L’altro ieri ancora un incidente in via Romani, per fortuna senza vittime né danni alle persone coinvolte. Pubblichiamo di seguito una lettera inviataci da Pasquale Romano, residente del quartiere e candidato alle scorse amministrative nelle liste di Fratelli d’Italia, il quale sostiene di rappresentare le istanze di un folto gruppo di abitanti della zona.
Gentile direttore,
le scrivo per manifestare il disappunto di un numeroso gruppo di residenti, preoccupati dopo l’ennesimo incidente verificatosi l’altro giorno e nel quale poteva rischiare di essere travolto qualsiasi pedone, un rischio ancora più concreto giacché si è in piena estate e in strada c’è più gente anche dopo cena, orario in cui si è verificato lo scontro. In via Romani c’è un tratto di strada altamente pericoloso, con auto e moto che sfrecciano indisturbate ad alta velocità.
Noi non siamo cittadini di serie B e chiediamo siano ascoltate le nostre esigenze rispetto ad un problema che persiste da tempo e del quale l’amministrazione è tuttavia informata. Siamo stanchi delle cattive abitudini di automobilisti e motociclisti, considerando che alcune persone, nel corso dei decenni, ci hanno lasciato la vita e che altri come me, che nel lontano 2006 ho fatto 18 giorni di ospedale, possono ritenersi fortunati perché sopravvissuti. Intanto ancora molti altri hanno rischiato, rischiano e rischieranno di essere travolti da qualsiasi veicolo.
Senza volontà di polemica, chiedo, a nome mio e di tutto il quartiere che rappresento a chi di competenza di intervenire, mettendo in atto tutte le misure per impedire che i veicoli sfreccino a velocità elevate, lasciando danni a cose, lesioni a persone e addirittura vittime. Ho la fortuna di conoscere e di aver potuto interpellare un esperto in ingegneria dei trasporti e viabilità e posso dunque suggerire alcuni interventi: adeguare e potenziare la segnaletica verticale e orizzontale, installare dei dissuasori-rallentatori di velocità ottico-sonori, attraversamenti pedonali rialzati, postazioni autovelox e video sorveglianza.
La domande che restano sono due: vogliamo peggiorare o migliorare rispetto al passato? Quanto dovremo ancora attendere prima di un’evoluzione?
Pasquale Romano








