Dopo l’assemblea di domenica scorsa, un assiduo lettore ci ha chiesto di pubblicare il suo contributo che scava nei problemi del quartiere mettendo in evidenza le presunte responsabilità e spronando i cittadini ad attivarsi in prima persona. Di seguito, la lettera firmata.
Qualcosa si muove, al Casamale. C’è stata un’assemblea pubblica domenica scorsa nella chiesa Collegiata. molto partecipata. Era la mobilitazione che chiedevo nella precedente lettera. Anche se qualcuno ha cercato di strumentalizzare le mie parole. Ma torniamo all’incontro e ai numerosi problemi del centro storico. Ci sono stati numerosi interventi, qualche presa di posizione, alcune presenze di facciata, altre presenzialiste. C’erano facce nuove, e questo è positivo, ma anche facce vecchie, e questo è negativo. Le solite che nell’ultimo ventennio hanno contribuito a far del Casamale una “cosa loro”. Pronti a mimetizzarsi come dei camaleonti a seconda delle circostanze. Hanno ancora qualche credito, ma per fortuna li stanno “scanagliando” (hanno fatto parte di amministrazioni passate).
Ma questo bellissimo incontro, un po’ autoreferenziale per la verità, ha fatto poche proposte, ci si aspettava uno scatto in avanti, qualche iniziativa più decisa, e invece la serata è andata avanti con il freno a mano tirato. Si è parlato poco del che fare con il parcheggio in via Torre, della viabilità selvaggia, dell’ordinaria amministrazione, della speculazione sull’immigrazione senza controllo, di persone che vivono in “bassi” insalubri e inagibili… del disagio giovanile, dello spaccio di droga, eccetera. Insomma di cose concrete, da sbattere in faccia all’amministrazione comunale, obbligarla ad impegni precisi e decisi. E se non mantenuti, passare alle vie di fatto. Ad esempio l’affaire parcheggio: è un’opera finita, cosa si aspetta a metterla a disposizione della comunità? Sono stati spesi soldi pubblici, ebbene o un’amministrazione mette in funzione il parcheggio o si portano le carte in Procura e alla Corte dei Conti. Compito del quartiere è far affiorare le problematiche, cogliendone le contraddizioni amministrative e renderle pubbliche. Il centro storico ha bisogno di attenzione prima sulle piccole cose (il tombino rotto, il buco, le “sarracine appilate”, l’erba sui muri, le strade sporche, il cestino per dei rifiuti) e poi delle cose grandi. Lasciamo perdere gli imbonitori e il «progettificio» che da anni portano avanti. La partenza domenica è stata positiva, c’è stata qualche sbavatura, ma bisogna insistere. Andare avanti. Già aver preso coscienza è un buon risultato, vuol dire che in tanti sentono che il centro storico si sta perdendo. In tanti hanno cercato di minimizzare in questi anni, mascherando il quartiere con feste e festini. Con tradizioni e pseudo sagre, buone solo per fare soldi. E non basta certo una foto di qualche vicolo, portale o arco a fare del Casamale una bellezza artificiale. Il Casamale è bello naturalmente, se lo sappiamo conservare. E’ il tempo delle proposte e delle proteste civili se necessario, giusto per vedere se siamo al napoletanissimo armiamoci e partite.
Salvatore Piccolo



