Tra i manifestanti il senatore M5S Sergio Puglia e il consigliere Pd Giuseppe Auriemma.
Manifesti di protesta attaccati sul portone del municipio, urla, cori di rabbia, tanta rabbia, scanditi per le strade del centro cittadino, frasi che attirano l’attenzione dei passanti in mezzo al traffico impazzito. Così, ieri sera, il corteo dei truffati del rione di via Venezia, 50 famiglie le cui abitazioni sono finite all’asta giudiziaria a causa dello scandalo finanziario che venti anni fa coinvolse la società costruttrice Soficoop. Donne, anziani, bambini hanno brandito cartelli e striscioni per chiedere alle istituzioni lo stop agli sgomberi degli appartamenti. Al corteo, che partendo da via Venezia si è sviluppato per le vie del centro di Somma Vesuviana passando per il municipio, hanno partecipato esponenti del Movimento Cinque Stelle, senatore Sergio Puglia in testa, e del Partito Democratico. Il Pd, attraverso il consigliere comunale Giuseppe Auriemma, chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario finalizzato alla revoca della convenzione stipulata tra Soficoop e Comune di Somma Vesuviana nel 1979. Dal canto suo il senatore Sergio Puglia attende invece la risposta del governo a un’interrogazione che ha inoltrato a giugno. Sempre ieri il consigliere regionale Carmine Mocerino, presidente della commissione campana anticamorra, ha inviato alle famiglie truffate una lettera di solidarietà. La situazione è drammatica. Il 24 giugno scorso la prima asta delle case è andata quasi del tutto deserta col risultato che 15 appartamenti sono finiti automaticamente nelle mani della Sofir, società fiduciaria dell’Istituto San Paolo, la banca creditrice. Soltanto 4 alloggi sono stati “riacquistati”, al prezzo massimo, dai promittenti acquirenti, vale a dire da coloro che avevano versato una prima parte del danaro necessario all’acquisto degli appartamenti, danaro poi sparito dalle casse della Soficoop. Una seconda asta si è tenuta il 6 luglio: 2 appartamenti, anche in questo caso, sono stati assegnati alla Sofir. Prossime aste, sono due, il 29 luglio e il 16 settembre, nel corso delle quali sarà completato l’iter del pignoramento dei 50 alloggi. Intanto il primo sgombero forzato è stato fissato al 19 luglio. Nel mirino c’è un’abitazione occupata da una famiglia composta da tre persone, gente che nei primi anni Novanta ha pagato circa 100 milioni delle vecchie lire per un compromesso che a causa della grave situazione debitoria della Soficoop non ha mai portato all’acquisto del bene. Un inadempimento determinato dal mancato frazionamento dei mutui e dal mancato esproprio dovuti al comportamento della società costruttrice finita in liquidazione. “Per il 19 luglio – anticipa l’avvocato Gianluca Annicelli, legale di buona parte degli abitanti di via Venezia – organizzeremo un’altra manifestazione: difenderemo questa famiglia in pericolo imminente”.
Qui il video del nostro reportage dalla manifestazione.







