M.R., 51 anni, si era finto zio dello sposo del quale di lì a poco don Ciccio d’Ascoli avrebbe dovuto celebrare le nozze. Ha annunciato l’arrivo di un fantomatico gioielliere e si è poi presentato di persona per tentare lo scambio chiedendo al parroco di anticipare 600 euro. Ma in sacrestia ha trovato i carabinieri.
«Pronto, parlo con il parroco Francesco D’Ascoli?». La voce al di là della cornetta chiede proprio del parroco, Francesco D’Ascoli, per tutti “don Ciccio”. È un uomo, si qualifica come lo zio dello sposo che proprio quel giorno si sarebbe unito in matrimonio con la sua fidanzata, nella chiesa di Santa Maria La Nova a Sant’Anastasia. Il parroco risponde, scambia qualche parola con il «parente» degli sposi, anche se comincia a sembrargli strana quella telefonata. Lo «zio» fa poi la richiesta per la quale aveva chiamato: annuncia al sacerdote che di lì a poco in chiesa sarebbe arrivato, per suo conto, un gioielliere a consegnare un pacchetto. «Un orologio, un regalo di nozze per gli sposi» – dice. Una richiesta un po’ inusuale, quella di consegnare i regali il giorno del matrimonio e per di più in chiesa, nelle mani del parroco. Il sospetto inizia così a insinuarsi. Ma la tentata truffa, perché di questo si trattava, diventa quasi certezza quando il finto «zio» chiede a don Ciccio di anticipare il pagamento dell’oggetto, assicurando che avrebbe immediatamente rimborsato la somma, 600 euro, non appena arrivato in chiesa. Dall’altra parte della cornetta, in realtà, c’era M. R., pregiudicato napoletano di 51 anni che, dopo essersi finto parente prossimo della coppia che di lì a qualche ora sarebbe arrivata in chiesa affinché don Ciccio celebrasse le loro nozze, aveva in mente di interpretare anche un’altra parte, quella del gioielliere. E così è stato, ma intanto insospettito da tutta la vicenda il parroco aveva già avvisato i carabinieri. Messi in allerta, i militari hanno preparato tutto per accogliere lo «zio». Poco dopo, infatti, l’uomo è arrivato e si è presentato in sacrestia con il pacchettino per lo scambio. Ma invece dei 600 euro, l’uomo ha ricevuto un bel paio di manette. Mentre M.R. tentava di consegnare l’orologio e avere in cambio il denaro, i carabinieri sono entrati nello studio del parroco, con ingresso nella sacrestia, lo hanno bloccato, identificato e poi denunciato. L’accusa è quella di tentata truffa: il pregiudicato, sapendo della celebrazione religiosa che si sarebbe tenuta dopo poche ore, aveva preparato un piano – nemmeno troppo intelligente, in verità – che è finito per lui nel modo peggiore.




