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Salvatore Di Sarno è sindaco di Somma Vesuviana dal 2017. Nell’intervista che segue racconta le difficoltà incontrate, le defezioni, le criticità e le prospettive della sua amministrazione.

Sono ormai passati due anni dalla sua elezione, qual è la cosa che ha trovato più difficile? Essere sindaco è come credeva che fosse?

«La cosa più difficile è stata trovare una macchina amministrativa obsoleta. L’ultimo concorso era stato fatto nel 2011 e noi abbiamo cercato di sopperire a tutte le mancanze delle passate amministrazioni, proprio prendendoci gli uomini scelti in quelle graduatorie. Fare il sindaco non è un gioco, hai la responsabilità di oltre 35mila concittadini, molti vorrebbero tutto e subito ma non è così perché la macchina amministrativa non funziona così. Quando si fa un appalto, una gara, la burocrazia allunga veramente i tempi di una pubblica amministrazione. Se in una famiglia noi possiamo decidere di acquistare un bene perché basta avere i soldi, per la pubblica amministrazione non funziona così».

  Si è presentato come il sindaco della Svolta, eppure nel tragitto ha perso una parte dei suoi consiglieri, una delle quali eletta proprio in Svolta Popolare. I consiglieri Raia e Scala, passati all’opposizione mesi fa, hanno usato parole di fuoco nei suoi confronti, cosa pensa della loro scelta?

«Quando si fa una scelta ognuno si assume delle responsabilità, probabilmente sarà il tempo che darà ragione a questa scelta fatta dai due consiglieri che sono passati all’opposizione Ritengo che una famiglia, perché io la mia squadra la considero una famiglia, ha diversi problemi e tutte le famiglie hanno dei problemi quindi è stata forse anche una mancanza mia non riuscire a usare il giusto filtro con tutti i consiglieri comunali, per cui  mi assumo pure la responsabilità di questa perdita. Loro sanno però se da parte mia c’è stato un qualcosa contro di loro o il loro essere consiglieri comunali, io dò sempre spazio a tutti e sicuramente mi è dispiaciuta la loro perdita ma la svolta, essere il sindaco della svolta, non significa avere il logo di Svolta Popolare. La svolta si attua  nel tempo . Un’amministrazione ha dei tempi, nasce e, tra virgolette muore, in cinque anni. Questo dovrebbe essere il limite dell’amministrazione: verificare quello che si è prodotto nell’arco temporale di 5 anni. Ai posteri l’ardua sentenza, noi siamo qui e stiamo continuando a lavorare per la città»

 Garofalo, De Simone, Salierno, poi sostituiti da Prisco, Pirozzi, Granata. In due anni ha già cambiato tre assessori, lasciando passare in un caso anche sei mesi per la nomina. Problemi di accordo nella sua maggioranza?

« In tutte le famiglie ci sono degli screzi, anche nelle migliori. L’importante è poi raggiungere l’obiettivo che per noi è quello  di dare un buon governo alla città. Per l’ultimo assessore ci abbiamo messo sei mesi e va bene così, Stefano Prisco è un uomo valente che conosce bene la materia, abbiamo una persona che ci darà sicuramente il suo contributo. Ripeto:  le problematiche ci sono nelle migliori famiglie, è naturale, ma la cosa importante è risolvere i problemi e trovare il giusto equilibrio per andare avanti».

 Questa è una domanda che volevo farle da tempo: lei è un rappresentante della Guardia di Finanza, ora si sta preparando la Festa di San Gennaro, ma altre manifestazioni pubbliche si sono tenute in questi due anni. Non la imbarazzano i venditori abusivi, spesso anche nei pressi del Comune?  

«L’ultimo evento importante che abbiamo avuto è stata la festa delle Lucerne. L’anno scorso, rispetto alle scorse volte, non si è venduto all’interno delle mura, avevamo personale disponibile anche per fare controlli sull’abusivismo commerciale ed è stato fatto. Ora è arrivato il nuovo comandate della polizia municipale e speriamo anche di fare concorsi entro brevissimo tempo, mancano almeno sei vigili e l’anno prossimo altri ne andranno in pensione. Se riusciamo a mettere su una buona squadra, con ulteriori innesti di personale, avremo sicuramente un maggiore controllo del territorio dal punto di vista dell’abusivismo commerciale, edilizio e in tutti i settori della macchina amministrativa».

In una intervista che il Mediano le fece in campagna elettorale, invitato a scegliere tra Berlusconi e Renzi, lei puntò sul secondo. Le ripropongo la domanda: Zingaretti o Salvini?

«Zingaretti o Salvini… bella domanda ma non mi imbarazza perché io ho le idee ben chiare, personalmente da Salvatore Di Sarno e da sindaco della città di Somma Vesuviana. Non sono un sovranista puro ma non accetto come uomo il fatto che alcune persone in difficoltà,  che arrivano  in Italia per sfuggire alla guerra,  vengano cacciate via   o maltrattate .  Io credo che debba esistere un governo  con un inquadramento cattolico, noi siamo cattolici, io sono un cattolico anche se non vado spesso a Messa ma ci credo e so che esiste ed è sempre esistita una migrazione di uomini verso posti migliori.  No al razzismo . Per me esistono gli uomini cattivi che fanno delle cose indicibili, esistono uomini buoni che fanno le cose come prevede la legge. Quindi io non sono un salviniano ma un uomo moderato. Chiarisco:  mi posso anche andare a candidare nella Lega, però portando avanti sempre i miei ideali. Non vedo Salvini come il salvatore della patria ma come uomo politico che ha capito, come si dice, che la lingua batte dove il dente duole. Ha capito che in questo momento gli italiani hanno bisogno di lui e lui interpreta il pensiero degli italiani. Se la lega è arrivata al 39% nei sondaggi un motivo ci sarà. Ma non mi piace quando dice che le navi dei migranti non devono entrare nei porti italiani. Zingaretti non mi dispiace, io sono per gli uomini del fare che danno possibilità alle popolazioni di emergere e migliorarsi, veniamo da un ventennio di decadenza politica e sociale, ora sta a noi fare uno scatto in avanti e sposo le idee che vanno nella direzione di aiutare le persone in difficoltà. Tra i politici italiani, Renzi mi piace sempre. Comunque se dovessi scegliere, direi Calenda e Meloni».

  Negli ultimi giorni avete esultato per alcuni finanziamenti intercettati, ed è giusto. Ma come mai non sono ancora partiti i lavori per la pubblica illuminazione?

« Fare un contratto per la pubblica amministrazione non è semplice, c’e una convenzione molto articolata e ci è voluto tantissimo tempo per stilarla. I lavori dovevano iniziare il 26 luglio, cominceranno invece entro il 25 agosto. La nuova dirigente dell’Ufficio Tecnico, che ha preso servizio da pochi giorni,  doveva verificare alcune clausole con l’azienda e lo ha fatto. Siamo in attesa di una risposta da parte della ditta che ha vinto l’appalto, credo che ci siamo chiariti sulle discrepanze che emergevano: mancava l’invio di alcuni atti alla Sovrintendenza, alcuni accorgimenti. »

 Scegliere funzionari è prerogativa delle amministrazioni comunali, secondo lei sarebbe meglio sceglierli per curricula o per gradimento suo o di taluni consiglieri?

«Sono fiero dell’ultima scelta, la dottoressa Pensa la vedo molto propositiva e preparata. E l’ho scelta per curricula. Si, meglio per curriculum».

 E a proposito di funzionari, come crede stia lavorando il segretario comunale?

«Il segretario comunale Massimo Buono, scelto da me, veniva da una realtà piccola, da un comune con meno di 5mila abitanti. Si è dovuto  confronti con una realtà più vasta e molto varia, dove ci sono più consiglieri comunali, dove la macchina amministrativa è molto più articolata e  avrà avuto delle difficoltà che a volte qualcuno fa emergere in consiglio comunale. Io lo difendo e lo difenderò sempre perché ritengo sia prima di tutto una persona colta e seria, una persona che ha dei valori, una brava persona . Certo, se può fare ancora uno scatto in avanti per questa amministrazione io gliene sarò sempre grato. Ci aspettiamo un salto di qualità perché a breve, a metà mandato, farò anche delle scelte all’interno della mia giunta per dare quello scatto ulteriore affinché si arrivi alla fine della legislatura con la squadra che poi governerà, speriamo, fino alla fine del mandato. Dunque, ritengo che il segretario comunale possa e debba dare di più. Nell’ eventualità che non ci fosse il miglioramento sperato, ci faremo un bel chiarimento io e il segretario comunale, come due galantuomini».

 Quale settore della sua amministrazione ha lavorato meglio?

“Il fiore all’occhiello dell’amministrazione  è l’area  politiche sociali. La dottoressa Marrazzo, che sta dando veramente il meglio di sé, è una persona esperta e molto seria, essere capofila di sei comuni non è semplice, lei fino ad oggi non ha sbagliato nulla e quindi ritengo che è il miglior settore. Anche il settore scuola, dove si è partiti veramente da zero, sta lavorando molto bene grazie agli architetti Iovine e D’Amore. Così come si lavora bene nel settore riguardante il Bilancio ».

Quale settore dovrebbe migliorare?

«Sicuramente sono due i settori da migliorare:  urbanistica e lavori pubblici, che in questo momento ho accorpato, e poi la Polizia Municipale.  Con l’arrivo del nuovo comandante mi aspetto veramente un cambio di passo anche in questo settore».

 Mi ricapitola in breve lo stato dell’arte della vicenda Soficoop?

«Oltre al lodo arbitrale, come Ente noi siamo andati avanti e abbiamo fatto un ricorso al giudice della Corte d’Appello perché non vorremmo nessun addebito per il comune. Siamo in attesa di conoscere l’esito del ricorso».

C’è qualche esponente dell’opposizione che, senza togliere nulla alla sua squadra, le piacerebbe avere al suo fianco?

«Qualcuno dice sempre che il popolo ha scelto, che noi siamo stati eletti e dobbiamo amministrare e che il controllo spetta invece a loro, all’opposizione. Io invece andrei un attimo oltre, penso che se pure dall’opposizione,  se veramente si vuole il bene comune, ci fosse un aiuto, potremmo lavorare ancora meglio per Somma. . Ciascuno di loro è un valido elemento e ciascuno di loro  potrebbe stare all’interno della compagine amministrativa  E mi pongo una domanda:  perché se due consiglieri passano all’opposizione sembra un fatto normale e se uno, due o dieci consiglieri passano in maggioranza si dice che hanno tradito il mandato elettorale? Dove sta il dramma? Qual è la differenza? La pongo pure io questa domanda. Se la vogliamo dire tutta, per me i consiglieri che sono passati all’opposizione  si dovevano dimettere».

 Nei tanti consigli comunali, in questi due anni, lei ha preso la parola pochissime volte.  Non parla perché non lo considera necessario o perché non ha nulla da dire?

«Assolutamente no. All’inizio del mio mandato mi ero riproposto, come quindicesimo consigliere, di dare spazio a tutti i consiglieri di maggioranza , che hanno sia le competenze  tecniche e relazionali  per poter rispondere in modo adeguato  all’interno di un consiglio comunale. Sono molto preparati nelle materie del consiglio e quindi io mi fido di loro,  ma quando poi si sposta l’asse su fatti personali e mi sento tirare in ballo io devo rispondere perché ne ho facoltà e lo farò sempre per difendere la mia maggioranza, i miei consiglieri comunali  e i miei assessori. Non temo il giudizio della minoranza,  anzi lo rispetto ma saprò come rispondere ogni volta che sarà necessario.  Quindi il Salvatore Di Sarno 1.0 è finito ed esiste il 2.0, che dirà sempre la sua».

 Lei è considerato un sindaco social….

«Sono sempre stato social, ora da sindaco è diverso perché si è sotto i riflettori per qualsiasi cosa. Ben vengano tutte le richieste da parte dei cittadini, segnalazioni importanti riguardo l’illuminazione, l’immondizia, i cani randagi e tutte le problematiche che  può avere  una città di 37000 abitanti. Accetto le critiche social, spesso sono utili perché veniamo informati in tempo reale, mi dispiace  però quando qualcuno entra nel personale, quando per esempio si chiama il sindaco “vigliacco”: queste sono offese, non posso piacere a tutti. Io fino ad oggi non ho mai voluto attaccare nessuno però la misura è colma: ho salvato circa 300 screen shot di offese gratuite sulla mia persona e mi tutelerò».  Non posso colmare nel breve periodo tutte le criticità esistenti e  ritengo si possa valutare  alla fine del mandato. Abbiamo diversi progetti in cantiere che hanno avuto uno scatto ulteriore, faccio un esempio:  abbiamo perso un anno e mezzo per il Puc.  Non riusciremo entro dicembre a chiudere tutta la procedura  ma sicuramente la  chiuderemo entro gennaio/febbraio e  avremo un Puc a servizio di tutta la collettività.  Ribadisco: i tempi della burocrazia sono lunghissimi  e la mancanza di personale  rallenta ancora di più. Io  non mi devo scusare di nulla, so che la  macchina amministrativa è ancora in difficoltà ma  stiamo lavorando con le risorse,  i mezzi  e gli uomini che abbiamo,che  ringrazio sempre tutti i giorni  e tutti i momenti per il lavoro che fanno.  Chiedo anche uno scatto da parte dei cittadini, auspico  una cittadinanza attiva perché il bene comune non è solo di Salvatore di Sarno ma dell’intera città».