Tutte le anticipazioni relative al vertice del 16 giugno.
Una cosa è certa: se dovessero restare così le cose, ma anche se dovessero cambiare di poco, la grande fabbrica automobilistica di Pomigliano, afflitta da tempo immemore dalla cassa integrazione, un futuro solido non ce l’ha. Qualche mese or sono, causa l’annuncio di Marchionne al salone di Ginevra, è infatti iniziato il conto alla rovescia che determinerà la fine della produzione Panda nell’impianto “Gold Medal” entro il 2020 ed ecco perché i sindacati stanno facendo pressing su FCA ed ecco spiegato pure il comunicato sindacale affisso ieri nello stabilimento automobilistico partenopeo dalle organizzazioni di categoria firmatarie del contratto aziendale, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Acqf. Comunicato attraverso cui è stato annunciato un incontro in fabbrica con l’azienda, il 16 prossimo. « Non è più rinviabile – scrivono le rsa firmatarie – un confronto che chiarisca in maniera definitiva la prospettiva di Pomigliano: è necessario che FCA sciolga le ultime riserve e consenta ai lavoratori di Pomigliano ed alle loro famiglie un futuro lavorativo certo, di prospettiva e senza ammortizzatori sociali ». Ieri però l’azienda, da Torino, ha smorzato per l’ennesima volta gli entusiasmi. « Ad oggi, 31 maggio, la situazione è questa: all’ordine del giorno dell’incontro c’è solo il rinnovo del contratto di solidarietà. Se poi il giorno prima si deciderà di cambiare programma questo non si sa…», si sono limitati a riferire dall’ufficio stampa della multinazionale. Ma dal canto suo Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, è ottimista. « E’ stato Alfredo Altavilla (responsabile per l’area Emea di FCA, ndr) – rintuzza il dirigente sindacale – ad annunciare, a marzo, l’arrivo di un nuovo modello di fascia premium a Pomigliano: è molto probabile che possa essere un suv Alfa Romeo un po’ più piccolo dello Stelvio, in produzione a Cassino. Per il resto è chiaro che la nuova vettura sarà un investimento di non poco conto che potrebbe essere realizzato in un’area dell’impianto diversa da quella della Panda ». Rimane però gli interrogativi di fondo: è una soltanto la nuova produzione che si profila ? E quando andrà via la Panda, Pomigliano resterà uno stabilimento monoprodotto ? « Ormai la tendenza per tutti gli impianti – risponde Uliano – è quella di avere due produzioni e credo che Pomigliano non potrà fare eccezione ». Nel frattempo, dentro e attorno lo stabilimento della Panda, si affilano le armi della protesta. In un comunicato diramato ieri sera la Fiom di fabbrica ha fatto sapere che i sindacati firmatari sarebbero pronti a ritirare la firma dell’accordo sulle trasferte a Cassino in caso di mancate risposte nel prossimo incontro sul futuro dei lavoratori di Pomigliano e del polo logistico di Nola. « E questo ci fa piacere – hanno scritto i metalmeccanici della Cgil – anche perché bisogna tenere presente che soltanto noi della Fiom abbiamo sostenuto con una proclamazione di sciopero l’astensione dal lavoro, avvenuta la scorsa settimana, dei colleghi di Pomigliano comandati a Cassino, cosa che ha consentito loro di non subire contestazioni aziendali ». A ogni modo la data di arrivo della nuova vettura e il rientro a Pomigliano dei 330 trasfertisti a Cassino è legata ai tempi della solidarietà, in scadenza al 30 giugno e rinnovabile fino al settembre del 2018. Sembra comunque assodato che la linea di montaggio della Panda dovrebbe restare com’è mentre, a una certa distanza, la vecchia linea delle gloriose Alfa Romeo 159 e 147, opportunamente ristrutturata e ammodernata, dovrebbe ospitare il nuovo piccolo suv del Biscione. Cosa che consentirebbe la prosecuzione fino a tutto il 2020, senza interruzioni, della produzione Panda e il contestuale lancio del nuovo modello. In questo modo la linea della Panda sarebbe poi pronta a ospitare, tra tre anni, una seconda nuova vettura che si aggiungerebbe al piccolo suv. Ma sono tutte ipotesi per il momento. Pomigliano dovrà interagire con la produzione globale e soprattutto con la dichiarata intenzione di FCA di sottrarre importanti fette di mercato ai colossi mondiali tedeschi. « Ma se non si affronta adesso il tema di un nuovo piano in grado di saturare produzione e occupazione a Pomigliano allora potrebbe essere troppo tardi – avverte intanto Franco Percuoco, della segreteria Fiom di Napoli – per noi quindi l’incontro del 16 sarà importante: ci aspettiamo che l’azienda presenti un piano credibile. C’è infatti il rischio che anche la nuova missione produttiva non possa garantire l’ occupazione ». « Per noi – conclude Antonello Accurso, segretario generale della Uilm di Napoli e della Campania – è importante che ci siano chiarificazioni sul piano industriale. Probabilmente – anticipa Accurso – dall’incontro del 16 giugno non otterremo un annuncio dettagliato dell’azienda ma ci aspettiamo almeno l’indicazione di una strategia, di un modo per gestire un tempo transitorio: ci aspettiamo che FCA tranquillizzi tutti ».



