Secondigliano. Dopo la notizia della tragica morte di Enzo e Vida, i due giovani fidanzati trovati morti in auto lo scorso 16 marzo, l’Iran rifiuta il rimpatrio della salma della ragazza perché vista come una “peccatrice”.
Non si ferma l’ondata di dolore che ha travolto le famiglie di Enzo Nocerino e Vida Shahvalad, i due ragazzi di 24 e 21 anni morti nella notte tra il 15 e il 16 marzo a causa di un avvelenamento da monossido di carbonio dello scarico dell’auto in cui si trovavano all’interno di un garage nel rione Kennedy di Secondigliano. I due avrebbero lasciato il motore della vettura acceso per mantenere in funzione il riscaldamento, esalando accidentalmente il gas nocivo. Un tragico incidente ha portato via la vita ai due giovanissimi fidanzati, spezzando così il loro amore e i loro sogni. Vida, infatti, 21 anni, era una ragazza di origine iraniana che aveva deciso di trasferirsi in Italia per iscriversi alla facoltà di Informatica presso l’Università Vanvitelli, a Caserta. Enzo, 24 anni, aveva studiato come da web designer e aiutava il padre in una pizzeria di Fuorigrotta.
Il rifiuto della salma
Ora, però, oltre al vuoto immenso lasciato da questa grave perdita, per le famiglie dei due ragazzi giunge un nuovo duro colpo. Infatti, come ha raccontato Alfredo Nocerino, padre di Enzo, in un’intervista al programma radiofonico di Radio Marte “la Radiazza”, l’Iran avrebbe respinto il rientro in patria del corpo di Vida. Alfredo, in contatto con la famiglia della ragazza tramite un altro giovane studente iraniano amico di Vida, Ahmad Bahramzadeh, ha spiegato come la “Polizia morale” di Teheran ha negato i documenti occorrenti ai genitori per far tornare a casa la salma dopo che una tv iraniana ha diffuso una notizia falsa, secondo cui Vida e Vincenzo siano stati rinvenuti nudi in auto. La giovane vittima della tragedia sarebbe pertanto stata bollata come ragazza dai “facili costumi”, distorcendo totalmente quanto accaduto.
L’intervento del padre di Enzo
Alfredo, distrutto per la morte del figlio, ai microfoni di Gianni Simioli e Serena Li Calzi, ha voluto fare un appello affinché l’Italia intervenga sulla triste vicenda: “Questa ragazza è venuta in casa mia e io penso di avere dei principi sani. Non è giusto che debba essere denigrata o derisa. Era una ragazza che studiava”. Il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, anche lui in diretta a Radio Marte, ha spiegato che chiederà al ministero degli Esteri italiano un supporto per spiegare alle autorità iraniane l’esatto accaduto, in modo da non creare disinformazione sugli eventi tragici avvenuti a Napoli pochi giorni fa.
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