Riceviamo dalla Rsu Fim, Fiom Uilm Dema spa e pubblichiamo
Un anno fa, tra titoli di giornali e istituzioni frettolose di chiudere il tavolo di crisi, avveniva
l’acquisizione di Dema ad opera del gruppo Adler.
“Il sud salva il sud” titolava il mattino celebrando le sorti progressive e inarrestabili di questa acquisizione. A dodici mesi di distanza la fabbrica è vuota e silenziosa, l’unico rumore di fondo sono i saluti di 48 colleghi andati via per la mancanza di un progetto credibile e tutti quelli che possono sono in attesa di una chiamata per poter finalmente tornare ad avere una dignità lavorativa, stufi dell’eterna attesa di conoscere e veder realizzare un piano industriale.
Gli investimenti “qua e la” che l’azienda dice di aver fatto sono letteralmente invisibili e siamo in attesa ,da un anno di conoscere il programma quadriennale degli investimenti. L’utilizzo della cassa integrazione è affidata a criteri che facciamo fatica a definire industriali. Il fondo integrativo dei dipendenti viene pagato quando si ha voglia e sostiene in questo modo il galleggiamento della realtà produttiva, comprare un utensile o del materiale sembra una gara ad ostacoli.
In dodici mesi è la terza volta che mancano i soldi per gli stipendi e registriamo un ritardo nei pagamenti degli stessi. Le ragioni di tutto questo sono articolate e coinvolgono diversi fattori e livelli di responsabilità che vanno dalle produzioni che vengono pagate a prezzi scandalosamente bassi dalla committenza, passano da istituzioni totalmente sorde rispetto alle perplessità delle lavoratrici e dei lavoratori e del sindacato quando c’era da intervenire e riflettere a monte e che ora sono totalmente lontane dallo svolgere funzioni di controllo e verifica degli impegni sottoscritti e si completano nell’assenza di visione di un management assolutamente non attrezzato per affrontare le sfide di un settore ad altissimo impatto tecnologico che vive di investimenti continui e dove no le nozze con i fichi secchi non sono per nulla all’ordine del giorno. Esiste però una categoria totalmente fuori da queste colpe e sono i lavoratori che lavorano in un’azienda in crisi dal 2009.
Per queste ragioni è indetto lo stato d’agitazione con articolazioni su diverse giornate, viene
ristabilito il presidio fuori ai cancelli.
LUNEDI 13 APRILE DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 12.00 E’ INDETTO UN
PRESIDIO CON SCIOPERO SOTTO AL COMUNE PER CHIEDERE LA
CONVOCAZIONE DELLE PARTI IN PREFETTURA
la rsu fim fiom uilm dema spa Somma Vesuviana
(foto di repertorio)



