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Somma, il concerto di primavera del coro “Gaetano Di Matteo”

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Umiltà, speranza e gioia di vita nella chiesa di San Pietro Apostolo. Guidati da Rosa Coppola, i componenti hanno eseguito brani religiosi, classici napoletani e canzoni italiane di successo. Legati da uno scopo comune: onorare un fratello che ha lasciato un vuoto incolmabile nei loro cuori, mancanza che si è trasformata in pura energia.

Per Gaetano. Solo per lui. In ricordo di un’amicizia che supera spazio e tempo. Nella chiesa di San Pietro Apostolo, nel cuore del borgo Casamale, il coro “Gaetano Di Matteo” -nato in seguito alla sua scomparsa avvenuta due anni fa- non può dimenticare quell’uomo carismatico e sensibile che seppe trasmettere l’amore per la musica agli amici e a chi non conosceva. E forse non tutti i presenti al Concerto di primavera, organizzato in suo onore, lo avevano incontrato quando era in vita.

Tuttavia, il suo ritratto si è delineato chiaro fra le corde del violino e negli strumenti che gli erano appartenuti sulla terra tanto da essere per lui, ormai, senza segreti: e Gaetano si percepiva presente, con il corpo oltre che con l’anima. Certo è che molti hanno visto il talentuoso Gaetano frequentare quella chiesa e le altre del mistico borgo, accanto alle associazioni che si preoccupano ogni giorno di omaggiare la storia di Somma Vesuviana, la bellezza delle mura antiche e gli appuntamenti con la tradizione, come la Festa delle Lucerne.

Si può chiamare coro un gruppo di persone spinte da una forte motivazione a portare avanti un progetto comune; si può chiamare coro l’insieme di voci che si alzano in diverse tonalità  confluendo in un solo luogo astratto, dove quella mancanza universale si è trasformata in pura energia per riversarsi sui foulards di raso rosso dei componenti, uomini e donne, giovani e adulti.

Sullo sfondo la sagoma  di Rosa Coppola, moglie di Gaetano,  e le mani mosse a metronomo per guidare le voci gioiose di memoria. I brani, la sequenza semplice e soprattutto il significato di quelle parole etico-religiose hanno fatto da prefazione al momento dell’Hallelujah. Difficile cantare “Mi manchi come l’aria”.

Troppo anche per Carmela D’Avino, la quale a gennaio aveva scritto in un commento all’immagine del profilo Facebook del Coro Gaetano Di Matteo “Amico mio, questa pagina è dedicata a te, a noi, alla nostra grande e bella amicizia. Noi ci siamo e tu sei con noi. Sempre, ovunque. Non per compiangerti, non per ricordarti con le lacrime, ma per farti rivivere quotidianamente attraverso la musica, l’allegria, il sorriso, Non permetterò che la musica si fermi, non farò prevalere il silenzio. Mai. Ti voglio bene”. Con lei, altre testimonianze d’affetto sincero. Gaetano era amato e lo è più di prima. Ha lasciato un segno profondo e un grande insegnamento: vivere è una gioia per tutti, anche quando le cose non vanno come desideriamo. Il destino lo ha portato via presto, ma lo ha restituito angelo di Dio alla sua famiglia e guida per chi è rimasto e gli ha voluto bene.

Erano in sette, all’inizio, i membri del coro. Poi l’ arrivo  di tanti amici musicisti nonché , ogni volta che c’è un concerto,  di due amici  del  noto coro “Gli Aedi del Borgo”. Oggi in 27 guardano al futuro  sperando e augurandosi dir far rivivere il loro Maestro e, perché no, anche di  attirare nuovi talenti musicali nel gruppo. A sostenerli, mettendo generosamente a disposizione il loro impianto audio,  i membri del gruppo musicale “Quelli del Borgo” e l’Associazione Musicale “Antonio Seraponte”.

Intanto, Carmela, Rosa Coppola, il coro e i musicisti salutano Gaetano con la strofa di una canzone di Laura Pausini: “Per sempre, in qualunque posto sarai/in qualunque posto sarò/ Tra le cose che vivi io per sempre vivrò”.

Simona Cerbone

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