L’ Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà (1650), attraverso un comunicato ufficiale, ha reso noto al primo cittadino, Salvatore Di Sarno, che il secolare rito del Venerdì santo non si terrà. Sono tre anni, ormai, che il virus l’ha rapito agli affetti del popolo sommese, ma ha prevalso la razionalità.
Considerato che la pandemia non è del tutto superata, l’Arciconfraternita organizzatrice, con un profondo e inaspettato atto di responsabilità, ha ritenuto opportuno annullare l’amato e consuetudinario rito annuale che si sarebbe dovuto svolgere venerdì 15 aprile alle ore 19:30 con inizio dalla Collegiata nel quartiere Casamale. Preghiamo – si legge nel comunicato del Priore f.f. prof. Antonio Delle Cave – affinché questi tempi difficili passino velocemente e si possa riprendere in totale sicurezza, insieme a chi da anni cura ogni minimo particolare l’organizzazione della processione del Cristo Morto e Madonna Addolorata. Nel comunicato dei Vescovi della Campania, tuttavia, del 7 marzo 2022 c’era tutta la piena disponibilità nel riprendere, seppure con prudenza, le consuete espressioni di pietà popolare legate alla settimana santa, rimanendo comunque l’obbligo previsto delle necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza e di tutela sanitaria da parte delle autorità civili. Il Sindaco Salvatore Di Sarno, oltretutto, favorito dal clima politico cittadino delle prossime elezioni, non ha esitato ha dare la sua autorizzazione. Resta il fatto che la degna decisione sia arrivata sorprendentemente dai laici organizzatori: che cosa sarebbe successo in piazzetta Collegiata nell’attesa dell’uscita del corteo? Ma, soprattutto, come sarebbero stati gestiti i forti assembramenti in città in questo momento delicato? E’ prevalsa, comunque, l’acuta razionalità del prof. Avv. Antonio Delle Cave, priore facente funzione, che in questo momento sta traghettando il governo dell’ Arciconfraternita alle nuove elezioni del Superiore, dopo la morte del compianto prof. Nicolò Iossa. I riti della Settimana Santa rappresentano, comunque, un’autentica testimonianza di fede che traggono origine dall’antica religiosità del paese: un appuntamento fisso e ben inserito nel contesto socio – culturale del paese. Un’ evento solenne, suggestivo e commovente, che segna l’ultimo atto della scenografia drammatica e liturgica della Pasqua.




