La Procura di Firenze ha chiesto l’ergastolo per Totò Riina quale mandante della strage di Natale: il 23 dicembre 1894 morirono 17 persone e ne rimasero ferite 267, erano tutte sul treno Napoli – Milano.
Ieri la richiesta dinanzi alla corte d’Assise d’appello dopo l’assoluzione di Riina in primo grado. Totò Riina, in precarie condizioni di salute, non era presente in aula ma ha seguito il processo in videoconferenza dal carcere insieme al suo legale.
L’accusa ha sottolineato quanto sia contraddittoria la sentenza di primo grado risalente al 2015, richiamando una serie di fatti e circostanze, in primis la natura dell’esplosivo usato per la strage: il Semtex 4, uguale a quello che era in disponibilità degli uomini più fidati del boss e il medesimo che fu usato per gli agguati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche il controllo ferreo di quegli anni di Riina sui suoi «soldati».
Il processo proseguirà il 7 e il 15 giugno, alla ricerca di colpevoli, di una giustizia che possa in qualche modo dar pace alle famiglie delle vittime di quella strage che forse fu la risposta di Cosa Nostra al maxiprocesso di Palermo.
Alla vicenda ha dedicato un libro la giornalista Giuliana Covella.



