano una dose di  cocaina ad uomo dietro pagamento di 50 euro.
Si tratta di A.P., 46enne di Boscoreale e di D.A., 52enne di Scafati, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine per reati in materia di droga. I due sono stati bloccati e, dopo le formalità, sono stati tradotti ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Ordine degli Avvocati di Nola, il chiarimento del presidente Visone: “Sesto non è il presidente”

In riferimento agli ultimi episodi riguardanti l’Ordine degli Avvocati di Nola e a notizie diffuse tramite i media e i social network, il presidente Domenico Visone precisa:

“Ciro Sesto non è il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola.

Chiunque sostenga, affermi e diffonda questa notizia, distorce la realtà di quanto avvenuto nel corso della seduta tenutasi lo scorso 25 luglio 2019, durante la quale il Presidente Domenico Visone non solo non ha rassegnato le proprie dimissioni, non solo non è stato surrogato, ma ha anche dibattuto, ed a lungo, sull’insussistenza delle censure mosse, smontate una ad una, il tutto nel segno della Probità e del Decoro che hanno sempre contraddistinto la sua attività forense ed il suo percorso di vita.

Se vi è una sola riga di verbale successiva alla chiusura disposta dal Presidente Visone, effettuata su invito del Presidente del Tribunale di Nola di non protrarre oltre i lavori, in assenza di autorizzazione e dei requisiti minimi di sicurezza di permanenza nei locali del Tribunale,  la stessa è stata redatta in dispregio di qualsivoglia norma, di legge e/o regolamentare, con arbitraria ed illegittima estensione degli argomenti posti all’ordine del giorno, tra i quali non era ricompreso la determinazione sull’applicabilità dell’istituto della surroga.

La verità è altra ed il contenuto dei verbali ne sono testimonianza: quella che viene definita “volontà politica” non è altro che il tentativo di sventare il pro-cesso di Trasparenza e Legalizzazione avviato dalla Presidenza Visone, in merito alla “Fondazione Forense di Nola”, sussunto nella delibera adottata in data 25 giugno 2019, con la quale il Consiglio – dopo anni di illegittimità dell’operato della Fondazione stessa (che tale non è e non è mai stata, in ragione del mancato assolvimento del regime pubblicitario cui è sottoposto un ente di tal genere) – si è determinato alla costituzione di un nuovo ente, considerata la necessità di non continuare oltre nell’attività di quello assuntamente operante.

Tale operazione di Trasparenza e Legalizzazione, dapprima sostenuta dai consi-glieri Carbone, Lombardi, Napolitano, Pandico e Sesto (che quella delibera del 25 giugno 2019 hanno approvato e sostenuto), è stata – poi – oggetto di un resipiscente ed incomprensibile ripensamento, che questa Presidenza, in nome degli iscritti e di quanti hanno aderito – con il proprio voto e sostegno – al programma elettorale, non può e non potrà mai accettare”

41 indagati per tangenti all’Ospedale di Caserta: arrestato ex primario insieme alla moglie

Un intero reparto ospedaliero “piegato” all’interesse privato del primario e del Centro di analisi gestito dalla moglie, con esami di laboratorio fatti ai clienti privati del centro o erogati gratuitamente a parenti e amici di dipendenti, macchinari e materiale medico acquistato senza una reale necessità ma solo per avere tangenti dalla ditta disposta a pagare, farmaci trafugati in ospedale e distribuiti fuori. E’ lo spaccato che emerge dall’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e del Nas dei Carabinieri che negli ultimi giorni ha portato agli arresti domiciliari l’ex primario del reparto di Patologia clinica dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, Angelo Costanzo e sua moglie, Vincenza Scotti, sorella di Pasquale Scotti, il superlatitante della Nco di Raffaele Cutolo arrestato in Brasile dopo decenni di latitanza, il 26 maggio del 2015, ed estradato in Italia il 10 marzo del 2016. Sei le misure emesse in tutto mentre sono 41 gli indagati.

Eboli, “Premio Cultura e Legalità” conferito ad Angelo Iannelli

Ennesimo encomio per l’instancabile Pulcinella del sorriso e della legalità, Angelo Iannelli che dopo gli ultimi riconoscimenti a Nola, Follonica, Massa Marittima, Visciano, Sorrento e Salerno ha ricevuto un premio nella città di Eboli, nel corso della cerimonia di premiazione “Il Saggio città di Eboli” che gode dei seguenti patrocini morali: Università degli Studi di Salerno, Regione Lazio, Regione Puglia , Provincia di Salerno, nonché delle Medaglie di Rappresentanza del Santo Padre Papa Francesco e del Presidente del Senato della Repubblica Italiana. La cerimonia si è svolta martedì 23 luglio 2019 nel Chiostro San Francesco, durante la quale Angelo Iannelli ha ricevuto il prestigioso  Premio “Cultura e Legalità sulle ali del Sorriso“. A premiarlo per l’instancabile attività  sociale e per l’impegno a portare la legalità nelle scuole, è stato il Sindaco di Eboli Massimo Carrino.

Castello di Cisterna, rilancio del Centro Polifunzionale. L’Assessore Mirra: “Una promessa mantenuta”

Si è svolta presso il Centro Polifunzionale di Castello di Cisterna, la cerimonia di apertura del calendario di attività sociali previste dal progetto “Pon inclusione” dell’ambito N22.

Il progetto prevede la realizzazione di una serie di misure a sostegno della popolazione minorile e darà vita ad una serie di attività socio-educative per minori a grave rischio di esclusione sociale e minori con abilità diverse per favorire l’inclusione sociale a 360° .
Le attività sono iniziate il 15 luglio scorso con l’apertura del Campo Estivo per minori da 4 a 12 anni, che si svolgerà dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 15.30, fino al 9 agosto e con pasti inclusi gratuiti.
Dal 26 agosto inizieranno le seguenti attività pomeridiane: laboratorio di ceramica, laboratorio musicale con coro e banda musicale, cineforum con proiezione di cartoni animati e film per bambini, creazione manufatti, attività ludiche di gruppo, laboratorio di musicoterapia nella globalità dei linguaggi e laboratorio sport di squadra.
L’Assessore Mirra ha dichiarato: “Attraverso gli assessorati alle politiche sociali ci si propone di rafforzare un sistema di opportunità per aggregare minori che vivono in contesti sociali a rischio emarginazione e per i quali si intende fornire un supporto educativo che stimoli il minore a coltivare relazioni e a socializzare nella maniera più positiva e consona alla sua età. La realizzazione di questi percorsi nel centro polifunzionale di Castello di Cisterna, sito nel p.co Enrico De Nicola, ci rende orgogliosi come Amministrazione Comunale, ma rende ancora di più il senso di un’appartenenza ed di un radicamento verso le fasce deboli del nostro territorio, esaltando ancora una volta una delle priorità strategiche del nostro programma di Governo, quali l’inclusione e la tutela di chi soffre”.

Carabiniere ucciso a Roma, uno dei due cittadini americani confessa: “l’ho ucciso io”

Uno dei due cittadini americani fermati ieri per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha ammesso le proprie responsabilità affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento. Si tratta della persone con i capelli mesciati apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere.

Erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: perciò hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi. Questa la dinamica della vicenda che ha portato all’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti i due ragazzi americani si erano recati a Trastevere per acquistare sostanze stupefacenti: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati, hanno strappato la borsa allo spacciatore che conteneva il suo telefono cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Li’ hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali.