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Sant’Anastasia. Conto consuntivo 2014: c’è l’ok del consiglio comunale

Il documento contabile è stato approvato dai consiglieri della maggioranza nonostante l’astensione di Annarita De Simone (FI). Il Pd ha abbandonato l’aula prima della discussione della delibera: «Gli atti del rendiconto non sono pervenuti nei tempi stabiliti dalla legge».

E’ stato approvato il rendiconto finanziario dell’anno 2014, argomento di punta del consiglio comunale che si è svolto questa mattina, venerdì 15 maggio, presso l’aula consiliare di Palazzo Siano. Il conto consuntivo è stato avallato dall’intera maggioranza guidata dal sindaco Abete, nonostante l’astensione di Annarita De Simone (Forza Italia) la quale ha ritrovato in esso «le stesse criticità già fatte notare alla presentazione del bilancio» e dei consiglieri del Pd, Raffaele Coccia e Peppe Maiello che hanno chiesto dapprima il rinvio di questo punto posto all’ordine del giorno e poi abbandonato l’aula ancor prima dell’illustrazione della relazione del vicesindaco con delega al Bilancio, Armando Di Perna.

Nel corso della pubblica assise il consigliere Coccia ha difatti dichiarato testuale: «Le norme impongono che i documenti devono essere portati ai consiglieri almeno venti giorni prima del consiglio e questo non è successo. Gli atti non sono pervenuti in tempo per revisionarli. Ci allontaniamo da questa assise: non vogliamo avallare una prassi consolidata, visto che sono cinque anni che ciò accade». Subito dopo l’episodio, Di Perna ha illustrato la sua relazione: «Il 2014 si chiude meglio del 2006, dal punto di vista economico e finanziario, nonostante i vincoli stringenti imposti in questi anni e il grave periodo di crisi che viviamo».

«Dall’analisi tecnica degli indici di bilancio, risulta che nel nostro Comune si sfori il limite massimo consentito in riferimento ai residui passivi perché superiori al 40% degli impegni della spesa corrente ed ai debiti fuori bilancio, formatisi nell’esercizio di riferimento superiori all’1% rispetto al valore di accertamento delle entrate correnti. Il confronto col benchmark normativo è per il comune positivo, così come lo è il confronto con i nostri esercizi precedenti approvati. Negli ultimi anni infatti, il Comune risultava deficitario per quattro parametri, e non per due come quest’anno», ha proseguito l’assessore al ramo precisando:

«Siamo migliorati nei parametri che fanno riferimento alla voce Residui attivi provenienti dalla gestione corrente, che negli esercizi precedenti era superiore al 42% dei valori di accertamento delle entrate correnti stesse. Il nostro Ente ha recuperato soprattutto con il miglioramento della capacità coercitiva delle entrate proprie del Titolo I (mi viene in mente l’apprezzamento che abbiamo avuto anticipando la emissione del ruolo Tari, allora Tares, con l’emissione degli avvisi bonari su cui tra l’altro non gravano sui contribuenti le spese di notifica). E ancora, annulliamo il deficit nel parametro Residui attivi “storici” perché superiori al 65% delle entrate tributarie ed extratributarie accertate nella gestione corrente. Questo miglioramento è avvenuto per l’importante pulizia avvenuta da un po’ di tempo a questa parte nel nostro Bilancio delle somme imputate come crediti dei Titoli I e III, cioè da imposizione fiscale e da sanzioni amministrative».

Per quanto riguarda l’analisi delle spese dell’anno, è sulla spesa per investimenti che l’Ente ha risentito maggiormente della fase di transizione tra gestione commissariale e insediamento della nuova giunta. «Si passa da un impegno di spesa superiore a 3 milioni di euro nel 2013, a uno pari a 1,5 milioni nel 2014. Da questi risultati emerge la difficoltà di impegnare risorse proprie e l’esigenza di reperire in qualsiasi forma risorse esterne, in particolare sfruttando l’ultimissima finestra di accelerazione della spesa a valere sul POR FESR 2007/2013, e preparando la strada per arrivare pronti alla presentazione della nuova programmazione 2014/2020» ha chiosato Di Perna concludendo:
«Ed è stata soprattutto questa la attività amministrativa svolta nei primi mesi di consiliatura. La preparazione di numerosi progetti già presentati in Regione Campania, e in un caso addirittura già ammesso a finanziamento per 800.000€, è il bigliettino da visita di un’amministrazione che vuole iniziare col piglio giusto, e che si candida a ruolo di leader nel panorama dei paesi vesuviani in termini di utilizzo delle risorse comunitarie, ma più in generale direi di efficacia dell’azione amministrativa».

Dopo la relazione dell’assessore Di Perna ha preso la parola il presidente del consiglio comunale Mario Gifuni il quale ha affermato di essere dispiaciuto che l’opposizione abbia abbandonato l’aula: «Atteggiamento strumentale da parte del Pd, una forma di poco rispetto per le istituzioni e per i cittadini che li hanno votati. Dal punto di vista politico, la discussione politica dei contenuti deve sembre avvenire, senza dover necessariamente abbandonare l’aula». «Vedo la scelta immotivata e poco responsabile. I pareri e l’atto sono arrivati nei tempi previsti, a mia memoria e conoscenza. Atteggiamento poco funzionale al paese quello che si è registrato stamattina al consiglio comunale», ha invece affermato il sindaco Lello Abete. Dello stesso tenore le dichiarazioni dei consiglieri comunali Mario Trimarco ed Alfonso Di Fraia; proprio quest’ultimo ha asserito che «le sedie vuote in assise sono l’interesse per la vita del paese, sono la perfetta analisi di quello che sono: vuoti!»

A margine del consiglio comunale, Peppe Maiello del Pd ha precisato ai nostri microfoni che «la relazione del collegio dei revisori dei conti ha data 8 maggio 2015. E’ evidente che un’anomalia c’è e cozza con quanto recita l’articolo 227 del Testo Unico. Crediamo che il consiglio comunale vada svolto nel totale rispetto delle regole e non escludiamo che da parte nostra ci possano essere anche delle azioni che ci diano la possibilità di poter ridiscutere la pubblica assise. A tal proposito, c’è una sentenza del consiglio di stato, una nota del parere della sezione prima che ritiene appunto di aver accolto il ricorso proposto da un consigliere di Arpaise, proprio per lo stesso motivo».

Oltre alle questioni burocratiche il consigliere del Pd è entrato anche nel merito del rendiconto: «Comparando il bilancio di previsione 2014 (approvato a settembre 2014) ed il conto consuntivo 2014 si evidenzia l’incapacità di questa amministrazione di combattere l’evasione. Infatti per quanto attiene all’Ici nella previsione 2014 era stato previsto un recupero di euro 220.871,82 (confermato con accertamento successivo) ma al 31/12/2014 non è stato riscosso nulla. Per la Tarsu nella previsione 2014 era stato previsto un recupero di euro 649.330,86 (confermato con accertamento successivo) ma al 31/12/2014 non è stato riscosso nulla. Questo sta a significare non solo l’incapacità dell’amministrazione di combattere l’evasione tributaria, di non saper programmare e che poi alcune voci di spese, finanziate/coperte con queste entrate sono state alimentate con altre entrate. Il totale per mancato introito è pari ad € 870.202,68».

«Dall’analisi dei servizi a domanda individuale si evince che l’amministrazione non è in grado di gestirli, in quanto la gestione è in perdita. La copertura finanziaria non è stata assicurata per il campo sportivo, la mensa ed il trasporto scolastico – ha proseguito Maiello – Si evidenzia la mala gestione dell’amministrazione con uno spreco di denaro pubblico e per quanto attiene alla mensa ed al trasporto scolastico emerge il clientelismo dell’amministrazione che non riscuote le quote dei beneficiari. L’amministrazione si salva solo perché esiste nel T.U.E.L. la regola di salvaguardia e cioè: tutte le entrate finanziano indistintamente tutte le spese».

«Si evidenzia, dunque, una scarsa capacità di riscuotere e di combattere l’evasione per i residui attivi inerenti a Tarsu, ai fitti ed alla vendita dei beni comunali – ha concluso il consigliere democrat – Per quanto riguarda gli uffici/immobili destinati al giudice di pace, infine, dall’analisi del conto consuntivo emerge che le spese sono a carico del comune. Questa cosa non è strana? Pur ammettendo che il comune abbia dato al giudice di pace gli uffici in comodato, i costi per mantenere gli uffici sono/dovrebbero essere a carico dell’utilizzatore. Per noi, è solo spreco di denaro».

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