
Da questa mattina iniziano gli eventi religiosi per il 142esimo anniversario dell’Incoronazione della Madonna dell’Arco, celebrazioni con il Vescovo di Noto. E domenica arriva Monsignore Beniamino Depalma.
«Magici colori danzanti»: sono i fuochi pirotecnici musicali che, come l’anno scorso per volontà di padre Alessio Romano che ha voluto arricchire la tradizione risalente al 1955, illumineranno la volta del cielo la sera di sabato prossimo, 10 settembre. È l’incendio simulato al campanile, infatti, l’apice dei festeggiamenti per l’anniversario dell’Incoronazione di Maria e da qualche anno l’evento è stato istituzionalizzato dal Comune di Sant’Anastasia. Tremila euro il contributo dell’amministrazione che, come è stato spiegato ieri mattina in una conferenza stampa tenutasi martedì in Santuario, si sarebbe attivata per coprire l’intera somma occorrente (dodicimila euro) grazie a contributi di commercianti e aziende private. Il programma religioso dell’evento si apre oggi, con il triduo di preparazione, la recita del Rosario e, fino a sabato, alle 18,30, la celebrazione eucaristica con Monsignore Antonio Staglianò, vescovo di Noto. Domenica prossima, la funzione religiosa delle 10 sarà celebrata invece dal vescovo di Nola, Monsignore Beniamino Depalma. Nel pomeriggio di domenica, alle 18,30, la consueta processione per le strade della città, l’omaggio alla Madonna da parte delle associazioni dei battenti e la preghiera. Nei festeggiamenti civili, oltre all’incendio simulato, rientra – venerdì 16 settembre – la rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio a cura dell’associazione San Ciro Olnlus e del Gruppo «I Giocondi» diretto da Luigi De Simone. Ci sarà anche la paranza «O bell o nient» di Angelo Di Pascale con la Pro Loco dell’Arco a rievocare le tradizioni della tammurriata che proseguirà il giorno dopo, sabato 17 settembre alle 20, con libere esibizioni di balli e canti.
Nella nota stampa diffusa ieri sera dal Comune, il sindaco Abete spiega di essersi impegnato «presso imprenditori per trovare sponsorizzazioni». Imprenditori che, spiega il comunicato diffuso da Palazzo Siano, «hanno aderito con spontaneità a riprova dell’attaccamento verso la Madonna dell’Arco». «L’incendio si doveva fare, la tradizione non va perduta e anche l’amministrazione ha contribuito con tremila euro». Tremila, a fronte di dodicimila (tanto costa l’evento) e i conti sono presto fatti.
Per il secondo anno, dall’insediamento del Rettore padre Alessio Romano, l’incendio sarà arricchito dall’esperienza di artigiani dei fuochi d’artificio piro musicali. Ma padre Alessio mette l’accento soprattutto sulla presenza di Sua Eccellenza Antonio Staglianò, vescovo di Noto, teologo, consulente della Conferenza Episcopale Italiana e amatissimo dai giovani. Il Monsignore, musicista e fine conoscitore dell’arte, è noto ai media per aver citato nelle omelie, oltre che cantato accompagnandosi con la chitarra, canzoni come «La Cura» di Battiato, ma anche testi di Noemi, Giovanni Caccamo e Marco Mengoni.




