Per il terzo anno consecutivo gli amici della Paranza delle Gavete regalano alla città un 1 maggio di festa e di fede nel cuore del monte Somma. Ovvero sott ‘e Gavete.
Sott ‘e Gavete, nel cuore della suggestiva e sinuosa montagna di Somma, quella montagna tanto cara al poeta vesuviano Gino Auriemma, per il terzo anno consecutivo, si fa festa.
La tradizione continua e continua grazie all’incessante lavoro di una quindicina di amici, che oggi si identificano sotto il nome di paranza delle Gavete, che da tre anni a questa parte stanno ripulendo la bella vallata fino a trasformarla in una conca frizzante di vita, dove sgorga un’antica sorgente (vedi video), la stessa dove i nostri progenitori erano soliti abbeverarsi. Instancabili e determinati, gli amici della neo paranza ogni sabato e domenica mattina all’alba si recano sul posto e, a mani nude, armati di semplici strumenti agricoli, scavano per dissotterrare i rifiuti, in particolare pneumatici e ingombranti, che l’inciviltà ha sversato per anni sotto cumuli di foglie e di arbusti.
Anche quest’anno, il 1 maggio, davanti alla piccola ma suggestiva grotta che custodisce l’immagine della Madonna di Castello, protettrice di sommesi e del raccolto, sarà celebrata la Santa Messa. Tutto è stato curato nei dettagli e per tutta la giornata, dopo il rito religioso in onore della Mamma Schiavona, si canteranno e si balleranno antichi canti a figliola. Tammorre, castagnette e putipù, delizie culinarie nostrane e, soprattutto, tanta fede: l’ascesa verso le gavete ha portato e porterà nel cuore della montagna centinaia di fedeli e di appassionati della cultura e delle tradizioni sommesi.
Un pensiero e un ricordo sarà dedicato a Zi Riccardo, personaggio di spicco della musica popolare nonché fondatore del gruppo musicale “le Donne della tammorra”, scomparso pochi mesi fa. A sera, la discesa dalla vallata per fare sosta nella piazzetta di via Pomintella, dove continuerà la festa, dove altre paranze si uniranno agli amici delle Gavete per augurarsi ed augurare a tutti di potersi rivedere l’anno prossimo. Sempre “con la mano e l’aiuto ‘e Mamma Schiavona”.




