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Sant’Anastasia, si inaugura «Ristorame»: un ristorante e una storia d’amore

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«Ristorame» non è solo il nome di un nuovo ristorante, ma anche una fusione, una maniera evocativa di raccontare una storia d’amore: quella tra la tradizione gastronomica e artigiana, tra l’oro rosso e i piatti della cucina napoletana le cui ricette vanno custodite con cura, tramandate, diffuse, divulgate e…cucinate. Possibilmente in pentole, che siano tegami o padelle, di rame, appunto. Come le nostre nonne che sapevano bene quanto e come i piatti riuscissero meglio pur non cogliendone appieno la ragione scientifica, ossia che nelle pentole di rame il calore si trasmette in modo uniforme, proprietà che preserva le proprietà nutrizionali e le caratteristiche organolettiche degli alimenti.

Una storia d’amore, quindi. Ma anche di tradizione: il nuovo locale che si inaugura domani (venerdì 7 dicembre) alle 20, in via Giacomo Ramarro 16, nel centro storico di Sant’Anastasia sorge in quella che un tempo era una piccola bottega artigiana dove si creavano e cesellavano oggetti in rame, i primi passi che hanno portato poi alla consolidata azienda Porritiello Rame, oggi leader nel settore. E il titolare della nuova sfida che porterà alle falde del Monte Somma i gusti antichi della cucina popolare è un giovane anastasiano, Domenico Esposito, discendente degli artigiani Porritiello per stirpe materna.

Un sogno diventato realtà, un matrimonio che si annuncia riuscitissimo, tra l’allestimento del locale di via Ramarro, nel quale il rame è ovunque, dai quadri ai lampadari, dagli infissi ai sottopiatti, dalle pareti alle batterie di pentole, e i piatti dagli ingredienti scelti con cura affinché raccontino, ad ogni boccone, la tradizione popolare attraverso il supporto di professionisti nel campo della nutrizione, della cucina e della storia locale.

Il menu è un gustoso viaggio negli antichi sapori. Domenico Esposito accompagnerà gli avventori in un percorso di gusti familiari già dagli antipasti: baccalà mantecato con papaccelle e friarielli, alici «mbuttunate» con pomodoro e zuppetta di ricotta, scarola ripiena, l’immancabile trippa cucinata con i fagioli, il «fritturame» della casa e un’ampia scelta di salumi e formaggi rigorosamente campani. Una ricca selezione di primi piatti che comprende la zuppa di soffritto, la zuppetta di cicerchie con patate, bietole e pane saporito, il risotto scarole e baccalà, i ravioli (fatti a mano) al ragù bianco di capretto, gli gnocchi di patate, i fusilloni con stoccafisso alla puttanesca e le candele alla genovese. In un locale che rimarca decisamente la tradizione anastasiana, non poteva poi mancare, tra l’offerta dei secondi, il ruoto di capretto al forno con patate e piselli, e la ricetta delle nonne per gli «ndruglitielli» con patate nella ricetta tipicamente anastasiana dove un tempo, su ogni tavola, le interiora di agnello cucinate a dovere erano immancabile prelibatezza. E ancora, dalla cucina di Ristorame, dove Domenico Esposito ha voluto lo chef Luigi Porritiello, usciranno il baccalà fritto, il polpo alla luciana, il tianello di carne al ragù napoletano, il pollo alla cacciatora o l’entrecôte.

Quanto ai dolci, nessuna concessione a ricette astruse, sulle tavole di Ristorame regnerà ancora potente la tradizione: torta caprese, pastiera napoletana, il classico babà e la semplicissima ma squisita torta «Uova, zucchero e ricotta». Il tutto accompagnato da una fornitissima selezione di vini.

Taglio del nastro alle 20 di domani (venerdì 7 dicembre) e serata inaugurale che segna un altro gesto d’amore, quello di un giovane che decide di restare nella propria città, di investire e scommettere su quello stesso luogo dove un’attività di famiglia, in altri tempi, ha poi spiccato il volo.