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Somma Vesuviana, il “pizzo” in nome di Gegè e Nicola

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Ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della DDA per Eugenio D’Atri e Nicola Zucaro, già in carcere per l’omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori.

Il pizzo si chiedeva in nome di «Eugenio e Nicola, quelli del Parco». Il Parco è il «Fiordaliso» di Somma Vesuviana, loro sono Eugenio D’Atri, detto «Gegè» e Nicola Zucaro, entrambi pregiudicati e già in carcere per l’omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori, i due giovani gestori di un centro scommesse in via San Sossio, trucidati in una stradina isolata di Saviano dove erano stati attirati in un agguato. Ieri mattina i carabinieri di Somma Vesuviana al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per D’Atri e Zucaro, considerati responsabili del reato di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. L’arresto, con gli indagati già in carcere per gli omicidi Tafuro e Liguori, arriva grazie agli sviluppi investigativi relativi ad una vicenda avvenuta a dicembre dello scorso anno: all’epoca fu arrestato in flagranza di reato l’esecutore, successivamente condannato,  che aveva materialmente avanzato la richiesta di pizzo al titolare di un esercizio commerciale e che aveva ritirato in prima persona il denaro contante richiesto alla vittima, un esercente di Somma Vesuviana. Già allora l’estorsione era stata commessa in nome di «Gegè e Nicola» e a rivelare i particolari che hanno condotto all’arresto, così come aveva fatto per gli omicidi di febbraio scorso, è Domenico Altieri, divenuto collaboratore di giustizia subito dopo l’arresto. Fu lui a portare Tafuro e Liguori all’appuntamento con la morte, è stato lui a raccontare delle percosse e delle minacce, dei regali, di come smerciasse cocaina fornitagli proprio da D’Atri. Altieri, come D’Atri e Zucaro, è già sotto custodia cautelare in carcere nell’ambito del procedimento penale in corso relativo al duplice omicidio di Tafuro e Liguori. I tre pregiudicati sono ritenuti contigui al clan Cuccaro, un dossier della Dia risalente al 2015, fornisce infatti segnali inquietanti rispetto ai legami che taluni pregiudicati di Somma Vesuviana avrebbero stretto con la camorra di Napoli est che esercita l’egemonia criminale nella zona di Napoli Est e che nel tempo starebbe cercando di espandere il controllo delle attività illecite sotto il Vulcano. La collaborazione di Altieri ha fatto luce su molti aspetti, il suo racconto è contenuto nelle quaranta pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che, solo poche settimane dopo l’omicidio, riuscì a incastrare mandante, assassini e complici, gli stessi che oggi dovranno anche rispondere anche di estorsione.

 

 

 

 

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