Sarà impossibile, per la comunità strianese, dimenticare Alfonso Gaito, scomparso prematuramente questa mattina in seguito ad un incidente stradale avvenuto a Somma Vesuviana. E la ragione è molto semplice: Alfonso c’era sempre. È sempre stato ovunque: la politica, lo sport, l’associazionismo, la cultura, la fede. Alfonso Gaito si è occupato di tutto, facendosi trovare sempre pronto, rispondendo “presente” ogni volta che c’era bisogno di lui. Ed è logico che un uomo così presente ora lasci un vuoto così grande, un’assenza pesantissima. 52 anni, impiegato alle Poste, Alfonso Gaito ha vissuto per Striano e dentro Striano buttandosi nella vita sociale del paese con l’entusiasmo di un ragazzino: non si è mai chiesto quale vantaggio portasse partecipare a un evento o all’attività di un’associazione o di un partito, lo faceva e basta. Lo faceva perché gli piaceva stare con gli altri. Ha incarnato per anni quella passione e quell’impegno civile che oggi latita pericolosamente e che rappresenta il cemento di una comunità: esserci, stare insieme, donarsi. “Libertà è partecipazione”, cantava Gaber. E Alfonso partecipava. Speciale, poi, era il suo rapporto con la fede: interiore ma allo stesso tempo capace di estrinsecarsi nell’associazionismo e nell’animazione parrocchiale. Era un uomo che sapeva stare al mondo: generoso, gentile, leale, umile. Allegro e sempre socievole nonostante una vita non facile, con i genitori andati via troppo presto e una dignità da difendere sempre. Oggi Striano piange la morte di un uomo che sembrava non potesse mai scindersi dalla città in cui viveva, legato a doppio filo alla sua terra, e che invece è sparito all’improvviso, da un momento all’altro in una circostanza che può spiegarsi solo con la crudeltà del destino. Oggi Striano piange una persona perbene. Ciao, Alfonso



