Somma Vesuviana, il Casamale: “Gialle strisciate di urina e la squisita chiesa trasformata in cacatoio”

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di Carmela D’Avino e Daniela Spadaro

«Le gialle strisciate di urina che profanavano i marmi, la squisita chiesa trasformata in cacatoio». Lo scriveva, era l’anno 2000, Oriana Fallaci. Per un’altra chiesa, per altri marmi, per altre ragioni. Per altre polemiche che le valsero l’appellativo di razzista, giacché chi pisciava sui marmi fiorentini in piazza Duomo era un drappello di profughi somali. Non c’entra nulla, qui, tutto ciò. Ma a guardare le foto dello scempio che ogni giorno si consuma al borgo Casamale di Somma Vesuviana, a contemplare i gradoni della squisita chiesa Collegiata, ci è tornato alla mente quel passo di Oriana. Perché le gialle strisciate di urina che profanano i marmi non hanno razza né colore, sono schifose e devono indignare sempre. Che sia urina italiana, belga o marocchina, che il proprietario dell’”idrante” sia cristiano, ateo o musulmano.

Il Casamale, questa terra murata d’incanto, pregna di tradizioni, di storia, ricca in bellezze e culla di riti religiosi o pagani, di suggestioni e di beltà. Il Casamale, centro storico di Somma Vesuviana racchiuso tra le possenti mura aragonesi e che da tempo immemore seduce e ammalia i visitatori. Il Casamale, da sempre messo al centro dei programmi e dei proclami elettorali e poi, sempre, dimenticato e consegnato al degrado e all’abbandono. Ieri, oggi, domani chissà.

Ebbene, ormai da qualche anno il borgo antico sta attirando giovani e giovanissimi da ogni realtà limitrofa. E ben vengano, per carità. Sono ricchezza, sono quella che oggi si chiama «movida». La movida di cui parecchi sindaci si riempiono la bocca come se fosse merito loro e non della moda o di chi nei luoghi di volta in volta più “in” ha investito. La movida, fonte di guadagni, di ricchezza, di aggregazione. Quella che alcuni territori dormitorio invidiano, quella che i residenti spesso deprecano. Quella che sta diventando, al Casamale, sempre più fonte di violenza e inciviltà.

ll punto di raccolta più gettonato è la piazzetta antistante la Collegiata. La sosta preferita è quella degli storici gradini. Lì, sulla Storia, si bivacca, si vomita, si urina. Anzi, scusate se indegnamente citiamo Oriana: si piscia. Si imbratta con carte bisunte e vetri rotti. La movida è un’entità astratta alla quale non si può addebitare nulla. Ci sono tanti giovani educati e perbene, tanti altri, un’orda la chiameremmo se non avessimo timore di offendere i barbari, giovinastri incivili e ineducati che tutte le sere, in quelle del weekend in particolare, prendono d’assalto e d’assedio il centro storico. Ed è guerriglia, con lattine schiacciate, urla, schiamazzi e liti violente fino all’alba. Nei vicoli stretti e angusti del borgo antico sfrecciano ad alta velocità auto e moto, incuranti dei passi carrabili, degli ingressi e degli accessi alle case. Parcheggiano selvaggiamente lungo tutto il rione.

Esasperati dagli schiamazzi notturni, molti residenti hanno spesso chiesto l’intervento dei carabinieri e allertato le istituzioni. «Basta, non ne possiamo più – è il coro unanime – questa è divenuta terra di nessuno. Le auto sfrecciano a folle velocità lungo i vicoli, se si osa chiedere ai ragazzi di abbassare la voce si viene sommersi da urla, parolacce, improperi, insulti, bestemmie. A notte fonda suonano ai citofoni, prendono a calci i cancelli. Non ci sentiamo più sicuri, siamo invasi da auto e giovani esaltati. Siamo sotto assedio e nessuno ci tutela. Noi pretendiamo l’intervento delle istituzioni e siamo pronti a firmare esposti e denunce, a sollecitare l’intervento di trasmissioni come Striscia la Notizia o Le Iene. Abbiamo tollerato troppo: l’amministrazione ci aveva promesso la Zona a Traffico Limitato (Ztl) almeno durante i weekend. Chi aspettano? Cosa vogliono che accada prima di provvedere? Aspettiamo un incontro con il sindaco e intanto stiamo raccogliendo le firme per una petizione popolare».

La petizione per la quale i residenti stanno raccogliendo firme è indirizzata al sindaco Di Sarno. Eccone il testo: «I sottoscrittori della presente istanza, chiedono alla S.V. di adottare, in via sperimentale, per il Centro Storico di Somma Vesuviana ed in particolare per la cosiddetta zona “Casamale”, un provvedimento che la renda ZTL nei giorni che vanno da lunedì al venerdì e Zona Pedonale nei fine settimana.  Quanto sopra al fine di ridare sicurezza al Centro Storico nel quale l’abuso costante degli spazi per le auto in sosta condizione lo svolgersi civile della vita quotidiana ed impedisce, persino alle ambulanze, di poter accedere ai vicoli e sbrigare rapidamente le emergenze. Nello stesso tempo, la istituzione di una Zona Pedonale nei fine settimana, permetterebbe anche la organizzazione di eventi che darebbero lustro alla nostra Città. In attesa di un riscontro positivo a questa nostra istanza, porgiamo distinti saluti».

Dal canto suo, il sindaco fa sapere che ci si sta industriando per un progetto di sorveglianza, magari con vigili di quartiere, ed è di pochi giorni fa la notizia della partecipazione ad un bando per intercettare fondi regionali finalizzati al recupero e alla riqualificazione del centro storico. Si, ma nell’attesa, ai residenti non è che si possa dire «Campa Cavallo, che l’erba cresce».

Nell’attesa dei fondi, che non arriveranno domani e nemmeno dopodomani, i residenti del Casamale non sono disposti a tenersi le “gialle strisciate di urina”, gli schiamazzi, le urla, gli insulti, il rumore, le auto parcheggiate fuori casa propria. La tensione cresce. «Non vogliamo più ascoltare le chiacchiere, vanno presi provvedimenti subito, nessuno di noi ha intenzione di aspettare ancora».

Non c’è verso, non c’è la solita rassegnazione alle promesse dei politici (e parliamo di quelli di ieri e di quelli di oggi, magari anche di quelli di domani). Basta leggere qualcuno dei messaggi che i residenti del Casamale ci hanno inviato. Sono disposti a tutto e a guardarli negli occhi c’è da crederci, eccome. «Ma le istituzioni dove stanno? Non parliamo delle auto che sfrecciano a tutta velocità – racconta una residente – e quando li invito a rallentare la parola più pulita che mi rivolgono è “zoc…”. Basta ci siamo stancati, da questo momento tutto ciò che accadrà saranno ca…voli di chi ci dovrebbe tutelare».

Casamale, 2018. Mese di settembre. Chissà che prima del nuovo anno si possa scriverne dimenticando di citare la rabbia, per ritrovare invece l’orgoglio.