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Somma Vesuviana, la lettera di un cittadino sull’inciviltà ai danni del Casamale: “Quel che non va è il sistema”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino che veicola la sua opinione in merito agli ultimi atti vandalici ai danni dei monumenti nel borgo antico.

 

Del Casamale si parla ( a volte se ne straparla) ciclicamente. Assomiglia, questo quartiere, a quelle carceri che di notte, come vediamo nei film, potenti fari illuminano ritmicamente i capannoni dei detenuti. Al fascio di luce si alternano zone d’ombre. In questo momento si è acceso (per breve tempo) il faro delle scale della Collegiata col suo lordume, al quale segue la fase (lunga) del  buio dell’abbandono e dell’oblio. Certo l’ing. Arcangelo Rianna, che il mediano ha ottimamente definito un attivista, fa di tutto per tenere la luce sempre accesa, ma ha un difetto-virtù: è innamorato del Casamale. Gli altri gli vogliono bene, provano affetto, alcuni lo sfruttano, taluni ci guadagnano, altri  ancora ne fanno location per improbabili feste,ma lui, l’ingegnere, lo ama senza se e senza ma. E chi ama è di per sé un passionale. Il problema non è il piscio e le bottiglie lasciate sul sagrato della Chiesa, anzi lo è ma è legato a responsabilità individuali. Basta lavarle. Disinfettarle.

 

Il problema è di sistema. Ci si dimentica, soprattutto l’amministrazione civica, che il Casamale è il centro storico della città di Somma Vesuviana. E che come tutti i centri storici merita maggiore attenzione in quanto tale. Il Casamale non è migliore di Margherita. Rione Trieste, S. Maria del Pozzo, ma si dà il caso che è il luogo antico della città.   Se questo piccolo-grande concetto non viene compreso da chi ci governa, non ci sono pisciate o lattine che tengono. E questa si chiama politica. Che si prende le sue responsabilità, anche criticabili, ma almeno decide. Adotta un provvedimento. Emana un ordinanza. E, soprattutto, la fa rispettare. Non queste miserabili sabbie mobili che ci ritroviamo. Perché  al Casamale ci sono i problemi, e non uno che viene affrontato seriamente. Tutto viene tamponato, con foto di alcuni consiglieri che poi si pavoneggiano sui social, altri rispondono, si parlano fra loro, ma alla massaia non frega niente. E’ la luce che dicevo prima. Poi arriva il cono d’ombra, e tutto tace. Non c’è la polis, che dovrebbe decidere ed agire di conseguenza.

 

Le stesse associazioni, che al Casamale battono il record mondiale( 22, 23 25?), sono dedite alle feste, una volta crisommole, poi voci del borgo, ancora i suoni della terra murata, qualche pseudo intellettuale che dice solo fregnacce ,poi la fantasmagorica festa delle lucerne ( a proposito quella dello scorso anno che doveva rilanciare il quartiere si hanno notizie?), eccetera eccetera, che per carità impegna tante persone, ma che ricaduta hanno sul quartiere? Zero. Qualcuna di queste associazione ha mai denunciato un problema? Per esempio, gli affitti in nero, la massiccia presenza di immigrati in tuguri chiamate case, lo spaccio di droga, lo sversamento di rifiuti per le strade, abusivismo edilizio, disagio sociale, devianza giovanile, la sosta di auto che impediscono ai mezzi di soccorso di passare, ecc. ecc.? E, per ultimo, un parcheggio, ultimato e pronto all’uso su cui è caduto un silenzio tombale?

 

Perché le associazioni, vere o fasulle, accanto a tamorre e triccaballacche, zeppole e panzarotti, presunti prodotti tipici, che nessuno lo dice ma in tanti lo pensano servono ad arricchire i soliti noti, non si uniscono per inscenare una sana protesta?  Perchè non finalizzano queste iniziative per restaurare un portale, un’ opera o cose simili? Perché non presentano una piattaforma unitaria sul come deve essere il Casamale, insomma perché non propongono invece di accontentarsi di qualche tammurriata?  Ah quella mamma schiavona…

 

Salvatore Piccolo

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