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lunedì, Maggio 23, 2022

Regionali 2020 ad Acerra: respinto il ricorso di Cannavacciuolo

Ma l’ex candidato del Movimento Cinque Stelle non si arrende: “I giudici amministrativi hanno creato un precedente pericoloso”

 

Regionali 2020: con il respingimento del ricorso avanzato dall’ex candidato del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Cannavacciuolo, il Consiglio di Stato ha chiuso sul fronte amministrativo la vicenda delle presunte irregolarità durante le operazioni di voto nei seggi di Acerra. Il secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa ha infatti appena emanato la sentenza con cui è stata bocciata la richiesta di Cannavacciuolo, non eletto in consiglio regionale per una manciata di voti, di annullare la precedente decisione del Tar Campania. Il giovane ambientalista, volto noto ad Acerra sul fronte delle battaglie per la legalità e contro l’inquinamento, aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sezione seconda, la sentenza numero 759 del 3 febbraio 2021, con cui era stata appunto respinta l’istanza del candidato pentastellato proposta per l’annullamento del verbale dell’ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Napoli del 13 ottobre 2020, cioè il verbale di proclamazione degli eletti al consiglio regionale della Campania. Istanza che includeva anche l’annullamento e/o la declaratoria di nullità del procedimento elettorale e delle operazioni di voto compresi nei verbali delle operazioni dell’ufficio elettorale di una serie di sezioni del Comune di Acerra (ben 40 delle 56 complessive). Per Cannavacciuolo si erano riaccese le speranze dopo che lo stesso Consiglio di Stato, nel maggio dell’anno scorso, aveva ordinato la verifica dei verbali di voto nelle sezioni in cui erano state ravvisate irregolarità. Cannavacciuolo, dopo una lunga e certosina analisi delle documentazioni elettorali, aveva sospettato una serie di operazioni molto strane sia sul fronte delle verbalizzazioni che su quello di una presunta mancata trasmissione delle preferenze dal Comune di Acerra alle autorità preposte. “Con questa sentenza è stato creato un precedente pericoloso – commenta l’ex candidato Cinque Stelle – perchè sono state prese decisioni giuridiche in contrasto con le norme. A ogni modo la mia battaglia sta proseguendo  in sede penale, dove ci sono denunce precise che prima o poi dovranno essere vagliate dagli inquirenti”. Contro il ricorso dell’ambientalista hanno resistito in sede giuridica gli attuali consiglieri regionali Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra, Raffaele, e Luigi Cirillo, quest’ultimo proprio del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle.

 

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