La mappa delle Regioni: Italia lontana dall’obiettivo europeo del 2020. La Campania in ripresa.
Il Sud continua a non essere virtuoso nella raccolta differenziata. Non ha più alibi. Il Governatore della Campania De Luca è l’unico che in questi giorni può dirsi soddisfatto di quanto sta facendo: è impegnato a chiudere con il passato, ce la farà. Gli altri Governatori meridionali sono in grave affanno. Nel 2015, secondo l’ultimo rapporto di Anci e Consorzio recupero imballaggi, le Regioni che hanno superato la percentuale del 50% di materiali portati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche. In vista del traguardo sono Abruzzo, Toscana e Campania, appunto. L’anno scorso la produzione di rifiuti urbani è cresciuta meno dell’1 per cento. La differenziata è aumentata portandosi dietro la zavorra di quattro quinti delle Regioni meridionali. Un potenziale umiliato da cattiva gestione e interessi locali. Guarda caso dove il peso economico del trattamento dell’immondizia è tra i più alti d’Europa. La distanza dall’obiettivo Ue – il 50% di avvio a riciclo per i rifiuti urbani – è ancora tanta. Il traguardo è fissato al 2020, in un lasso di tempo ristretto, considerate le lentezze accumulate.
Le conclusioni del rapporto Anci – Conai d’altronde, sono nette: “in Italia si è continuato a investire nel sistema delle raccolta differenziata, senza dare vero impulso ad un sistema industriale in grado di rispondere agli obiettivi europei”. E da dove deve arrivare l’impulso? Da tutti i soggetti che norme nazionali ed europee hanno caricato di responsabilità alle quali spesso si sottraggono. Dal punto di vista industriale (che vuol dire occupazione ed investimenti) i dati italiani sono altrettanto sconfortanti, con soltanto 3,8 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio effettivamente riciclati.
Insistere su pratiche corrette è determinante, ma il problema restano i controlli e le sanzioni. Prova ne è che negli ultimi due anni tutto il Paese ha avuto un peggioramento nella qualità dei materiali raccolti. Troppe zone di città invase da rifiuti, dove le ditte di recupero non mettono piede. Vasti perimetri di aree metropolitane che non sfuggono a patologie legate al mancato, corretto smaltimento. La raccolta differenziata è un mezzo e non un fine, ricordano gli esperti e lanciano un ennesimo appello ai Sindaci. “Lo ricordiamo – dice Filippo Bernocchi dell’ Anci – quando diamo l’immagine di un Paese a due velocità, con un Nord dotato di impianti adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Il Sud è sulla strada buona, ma rispetto al 2015 la sua azione migliorativa è aumentata solo dell’8 per cento. E grazie ai rifiuti di imballaggio in plastica e vetro, particolarmente curati dal Conai.” Eppure “il metabolismo economico italiano” potrebbe trasformare e recuperare 400 milioni di tonnellate di materie prime in prodotti finiti. Una ricchezza di cui colpevolmente facciamo a meno e che ci espone alle critiche degli altri paesi dell’Ue.



