Somma Vesuviana si è svegliata questa mattina avvolta da un silenzio irreale, spezzato da una notizia che ha colpito tutti come un pugno allo stomaco. La morte improvvisa di Giuliano Cefalo, appena 32 anni, ha lasciato la città sotto choc, incredula e profondamente addolorata.
Giuliano era un giovane imprenditore conosciuto e stimato, figlio di Maria Pangiroli, segretaria cittadina del Partito Socialista Italiano. Ma prima ancora dei ruoli e dei cognomi, Giuliano era un ragazzo perbene, come in tanti oggi lo ricordano con la voce rotta dall’emozione. Un giovane pieno di valori, educato, rispettoso, capace di lasciare un segno autentico in chiunque lo abbia incrociato sul proprio cammino.
Sportivo, appassionato di tennis, Giuliano incarnava l’energia e la voglia di vivere dei suoi 32 anni. Il campo da gioco era per lui uno spazio di libertà, sacrificio e passione, gli stessi principi che portava nella vita quotidiana e nel lavoro. Una vita che sembrava appena cominciata e che invece si è interrotta troppo presto, lasciando un vuoto difficile anche solo da raccontare.
La notizia si è diffusa rapidamente in tutta Somma Vesuviana, rimbalzando di telefono in telefono, di messaggio in messaggio. Le serrande alzate a metà, gli sguardi bassi, le parole sussurrate: la città si è fermata, stringendosi attorno alla famiglia Cefalo in un abbraccio collettivo fatto di rispetto e dolore.
In momenti come questi non esistono spiegazioni che possano lenire la sofferenza. Resta solo il ricordo di un sorriso, di una vita spezzata troppo presto, e il silenzio composto di una comunità che piange uno dei suoi figli migliori. Somma Vesuviana oggi è più triste. E non lo nasconde.



