Nella tarda mattinata di ieri il paziente di un centro medico cardiologico di Pomigliano è morto d’infarto mentre effettuava una prova da sforzo, un test fisicamente impegnativo finalizzato a individuare eventuali problematiche cardiache. Antonio Maione, 51 anni, un lavoratore marittimo residente nel centro del vicino comune di Sant’Anastasia, si era recato nella struttura sanitaria per comprendere le sue condizioni di salute. Ma non appena ha effettuato l’esame da sforzo si è accasciato a terra. A nulla sono valsi i soccorsi. Sul posto sono giunte vetture del 118, dei carabinieri, della polizia municipale e di una ditta di onoranze funebri, il che ha fatto temere alla gente l’ennesimo decesso da coronavirus. Ma le forze dell’ordine hanno smentito seccamente questo timore. Hanno reso noto che si è trattato di una morte naturale dovuta a un arresto cardiaco. Nessuna indagine è stata aperta.
INPS, diramate le circolari con le misure previste dal decreto Cura Italia
Sono state pubblicate on line le circolari operative per l’attuazione di alcune misure governative a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese previste dal Decreto Cura Italia. Con le circolari 44/2020, 45/2020 e 47/2020, l’Inps fornisce agli utenti il quadro dei requisiti necessari e delle modalità di accesso alle misure di sostegno contenute nel Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia).
La circolare 47/2020 prevede l’accesso semplificato per le aziende al trattamento ordinario di Cassa integrazione guadagni (CIGO), all’Assegno Ordinario e all’ la Cassa integrazione in deroga, con causale “COVID 19 nazionale”. Per la CIGO e l’assegno ordinario non sarà necessario dimostrare la non imputabilità e la temporaneità dell’evento né comunicare la data di ripresa della normale attività. Per la concessione della CIGO e l’ammissione all’assegno ordinario non sarà richiesta alcuna relazione tecnica e, per l’assegno ordinario, non sarà necessario compilare la scheda causale.
La CIGO e l’Assegno ordinario potranno avere durata massima di 9 settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.
I lavoratori per i quali si chiede la prestazione devono essere già dipendenti dell’azienda alla data del 23 febbraio 2020.
È possibile il pagamento secondo le usuali modalità: in caso di pagamento diretto della prestazione, non è richiesta alcuna motivazione specifica.
Con riferimento ai datori di lavoro del settore privato che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione, è previsto che le Regioni e le Province autonome possano riconoscere trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga, per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e per la durata massima di nove settimane.
Per le aziende plurilocalizzate che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione e che hanno unità produttive ubicate in cinque o più Regioni, la domanda di cassa integrazione in deroga deve essere autorizzata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
La circolare 45/2020, poi, fornisce le istruzioni operative per la richiesta all’Inps del congedo COVID 19, di quindici giorni riconosciuto ai genitori per il periodo di chiusura delle scuole, da parte dei lavoratori dipendenti privati, gli iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti del settore pubblico, invece, potranno fruire del congedo presentando domanda direttamente alla propria Amministrazione di appartenenza.
Per coloro che assistono un familiare disabile e per i lavoratori affetti da disabilità, la circolare n. 45/2020 disciplina anche le modalità di incremento delle giornate di permesso retribuito previste dalla legge 104/1992. Infatti, il Decreto aggiunge, alle 3 già normalmente riconosciute dalla legge, ulteriori 12 giornate di permesso retribuito, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
In alternativa alla richiesta di congedo COVID19, secondo quanto previsto dal Decreto Cura Italia, la circolare 44/2020 contiene indicazioni per il riconoscimento ai genitori del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting.
Il bonus può essere richiesto dai lavoratori del settore privato, dagli iscritti alla Gestione Separata e dai lavoratori autonomi e può arrivare fino a 600 euro.
Lo stesso beneficio è previsto anche per i lavoratori pubblici impegnati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia medica, operatori sociosanitari) e per il personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica, nella misura massima di 1000 euro.
Il bonus potrà essere erogato tramite il Libretto Famiglia.
La domanda per ottenere il bonus potrà essere presentata avvalendosi di una delle seguenti tre modalità:
- online, utilizzando l’apposito servizio telematico “Bonus servizi di baby-sitting” disponibile nella sezione “Servizi online” > “Servizi per il cittadino” > “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito”. La domanda di Bonus babysitting può essere fatta anche con SPID, CIE, CNS;
- tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
La C.A. Group s.r.l. a supporto dell’Italia contro il Covid -19: l’azienda produrrà mascherine protettive
La produzione di una linea di pantaloni riconvertita per la creazione di mascherine riutilizzabili e lavabili. 2.000 mascherine al giorno, con una donazione giornaliera di 100 pezzi al comune di San Giuseppe Vesuviano.
La nota azienda partenopea, proprietaria dei marchi di respiro internazionale ENTRE AMIS e COROGLIO, ha deciso di scendere in campo, nel suo piccolo, per l’emergenza del Coronavirus convertendo la produzione di una linea di pantaloni in mascherine protettive, antipolvere e impermeabili.
Tale produzione, ai sensi dell’articolo 15 – DL 18 del 17 Marzo 2020, garantirà 2.000 mascherine al giorno, con numeri in continua crescita. Di queste, la C.A. Group s.r.l. ha deciso di donare 100 pezzi al giorno al comune di San Giuseppe Vesuviano, città d’origine della famiglia Casillo, proprietaria dell’azienda.
Le mascherine rispondono ai requisiti della norma UNI EN 14683:2019 e ai requisiti di biocompatibilità secondo la norma UNI EN ISO 10993-1:2010. Esse si compongono di due strati di tessuto, quello esterno con trattamento WR (Water Resistant) e quello interno anallergico 100% cotone naturale, e sono lavabili in lavatrice a 90 gradi prima di ogni riutilizzo.
“In questo momento difficile per tutti, vogliamo dare un nostro piccolo contributo alla lotta contro il Covid-19, convertendo parte della nostra produzione in mascherine, necessarie per tutto il nostro Paese per affrontare il virus, sperando che tutto questo finisca molto presto” ha dichiarato il CEO della C.A. Group, Antonio Casillo.
Covid 19, A Somma Vesuviana13 positivi e #UnOndataDiSolidarietà
Ognuno potrà lasciare un prodotto alimentare acquistato nel carrello all’ingresso dei supermercati Decò e Conad. La Croce Rossa lo donerà alle famiglie costrette alla povertà a causa del Coronavirus.
Il sindaco Di Sarno: “Oggi siamo arrivati a 13 casi di Coronavirus a Somma Vesuviana. Abbiamo attivato tavolo tecnico per assistenza a chi ha necessità. Deve essere un’onda di solidarietà alta che parte da Somma Vesuviana”.
Antonio Polise, presidente di Onda Bianca: “Stanno aderendo in tanti. Si chiama #UnOndataDiSolidarierà, con un carrello nel quale depositare un prodotto acquistato per gli altri. Deve essere una catena umana a distanza. Tante famiglie hanno bisogno di sfamare i propri figli. Ringrazio i supermercati che stanno aderendo, la popolazione, le associazioni. Siamo vivi ed è un grande dono, ora questo dono mettiamolo a disposizione di tutti”.
Vincenzo Panico (referente della Croce Rossa) : “Siamo in campo. Negli ultimi 5 giorni quasi 100 interventi. Di cui 53 anche per famiglie non bisognose. Siamo impegnati non solo per #UnOndataDiSolidarierà ma anche ritirare la spesa acquistata per famiglie non bisognose ma che ci chiedono la consegna a domicilio perché non vogliono uscire”.
“#UnOndataDiSolidarietà parte come onda forte da Somma Vesuviana e il Comune la sostiene. Un’onda che possa salvare decine e decine di famiglie che ora sono piombate in piena povertà. Aiutiamoci, siamo tutti una grande catena virtuale a distanza ma umana, fatta di carne ed ossa ma soprattutto sentimento. A Somma Vesuviana parte l’iniziativa ideata da OndaBianca con Croce Rossa, Protezione Civile e alcune catene di supermercati. Si potrà fare la spesa per due. All’ingresso dei supermercati ci sarà un carrello ed ognuno di noi potrà lasciare un prodotto per gli altri. Rispondiamo, Somma Vesuviana c’è! Ci fa piacere che è stato percepito lo spirito di tale progetto, infatti l’obiettivo è proprio quello di unire le forze e collaborare sinergicamente con chiunque voglia dare un contributo. Partendo da tale progetto stiamo dando vita ad un tavolo tecnico con Croce Rossa, Protezione Civile, Arci e tutte le associazioni del territorio intenzionate a mettere in campo una catena di volontari.
Combattere insieme contro il Covid-19, un nemico grosso e silenzioso. Sicuramente questa è una scelta proficua e positiva, infatti ora più che mai bisogna essere compatti! Ed intanto i casi di Coronavirus a Somma Vesuviana sono 13, ben 10 in più in una settimana. Inoltre abbiamo molte persone in sorveglianza fiduciaria domiciliare. Oggi l’arrivo della Polizia Provinciale ed inoltre ho chiesto l’intervento dell’Esercito a supporto delle Forze dell’Ordine per il rispetto delle norme di distanziamento”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.
Un bellissimo progetto voluto, ideato e portato avanti dal movimento politico Onda Bianca. L’Italia dà il meglio di sé!
“Ben tre volte a Settimana i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana passeranno a ritirare il carrello dove ognuno potrà lasciare un prodotto e quei prodotti andranno, attraverso un apposito elenco di famiglie – ha dichiarato Antonio Polise, socio fondatore di Onda Bianca – a quanti in questo momento di emergenza sanitaria nazionale non possono lavorare e dunque alle loro famiglie in necessità importante. Rispondiamo tutti insieme e tutti insieme riusciremo a fare una grande spesa soprattutto ricca di azioni umane. Ora è il momento di esserci per tutti. Tutto questo sarà possibile presso i punti vendita Decò e Conad di Somma Vesuviana, ma l’iniziativa è aperta a tutti i supermercati che vorranno aderire. Noi ci siamo! L’iniziativa “un ondata di solidarietà sta riscuotendo un notevole successo, a tal proposito noi volontari di Onda Bianca abbiamo dato la nostra totale disponibilità all’Amministrazione Comunale nell’andare a ritirare i beni dai supermercati e prepararli affinché siano poi solo consegnato alle famiglie”. Gli altri soci fondatori di Onda Bianca sono: Luigi Coppola, Carmen Liguori, Tommaso Busiello.
Oltre #UnOndataDiSolidarietà la Croce Rossa è impegnata a Somma Vesuviana nell’assistenza alle famiglie per il ritiro della spesa, sia per anziani, bisognosi ma anche per famiglie che non hanno anziani e necessità ma che vogliono limitare le uscite.
Dei veri angeli della gente.
“Negli ultimi 5 giorni – ha affermato Vincenzo Panico, Referente della Croce Rossa sezione di Somma Vesuviana (NA) – abbiamo effettuato ben 53 interventi a domicilio di cui 20 presso famiglie che chiedevano il ritiro della spesa, 27 che invece hanno chiesto che andassimo a ritirare per loro i farmaci e 6 famiglie che hanno richiesto il nostro intervento sia per farmaci che per la spesa. Ricordo che tutti possono chiamarci al numero di tel 331 233 9074 al quale risponderà un nostro operatore. Verremo a casa a ritirare la lista della spesa e dei farmaci, ovviamente acquistata, ci recheremo al supermercato per conto delle famiglie e consegneremo la spesa a domicilio. Oltre ai 53 interventi di cui sopra, abbiamo sempre in questi ultimi 5 giorni, effettuato altri 40 interventi presso famiglie bisognose consegnando loro gli alimenti della Comunità Europea. In quest’ultimo caso facciamo riferimento alla graduatoria presso i Servizi Sociali”.
Coronavirus, in Campania test rapidi per operatori della sanità
La Regione Campania si è prefissata l’obiettivo di identificare precocemente i contagi da COVID-19 nel personale sanitario esposto al virus e di instradare velocemente, in percorsi dedicati, i casi sospetti di infezione che, in ambiente ospedaliero e/o territoriale, possano necessitare di isolamento e cure urgenti.
Per il raggiungimento di tali obiettivi ci si è dotati di sistemi di rilevazione rapidi che consentono l’individuazione degli anticorpi IgM e IgG anti Coronavirus e progressivamente sono stati attivati dieci laboratori per la ricerca del virus COVID-19, implementando la capacità di effettuare tamponi.
I test – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – verranno utilizzati nella prima fase del protocollo, insieme alla RT-PCR su tampone, per l’individuazione precoce degli infetti e per una valutazione epidemiologica di siero prevalenza nella popolazione, iniziando dai soggetti maggiormente esposti (operatori sanitari delle Aziende sanitarie inseriti nei percorsi COVID-19 positivi e nelle Reti tempo dipendenti) e dai pazienti sintomatici e/o esposti. Per garantire un’efficace validazione epidemiologica regionale, il percorso di identificazione dei positivi/negativi COVID-19 verrà tracciato attraverso l’utilizzo della piattaforma informatica regionale. Pertanto tutti gli operatori, individuati dalle aziende sanitarie regionali per effettuare test rapido e/o il tampone per la ricerca del COVID-19, sono obbligati, previa raccolta consenso informato dell’utente, ad accedere a tale piattaforma.
Marigliano, in arrivo i primi contributi di solidarietà per l’emergenza Coronavirus
Buone nuove sul fronte degli aiuti e della solidarietà in città. In seguito al DPCM firmato il 28 marzo dal premier Giuseppe Conte, per Marigliano arrivano subito 254.102, 41 euro (con ordinanza del Dipartimento Protezione Civile) che sono vincolati all’acquisto di generi di prima necessità e generi alimentari destinati a chi “non riesce a fare la spesa”, come ci ha tenuto a specificare il Presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa.
I fondi, come afferma il consigliere di opposizione Filomena Iovine “vanno riconosciuti con priorità a coloro che non hanno beneficiato di altro sostegno” e verranno distribuiti utilizzando la catena della solidarietà, dei servizi civili e del volontariato. In arrivo, inoltre, una ulteriore cifra pari a più del doppio in virtù dell’anticipo (il 66% subito rispetto alla prevista scadenza di maggio) del Fondo di Solidarietà Comunale, lo strumento di perequazione fiscale del comparto comunale che eroga e distribuisce in base a criteri di equità.
In seguito alle polemiche delle ultime ore, relative alle difficoltà cui rischiavano di andare incontro molte persone intenzionate a partecipare, sono in arrivo anche probabili modifiche dell’avviso pubblico indetto dal Comune di Marigliano per garantire aiuti alimentari da elargire alle famiglie che versano in una condizione di più marcato bisogno, in scadenza il 6 aprile. Oggi è in programma la riunione dei capigruppo: il sindaco ha già aperto a possibili correzioni del bando, mentre l’opposizione auspica sostanziali interventi:
- Eliminare il limite di partecipazione di 4000 euro per l’ISEE 2019 e convertirlo in parametro per il punteggio in graduatoria;
- Descrivere in maniera più minuziosa cosa prevede nel concreto il beneficio e darlo in proporzione al numero dei componenti del nucleo familiare;
- Mettere in condizione la Croce Rossa e/o la Protezione Civile di accogliere la domanda da parte dei richiedenti che non usufruiscono di e-mail o PEC.
Vedremo se gli attori della politica mariglianese riusciranno a trovare ulteriori convergenze per snellire la parte burocratica di questa gara di solidarietà in piena emergenza contagio.
M5S, Iovino: “Il mio impegno per i Comuni del Nolano, ecco quanto andrà alle famiglie indigenti”
Il deputato: “Primo stanziamento importante del Governo per distribuire aiuti alimentari”
“Con l’ordinanza che stanzia 400 milioni ai Comuni per distribuire aiuti alimentari a chi ne ha bisogno, stiamo dando una risposta immediata a un fabbisogno reale di molte famiglie in stato di indigenza. C’è un problema sociale rispetto al quale dobbiamo agire con decisione e tempestività ed è quello che stiamo facendo. Nel mio territorio, mi sono messo a disposizione di ogni singolo amministratore per collaborare in ogni maniera. A cominciare dal mio comune di residenza, San Paolo Bel Sito, che riceverà 26 mila euro per finanziare l’acquisto di buoni spesa e per l’erogazione di generi alimentari. Così come tutti gli altri comuni dell’agro Nolano, a cui saranno destinate somme stanziate sulla base del reddito medio dei residenti e del numero di abitanti. A cominciare dalla stessa Nola, a cui andranno circa 295 mila euro, fino a territori più piccoli. Nessuno sarà lasciato indietro”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato l’elenco delle cifre assegnate a ciascun Comune del Nolano.
“I fondi stanziati sono solo una prima risposta a un fabbisogno immediato di chi oggi ha difficoltà anche a fare una semplice spesa e rappresentano una parte di un pacchetto di misure sempre più consistente e che sta già coinvolgendo tutti i comparti, dai piccoli artigiani alle grandi imprese, a ogni singola filiera produttiva del nostro Paese. Stiamo gestendo come meglio non si potrebbe la peggiore emergenza dal dopoguerra ad oggi. Di fronte a questa azione non giovano le polemiche, ma serve l’unità di tutti”.
Di seguito l’elenco dei Comuni del Nolano e delle cifre assegnate per l’acquisto di generi alimentari o per comprare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Camposano 48.793,70
Carbonara di Nola 23.313,98
Casamarciano 26.382,31
Cicciano 117.675,03
Cimitile 60.953,49
Comiziano 14.161,41
Liveri 13.988,40
Nola 294.623,27
Palma Campania 154.009,41
Roccarainola 66.502,26
San Paolo Bel Sito 26.945,65
San Vitaliano 55.352,91
Saviano 152.804,54
Scisciano 51.975,19
Tufino 32.540,29
Visciano 39.865,11
Il sindaco Vincenzo Catapano: “Ne usciremo insieme, San Giuseppe è una grande città”
Enzo Catapano è il secondo sindaco della provincia di Napoli, dopo il collega di Saviano Carmine Sommese, a risultare positivo al Covid-19. Dalla quarantena, nella sua casa a pochi metri in linea d’aria dal Comune di San Giuseppe Vesuviano, arriva un messaggio di speranza per la città.
Sindaco, quando ha fatto il tampone?
«Mercoledì scorso. Non avvertivo sintomi particolari ma solo un fastidio alla schiena, alle costole. Ma sono un fumatore, sa. Un po’ di raffreddore, qualche colpo di tosse. Ma sono un fumatore, non mi ero allarmato particolarmente, però ho deciso di richiedere il tampone per responsabilità verso la mia famiglia e i miei concittadini. Il test ha dato risultato positivo».
Lei è sempre stato in trincea sin dall’inizio dell’emergenza, anzi è stato il primo a dire che dovevano essere chiuse le scuole, che i provvedimenti dovevano essere più stringenti quando ancora la maggior parte dei politici sottovalutava la situazione.
«Sì, purtroppo hanno dovuto convenire tutti. Certo che mi sono esposto, pur usando tutte le precauzioni sono stato in municipio, ho incontrato persone. La verità è che già due mesi fa andavano chiuse le frontiere italiane. Ora nessuno sottovaluta più, ce la faremo insieme».
Come si sente?
«Fisicamente bene. Mi sono trasferito in una dependance vicino casa mia per tutelare mia moglie e i miei figli. Per lei abbiamo già richiesto il tampone e gli ambienti sono stati completamente sanificati. Se mi chiede come è invece l’umore…ottimista sicuramente. Ma non riesco a non sentire la tristezza per non poter avvicinarmi ai miei bambini. Il 3 aprile sarà l’onomastico di mio figlio Riccardo, poi arriverà la Pasqua e io non potrò passarla con loro. Lo stesso sentimento vale per la mia città. Guardo il Municipio da qui, mi basta uscire in giardino…ma non mollo e sono disponibile in videoconferenza per tutti i miei collaboratori, per la giunta».
A sostituirla c’è il vicesindaco Tommaso Andreoli.
«Sì, siamo stati previdenti sin dal principio di questa storia. Abbiamo adottato il metodo dei presidenti americani, tenendoci molto distanti. Se uno dei due si fosse ammalato, l’altro doveva restare in trincea. È toccato a me fermarmi».
Ora che si trova nelle stesse condizioni, cosa pensa di quei sindaci che un po’ in tutta Italia stanno dando informazioni sui concittadini positivi. Alcuni facendo nomi, altri elencando indirizzi o dando notizie che possano identificarli?
«Io non l’ho mai fatto e mai mi sognerei di farlo. Per quanto mi riguarda era più che doveroso comunicarlo alla città, ma io sono il sindaco».
Come si stanno comportando i suoi cittadini in questa emergenza?
«Dopo la prima fase in cui le abitudini hanno avuto la meglio sulle necessità – e con le sanzioni che non ci siamo certo risparmiati – devo dire davvero bene e stanno dando prova di grande maturità. San Giuseppe Vesuviano è una grande città e i suoi abitanti non sono da meno».
Oggi può dar loro anche una bella notizia, in attesa di poter comunicare, ci auguriamo presto, quella che riguarda lei.
«Verissimo, una magnifica notizia: una nostra concittadina di 82 anni, dializzata, è salva. Sarà presto dimessa dal Cotugno e sta bene».
Intanto, sia pure in videoconferenza e con il lavoro sul campo del suo vice Andreoli, sta pensando alla distribuzione dei buoni di solidarietà alimentare stanziati dal Governo.
«Stiamo preparando la modulistica, in ogni caso continueremo anche con le iniziative che avevamo già messo in campo, come i pacchi alimentari e tutte le iniziative del piano sociale».
Matteo Salvini l’ha chiamata?
«Sì, mi ha telefonato qualche ora fa. Come hanno fatto in tantissimi tra senatori e deputati della Lega, sindaci di ogni colore, amici e conoscenti».
Anche il governatore De Luca?
«No, lui non l’ho sentito».
Cosa le ha detto Salvini?
«Siamo entrambi molto cattolici, ci siamo affidati a Dio. Mi ha chiesto poi, ben conoscendo le realtà del territorio, del comparto tessile. Finita l’emergenza ci sarà da ricostruire e lui ha in corso proprio in queste ore un confronto con l’ABI, l’associazione banche italiane».
Cosa vorrebbe dire ai suoi cittadini?
«Di rispettare scrupolosamente le prescrizioni, di restare a casa. E che insieme ce la faremo, ne verremo fuori insieme».

