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Racket all’attacco: incenerito un negozio nel centro storico di Acerra. Il giovane commerciante: “non ho mai ricevuto richieste di tangenti”.(tutte le foto)

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Oreste Scapaticci, 25 anni, acerrano doc, è uno di quei ragazzi che non si piangono addosso. L’anno scorso Oreste si è rimboccato le maniche e ha sfidato la sorte avversa che perseguita i giovani disoccupati del sud aprendo insieme ai suoi fratelli e proprio nella sua città un negozio di abbigliamento, il “Dark Way”. E il successo della piccola iniziativa imprenditoriale è stato immediato. Gli affari sono andati a gonfie vele. Fino a ieri però, fino a quando un commando di criminali gli ha incendiato il negozio. Proprio così: l’esercizio aperto dal giovane a costo di tanti sacrifici, in via San Simone e Giuda, a ridosso del centro storico, verso piazza San Pietro, ora è distrutto. Immagini terribili: le pareti annerite, la merce bruciata. Per ridurlo in cenere un gruppo di ancora ignoti malviventi, martedi sera, intorno alle undici e trenta, è penetrato nel cortile che dà sulla porta di emergenza del negozio, sul retro, dalla parte di piazza San Pietro. Una volta qui i criminali hanno versato litri e litri di benzina attraverso una sottilissima fessura, sull’uscio della porta secondaria. Il liquido altamente infiammabile è subito penetrato nell’esercizio commerciale. Quindi il fumo e le fiamme. Per fortuna la gente che stava in piazza è accorsa in poco tempo. I vigili del fuoco non arrivavano per cui alcuni giovani, aiutati dagli abitanti del cortile, non si sono persi d’animo e hanno preso dei secchi d’acqua. Acqua che è stata fatta entrare nel negozio attraverso delle aperture poste sulla parte sommitale del muro retrostante al negozio. L’incendio è stato spento così, alla vecchia maniera. Quando i pompieri sono finalmente giunti sul posto il peggio era già passato. Non hanno potuto fare altro che constatare la natura dolosa dell’incendio, cosa che è stata riferita ai carabinieri. L’ipotesi d’indagine più accreditata è quella “classica” che porta dritta alla camorra del pizzo. Ma Oreste Scapaticci afferma di non aver ricevuto richieste di danaro. << Non ho mai ricevuto richieste di tangenti >>, conferma il giovane. << Quando stamattina abbiamo alzato il parquet bruciato – racconta il commerciante – abbiamo trovato ancora qualche litro di benzina. Hanno reso vano il sacrificio di una vita. Sono sfiduciato. Devo ripartire da zero. Io non ho neanche l’assicurazione antincendio >>. Pizzo ma non solo. Un’altra ipotesi serpeggiante è che l’obiettivo mafioso sia di far scoraggiare la vittima fino al punto di farle chiudere l’attività. << Se hanno in mente questo si sono proprio sbagliati – replica, tono deciso, Oreste – rimetteremo in sesto il negozio al più presto: dai social sto ricevendo la solidarietà di tante persone >>. Comunque quel che è certo è che l’atto criminale appena compiuto sia stato opera di esperti del “settore”. Qui però da molti mesi la criminalità organizzata locale non colpiva negozi e imprese. Da quasi un anno. Nel 2016 e nel 2017 ad Acerra sono state prese di mira, più volte, a colpi di pistola o di molotov, bigiotterie, pompe funebri, parafarmacie, pizzerie, concessionarie di auto. Poi c’è stata una lunga tregua. Fino all’altro ieri, quando appunto è stato distrutto il negozio di abbigliamento. << Invito tutti i commercianti a denunciare il pizzo – l’appello di Salvatore Cantone, presidente della locale associazione antiracket Pomigliano per la Legalità-Domenico Noviello – anche perché solo denunciando si possono ottenere i fondi pubblici per ricostruire il negozio distrutto >>. L’episodio di martedi sera rappresenta un’ulteriore mazzata all’economia locale. Da queste parti infatti i negozianti stanno protestando, anche con serrate e cortei, contro quella che stanno definendo << la lenta morte del commercio di Acerra >>. Sabato scorso gli esercenti della zona per far comprendere meglio il loro grande disagio hanno anche deposto sulle strade centinaia di lumini funebri.