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Rischi meteo prevedibili con un software

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 Il CIPCast – questo il nome dell’applicativo- integra dati geospaziali, previsioni meteo fino a 1 ora  e a breve-medio termine. Fornisce  informazioni sull’ assetto idrogeologico e sulla ricorrenza di eventi sismici e di altri eventi naturali di rilievo.
 L’Enea – Ente nazionale per le energie alternative –  ha annunciato la sperimentazione di un software capace di  elaborare e fornire previsioni di rischio per le infrastrutture energetiche e idriche in caso di eventi meteo intensi come  nubifragi, alluvioni e frane. Sono migliaia gli eventi di questo tipo che si verificano ogni anno in Italia, soprattutto nelle zone deficitarie di moderne strutture. In questi giorni sono state sviluppate due  versioni del programma: per calcolare  l’impatto delle precipitazioni sulle reti di energia elettrica e per gestire gli eventi legati al Giubileo per quanto riguarda la città di Roma. Partner di Enea è, infatti, la società romana Acea. Il software , però, sarà utilizzabile ovunque. Nasce  dall’ esigenza di affrontare eventi meteorologici sempre più frequenti, intensi e caratterizzati da forte  pericolosità . Il CIPCast – questo il nome dell’applicativo- integra dati geospaziali, previsioni meteo fino a 1 ora  e a breve-medio termine. Fornisce  informazioni sull’ assetto idrogeologico e sulla ricorrenza di eventi sismici e di altri eventi naturali di rilievo. Tutto in anticipo , ma una volta acquisiti i dati da sensori e previsioni , l’applicazione elabora gli scenari di rischio, identifica le  infrastrutture in pericolo, stima l’impatto sui servizi e quantifica gli effetti che la loro eventuale interruzione potrebbe produrre  su persone e cose. In particolare l’azienda fornitrice del servizio di energia elettrica, potrà gestire le situazioni di crisi e predisporre strumenti efficaci per interventi rapidi. La sperimentazione si cala in una realtà nazionale  complessa. Infatti  secondo il dossier di Legambiente ” Le città italiane alla sfida del clima”,  curato insieme al Ministero dell’Ambiente, tra il 2010 e i primi mesi del 2015 in Italia sono stati 43 i giorni di blackout elettrici totali a causa del maltempo. Gli esperti hanno annunciato che il sistema potrà essere usato anche per il controllo della rete idrica. Protezione Civile e Comuni potranno cioè  attivare le dovute azioni per ridurre l’impatto degli eventi meteo e ripristinare i servizi in poco tempo. Alt, infine, al  cosiddetto effetto domino, il blackout esteso su altre infrastrutture critiche che garantiscono servizi essenziali come lo smaltimento dei rifiuti, il traffico ferroviario e le telecomunicazioni.

(Fonte foto: Rete internet)

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