Continuano le indagini sull’omicidio di Santo Romano, il 19enne ucciso a colpi di pistola nella notte tra venerdì e sabato a San Sebastiano al Vesuvio.
Il baby killer arrestato con l’accusa di omicidio (di Santo) e tentato omicidio (dell’amico ferito ad un gomito), ha confessato di essere stato lui a premere il grilletto, ma sostiene di averlo fatto solo per legittima difesa. La sua confessione ha indubbiamente dei buchi: nessuno, infatti, ha parlato di una rissa dalla quale lui si sarebbe difeso con l’arma da fuoco. Alcuni dei presenti, infatti, hanno raccontato che c’è stato un litigio verbale che proprio Santo avrebbe provato a placare, venendo poi sparato in pieno petto.
Il 17enne, dopo l’omicidio, pare sia stato visto bere un drink a Chiaia per concludere la serata insieme ad altri amici, anche se sarebbe ancora tutto da confermare.
Pare, inoltre, che poco dopo l’omicidio il killer abbia ricevuto un audio da un amico che gli consigliava di scappare dalle autorità che lo stavano cercando, un avvertimento per proteggerlo da un eventuale fermo.
Nella foto grande Santo Romano







