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Somma Vesuviana, malasanità e indifferenza

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La nostra comunità si conferma indifferente e cinica. Nessuno riesce a trovare una soluzione di cura per una donna affetta da obesità grave.
Questa è una triste e assurda storia di malasanità. L’abbandono, la solitudine e la disperazione di chi ha bisogno di cure e strutture speciali e non riesce a trovarle per l’intera Campania.
Sono oltre dieci anni che una signora, Adele Pizzi, 62 anni, residente a Somma Vesuviana, è affetta da gravi disfunzioni ormonali tanto da arrivare all’obesità grave. Oggi la signora pesa circa 300 Kg e pochi giorni fa ha avuto problemi respiratori e per trasportarla in un ospedale sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. L’unico ospedale che l’ha accolta, pur non essendo attrezzato per il caso, è l’ospedale di Santa Maria La Pietà di Nola.

“I medici – ci racconta una delle figlie-  stanno facendo l’impossibile, sono veri e propri angeli. Hanno accolto e hanno preso a cuore il caso di mia mamma. Non so fino a quando potranno curarla qui, visto che son sono attrezzati per tenerla ma almeno abbiamo avuto l’opportunità di trovare un piccolo spiraglio. in collaborazione con questa equipe di medici di Nola, stiamo cercando di avere almeno un letto adeguato.  È vergognoso che nell’ intera Regione Campania non ci siano strutture tali da accogliere e curare persone affette da obesità di tipo grave. Non sappiamo più a chi rivolgerci, nessuno ci aiuta. Tutti conoscono il caso di mia mamma ma nessuno se ne cura.

Qualche medico in passato si è permesso pure di dire di farle fare la dieta! Ricordo a questi medici che l’obesità è una malattia! Mio padre è precario, lavora a giorni alterni. Mio fratello non lavora e assiste mia madre notte e giorno. Noi, altre due figlie, siamo sposate e stiamo facendo di tutto per sostenere spese e assistenza. E che dire della nostra amministrazione ? Da anni chiediamo aiuto alle politiche sociali e da anni abbiamo sempre ricevuto rinvii e poi vediamo, per un poco ci hanno inviato una persona del servizio civile e solo per 6 ore a settimana. Gran parte dei politici di Somma sono a conoscenza del caso di mia mamma ma non abbiamo ricevuto nessun aiuto concreto. Mia mamma, nonostante tutto, ha tanta voglia di vivere  e non è giusto  non poter far nulla- conclude disperata la  figlia della signora-  non è possibile che nel 2017 non ci siano strutture in Campania per aiutare chi soffre come la mia mamma”.

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