Ed è emergenza Casamale. Dopo l’annuncio e la diffusione della petizione che invoca provvedimenti in merito alla viabilità (ztl dal lunedì al venerdì e zona pedonale nei fine settimana – leggi qui), ieri sera si è tenuto un incontro nei locali dell’Abside della Collegiata promosso dai residenti. Il tema: emergenza criminalità e viabilità al borgo. Numerose le presenze dei cittadini del Casamale, ma non tante quante ci si sarebbe attesi. Presenti molti degli amministratori comunali: il sindaco Salvatore Di Sarno, le consigliere Adele Aliperta e Maria Rosaria Raia, il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma, i consiglieri Antonio Auriemma, Domenico Beneduce e Peppe Nocerino.
A far da moderatore, il parroco della Collegiata, padre Giuseppe D’Agostino. “Questa riunione – ha esordito il sacerdote – viene fuori da problemi vecchi, antichi e nuovi del Casamale. Non è un incontro contro nessuno. Non facciamo guerra a nessuno, né ai giovani, ne all’amministrazione, nelle autorità. Il Casamale è una perla preziosa lasciataci dai nostri padri, amo questo quartiere e da subito mi sono reso conto che bisogna migliorarne le sorti. Questa serata deve essere una opportunità, non sprechiamolo con battibecchi e polemiche inutili.Dobbiamo essere uniti, dobbiamo tutti metterci la faccia”.
Ma nonostante le parole di pace del parroco, il clima è diventato incandescente già dopo pochi minuti. A prendere la parola Anna Esposito, promotrice insieme ad altri residenti della petizione per la ztl nei fine settimana, che ha esposto le problematiche relative all’inciviltà, al parcheggio selvaggio, alla criminalità imperante che peggiora giorno per giorno. Il ghiaccio è rotto e qualcuno aggiunge: “Al di là dell’incivilita di molti giovani, del parcheggio selvaggio, il problema è la presenza di alcuni individui che arrivano da fuori Somma Vesuviana, qui non si vuole dire apertamente che questa è una piazza di spaccio. Qui viene gente da fuori, qui viene gente che spaccia”. Qualcun altro prende coraggio e incalza: “Ieri sera (ndr, domenica scorsa), oltre alle solite liti, è salito sul borgo un tipo incappucciato e armato di pistola”.
Insomma, è chiaro che gli animi sono esasperati, che davvero i residenti non tollerano più la situazione. Ed è a questo punto che prende la parola il consigliere Peppe Nocerino che si è concentrato sulla cernita tra cose che ha definito fattibili e cose che, quanto meno dal punto amministrativo – soprattutto in termini di costi economici – non lo sono. “Ciascuno deve fare la sua parte, i cittadini, le forze dell’ordine e, certo, anche l’amministrazione comunale per le proprie competenze. Le telecamere sono una cosa fattibile, per la Ztl le nostre valutazioni dicono che il progetto non è vantaggioso, non è economicamente sostenibile. Il Casamale non è fuori dalle leggi, non è fuori dal codice della strada. Ci vorrebbero centomila euro l’anno e non porterebbe vantaggi all’intera città, come un provvedimento amministrativo deve fare”. Vale a dire, stando alle parole del consigliere di maggioranza che l’amministrazione è convinta che la proposta veicolata dalla petizione non potrebbe risolvere il problema. “I dissuasori mobili, non la Ztl, potrebbero invece essere una delle soluzioni possibili, ma occorre uno studio preciso, non possiamo chiudere la gente a casa propria o impedire a chi deve farlo di entrare. Nella nostra amministrazione ci sono persone che hanno sposato con grande forza la causa del Casamale, aggravatasi per una serie di situazioni, anche legate alla piccola criminalità, che durano da parecchio tempo. Dovremmo rivolgerci tutti insieme alle forze dell’ordine, far sentire tutti la nostra voce, ma insieme. L’amministrazione c’è ma deve lavorare per il bene dell’intera città, anche per i luoghi che hanno gli stessi problemi del borgo e sono meno belli!”. E Nocerino, una proposta ce l’ha: “Una manifestazione pubblica al Casamale per quattro weekend consecutivi, a telecamere accese, con tutte le forze politiche unite, per far arrivare il messaggio alla piccola criminalità: “quello di star lontano da qui”.
Subito dopo l’intervento del consigliere Nocerino viene letto un comunicato a firma dell’associazione “Amici del Casamale” che per il sindaco ha l’effetto di una doccia fredda. Possiamo riportarlo parzialmente perché non ci è stato consegnato ed è possibile trascrivere soltanto ciò che abbiamo registrato. Eccone il testo, parziale: “Ringraziamo la consigliera Aliperta e il sindaco che ci mettono la faccia e le braccia in tutte le nostre iniziative, ma tutto questo ad oggi non ci basta. Non possiamo ritenerci soddisfatti di quanto fatto da questa amministrazione dalla quale ci si attendeva qualcosa di nuovo, qualcosa che si potesse toccare con mano. Ci rendiamo conto che realizzare un progetto per il Casamale non è cosa facile e siamo stanchi di sentirci dire “stiamo pensando di”, “stiamo facendo”, “a breve vedrete”. A noi servono certezze, oggi abbiamo solo la certezza che niente è cambiato, anzi si sono fermate pure le cose avviate dal commissario: si veda il Castello. Siamo stanchi di essere gli ultimi, comprendiamo che realizzare la ztl ha un costo e non è immediatamente realizzabile, ma almeno si facciano rispettare i divieti che già ci sono. Notiamo con dispiacere l’assenza di chi dovrebbe controllare e far rispettare le regole, soprattutto quelle del buon senso. Pensavamo che realizzando degli eventi potevamo contribuire alla promozione del borgo…. Non abbiamo nulla contro la movida, ma non possiamo accettare che si deturpi il sagrato della Collegiata. Stasera vi chiediamo azioni forti contro chi è fuori dalle regole senza creare danni a chi le rispetta… Le cose vanno fatte adesso senza il timore di perdere consensi. Auspichiamo che questo incontro sia proficuo e che ognuno si renda disponibile a fare la sua parte”.
La discussione successiva fa emergere divergenze di pensiero tra gli stessi residenti e le varie associazioni, qualcuno invoca l’unità. Ciascuno interviene mettendo sul tappeto tutti i problemi: dalla raccolta differenziata non corretta al parcheggio selvaggio, ad una certa “omertà”. Intanto la tensione cresce e più volte padre Giuseppe prova a calmare gli animi. Lo fa anche la consigliera Aliperta che invita tutti alla collaborazione, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione comunale. “Mai nessuno ha mostrato interesse al Casamale come noi, e sarà così fino alla fine. Io stessa sono sempre disponibile, abito a ridosso del borgo e sapete bene che potete chiamarmi quando volete, le soluzioni si cercano insieme”.
Intanto, tra una moltitudine di voci, il sindaco Di Sarno tentava più volte di prendere la parola, tra fraintendimenti e aggressioni verbali. Più volte Di Sarno ha ripetuto: “Perché non denunciate, perché non vi rivolgete alle forze dell’ordine?”. Riferendosi ovviamente agli atti di piccola delinquenza che hanno alfine portato i residenti a chiedere provvedimenti. Il vandalismo, ma anche lo spaccio, i danneggiamenti, il disturbo della quiete pubblica. O magari il conferimento sbagliato dei rifiuti e la sosta selvaggia. Le risposte sono le stesse, sempre: le segnalazioni ai vigili e ai carabinieri non avrebbero avuto riscontri né interesse .Nemmeno una volta. Tra più voci e proteste, la discussione ha rischiato di degenerare e il sindaco ha preferito passare la parola al responsabile della Protezione Civile affinché potesse spiegare tecnicamente quali siano le difficoltà di gestione della ztl e quali le iniziative che invece saranno presto messe in campo. Una tra tutte: l’istituzione di un “ispettorato” di sicurezza che vigili sempre, anche fino a tarda notte.
Di Sarno ha poi ripreso la parola: “Nessuno mi vede quando vengo al Casamale, almeno tre o quattro volte al giorno. Molti di coloro che parcheggiano male sono proprio i residenti…”- E in uno sfogo che non sembra possa avere argine, il primo cittadino di Somma Vesuviana snocciola la “corona”: parla di chi affitta le case agli extracomunitari, di chi non utilizza il parcheggio, di chi vende a prezzi stracciati contribuendo ad attirare anche gente “poco raccomandabile”. Gli scappa anche qualche parola fuori luogo, diciamo così folkloristica, genuina, come se stesse a casa propria con gli amici suoi. “Noi non ci stiamo tirando indietro – afferma – abbiamo le nostre proposte. Ma io nella vita sono abituato a fare il buon padre di famiglia, posso anche andare a carro armato ma non so se piacerà a tutti. Non ci sto a passare per quello che non fa le cose, siamo qui stasera ad accettare tutto, ad ascoltare tutto, senza polemiche e senza dire una parola mentre sui problemi ci stiamo lavorando”. Ha aggiunto: “Un po’ alla volta, di qui a Natale…”.
Alla fine, è stato il parroco a decidere di far terminare l’incontro. Meglio riflettere su quanto detto, sulle proposte fatte e ascoltate e rimandare, certo a presto, le decisioni alla luce di animi più sereni. Magari allargando le presenze, ai residenti che non c’erano e a tutti i consiglieri comunali, ciascuno rappresentante dei cittadini di Somma Vesuviana, che non sono stati invitati.







