In merito alla notizia pubblicata sul nostro giornale il 21 dicembre (leggi qui), ci scrive il consigliere Crescenzo De Falco, chiedendo una «rettifica». Noi riteniamo di dover pubblicare, correttamente, quanto lui scrive, ma anche di far presente che la «rettifica» si applica a notizie non vere. Tutto ciò che abbiamo scritto, invece, lo era. Accogliamo con piacere la “precisazione” del consigliere De Falco e siamo disponibili ad ospitarne ulteriori interventi.
Di seguito, lo scritto pervenutoci tramite il suo legale.
«Lo scrivente consigliere comunale De Falco Crescenzo, avverte l’assoluta necessità di evidenziare come il contenuto dell’articolo pubblicato il 21.12.2016 sul quotidiano online Il Mediano.it, recante il titolo “Somma Vesuviana, diffamazione a mezzo Facebook: il giudice condanna un consigliere comunale”, sia fuorviante e non rispondente pienamente al vero. In esso, infatti, si legge che il sottoscritto sarebbe stato riconosciuto colpevole del reato di diffamazione e sarebbe stato, per questo, condannato al pagamento di una multa di euro mille. La notizia non appare aderente alla realtà nella parte in cui non tiene conto dell’avvenuta opposizione al decreto penale di condanna, proposta nel termine di quindici giorni, fissato per legge. Il De Falco, infatti, ha prontamente presentato opposizione al decreto, con dichiarazione presentata all’ufficio Gip del Tribunale di Nola, chiedendo che sia trattato il giudizio in contraddittorio tra le parti, al fine di chiarire la propria posizione. Il decreto penale di condanna, infatti, è adottato “inaudita altera parte”, soltanto su iniziativa del Pubblico Ministero senza alcuna possibilità per l’interessato di fornire una propria versione dei fatti.Bastava, dunque, semplicemente verificare presso l’Ufficio Gip del Tribunale di Nola che il decreto in questione era stato debitamente opposto e pertanto revocato, prima di pubblicare una notizia non rispondente al vero. Voglia, dunque, la S.V., procedere all’immediata correzione della notizia pubblicata il giorno 21/12/16 nei termini qui indicati».
Risponde il direttore del mediano.it, Carmela D’Avino:
Esimio consigliere, siamo lieti di ospitare un suo intervento che però non può dirsi rettifica bensì – se proprio vuole – integrazione ai fatti. Il decreto penale di condanna è assimilabile ad un primo grado di giudizio ed è condanna a tutti gli effetti. Come ad una sentenza di primo grado si può proporre Appello, così ad un decreto di condanna si può – con lo stesso criterio – proporre opposizione. Lei l’ha fatto, apprendiamo, ed è quindi pronto a fornire anche la sua versione dei fatti. Dopo la condanna però, sia pure ad una multa. Ed è questa la notizia che lei vorrebbe rettificare. Né fuorviante, né falsa. La ringraziamo di averla integrata e attendiamo, per completezza di informazione, gli sviluppi della vicenda. La salutiamo con cordialità augurandole un Buon Natale di pace.





